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[Nonviolenza] Preferirei di no. 34
- Subject: [Nonviolenza] Preferirei di no. 34
- From: Centro di ricerca per la pace Centro di ricerca per la pace <centropacevt at gmail.com>
- Date: Sat, 21 Feb 2026 14:06:00 +0100
"PREFERIREI DI NO"
Foglio per il "no" referendario alla "riforma della giustizia" Gelli-Berlusconi
Numero 34 del 21 febbraio 2026
*
Difendiamo la Costituzione repubblicana, lo stato di diritto, la democrazia
Votiamo "no" al referendum del 22-23 marzo 2026
*
Supplemento a "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it, sito: https://lists.peacelink.it/nonviolenza/
Sommario di questo numero:
1. Giovanni Bachelet: Contro la riforma Nordio
2. Umberto Mugnaini: Io votero' no
3. Il quesito del referendum
4. Alcuni siti internet utili
5. Segnalazioni librarie
6. Ercole Brillante Misirizzi: In questa Primavera di Bellezza
7. Maramaldo Fierollocchio: Er gran governo che mmo' cce conduce
8. Benito D'Ippolito: A proposito della lotta nel fango. Ovvero: della parresia
9. Per la pace nel cuore d'Europa. Tre proposte a ogni persona di volonta' buona
10. Dal femminismo molti doni
1. RIFLESSIONE. GIOVANNI BACHELET: CONTRO LA RIFORMA NORDIO
[Dal sito della prestigiosa rivista "Il MUlino" (www.rivistailmulino.it) riprendiamo e diffondiamo. Questo articolo fa parte dello speciale "Il referendum sulla giustizia"]
Referendum costituzionale. Contro la riforma Nordio
Una critica della riforma Nordio che ne denuncia lo smantellamento dell'indipendenza della magistratura, tra i rischi del sorteggio e l'istituzione di un'inedita Alta corte
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Ho accettato l'onore e la responsabilita' di presiedere l'immenso comitato Societa' civile per il "No" nel referendum costituzionale, che racchiude piu' di 50 associazioni nazionali piccole e grandi (Cgil, Acli, Arci, Libera, Anpi, Pax Christi e molte altre, per un totale di oltre 5 milioni di aderenti), in quanto fermamente e serenamente contrario a tutti e tre quelli che, a mio avviso, sono i punti salienti della modifica dell'ordine giudiziario scritta dal ministro Nordio e passata indenne attraverso le quattro letture parlamentari previste dall'articolo 138 della Costituzione: nemmeno una virgola diversa dal testo governativo iniziale. Sono lusingato e grato di contribuire per la prima e credo unica volta in vita mia al Mulino, rivista e casa editrice che godevano di grande reputazione a casa e fra gli amici della mia gioventu'; tuttavia, da cittadino che fino a poco fa insegnava a Fisica e non a Giurisprudenza o Scienze politiche, sono piu' adatto come lettore che come autore. Ringrazio la rivista per l'invito e la fiducia e posso solo confidare nella benevolenza di chi legge.
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Separazione delle carriere. E' utile premettere che la separazione delle carriere non ha nulla a che fare con processi, errori giudiziari e altre leggende, come quella del caffe' che il pubblico ministero (pm) prende con il giudice, per questo pesantemente e irreparabilmente influenzato dal pm. Per liberarsi subito di queste amenita' propagandistiche basta ricordare che nel quasi 50% dei casi il giudice assolve l'imputato rinviato a giudizio dal pm, mentre, se l'influenza fosse davvero pesante, le condanne dovrebbero largamente eccedere le assoluzioni. Piu' interessante e' forse notare che la separazione fra magistratura requirente e giudicante, secondo un paio di sentenze della Corte costituzionale (2000 e 2022), non contrasta con la Costituzione: puo' essere fatta con legge ordinaria, anche creando due sezioni distinte del Csm. Se alla progressiva separazione tra le funzioni, da ultimo accentuata con la legge Cartabia, non e' stata mai associata la creazione di queste due sezioni, non e' per caso o per colpa del diavolo o dei cattivissimi magistrati, bensi' per precisa volonta' del legislatore: anche ai tempi del governo Draghi, i favorevoli a una separazione completa delle carriere, per motivi tecnici e culturali ampiamente discussi, erano una minoranza in entrambi gli schieramenti, di destra e di sinistra, che quella legge hanno insieme approvato. Questo e' stato del resto, fin dall'inizio, il destino della proposta di separare completamente le carriere, sia con legge ordinaria sia con legge costituzionale, dall'Assemblea costituente del 1946 fino alla Commissione bicamerale D'Alema-Berlusconi di cinquant'anni dopo. Quest'ultima, infatti, approvo' con larghissima maggioranza la grande riforma dell'articolo 111, il fair trial (malamente tradotto in italiano con "giusto processo") pensato e atteso da molti giuristi democratici, in primis da Giuliano Vassalli; ma boccio' senza appello la separazione delle carriere, della quale era relatore il parlamentare di centrosinistra Marco Boato (tuttora favorevole alla separazione, ma dichiaratamente contrario alla versione di Nordio).
E questo e' accaduto anche dopo, nelle non poche successive legislature in cui Berlusconi aveva la maggioranza: ha sempre presentato proposte analoghe che non sono mai arrivate in fondo, perche', anche fra i suoi, molti non vedevano di buon occhio ne' la separazione ne' l'idiosincrasia per la magistratura. Oggi solo Clemente Mastella e l'avvocato Franco Coppi, maestro di Giulia Bongiorno, vengono allo scoperto appoggiando il "No", ma chissa', se il governo non avesse blindato il testo della riforma vanificando nei fatti i quattro passaggi parlamentari previsti dall'articolo 138 (quello che regola le modifiche costituzionali), forse anche questa revisione del Titolo IV della Costituzione avrebbe fatto la fine delle precedenti. O sarebbe magari stata depurata di almeno qualcuno dei punti controversi, grotteschi e totalmente estranei alla separazione delle carriere, come lo smembramento non in due ma in tre del Csm, o il sorteggio di tutti i loro membri togati, o un'Alta corte disciplinare che, diversamente dal vecchio Csm, non e' piu' presieduta dal presidente della Repubblica e ha altri aspetti inaccettabili per me e parecchi altri, anche favorevoli alla separazione delle carriere.
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Due consigli superiori? No, tre entita' uniche al mondo. Per quanto gia' detto, la separazione delle carriere si poteva fare senza toccare la Costituzione e senza creare due Csm. Se invece lo scopo era proprio manomettere l'assetto costituzionale del Consiglio superiore della magistratura, allora la separazione delle carriere e' un ottimo pretesto. Uno dei pochi Paesi in cui le carriere di pm e giudici sono completamente separate senza che i pm siano sottoposti al governo e' il Portogallo (in realta', e' una lieve semplificazione: il procuratore generale e' nominato dal presidente della Repubblica su proposta del governo e puo' non essere un magistrato). Qui pero', diversamente da quanto previsto dalla legge costituzionale Nordio, ci sono due Csm, ciascuno dei quali conserva la composizione (maggioranza eletta dai magistrati, minoranza eletta dal Parlamento: autogoverno temperato) e tutti e quattro i poteri (nomine, promozioni, trasferimenti e disciplina) del nostro attuale Csm. Secondo Meuccio Ruini, relatore in Assemblea costituente, questi quattro poteri attribuiti al nostro unico Csm dall'articolo 105 (brevissimo: meno di trenta parole) fissano "come quattro chiodi" l'autonomia e l'indipendenza della magistratura (proclamate nell'articolo 104) rispetto "all'ingerenza di ogni futuro ministro della Giustizia".
