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[Nonviolenza] All'incontro dell'Afesopsit un corale ricordo di Vito Ferrante e la lettura dell'"Oracion por Marilyn Monroe" di Ernesto Cardenal
- Subject: [Nonviolenza] All'incontro dell'Afesopsit un corale ricordo di Vito Ferrante e la lettura dell'"Oracion por Marilyn Monroe" di Ernesto Cardenal
- From: Centro di ricerca per la pace Centro di ricerca per la pace <centropacevt at gmail.com>
- Date: Sun, 7 Jun 2026 13:31:30 +0200
ALL'INCONTRO DELL'AFESOPSIT UN CORALE RICORDO DI VITO FERRANTE E LA LETTURA DELL'"ORACION POR MARILYN MONROE" DI ERNESTO CARDENAL
Sabato 6 giugno, come ogni sabato da molti anni a questa parte, si e' svolto il consueto incontro conviviale dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) presso la propria storica sede, la "Fattoria di Alice" in strada Tuscanese 20 a Viterbo.
*
L'incontro si e' aperto con il dono a tutte le persone partecipanti di un ritratto di grandi dimensioni di alcune "maestre e testimoni della dignita' umana" di cui erano state illustrate le biografie nell'incontro precedente: Hannah Arendt, Rosa Luxemburg, Franca Ongaro Basaglia, Simone Weil, Virginia Woolf.
Nell'incontro e' stata letta e commentata una celebre poesia del grande poeta nicaraguense Ernesto Cardenal, "Oracion por Marilyn Monroe".
E' stato poi espresso un corale vibrante commosso ricordo di Vito Ferrante, con appassionate struggenti toccanti testimonianze di tutte le persone presenti.
Le persone partecipanti all'incontro hanno anche inviato un fraterno e sororale saluto al "Tuscia Pride" che si svolgeva in contemporanea nelle vie della citta', con profonda condivisione e unanimita' di sentimenti.
*
Come e' noto l'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia", di cui e' stato fondatore ed animatore fino alla fine dei suoi giorni Vito Ferrante che ci ha lasciato lo scorso 29 aprile, si incontra ogni sabato presso la "Fattoria di Alice" in strada Tuscanese 20 a Viterbo (la "Fattoria di Alice" infatti e' stata realizzata da Vito Ferrante e dall'Afesopsit con un lavoro di molti anni); dopo il pranzo in comune ogni sabato vi e' l'occasione per conversare insieme ed esaminare con il contributo di tutte e tutti nella massima liberta' ogni argomento di comune interesse.
Nel corso del 2025 l'Afesopsit ha anche generosamente ospitato le riunioni organizzative (e non solo) delle amiche e degli amici di Alfio Pannega impegnati nella preparazione e realizzazione dele iniziative per commemorare il centenario della nascita di Alfio, l'indimenticabile poeta antifascista che ormai per unanime consenso e' simbolo - come Vito Ferrante - della Viterbo migliore.
Alfio Pannega e Vito Ferrante erano grandi amici, e la gran parte delle amiche e degli amici dell'uno lo sono stati anche dell'altro e li ricordano entrambi con gratitudine che non si estingue.
*
Ricordiamo anche che l'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" sta raccogliere le fotografie, le registrazioni video e audio ed ogni altro documento riguardante Vito Ferrante e la sua opera di artista, di militante, di rappresentante dei cittadini, di volontario, di persona impegnata nella solidarieta', per la pace e per il bene comune dell'umanita'; chiunque abbia fotografie, registrazioni ed ogni sorta di documenti utili riguardanti Vito e la sua azione e' pregato di farne pervenire copia ad Antonella e Francesco all'indirizzo di posta elettronica: info at ilboschettodeicorbezzoli.it
*
Il prossimo incontro dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" si svolgera' come di consueto sabato prossimo, con il pranzo in comune e la successiva riflessione condivisa.
