[Nonviolenza] Raccogliere le fotografie di Vito Ferrante per preservarne la memoria e proseguirne l'impegno



RACCOGLIERE LE FOTOGRAFIE DI VITO FERRANTE PER PRESERVARNE LA MEMORIA E PROSEGUIRNE L'IMPEGNO

Carissime e carissimi,

come forse gia' saprete l'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) intende raccogliere le fotografie e le registrazioni video e audio di Vito Ferrante, che ci ha lasciato il 29 aprile scorso e che tutte e tutti ricordate come straordinario costruttore di pace e di solidarieta'.
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La raccolta delle fotografie e delle registrazioni video e audio (oltre naturalmente alla documentazione di altro genere, a cominciare dalle testimonianze apparse sulla stampa, sui social o ancora inedite) servita' a ricostruire meglio il lungo cammino di pace e di solidarieta' di Vito, ed in prospettiva si potra' anche allestire una mostra, una pubblicazione, un convegno, un sito internet, un archivio, che saranno a disposizione di tutte le persone e di tutte le associazioni e le istituzioni democratiche interessate a conoscere e proseguire le esperienze di solidarieta' di cui Vito e' stato ideatore, realizzatore, animatore.
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Tutte le persone, le esperienze della societa' civile e le istituzioni pubbliche che hanno conservato fotografie, registrazioni ed ogni sorta di documenti utili riguardanti Vito e la sua azione sono pregate di farne pervenire copia ad Antonella e Francesco all'indirizzo di posta elettronica: info at ilboschettodeicorbezzoli.it

Grazie di cuore da

le amiche e gli amici di Vito Ferrante, sostenitrici e sostenitori dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia"

Viterbo, 4 giugno 2026

Post scriptum: come e' noto l'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" si incontra ogni sabato presso la "Fattoria di Alice"; dopo il pranzo in comune vi e' l'occasione per conversare insieme.
Nel corso delle ultime settimane in ricordo di Vito Ferrante si sono tenuti degli incontri di riflessione in cui tra l'altro si e' ragionato su come si parla in pubblico; si e' parlato con soave leggerezza e con impegno sincero di sentimenti e valori profondi; si sono ricordate alcune donne che giustamente sono considerate grandi testimoni dell'umanita' come Rosa Luxemburg, Virginia Woof, Simone Weil, Hannah Arendt, Franca ongaro Basaglia, Mahsa Amini ed altre ancora; ed e' intenzione comune di realizzare prossimamente un incontro di scrittura come quello in cui lo scorso anno vennero scritte le liriche dedicate ad Alfio Pannega da cui poi con un lavoro collettivo di sintesi fu ricavata l'epigrafe che verra' scritta sulla lapide che dovrebbe essere collocata tra qualche mese sulla casa di Alfio a Valle Faul.
Alleghiamo in calce, a titolo d'esempio, uno schema di un ragionamento svolto nel corso dell'incontro di sabato 16 maggio e un riassunto di un'attivita' svolta sabato 23 maggio.

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Allegato primo: uno schema di un ragionamento svolto nel corso dell'incontro di sabato 16 maggio: "come si parla in pubblico senza farsi del male"