Il nuovo articolo 105 della legge Nordio (lunghissimo: oltre 200 parole) sottrae, invece, uno dei "quattro chiodi" - il potere autodisciplinare - ai due nuovi Csm, per attribuirlo a un'Alta corte disciplinare (Acd) esterna ai due Csm (tra l'altro unica: non e' un problema, qui, la compresenza di pm e giudici?) e sostanzialmente inappellabile. Una tale Acd risulta difficilmente conciliabile sia con l'articolo 102 (divieto di istituire tribunali speciali), sia con l'articolo 111 (impugnabilita' in Cassazione contro tutte le sentenze). Il secondo problema tra i fautori del "Si'" lo ammette almeno Barbera, quando ipotizza che a mettere una pezza sara' la futura interpretazione in sede giurisdizionale. Parecchi altri costituzionalisti (piu' di 100, dei quali tre presidenti emeriti della Corte, che formano il consiglio scientifico del nostro comitato del "No") non la pensano come lui. Per capire in quale misura la nuova Acd stravolge gli equilibri costituzionali fra magistratura e politica a favore di quest'ultima e' utile ricordare che, attualmente, la sezione disciplinare (la cui statistica e' severa, contrariamente alle leggende metropolitane: si veda la tabella comparativa con l'Ordine degli avvocati nella sezione "Speciale Referendum" su www.giovannibachelet.it) e' composta, come l'intero Csm, da 2/3 di "togati" eletti dai magistrati e 1/3 di "laici" eletti dal Parlamento ed e' presieduta in linea di principio dal presidente della Repubblica, anche se in pratica presiede quasi sempre il vicepresidente. La nuova legge, oltre a sorteggiare (anziche' eleggere) anche i membri togati dell'Acd, ne riduce il peso numerico sul totale ed esclude i giovani e/o non cassazionisti; elimina d'emblee il presidente della Repubblica; affida la composizione dei collegi giudicanti a una legge attuativa ordinaria, da approvare per giunta entro i prossimi dodici mesi. Si fa peccato a pensare che la maggioranza se la approvera' da sola, come gia' avvenuto con il resto? Che, per "rispondere a una intollerabile invadenza" della magistratura (cosi' Meloni il 31 ottobre scorso), questa legge infilera' piu' politici che magistrati nei collegi giudicanti, ribaltando clamorosamente l'equilibrio che da ottant'anni ha riservato ai "laici" solo una funzione di vigilanza? Ho da poco scoperto che l'attuale rapporto 2/3-1/3 fra "togati" e "laici" fu proposto da un costituente che allora aveva 28 anni: Oscar Luigi Scalfaro. E' cambiando questo rapporto che Nordio vuol fermare "l'esondazione della magistratura"?
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Il sorteggio. Sostituire l'elezione con il sorteggio secco per la componente togata (migliaia) riservando invece ai "laici" il sorteggio da un paniere di eletti dal Parlamento (al massimo qualche decina) in italiano vuol dire: i magistrati non sono degni di eleggere i propri rappresentanti, i parlamentari invece si'. Non trovo, nella storia patria antica e recente, il fondamento di questa "presunzione di delinquenza" per i magistrati rispetto a una "presunzione di innocenza" per i parlamentari. Da certe strumentalizzazioni di Mani pulite fino al delirio anti-casta di Grillo, ho sempre provato orrore per scandali e corruzione; ma maggior orrore per il loro uso al fine di demonizzare e distruggere nel cuore degli italiani l'idea stessa di partito, di metodo democratico, di libere elezioni (articolo 49 Cost.). Per fortuna non era affatto vero che tutti i politici rubavano, come gridavano con il cappio in mano gli antipolitici di allora davanti al Parlamento mentre, al suo interno, un importante leader usava lo stesso argomento per giustificarsi: tutti ladri, nessun ladro. E per fortuna non e' vero neppure che tutti i magistrati facevano e fanno ancora come Palamara, mitico testimonial del "Si'" colto in flagrante grazie alle tanto deprecate intercettazioni mentre, al di fuori di ogni regola (e fisicamente fuori dal palazzo del Csm), tentava con altri magistrati e politici non membri del Csm di condizionarne le nomine. L'idea, sempre sbagliata, di usare un gravissimo episodio per delegittimare un'intera categoria - qui per scippare definitivamente la rappresentanza elettiva ai magistrati nel loro organo di autogoverno - suggerisce in questo caso scarso senso dell'umorismo da parte dei politici. Lo scandalo Palamara si e' infatti concluso con la radiazione da parte del Csm di tutti i magistrati coinvolti e, invece, con l'indulgenza per l'unico parlamentare implicato, perche' la giunta per le autorizzazioni della Camera aveva negato l'uso delle sue intercettazioni. Quando si dice giustizia domestica! Purtroppo, però, c'e' poco da ridere: con questa scusa, accompagnata da una campagna di denigrazione mediatica della magistratura e inediti attacchi da parte del governo a singoli magistrati e sentenze sgradite, il Parlamento ha approvato a spron battuto nientemeno che una legge di revisione costituzionale. Senza neppure provare a emendare questo o altri aspetti inaccettabili, unici al mondo e largamente prevalenti sui modesti e opinabili benefici. Non resta che votare "No".
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Rivista il Mulino 2026 Riproduzione riservata
2. RIFLESSIONE. UMBERTO MUGNAINI: IO VOTERO' NO
[Riceviamo e diffondiamo]
Io votero' no, perche' sono convinto che la nostra Costituzione non va toccata, specie quando si vogliono variare i pesi ed i contrappesi dei tre poteri.
Il potere esecutivo si deve controbilanciare con un potere giudiziario di pari valore e peso.
Viva la costituzione repubblicana, democratica ed antifascista.
senza ma ne' pero'.
E quindi: votare no.
3. DOCUMENTAZIONE. IL QUESITO DEL REFERENDUM
[Dal sito del Ministero dell'Interno riprendiamo e diffondiamo]
E' stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n.31 - Serie Generale del 7 febbraio 2026 il Decreto Presidente della Repubblica che riscrive il quesito del referendum costituzionale, a seguito dell'ordinanza del 6 febbraio 2026 espressa dall'Ufficio centrale per il referendum della Corte suprema di cassazione, con la seguente formula:
"Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare"?".