*
Alleghiamo in calce:
- uno schema di un ragionamento svolto nel corso dell'incontro di sabato 16 maggio: "come si parla in pubblico senza farsi del male";
- un riassunto di un'attivita' svolta sabato 23 maggio: "Un gioco giocato nell'incontro del 23 maggio 2026";
- una traduzione di Ernesto Cardenal, "Orazione per Marilyn Monroe".
Notizia a cura delle amiche e degli amici di Alfio e di Vito
Viterbo, 7 giugno 2026
Comunicato diffuso a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera", e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
* * *
Allegato primo: uno schema di un ragionamento svolto nel corso dell'incontro di sabato 16 maggio: "come si parla in pubblico senza farsi del male"
1. Parlare e ascoltare e' l'attivita' delle persone che si incontrano e si riconoscono reciprocamente la dignita' di esseri umani, quindi:
- piu' parli tu e meno possono parlare gli altri: parla poco, ascolta molto;
- concentrati sull'essenziale: di' solo le cose di cui sei sicuro e che ti sembrano importanti sia per te che per chi ti ascolta;
- rispetta gli altri, se tu rispetti gli altri, e' piu' probabile che gli altri rispetteranno te;
- quando c'e' un'incomprensione:
a) non dire "Non hai capito", di' "Forse non mi sono espresso bene";
b) non dire "Non si capisce niente di quello che dici", di' "Forse non ho capito bene";
c) non dire "Tu dici solo sciocchezze", di' "Credo di non essere d'accordo su alcune cose che hai detto".
*
2. La comunicazione e' un'attivita' umana, che coinvolge tutta la persona:
- la parola
- l'intonazione
- il volto
- il corpo e la sua postura
- i gesti
*
3. La comunicazione e' un'azione complessa, composta da molti elementi:
- il messaggio
- l'emittente
- il ricevente
- il canale
- il codice
- il feedback
*
4. Un messaggio si compone sempre di tre elementi:
- il contenuto
- la forma
- la relazione
*
5. Parlare lentamente (si ha piu' tempo per pensare e si da' a chi ascolta piu' tempo per capire)
*
6. Respirare regolarmente (favorisce il controllo delle emozioni)
*
7. guardare negli occhi la persona o le persone alle quali si parla (e' l'unico modo per accorgersi se quello che si dice e' comprensibile)
*
8. Ricordarsi che la voce e' uno strumento musicale: occorre suonarlo bene
*
9. Le tecniche della retorica classica
- inventio = trovare, ideare le cose da dire (bisogna avere qualcosa da dire)
- dispositio = la disposizione, l'architettura del discorso (un discorso deve avere un inizio, uno svolgimento e una fine)
- elocutio = l'abbellimento del discorso (se un discorso e' brutto e noioso, sembra anche sbagliato)
- memoria = ricordarsi le cose (occorre ricordare cosa si vuol dire; la memoria va tenuta in allenamento)
- actio = agire, ovvero recitare il discorso (un discorso in pubblico e' una "rappresentazione", ovvero richiede una "esecuzione" come se si fosse degli artisti della voce e del movimento del corpo, ovvero dei cantanti e degli attori)
*
10. Rispettare chi ci ascolta, adeguare il nostro modo di parlare affinche' sia comprensibile, e soprattutto non alzare la voce e non dare ordini, non interrompere mai chi sta parlando, non dire mai parolacce, non offendere mai le persone: chi ci ascolta permette che le nostre parole entrino nelle sue orecchie, quindi stiamo attenti a non insozzarle con il turpiloquio e con le offese.
* * *
Allegato secondo: un riassunto di un'attivita' svolta sabato 23 maggio: "Un gioco giocato nell'incontro del 23 maggio 2026"
Nell'incontro del 23 maggio 2026 abbiamo giocato un gioco basato sulla fiducia e sull'ascolto reciproco.
La descrizione riassuntiva che segue e' stata messa per iscritto da una delle persone partecipanti solo diversi giorni dopo, sulla base di quello che ancora ricordava (e' probabile che altre persone ricordino cose diverse).