1. Parlare e ascoltare e' l'attivita' delle persone che si incontrano e si riconoscono reciprocamente la dignita' di esseri umani, quindi:
- piu' parli tu e meno possono parlare gli altri: parla poco, ascolta molto;
- concentrati sull'essenziale: di' solo le cose di cui sei sicuro e che ti sembrano importanti sia per te che per chi ti ascolta;
- rispetta gli altri, se tu rispetti gli altri, e' piu' probabile che gli altri rispetteranno te;
- quando c'e' un'incomprensione:
a) non dire "Non hai capito", di' "Forse non mi sono espresso bene";
b) non dire "Non si capisce niente di quello che dici", di' "Forse non ho capito bene";
c) non dire "Tu dici solo sciocchezze", di' "Credo di non essere d'accordo su alcune cose che hai detto".
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2. La comunicazione e' un'attivita' umana, che coinvolge tutta la persona:
- la parola
- l'intonazione
- il volto
- il corpo e la sua postura
- i gesti
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3. La comunicazione e' un'azione complessa, composta da molti elementi:
- il messaggio
- l'emittente
- il ricevente
- il canale
- il codice
- il feedback
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4. Un messaggio si compone sempre di tre elementi:
- il contenuto
- la forma
- la relazione
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5. Parlare lentamente (si ha piu' tempo per pensare e si da' a chi ascolta piu' tempo per capire)
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6. Respirare regolarmente (favorisce il controllo delle emozioni)
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7. guardare negli occhi la persona o le persone alle quali si parla (e' l'unico modo per accorgersi se quello che si dice e' comprensibile)
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8. Ricordarsi che la voce e' uno strumento musicale: occorre suonarlo bene
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9. Le tecniche della retorica classica
- inventio = trovare, ideare le cose da dire (bisogna avere qualcosa da dire)
- dispositio = la disposizione, l'architettura del discorso (un discorso deve avere un inizio, uno svolgimento e una fine)
- elocutio = l'abbellimento del discorso (se un discorso e' brutto e noioso, sembra anche sbagliato)
- memoria = ricordarsi le cose (occorre ricordare cosa si vuol dire; la memoria va tenuta in allenamento)
- actio = agire, ovvero recitare il discorso (un discorso in pubblico e' una "rappresentazione", ovvero richiede una "esecuzione" come se si fosse degli artisti della voce e del movimento del corpo, ovvero dei cantanti e degli attori)
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10. Rispettare chi ci ascolta, adeguare il nostro modo di parlare affinche' sia comprensibile, e soprattutto non alzare la voce e non dare ordini, non interrompere mai chi sta parlando, non dire mai parolacce, non offendere mai le persone: chi ci ascolta permette che le nostre parole entrino nelle sue orecchie, quindi stiamo attenti a non insozzarle con il turpiloquio e con le offese.

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Allegato secondo: un riassunto di un'attivita' svolta sabato 23 maggio: "Un gioco giocato nell'incontro del 23 maggio 2026"

Nell'incontro del 23 maggio 2026 abbiamo giocato un gioco basato sulla fiducia e sull'ascolto reciproco.
La descrizione riassuntiva che segue e' stata messa per iscritto da una delle persone partecipanti solo diversi giorni dopo, sulla base di quello che ancora ricordava (e' probabile che altre persone ricordino cose diverse).
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Stando seduti in cerchio (piu' o meno), e parlando a turno facendo il giro, ogni persona ha detto cosa pensava riguardo a una domanda, mentre le altre persone la ascoltavano in silenzio, con attenzione, senza interromperla e senza commentare le sue idee.
Ogni persona era libera di esprimersi come preferiva, di esprimere un sentimento profondo o di dare una risposta spiritosa o di "passare" (cioe' non rispondere).
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1. Nel primo giro, la domanda era: tre ragioni per cui vale la pena vivere
Tra le risposte (che qui si sintetizzano, ma che erano ampie e argomentate, con profondita' di ragionamento e commozione):
- le nostre relazioni umane, le persone che contano per noi
- la bellezza del mondo e della vita
- le esperienze significative che abbiamo fatto (viaggi, incontri...)
- il desiderio di fare il bene
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2. Nel secondo giro, la domanda era: tre cose che proprio non sopporto
Tra le risposte (che qui si sintetizzano, ma che erano ampie e argomentate, con profondita' di ragionamento e commozione):
- l'arroganza, la prepotenza
- l'indifferenza di fronte al dolore degli altri
- non essere ascoltati, non essere rispettati, non essere riconosciuti come persone
- la guerra e tutte le violenze
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3. Nel terzo giro, la domanda era: tre significati di questo gioco
Tra le risposte (che qui si sintetizzano, ma che erano ampie e argomentate, con profondita' di ragionamento e commozione):
- Ascoltarci
- Comprenderci
- Dire liberamente le cose che vogliamo dire
- Provare a parlarci senza essere fraintesi
- Poter dire cose che ci stanno a cuore
- prestare attenzione alle parole e ai sentimenti delle altre persone

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Comunicato diffuso a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera", e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it

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