4. MATERIALI. ALCUNI SITI INTERNET UTILI
- "Articolo 21": www.articolo21.org
- "Associazione nazionale magistrati": www.associazionemagistrati.it
- "Associazione nazionale partigiani d'Italia": www.anpi.it
- "Comitato avvocati per il No": www.avvocatiperilno.it
- "Coordinamento per la democrazia costituzionale": www.coordinamentodemocraziacostituzionale.it
- "Critica del diritto": www.rivistacriticadeldiritto.it
- "Giuristi democratici": www.giuristidemocratici.it
- "Giustizia insieme": www.giustiziainsieme.it
- "Libera": www.libera.it
- "Liberta' e giustizia": www.libertaegiustizia.it
- "Magistratura democratica": www.magistraturademocratica.it
- "Questione giustizia": www.questionegiustizia.it
- "Societa' civile per il no nel referendum costituzionale": www.referendumgiustizia2026.it
5. SEGNALAZIONI LIBRARIE
- Nello Rossi, Armando Spataro, Le ragioni del no. La posta in gioco nel referendum costituzionale, Laterza, Bari-Roma 2026, pp. IV + 154, euro 12.
- Marco Travaglio, Perche' no, PaperFirst, Roma 2026, pp. IV + 200, euro 13. Con contributi di Gustavo Zagrebelsky e di Nicola Gratteri.
6. GALGENLIEDER/PARCONDICIO. ERCOLE BRILLANTE MISIRIZZI: IN QUESTA PRIMAVERA DI BELLEZZA
In questa Primavera di Bellezza
ll'eroi de la Difesa de la Razza
chiameno la Nazzione tutt'in piazza
e all'urne co' ll'Italica Fierezza
ch'e' ll'ora de la scopa e la ramazza
e' ll'ora che la mejo Giovinezza
je fa' ssenti' com'e' cche sse carezza
la groppa cor bastone a cchi starnazza.
Macche' processi: ggiustizzia sommaria
macche' Ccostituzzione: carcinculo
ai communisti ai necri e ai panzallaria.
Quer che 'r governo fa nnun ze discute
e i sori ggiudici facce de mulo
annassero 'n Zzibberia. E a la salute!
7. GALGENLIEDER/PARCONDICIO. MARAMALDO FIEROLLOCCHIO: ER GRAN GOVERNO CHE MMO' CCE CONDUCE
Er gran governo che mmo' cce conduce
procede dritto e sverto com'un razzo
e ssi 'sta legge guardi 'n controluce
lo vegghi subbito ch'ade' 'n zollazzo.
Ar giudice la bbocca je se cuce
cosi' ccapisce che non conta 'n bazzo
che ffinarmente aricomanna 'r duce
e cchi nun je sta' bbe' o ar gabbio o ar guazzo.
Adera ora de falla finita
co' ttutti 'sti corvacci communisti
compari de la plebbe sovversiva.
Ll'Itaja p'esse granne e rriverita
cce vo' la dittatura de' fascisti
allora si' cche la Nazzione e' vviva.
8. CRONACHE DI NUSMUNDIA. BENITO D'IPPOLITO: A PROPOSITO DELLA LOTTA NEL FANGO. OVVERO: DELLA PARRESIA
Chi governa ed ogni giorno sforna nuove antileggi razziste e repressive, nuovi provvedimenti malvagi e incostituzionali, e propugna il riarmo che alimenta la guerra (ovvero si adopera affinche' altri esseri umani siano uccisi dalla guerra e della armi che a uccidere servono), proclama con voce stentorea e piglio da gerarca che la campagna referendaria in corso non deve essere una lotta nel fango (nel senso, credo, di rissa da pollaio; giacche' ogni vera lotta per cio' che veramente vale o almeno importa, ahime', si svolge quasi sempre anche nel fango di cui e' impastato il mondo).
Ebbene, e' un po' difficile.
Apprezzo con tutto il cuore il garbo e l'eleganza di quei rappresentanti delle istituzioni, di quei giuristi, di quegli intellettuali, di quei comitati della societa' civile che in punta di fioretto dottamente disquisiscono sugli aspetti tecnici e sulle conseguenze logiche dell'irricevibile testo della riforma Gelli-Berlusconi, con finezza ermeneutica smascherandone la natura eversiva (di quell'eversione dall'alto di cui e' campione il governo in carica e il blocco di interessi, ideologico e sociale - il "blocco storico" - che lo sostiene); e su questo povero foglio mi adopero a presentarne le dichiarazioni e le riflessioni.
Gli aspetti tecnici croce e delizia dei cultori del giure, certo.
Il testo letterale filologicamente accertato e indagato, certo.
Poi ci sono gli aspetti politici.
E il contesto storico e sociale: internazionale, europeo, italiano.
Le abominevoli guerre in corso e il riarmo scellerato e insensato; la ferocia razzista, schiavista e assassina dei governi europei; la superpotenza imperiale nelle mani di una persona puerile, impulsiva, egocentrica, ignorante ed instabile che da un momento all'altro puo' scatenare la catastrofe atomica; e specificamente in casa nostra il progetto golpista in tre mosse: la cosiddetta autonomia differenziata, la cosiddetta riforma della giustizia, il cosiddetto premierato, e a fare da contorno un insieme di provvedimenti antidemocratici e fin disumani di cui sono prime vittime le persone piu' fragili e bisognose di aiuto, ma che non colpiscono solo loro: devastano l'intera societa' e inabissano il nostro paese nella barbarie.
*
Sono un uomo vecchio e malandato dalla lunga barba bianca, ma non mi atteggio a vecchio saggio o a sottile studioso al di sopra della mischia. Quel po' di greco e di latino che so, non l'ho usato per farmi una posizione o una carriera: sempre sono stato un militante politico del movimento delle oppresse e degli oppressi, sempre ho lottato contro la guerra e contro il fascismo, sempre ho lottato per pace e giustizia, per difendere i diritti umani di tutti gli esseri umani. Con i miei limiti, e' ovvio. E non e' stata una passeggiata.
Ho contrastato il regime della corruzione e i poteri criminali.
Ho contrastato la violenza dell'oppressione di classe, del maschilismo e del razzismo.
Sono un vecchio obiettore di coscienza al servizio militare e una persona amica della nonviolenza (e' la formula che usava Capitini: giacche' dirsi nonviolenti tout court sarebbe un atto di presunzione finanche ridicolo), ed en passant nell'ultimo quarto di secolo ho pubblicato giorno dopo giorno questo notiziario quotidiano dal titolo "La nonviolenza e' in cammino", che spero non sia stato del tutto disutile ai suoi ventiquattro lettori.
Per la lotta nel fango non ho ne' la predisposizione ne' il fisico.
Ma e' proprio nel fango che l'azione del governo in carica schiaccia questo paese (come gran parte dei governi precedenti, sia chiaro, ma mai cosi' a fondo come oggi), ed allora occorre sporcarsi le mani, contrastare la violenza e dire la verita' (ovvero dire le cose come ci sembra che stiano).