*
Stando seduti in cerchio (piu' o meno), e parlando a turno facendo il giro, ogni persona ha detto cosa pensava riguardo a una domanda, mentre le altre persone la ascoltavano in silenzio, con attenzione, senza interromperla e senza commentare le sue idee.
Ogni persona era libera di esprimersi come preferiva, di esprimere un sentimento profondo o di dare una risposta spiritosa o di "passare" (cioe' non rispondere).
*
1. Nel primo giro, la domanda era: tre ragioni per cui vale la pena vivere
Tra le risposte (che qui si sintetizzano, ma che erano ampie e argomentate, con profondita' di ragionamento e commozione):
- le nostre relazioni umane, le persone che contano per noi
- la bellezza del mondo e della vita
- le esperienze significative che abbiamo fatto (viaggi, incontri...)
- il desiderio di fare il bene
*
2. Nel secondo giro, la domanda era: tre cose che proprio non sopporto
Tra le risposte (che qui si sintetizzano, ma che erano ampie e argomentate, con profondita' di ragionamento e commozione):
- l'arroganza, la prepotenza
- l'indifferenza di fronte al dolore degli altri
- non essere ascoltati, non essere rispettati, non essere riconosciuti come persone
- la guerra e tutte le violenze
*
3. Nel terzo giro, la domanda era: tre significati di questo gioco
Tra le risposte (che qui si sintetizzano, ma che erano ampie e argomentate, con profondita' di ragionamento e commozione):
- Ascoltarci
- Comprenderci
- Dire liberamente le cose che vogliamo dire
- Provare a parlarci senza essere fraintesi
- Poter dire cose che ci stanno a cuore
- prestare attenzione alle parole e ai sentimenti delle altre persone
* * *
Allegato terzo: una traduzione di Ernesto Cardenal, "Orazione per Marilyn Monroe"
[Nel corso dell'incontro abbiamo utilizzato il testo in lingua originale contenuto in Ernesto Cardenal - Dorothee Soelle, Oracion por Marilyn Monroe, Editorial Nueva Nicaragua - Ediciones Monimbo, Managua 1986, traducendolo all'impronta; una traduzione italiana e' nel libro a cura di Antonio Melis, Ernesto Cardenal, La vita e' sovversiva, Edizioni Accademia, Milano 1977 (ma vi sono altre edizioni italiane piu' recenti)]
Signore
accogli questa ragazza
conosciuta in tutto il mondo
con il nome di Marilyn Monroe
anche se questo non era il suo vero nome
(ma Tu conosci il suo vero nome,
quello della piccola orfana violentata a nove anni
e della giovane commessa di negozio
che a sedici anni
aveva desiderato uccidersi)
e che ora si presenta dinanzi a Te
senza nessun maquillage
senza il suo addetto stampa
senza fotografi
e senza firmare autografi
sola come un astronauta
di fronte alla notte spaziale.
Lei sogno'
quando era bambina
di trovarsi nuda in una chiesa
(secondo quanto racconta il "Time")
dinanzi a una moltitudine prosternata
con le teste che toccavano il suolo
e lei doveva camminare in punta di piedi
per non calpestare le teste.
Tu conosci
i nostri sogni
meglio degli psichiatri.
Chiesa, casa, caverna,
sono la sicurezza
del seno materno
ma anche qualcosa di piu' di questo...
Le teste sono gli ammiratori,
e' chiaro
(la massa di teste nell'oscurita'
sotto il fascio di luce).
Ma il tempio
non sono gli studios della 20th Century-Fox.
Il tempio
– di marmo e oro –
e' il tempio
del suo corpo
in cui sta il Figlio dell’Uomo
con una frusta in mano
che scaccia i mercanti
della 20th Century-Fox
che fecero della Tua casa di preghiera
una spelonca di ladroni.