*
E per come la vedo io la situazione e' questa:
1. La riforma Gelli-Berlusconi mira a sottomettere la magistratura al governo; e' chiaro a tutti cosa significhi;
2. Il governo mira a ridurre l'esercizio della democrazia a un voto ogni cinque anni e tra un voto e l'altro l'esecutivo fa quel che vuole "legibus solutus"; e chi si oppone poveraccio lui;
3. Per il governo e il suo blocco sociale la Costituzione repubblicana e antifascista e' uno scandalo e una spina; lo stato di diritto fondato sulla separazione dei poteri un inciampo intollerabile; la democrazia basata sull'eguaglianza di dignita' e diritti di tutti gli esseri umani il nemico principale;
4. Chiamo deriva autoritaria e tendenzialmente fascista la politica razzista, schiavista, riarmista, complice degli sfruttatori degli opppressori e degli abusatori, arbitraria barbara e violenta del governo in carica e dei suoi sostenitori e alleati.
*
Dixi, et salvavi animam meam.
9. SALVARE LE VITE E' IL PRIMO DOVERE. PER LA PACE NEL CUORE D'EUROPA. TRE PROPOSTE A OGNI PERSONA DI VOLONTA' BUONA
"Per la pace nel cuore d'Europa"
Sosteniamo l'appello nonviolento della societa' civile "Per la pace nel cuore d'Europa", appello promosso da personalita' illustri come padre Alex Zanotelli, Giancarla Codrignani, Giovanna Fiume, Olga Karach, Raniero La Valle, Luisa Morgantini, Giuliano Pontara, Yurii Sheliazhenko e da tante altre persone amiche della nonviolenza, associazioni democratiche e mezzi d'informazione; sostegno che si estrinseca nell'adesione alle "tre proposte a ogni persona di volonta' buona" per la pace che salva le vite.
*
I. La prima proposta: scriviamo alle ambasciate russa ed ucraina per chiedere la pace nel cuore d'Europa.
Carissime e carissimi,
vi preghiamo di voler scrivere alle ambasciate russa ed ucraina per chiedere la pace nel cuore d'Europa.
Gli indirizzi di posta elettronica sono i seguenti: ambrusitalia at mid.ru, culturaroma at mid.ru, consitalia at mid.ru, emb_it at mfa.gov.ua, gc_it at mfa.gov.ua
Il messaggio che proponiamo e' il seguente:
"Gentilissimi ambasciatori di Russia ed Ucraina,
vi saremmo assai grati se voleste trasmettere questa richiesta di pace ai vostri governi.
Sia la pace nel cuore d'Europa.
Cessino immediatamente le uccisioni e le devastazioni.
Si passi immediatamente dal conflitto armato al negoziato diplomatico.
Si inviino aiuti umanitari a tutte le vittime della guerra che alla guerra sono sopravvissute.
Si costruisca un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali.
La guerra e' nemica dell'umanita'.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite e' il primo dovere.
FIRMA, DATA, INDIRIZZO DEL MITTENTE".
Facciamo sentire la voce dell'umanita'.
Chi salva una vita salva il mondo.
*
II. La seconda proposta: diffondere la richiesta rivolta ai governi di non uccidere piu'.
Alle persone amiche della nonviolenza, alle associazioni democratiche, alle istituzioni sollecite del bene comune, ai mezzi d'informazione, chiediamo di diffondere ovunque possibile questa richiesta rivolta ai governi di Russia ed Ucraina e con essi ai governi di tutti i paesi europei:
"Chiediamo ai governi di Russia e Ucraina di non uccidere piu' i cittadini di Russia e Ucraina.
Chiediamo ai governi di Russia e Ucraina di cessare immediatamente la guerra ed avviare immediatamente negoziati di pace.
Chiediamo a tutti i governi europei la pace disarmata e disarmante, che sola salva le vite, dall'Atlantico agli Urali.
Tutti gli esseri umani hanno diritto alla vita.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Il movimento della societa' civile scaturito dall'appello 'per la pace nel cuore d'Europa'".
*
III. La terza proposta: sottoscrivere e sostenere l'appello "per la pace nel cuore d'Europa".
Per la cessazione immediata della guerra in Ucraina e delle stragi e devastazioni di cui essa consiste; per un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali; per la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, primo fra tutti il diritto a non essere uccisi.
Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?
Ed in quale baratro si sta trascinando l'Europa e il mondo?
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
La guerra e' nemica dell'umanita'.
Il momento di salvare tutte le vite umane e' adesso.
Il momento di abolire la guerra e' adesso.
Il momento del disarmo, sola legittima difesa dell'umanita' intera, e' adesso.
Il momento di risolvere tutti i conflitti con il rispetto della vita e dei diritti, con il dialogo, la comprensione, la solidarieta', la cura e la misericordia e' adesso.
Per la cessazione immediata della guerra in Ucraina e delle stragi e devastazioni di cui consiste.
Per un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali.
Per la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, primo fra tutti il diritto a non essere uccisi.
Solo la pace salva le vite.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Di seguito i primi firmatari dell'appello:
padre Alex Zanotelli
Giancarla Codrignani
Giovanna Fiume
Olga Karach
Raniero La Valle
Luisa Morgantini
Giuliano Pontara
Yurii Sheliazhenko
Maurizio Acerbo
Farid Adly
Fabio Alberti
Francesco Ambrosi
Marta Anderle
Elisabetta Andreani
Luigi Andriani
Serenella Angeloni Cortesi
Andrea Araceli
Paolo Arena
don Luigi Arnaboldi
Edy P. Arnaud
Fabrizio Aroldi
Franca Babbucci
Luciano Bagoli
Vincenzo Balzani
Giuseppe Barone
Francesco Basilico'
Grazia Bellini
Bruna Bellotti
Marco Bersani
Olga Bertaina
Maria Elena Bertoli
Moreno Biagioni
Davide Biolghini
padre Angelo Bissoni
Guido Blanchard
Diego Bonifaccio
Claudio Boreggi
Franco Borghi
Gabriella Bortolotti
Alberto Boschi
Giovanni Bosco
Marco Brama
Marcella Brancaforte
Antonio Bruno
Giovanna Bruno
Luisa Bruno
Valentina Bruno
Roberto Budini Gattai
Paola Busani
Emanuela Bussolati
Giuseppe Caccavale
Augusto Cacopardo
Alessandra Cangemi
Vito Capano
Francesco Domenico Capizzi
Luciana Carotenuto
Giovanni Caruso
Rossana Casalegno
Sergio Caserta
Antonio Catozzi
Augusto Cavadi
Gabriella Cavagna
Guido Cerbai
Angelo Cifatte
Rosa Maria Cigna
Luigi Cimarra
Rachele Colella
Maria Colleoni
Mario Cossali
Maria Donata Cotoloni
Pia Covre
Andrea Cozzo
Renzo Craighero
Nicoletta Crocella
Rosanna Crocini
Baldassare Cuda
Massimo Dalla Giovanna
Augusto Dalmasso
Pasquale D'Andretta
Maria D'Asaro
Lucia Davico
Marina de Felici
Giuseppe Deiana
don Vitaliano Della Sala
Emma De Luca
Bianca de Matthaeis
Roberta De Monticelli
Giuseppina Depau
Mario Di Marco
Biagio Di Maria
Domenico Di Martino
Antonella Doria
Orietta Doria
padre Elia Ercolino
Maria Esposito
Pasquale Esposito
Gigi Eusebi
Luigi Fasce
Giancarlo Fascendini
Claudio Fecchio
Gabriella Feo
Michele Feo
Fausta Ferruzza
Manuela Foschi
Angelo Gaccione
Giuliano Galeazzi
Silvia Galiano
Ezio Gallori
Nuccia Gatti
Valerio Gennaro
don Pasquale Gentili
Davide Ghaleb
Ana Maria Giannasi
Elena Giannasi Mazzeo
Fernanda Giannasi
Angela Giannitrapani
Agnese Ginocchio
Sergio Giovagnoli
Giuseppe Girgenti
Franca Grasselli
Mariarosaria Gravino
Fiorella Grigio
Massimo Guitarrini
Franco Henriquet
Aurelio Juri
Emilio Lambiase
Francesco Lena
Antonella Litta
Matteo Loreti
Monica Malventano
Paola Mancinelli
Giovanni Mandorino
Beppe Manni
Maurizio Marchi
Andrea Mariano
Gian Marco Martignoni
Amalia Martini
Licia Masi
Giuseppe Matteotti
Victor Matteucci
Paolo Mazzinghi
Vittorio Mazzone
Alessandra Mecozzi
Stefano Mencherini
Agustin Jose' Menendez
Enrico Mezzetti
Giuliano Minelli
Vittorio Miorandi
Giorgio Moio
Gianfranco Monaca
Pierluigi Moncelsi
Pierangelo Monti
Milena Mottalini
Rosanna Mulas
Rosangela Mura
Antonello Murgia
Laurino Giovanni Nardin
Olga Nassis
Linda Natalini
Amalia Navoni
Nadia Neri
Riccardo Orioles
Gianluca Paciucci
Ilva Palchetti
Vittorio Pallotti
Sergio Paronetto
Beppe Pavan
Raffaella Peder
Maria Speranza Perna
Donato Perreca
Marcello Pesarini
Emanuela Petrolati
Enrico Peyretti
Carmen Plebani
Elena Rampello
Cosimo Regina
Elio Rindone
Alberto Risi
Bruno Risi
Roberto Romizi
Gabriella Rossetti
Giuliana Rossi
Mara Rossi
Sara Adriana Rossi
Mirella Ruo Bernucchio
Vincenzo Russo
Roberta Salardi
Consiglia Salvio
Pasquale Salvio
Stefano Sarcinelli
Mauro Sarnari
Gabriele Scaramuzza
Manlio Schiavo
Gilda Sciortino
Luca Serafini
Giulio Sica
Maria Silvestrelli
Sergio Simonazzi
Peppe Sini
Bruno Steri
Rita Stucchi
Giuseppe Tadolini
Luciana Tavernini
Vittoria Tola
Ada Tomasello
padre Efrem Tresoldi
Alberto Trevisan
Laura Tussi
Vincenzo Valtriani
Sandro Ventura
Guido Viale
Giulio Vittorangeli
Luciano Zambelli
Mauro Carlo Zanella
Luisa Zanotelli
Rina Zardetto
Stefano Zuppello
Anpi del Trentino
Anpi provinciale di Cagliari
Anpi sezione "Angelo Bettini" - Rovereto-Vallagarina
Arci solidarieta' Viterbo
Associazione Alleanza Beni Comuni ODV di Pistoia
Associazione Cultura e' liberta' - una campagna per la Palestina odv
Associazione Culturale Mediterraneo - Casa delle culture - Circolo ARCI di Acquedolci (Me)
Associazione di volontariato "Diritti senza barriere"
Associazione Italia-Nicaragua, circolo di Viterbo
Associazione ecopacifista "Acquanuvena" odv di Avola (Sr)
Associazione Reggiana per la Costituzione
Associazione "Respirare" di Viterbo
AssoPacePalestina
Casa delle donne Viareggio
Centro antiviolenza "L'Una per l'Altra"
"Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Centro Pace ecologia e diritti umani - Rovereto
Centro Pandora di Padova
Circolo Armando Hart Davalos, sezione italiana della “Sociedad Cultural Jose' Marti' de la Solidaridad Internacional" - Cuba
Circolo "Guido Calogero e Aldo Capitini" di Genova
Comitato Nepi per la Pace
Comitato Pace Convivenza e Solidarieta' "Danilo Dolci" di Trieste
comunita' del villaggio di Modena
Cooperativa "Terra dei miti" di Sorrivoli (Fc)
Coordinamento Fiorentino contro il Riarmo
Coordinamento Valdarno per la Pace
Donne in Nero di Padova
Donne in Nero di Parma
Donne in nero di Piombino
donne in nero di Reggio Emilia
Fondazione Ernesto Balducci
Fondazione We shall overcome ETS di Pratovecchio Stia - Subbiano (Ar)
Gruppo Donne in Nero - Rovereto
gruppo "Il Gibbo"
gruppo "In cammino per la Pace e il disarmo"
Gruppo per la Pace di Massa Marittima (Gr)
gruppo "Per una Chiesa diversa"
Il Corsaro - Aps
le amiche e gli amici di Alfio Pannega
Movimento Internazionale della Riconciliazione - sezione di Vicenza
Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato III Millennio - Campania
il giornale "Odissea" di Milano
Presidio donne per la pace di Palermo
la rivista "Pensionati uniti"
Rete per la Pace - Franciacorta
"Scienza medicina istituzioni politica societa'" odv
Societa' Nuova Atletica 87 - Associazione di sport, cultura e tempo libero
Tavolo per la pace di Viterbo
tutti gli ospiti latinoamericani nel Molino del Doccione
Appello gia' pubblicato nei siti:
Agenparl
Agenziagiornalisticaopinione.it
Agora' Vox
AmbienteWeb
Anbamed
Bioregionalismo Treia
Blogger.com
Cafe' virtuel
Casa umanista
Circolo vegetariano VV. TT. Treia
Citta' della Gioia
Faro di Roma
Fidest press agency
Ghaleb.it
Giro di vite
Il giornaletto di Saul
Isde news
Isde Padova
Iskrae
La bottega del Barbieri
La poesia e lo spirito
New Tuscia
Nuovo Soldo
Occhio viterbese
Peacelink
Penna in movimento
Pressenza - International Press Agency
Raccordo.info
Saul Arpino
Smips
Tuscia Times
Tuscia Up
Viterbo Anpi
Viterbo news
Welfare Network
Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
10. REPETITA IUVANT. DAL FEMMINISMO MOLTI DONI
Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che vi e' una sola umanita', composta di persone tutte differenti le une dalle altre e tutte eguali in diritti.
Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che sfera personale e sfera politica non sono separate da un abisso: sempre siamo esseri umani.
Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza del partire da se'.
Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza dell'incontro con l'altro.
Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che e' la nascita, l'esperienza e la categoria che fonda l'umana convivenza, l'umano sapere.
Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che la pluralita', e quindi la relazione, e' la modalita' di esistenza propria dell'umanita'.
Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che i corpi contano, che noi siamo i nostro corpi.
Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che ogni forma di autoritarismo, ogni forma di militarismo, ogni forma di dogmatismo reca gia' la negazione dei diritti umani di tutti gli esseri umani.
Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che la prima radice dell'organizzazione sociale e della trama relazionale violenta e' nel maschilismo e nel patriarcato.
Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che solo la nonviolenza contrasta la violenza, che solo il bene vince il male, che solo l'amore si oppone alla morte, che solo l'ascolto consente la parola.
Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che compito comune e' generare e proteggere la vita, prendersi cura delle persone e del mondo per amore delle persone e del mondo.
Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che compito comune e' opporsi ad ogni oppressione, ad ogni sfruttamento, ad ogni ingiustizia, ad ogni umiliazione, ad ogni denegazione di umanita', ad ogni devastazione della biosfera.
Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che solo l'arte della compassione fonda la lotta di liberazione.
Il femminismo che e' il massimo inveramento storico della nonviolenza.
Il femminismo che e' la corrente calda della nonviolenza.
Il femminismo che e' il cuore pulsante del movimento di autocoscienza e di liberazione dell'umanita'.
E diciamo femminismo e sappiamo che dovremmo dire femminismi, che dovremmo dire pensiero delle donne e movimenti delle donne.
Ma diciamo femminismo e pensiamo a una tradizione che lega infinite donne che hanno praticato l'etica della responsabilita' e della liberazione, da Saffo a Vandana Shiva, da Simone Weil a Virginia Woolf, da Edith Stein a Milena Jesenska, da Etty Hillesum a Ginetta Sagan, da Rosa Luxemburg ad Hannah Arendt, da Germaine Tillion ad Anna Politkovskaja, da Simone de Beauvoir a Franca Ongaro Basaglia, da Olympe de Gouges a Luce Fabbri.
Dal femminismo molti doni tutte e tutti abbiamo ricevuto.
In questo otto marzo di ascolto, di memoria, di lotta, diciamo anche la nostra gratitudine.
* * *
"PREFERIREI DI NO"
Foglio per il "no" referendario alla "riforma della giustizia" Gelli-Berlusconi
Numero 34 del 21 febbraio 2026
*
Difendiamo la Costituzione repubblicana, lo stato di diritto, la democrazia
Votiamo "no" al referendum del 22-23 marzo 2026
*
Supplemento a "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it, sito: https://lists.peacelink.it/nonviolenza/
Foglio per il "no" referendario alla "riforma della giustizia" Gelli-Berlusconi
Numero 34 del 21 febbraio 2026
*
Difendiamo la Costituzione repubblicana, lo stato di diritto, la democrazia
Votiamo "no" al referendum del 22-23 marzo 2026
*
Supplemento a "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it, sito: https://lists.peacelink.it/nonviolenza/
Sommario di questo numero:
1. Giovanni Bachelet: Contro la riforma Nordio
2. Umberto Mugnaini: Io votero' no
3. Il quesito del referendum
4. Alcuni siti internet utili
5. Segnalazioni librarie
6. Ercole Brillante Misirizzi: In questa Primavera di Bellezza
7. Maramaldo Fierollocchio: Er gran governo che mmo' cce conduce
8. Benito D'Ippolito: A proposito della lotta nel fango. Ovvero: della parresia
9. Per la pace nel cuore d'Europa. Tre proposte a ogni persona di volonta' buona
10. Dal femminismo molti doni
1. RIFLESSIONE. GIOVANNI BACHELET: CONTRO LA RIFORMA NORDIO
[Dal sito della prestigiosa rivista "Il MUlino" (www.rivistailmulino.it) riprendiamo e diffondiamo. Questo articolo fa parte dello speciale "Il referendum sulla giustizia"]
Referendum costituzionale. Contro la riforma Nordio
Una critica della riforma Nordio che ne denuncia lo smantellamento dell'indipendenza della magistratura, tra i rischi del sorteggio e l'istituzione di un'inedita Alta corte
*
Ho accettato l'onore e la responsabilita' di presiedere l'immenso comitato Societa' civile per il "No" nel referendum costituzionale, che racchiude piu' di 50 associazioni nazionali piccole e grandi (Cgil, Acli, Arci, Libera, Anpi, Pax Christi e molte altre, per un totale di oltre 5 milioni di aderenti), in quanto fermamente e serenamente contrario a tutti e tre quelli che, a mio avviso, sono i punti salienti della modifica dell'ordine giudiziario scritta dal ministro Nordio e passata indenne attraverso le quattro letture parlamentari previste dall'articolo 138 della Costituzione: nemmeno una virgola diversa dal testo governativo iniziale. Sono lusingato e grato di contribuire per la prima e credo unica volta in vita mia al Mulino, rivista e casa editrice che godevano di grande reputazione a casa e fra gli amici della mia gioventu'; tuttavia, da cittadino che fino a poco fa insegnava a Fisica e non a Giurisprudenza o Scienze politiche, sono piu' adatto come lettore che come autore. Ringrazio la rivista per l'invito e la fiducia e posso solo confidare nella benevolenza di chi legge.
*
Separazione delle carriere. E' utile premettere che la separazione delle carriere non ha nulla a che fare con processi, errori giudiziari e altre leggende, come quella del caffe' che il pubblico ministero (pm) prende con il giudice, per questo pesantemente e irreparabilmente influenzato dal pm. Per liberarsi subito di queste amenita' propagandistiche basta ricordare che nel quasi 50% dei casi il giudice assolve l'imputato rinviato a giudizio dal pm, mentre, se l'influenza fosse davvero pesante, le condanne dovrebbero largamente eccedere le assoluzioni. Piu' interessante e' forse notare che la separazione fra magistratura requirente e giudicante, secondo un paio di sentenze della Corte costituzionale (2000 e 2022), non contrasta con la Costituzione: puo' essere fatta con legge ordinaria, anche creando due sezioni distinte del Csm. Se alla progressiva separazione tra le funzioni, da ultimo accentuata con la legge Cartabia, non e' stata mai associata la creazione di queste due sezioni, non e' per caso o per colpa del diavolo o dei cattivissimi magistrati, bensi' per precisa volonta' del legislatore: anche ai tempi del governo Draghi, i favorevoli a una separazione completa delle carriere, per motivi tecnici e culturali ampiamente discussi, erano una minoranza in entrambi gli schieramenti, di destra e di sinistra, che quella legge hanno insieme approvato. Questo e' stato del resto, fin dall'inizio, il destino della proposta di separare completamente le carriere, sia con legge ordinaria sia con legge costituzionale, dall'Assemblea costituente del 1946 fino alla Commissione bicamerale D'Alema-Berlusconi di cinquant'anni dopo. Quest'ultima, infatti, approvo' con larghissima maggioranza la grande riforma dell'articolo 111, il fair trial (malamente tradotto in italiano con "giusto processo") pensato e atteso da molti giuristi democratici, in primis da Giuliano Vassalli; ma boccio' senza appello la separazione delle carriere, della quale era relatore il parlamentare di centrosinistra Marco Boato (tuttora favorevole alla separazione, ma dichiaratamente contrario alla versione di Nordio).