Signore
in questo mondo contaminato
di peccati e di radioattivita'
Tu non incolperai soltanto
una giovane commessa di negozio
che come ogni giovane commessa di negozio
sogno' di essere una stella del cinema.
E il suo sogno
fu realta'
(ma come la realta'
del technicolor).
Lei non fece altro che agire
secondo il copione che le demmo
- quello delle nostre stesse vite -
ed era un copione assurdo.
Perdonala Signore
e perdona anche noi
per la nostra 20th Century
per questa Colossal Super-Produzione
nella quale tutti abbiamo lavorato.
Lei aveva fame di amore
e noi le offrimmo tranquillanti.
Per la tristezza di non essere santi
le si raccomando' la psicoanalisi.
Ricorda Signore
la sua crescente paura
davanti alla macchina da presa
e l’odio per il maquillage
– tuttavia insistendo a rifarsi il trucco
ad ogni scena -
e come si andava facendo piu' grande l'orrore
e piu' grande la mancanza di puntualita'
nel recarsi agli studios.
Come ogni giovane commessa di negozio
sogno' di essere una stella del cinema.
E la sua vita fu irreale come un sogno
che uno psichiatra
interpreta e archivia.
I suoi amori romantici furono un bacio
con gli occhi chiusi
che quando si aprono gli occhi
si scopre che era sotto i riflettori
e spengono i riflettori
e smontano le due pareti della stanza
(era un set cinematografico)
mentre il regista
si allontana con la sua agenda
perche' la scena e' stata ormai girata.
O come un viaggio in yacht,
un bacio a Singapore,
un ballo a Rio,
il ricevimento nel palazzo del Duca e della Duchessa di Windsor
visti dalla stanzetta
dell’appartamento miserabile.
La pellicola termino'
senza il bacio finale.
La trovarono morta
nel suo letto
con la mano sul telefono.
E gli investigatori non seppero
chi stava cercando di chiamare.
Fu come qualcuno che ha fatto il numero
dell’unica voce amica
e sente soltanto la voce di un disco che gli dice:
"il numero chiamato e' inesistente".
O come qualcuno
che ferito dai gangsters
allunga la mano a un telefono
e quel telefono e' disconnesso.
Signore
chiunque fosse la persona
che lei cercava di chiamare
e non chiamo'
(e forse non era nessuno
o era Qualcuno
il cui numero non si trova
sull'elenco telefonico di Los Angeles)
rispondi Tu al telefono
* * *
Sabato 6 giugno, come ogni sabato da molti anni a questa parte, si e' svolto il consueto incontro conviviale dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) presso la propria storica sede, la "Fattoria di Alice" in strada Tuscanese 20 a Viterbo.
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L'incontro si e' aperto con il dono a tutte le persone partecipanti di un ritratto di grandi dimensioni di alcune "maestre e testimoni della dignita' umana" di cui erano state illustrate le biografie nell'incontro precedente: Hannah Arendt, Rosa Luxemburg, Franca Ongaro Basaglia, Simone Weil, Virginia Woolf.
Nell'incontro e' stata letta e commentata una celebre poesia del grande poeta nicaraguense Ernesto Cardenal, "Oracion por Marilyn Monroe".
E' stato poi espresso un corale vibrante commosso ricordo di Vito Ferrante, con appassionate struggenti toccanti testimonianze di tutte le persone presenti.
Le persone partecipanti all'incontro hanno anche inviato un fraterno e sororale saluto al "Tuscia Pride" che si svolgeva in contemporanea nelle vie della citta', con profonda condivisione e unanimita' di sentimenti.
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Come e' noto l'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia", di cui e' stato fondatore ed animatore fino alla fine dei suoi giorni Vito Ferrante che ci ha lasciato lo scorso 29 aprile, si incontra ogni sabato presso la "Fattoria di Alice" in strada Tuscanese 20 a Viterbo (la "Fattoria di Alice" infatti e' stata realizzata da Vito Ferrante e dall'Afesopsit con un lavoro di molti anni); dopo il pranzo in comune ogni sabato vi e' l'occasione per conversare insieme ed esaminare con il contributo di tutte e tutti nella massima liberta' ogni argomento di comune interesse.