E questo e' accaduto anche dopo, nelle non poche successive legislature in cui Berlusconi aveva la maggioranza: ha sempre presentato proposte analoghe che non sono mai arrivate in fondo, perche', anche fra i suoi, molti non vedevano di buon occhio ne' la separazione ne' l'idiosincrasia per la magistratura. Oggi solo Clemente Mastella e l'avvocato Franco Coppi, maestro di Giulia Bongiorno, vengono allo scoperto appoggiando il "No", ma chissa', se il governo non avesse blindato il testo della riforma vanificando nei fatti i quattro passaggi parlamentari previsti dall'articolo 138 (quello che regola le modifiche costituzionali), forse anche questa revisione del Titolo IV della Costituzione avrebbe fatto la fine delle precedenti. O sarebbe magari stata depurata di almeno qualcuno dei punti controversi, grotteschi e totalmente estranei alla separazione delle carriere, come lo smembramento non in due ma in tre del Csm, o il sorteggio di tutti i loro membri togati, o un'Alta corte disciplinare che, diversamente dal vecchio Csm, non e' piu' presieduta dal presidente della Repubblica e ha altri aspetti inaccettabili per me e parecchi altri, anche favorevoli alla separazione delle carriere.
*
Due consigli superiori? No, tre entita' uniche al mondo. Per quanto gia' detto, la separazione delle carriere si poteva fare senza toccare la Costituzione e senza creare due Csm. Se invece lo scopo era proprio manomettere l'assetto costituzionale del Consiglio superiore della magistratura, allora la separazione delle carriere e' un ottimo pretesto. Uno dei pochi Paesi in cui le carriere di pm e giudici sono completamente separate senza che i pm siano sottoposti al governo e' il Portogallo (in realta', e' una lieve semplificazione: il procuratore generale e' nominato dal presidente della Repubblica su proposta del governo e puo' non essere un magistrato). Qui pero', diversamente da quanto previsto dalla legge costituzionale Nordio, ci sono due Csm, ciascuno dei quali conserva la composizione (maggioranza eletta dai magistrati, minoranza eletta dal Parlamento: autogoverno temperato) e tutti e quattro i poteri (nomine, promozioni, trasferimenti e disciplina) del nostro attuale Csm. Secondo Meuccio Ruini, relatore in Assemblea costituente, questi quattro poteri attribuiti al nostro unico Csm dall'articolo 105 (brevissimo: meno di trenta parole) fissano "come quattro chiodi" l'autonomia e l'indipendenza della magistratura (proclamate nell'articolo 104) rispetto "all'ingerenza di ogni futuro ministro della Giustizia".
Il nuovo articolo 105 della legge Nordio (lunghissimo: oltre 200 parole) sottrae, invece, uno dei "quattro chiodi" - il potere autodisciplinare - ai due nuovi Csm, per attribuirlo a un'Alta corte disciplinare (Acd) esterna ai due Csm (tra l'altro unica: non e' un problema, qui, la compresenza di pm e giudici?) e sostanzialmente inappellabile. Una tale Acd risulta difficilmente conciliabile sia con l'articolo 102 (divieto di istituire tribunali speciali), sia con l'articolo 111 (impugnabilita' in Cassazione contro tutte le sentenze). Il secondo problema tra i fautori del "Si'" lo ammette almeno Barbera, quando ipotizza che a mettere una pezza sara' la futura interpretazione in sede giurisdizionale. Parecchi altri costituzionalisti (piu' di 100, dei quali tre presidenti emeriti della Corte, che formano il consiglio scientifico del nostro comitato del "No") non la pensano come lui. Per capire in quale misura la nuova Acd stravolge gli equilibri costituzionali fra magistratura e politica a favore di quest'ultima e' utile ricordare che, attualmente, la sezione disciplinare (la cui statistica e' severa, contrariamente alle leggende metropolitane: si veda la tabella comparativa con l'Ordine degli avvocati nella sezione "Speciale Referendum" su www.giovannibachelet.it) e' composta, come l'intero Csm, da 2/3 di "togati" eletti dai magistrati e 1/3 di "laici" eletti dal Parlamento ed e' presieduta in linea di principio dal presidente della Repubblica, anche se in pratica presiede quasi sempre il vicepresidente. La nuova legge, oltre a sorteggiare (anziche' eleggere) anche i membri togati dell'Acd, ne riduce il peso numerico sul totale ed esclude i giovani e/o non cassazionisti; elimina d'emblee il presidente della Repubblica; affida la composizione dei collegi giudicanti a una legge attuativa ordinaria, da approvare per giunta entro i prossimi dodici mesi. Si fa peccato a pensare che la maggioranza se la approvera' da sola, come gia' avvenuto con il resto? Che, per "rispondere a una intollerabile invadenza" della magistratura (cosi' Meloni il 31 ottobre scorso), questa legge infilera' piu' politici che magistrati nei collegi giudicanti, ribaltando clamorosamente l'equilibrio che da ottant'anni ha riservato ai "laici" solo una funzione di vigilanza? Ho da poco scoperto che l'attuale rapporto 2/3-1/3 fra "togati" e "laici" fu proposto da un costituente che allora aveva 28 anni: Oscar Luigi Scalfaro. E' cambiando questo rapporto che Nordio vuol fermare "l'esondazione della magistratura"?
*
Il sorteggio. Sostituire l'elezione con il sorteggio secco per la componente togata (migliaia) riservando invece ai "laici" il sorteggio da un paniere di eletti dal Parlamento (al massimo qualche decina) in italiano vuol dire: i magistrati non sono degni di eleggere i propri rappresentanti, i parlamentari invece si'. Non trovo, nella storia patria antica e recente, il fondamento di questa "presunzione di delinquenza" per i magistrati rispetto a una "presunzione di innocenza" per i parlamentari. Da certe strumentalizzazioni di Mani pulite fino al delirio anti-casta di Grillo, ho sempre provato orrore per scandali e corruzione; ma maggior orrore per il loro uso al fine di demonizzare e distruggere nel cuore degli italiani l'idea stessa di partito, di metodo democratico, di libere elezioni (articolo 49 Cost.). Per fortuna non era affatto vero che tutti i politici rubavano, come gridavano con il cappio in mano gli antipolitici di allora davanti al Parlamento mentre, al suo interno, un importante leader usava lo stesso argomento per giustificarsi: tutti ladri, nessun ladro. E per fortuna non e' vero neppure che tutti i magistrati facevano e fanno ancora come Palamara, mitico testimonial del "Si'" colto in flagrante grazie alle tanto deprecate intercettazioni mentre, al di fuori di ogni regola (e fisicamente fuori dal palazzo del Csm), tentava con altri magistrati e politici non membri del Csm di condizionarne le nomine. L'idea, sempre sbagliata, di usare un gravissimo episodio per delegittimare un'intera categoria - qui per scippare definitivamente la rappresentanza elettiva ai magistrati nel loro organo di autogoverno - suggerisce in questo caso scarso senso dell'umorismo da parte dei politici. Lo scandalo Palamara si e' infatti concluso con la radiazione da parte del Csm di tutti i magistrati coinvolti e, invece, con l'indulgenza per l'unico parlamentare implicato, perche' la giunta per le autorizzazioni della Camera aveva negato l'uso delle sue intercettazioni. Quando si dice giustizia domestica! Purtroppo, però, c'e' poco da ridere: con questa scusa, accompagnata da una campagna di denigrazione mediatica della magistratura e inediti attacchi da parte del governo a singoli magistrati e sentenze sgradite, il Parlamento ha approvato a spron battuto nientemeno che una legge di revisione costituzionale. Senza neppure provare a emendare questo o altri aspetti inaccettabili, unici al mondo e largamente prevalenti sui modesti e opinabili benefici. Non resta che votare "No".