Nel corso del 2025 l'Afesopsit ha anche generosamente ospitato le riunioni organizzative (e non solo) delle amiche e degli amici di Alfio Pannega impegnati nella preparazione e realizzazione dele iniziative per commemorare il centenario della nascita di Alfio, l'indimenticabile poeta antifascista che ormai per unanime consenso e' simbolo - come Vito Ferrante - della Viterbo migliore.
Alfio Pannega e Vito Ferrante erano grandi amici, e la gran parte delle amiche e degli amici dell'uno lo sono stati anche dell'altro e li ricordano entrambi con gratitudine che non si estingue.
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Ricordiamo anche che l'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" sta raccogliere le fotografie, le registrazioni video e audio ed ogni altro documento riguardante Vito Ferrante e la sua opera di artista, di militante, di rappresentante dei cittadini, di volontario, di persona impegnata nella solidarieta', per la pace e per il bene comune dell'umanita'; chiunque abbia fotografie, registrazioni ed ogni sorta di documenti utili riguardanti Vito e la sua azione e' pregato di farne pervenire copia ad Antonella e Francesco all'indirizzo di posta elettronica: info at ilboschettodeicorbezzoli.it
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Il prossimo incontro dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" si svolgera' come di consueto sabato prossimo, con il pranzo in comune e la successiva riflessione condivisa.
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Alleghiamo in calce:
- uno schema di un ragionamento svolto nel corso dell'incontro di sabato 16 maggio: "come si parla in pubblico senza farsi del male";
- un riassunto di un'attivita' svolta sabato 23 maggio: "Un gioco giocato nell'incontro del 23 maggio 2026";
- una traduzione di Ernesto Cardenal, "Orazione per Marilyn Monroe".
Notizia a cura delle amiche e degli amici di Alfio e di Vito
Viterbo, 7 giugno 2026
Comunicato diffuso a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera", e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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Allegato primo: uno schema di un ragionamento svolto nel corso dell'incontro di sabato 16 maggio: "come si parla in pubblico senza farsi del male"
1. Parlare e ascoltare e' l'attivita' delle persone che si incontrano e si riconoscono reciprocamente la dignita' di esseri umani, quindi:
- piu' parli tu e meno possono parlare gli altri: parla poco, ascolta molto;
- concentrati sull'essenziale: di' solo le cose di cui sei sicuro e che ti sembrano importanti sia per te che per chi ti ascolta;
- rispetta gli altri, se tu rispetti gli altri, e' piu' probabile che gli altri rispetteranno te;
- quando c'e' un'incomprensione:
a) non dire "Non hai capito", di' "Forse non mi sono espresso bene";
b) non dire "Non si capisce niente di quello che dici", di' "Forse non ho capito bene";
c) non dire "Tu dici solo sciocchezze", di' "Credo di non essere d'accordo su alcune cose che hai detto".
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2. La comunicazione e' un'attivita' umana, che coinvolge tutta la persona:
- la parola
- l'intonazione
- il volto
- il corpo e la sua postura
- i gesti
*
3. La comunicazione e' un'azione complessa, composta da molti elementi:
- il messaggio
- l'emittente
- il ricevente
- il canale
- il codice
- il feedback
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4. Un messaggio si compone sempre di tre elementi:
- il contenuto
- la forma
- la relazione
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5. Parlare lentamente (si ha piu' tempo per pensare e si da' a chi ascolta piu' tempo per capire)
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6. Respirare regolarmente (favorisce il controllo delle emozioni)
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7. guardare negli occhi la persona o le persone alle quali si parla (e' l'unico modo per accorgersi se quello che si dice e' comprensibile)
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8. Ricordarsi che la voce e' uno strumento musicale: occorre suonarlo bene
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9. Le tecniche della retorica classica
- inventio = trovare, ideare le cose da dire (bisogna avere qualcosa da dire)
- dispositio = la disposizione, l'architettura del discorso (un discorso deve avere un inizio, uno svolgimento e una fine)
- elocutio = l'abbellimento del discorso (se un discorso e' brutto e noioso, sembra anche sbagliato)
- memoria = ricordarsi le cose (occorre ricordare cosa si vuol dire; la memoria va tenuta in allenamento)
- actio = agire, ovvero recitare il discorso (un discorso in pubblico e' una "rappresentazione", ovvero richiede una "esecuzione" come se si fosse degli artisti della voce e del movimento del corpo, ovvero dei cantanti e degli attori)
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10. Rispettare chi ci ascolta, adeguare il nostro modo di parlare affinche' sia comprensibile, e soprattutto non alzare la voce e non dare ordini, non interrompere mai chi sta parlando, non dire mai parolacce, non offendere mai le persone: chi ci ascolta permette che le nostre parole entrino nelle sue orecchie, quindi stiamo attenti a non insozzarle con il turpiloquio e con le offese.
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Allegato secondo: un riassunto di un'attivita' svolta sabato 23 maggio: "Un gioco giocato nell'incontro del 23 maggio 2026"
Nell'incontro del 23 maggio 2026 abbiamo giocato un gioco basato sulla fiducia e sull'ascolto reciproco.
La descrizione riassuntiva che segue e' stata messa per iscritto da una delle persone partecipanti solo diversi giorni dopo, sulla base di quello che ancora ricordava (e' probabile che altre persone ricordino cose diverse).
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Stando seduti in cerchio (piu' o meno), e parlando a turno facendo il giro, ogni persona ha detto cosa pensava riguardo a una domanda, mentre le altre persone la ascoltavano in silenzio, con attenzione, senza interromperla e senza commentare le sue idee.
Ogni persona era libera di esprimersi come preferiva, di esprimere un sentimento profondo o di dare una risposta spiritosa o di "passare" (cioe' non rispondere).
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1. Nel primo giro, la domanda era: tre ragioni per cui vale la pena vivere
Tra le risposte (che qui si sintetizzano, ma che erano ampie e argomentate, con profondita' di ragionamento e commozione):
- le nostre relazioni umane, le persone che contano per noi
- la bellezza del mondo e della vita
- le esperienze significative che abbiamo fatto (viaggi, incontri...)
- il desiderio di fare il bene
*
2. Nel secondo giro, la domanda era: tre cose che proprio non sopporto
Tra le risposte (che qui si sintetizzano, ma che erano ampie e argomentate, con profondita' di ragionamento e commozione):
- l'arroganza, la prepotenza
- l'indifferenza di fronte al dolore degli altri
- non essere ascoltati, non essere rispettati, non essere riconosciuti come persone
- la guerra e tutte le violenze
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3. Nel terzo giro, la domanda era: tre significati di questo gioco
Tra le risposte (che qui si sintetizzano, ma che erano ampie e argomentate, con profondita' di ragionamento e commozione):
- Ascoltarci
- Comprenderci
- Dire liberamente le cose che vogliamo dire
- Provare a parlarci senza essere fraintesi
- Poter dire cose che ci stanno a cuore
- prestare attenzione alle parole e ai sentimenti delle altre persone
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Allegato terzo: una traduzione di Ernesto Cardenal, "Orazione per Marilyn Monroe"
[Nel corso dell'incontro abbiamo utilizzato il testo in lingua originale contenuto in Ernesto Cardenal - Dorothee Soelle, Oracion por Marilyn Monroe, Editorial Nueva Nicaragua - Ediciones Monimbo, Managua 1986, traducendolo all'impronta; una traduzione italiana e' nel libro a cura di Antonio Melis, Ernesto Cardenal, La vita e' sovversiva, Edizioni Accademia, Milano 1977 (ma vi sono altre edizioni italiane piu' recenti)]
Signore
accogli questa ragazza
conosciuta in tutto il mondo
con il nome di Marilyn Monroe
anche se questo non era il suo vero nome
(ma Tu conosci il suo vero nome,
quello della piccola orfana violentata a nove anni
e della giovane commessa di negozio
che a sedici anni
aveva desiderato uccidersi)
e che ora si presenta dinanzi a Te
senza nessun maquillage
senza il suo addetto stampa
senza fotografi
e senza firmare autografi
sola come un astronauta
di fronte alla notte spaziale.
Lei sogno'
quando era bambina
di trovarsi nuda in una chiesa
(secondo quanto racconta il "Time")
dinanzi a una moltitudine prosternata
con le teste che toccavano il suolo
e lei doveva camminare in punta di piedi
per non calpestare le teste.
Tu conosci
i nostri sogni
meglio degli psichiatri.
Chiesa, casa, caverna,
sono la sicurezza
del seno materno
ma anche qualcosa di piu' di questo...
Le teste sono gli ammiratori,
e' chiaro
(la massa di teste nell'oscurita'
sotto il fascio di luce).
Ma il tempio
non sono gli studios della 20th Century-Fox.
Il tempio
– di marmo e oro –
e' il tempio
del suo corpo
in cui sta il Figlio dell’Uomo
con una frusta in mano
che scaccia i mercanti
della 20th Century-Fox
che fecero della Tua casa di preghiera
una spelonca di ladroni.
Signore
in questo mondo contaminato
di peccati e di radioattivita'
Tu non incolperai soltanto
una giovane commessa di negozio
che come ogni giovane commessa di negozio
sogno' di essere una stella del cinema.
E il suo sogno
fu realta'
(ma come la realta'
del technicolor).
Lei non fece altro che agire
secondo il copione che le demmo
- quello delle nostre stesse vite -
ed era un copione assurdo.
Perdonala Signore
e perdona anche noi
per la nostra 20th Century
per questa Colossal Super-Produzione
nella quale tutti abbiamo lavorato.
Lei aveva fame di amore
e noi le offrimmo tranquillanti.
Per la tristezza di non essere santi
le si raccomando' la psicoanalisi.
Ricorda Signore
la sua crescente paura
davanti alla macchina da presa
e l’odio per il maquillage
– tuttavia insistendo a rifarsi il trucco
ad ogni scena -
e come si andava facendo piu' grande l'orrore
e piu' grande la mancanza di puntualita'
nel recarsi agli studios.
Come ogni giovane commessa di negozio
sogno' di essere una stella del cinema.
E la sua vita fu irreale come un sogno
che uno psichiatra
interpreta e archivia.
I suoi amori romantici furono un bacio
con gli occhi chiusi
che quando si aprono gli occhi
si scopre che era sotto i riflettori
e spengono i riflettori
e smontano le due pareti della stanza
(era un set cinematografico)
mentre il regista
si allontana con la sua agenda
perche' la scena e' stata ormai girata.
O come un viaggio in yacht,
un bacio a Singapore,
un ballo a Rio,
il ricevimento nel palazzo del Duca e della Duchessa di Windsor
visti dalla stanzetta
dell’appartamento miserabile.
La pellicola termino'
senza il bacio finale.
La trovarono morta
nel suo letto
con la mano sul telefono.
E gli investigatori non seppero
chi stava cercando di chiamare.
Fu come qualcuno che ha fatto il numero
dell’unica voce amica
e sente soltanto la voce di un disco che gli dice:
"il numero chiamato e' inesistente".
O come qualcuno
che ferito dai gangsters
allunga la mano a un telefono
e quel telefono e' disconnesso.
Signore
chiunque fosse la persona
che lei cercava di chiamare
e non chiamo'
(e forse non era nessuno
o era Qualcuno
il cui numero non si trova
sull'elenco telefonico di Los Angeles)
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