*
Rivista il Mulino 2026 Riproduzione riservata
2. RIFLESSIONE. UMBERTO MUGNAINI: IO VOTERO' NO
[Riceviamo e diffondiamo]
Io votero' no, perche' sono convinto che la nostra Costituzione non va toccata, specie quando si vogliono variare i pesi ed i contrappesi dei tre poteri.
Il potere esecutivo si deve controbilanciare con un potere giudiziario di pari valore e peso.
Viva la costituzione repubblicana, democratica ed antifascista.
senza ma ne' pero'.
E quindi: votare no.
3. DOCUMENTAZIONE. IL QUESITO DEL REFERENDUM
[Dal sito del Ministero dell'Interno riprendiamo e diffondiamo]
E' stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n.31 - Serie Generale del 7 febbraio 2026 il Decreto Presidente della Repubblica che riscrive il quesito del referendum costituzionale, a seguito dell'ordinanza del 6 febbraio 2026 espressa dall'Ufficio centrale per il referendum della Corte suprema di cassazione, con la seguente formula:
"Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare"?".
4. MATERIALI. ALCUNI SITI INTERNET UTILI
- "Articolo 21": www.articolo21.org
- "Associazione nazionale magistrati": www.associazionemagistrati.it
- "Associazione nazionale partigiani d'Italia": www.anpi.it
- "Comitato avvocati per il No": www.avvocatiperilno.it
- "Coordinamento per la democrazia costituzionale": www.coordinamentodemocraziacostituzionale.it
- "Critica del diritto": www.rivistacriticadeldiritto.it
- "Giuristi democratici": www.giuristidemocratici.it
- "Giustizia insieme": www.giustiziainsieme.it
- "Libera": www.libera.it
- "Liberta' e giustizia": www.libertaegiustizia.it
- "Magistratura democratica": www.magistraturademocratica.it
- "Questione giustizia": www.questionegiustizia.it
- "Societa' civile per il no nel referendum costituzionale": www.referendumgiustizia2026.it
5. SEGNALAZIONI LIBRARIE
- Nello Rossi, Armando Spataro, Le ragioni del no. La posta in gioco nel referendum costituzionale, Laterza, Bari-Roma 2026, pp. IV + 154, euro 12.
- Marco Travaglio, Perche' no, PaperFirst, Roma 2026, pp. IV + 200, euro 13. Con contributi di Gustavo Zagrebelsky e di Nicola Gratteri.
6. GALGENLIEDER/PARCONDICIO. ERCOLE BRILLANTE MISIRIZZI: IN QUESTA PRIMAVERA DI BELLEZZA
In questa Primavera di Bellezza
ll'eroi de la Difesa de la Razza
chiameno la Nazzione tutt'in piazza
e all'urne co' ll'Italica Fierezza
ch'e' ll'ora de la scopa e la ramazza
e' ll'ora che la mejo Giovinezza
je fa' ssenti' com'e' cche sse carezza
la groppa cor bastone a cchi starnazza.
Macche' processi: ggiustizzia sommaria
macche' Ccostituzzione: carcinculo
ai communisti ai necri e ai panzallaria.
Quer che 'r governo fa nnun ze discute
e i sori ggiudici facce de mulo
annassero 'n Zzibberia. E a la salute!
7. GALGENLIEDER/PARCONDICIO. MARAMALDO FIEROLLOCCHIO: ER GRAN GOVERNO CHE MMO' CCE CONDUCE
Er gran governo che mmo' cce conduce
procede dritto e sverto com'un razzo
e ssi 'sta legge guardi 'n controluce
lo vegghi subbito ch'ade' 'n zollazzo.
Ar giudice la bbocca je se cuce
cosi' ccapisce che non conta 'n bazzo
che ffinarmente aricomanna 'r duce
e cchi nun je sta' bbe' o ar gabbio o ar guazzo.
Adera ora de falla finita
co' ttutti 'sti corvacci communisti
compari de la plebbe sovversiva.
Ll'Itaja p'esse granne e rriverita
cce vo' la dittatura de' fascisti
allora si' cche la Nazzione e' vviva.
8. CRONACHE DI NUSMUNDIA. BENITO D'IPPOLITO: A PROPOSITO DELLA LOTTA NEL FANGO. OVVERO: DELLA PARRESIA
Chi governa ed ogni giorno sforna nuove antileggi razziste e repressive, nuovi provvedimenti malvagi e incostituzionali, e propugna il riarmo che alimenta la guerra (ovvero si adopera affinche' altri esseri umani siano uccisi dalla guerra e della armi che a uccidere servono), proclama con voce stentorea e piglio da gerarca che la campagna referendaria in corso non deve essere una lotta nel fango (nel senso, credo, di rissa da pollaio; giacche' ogni vera lotta per cio' che veramente vale o almeno importa, ahime', si svolge quasi sempre anche nel fango di cui e' impastato il mondo).
Ebbene, e' un po' difficile.
Apprezzo con tutto il cuore il garbo e l'eleganza di quei rappresentanti delle istituzioni, di quei giuristi, di quegli intellettuali, di quei comitati della societa' civile che in punta di fioretto dottamente disquisiscono sugli aspetti tecnici e sulle conseguenze logiche dell'irricevibile testo della riforma Gelli-Berlusconi, con finezza ermeneutica smascherandone la natura eversiva (di quell'eversione dall'alto di cui e' campione il governo in carica e il blocco di interessi, ideologico e sociale - il "blocco storico" - che lo sostiene); e su questo povero foglio mi adopero a presentarne le dichiarazioni e le riflessioni.
Gli aspetti tecnici croce e delizia dei cultori del giure, certo.
Il testo letterale filologicamente accertato e indagato, certo.
Poi ci sono gli aspetti politici.
E il contesto storico e sociale: internazionale, europeo, italiano.
Le abominevoli guerre in corso e il riarmo scellerato e insensato; la ferocia razzista, schiavista e assassina dei governi europei; la superpotenza imperiale nelle mani di una persona puerile, impulsiva, egocentrica, ignorante ed instabile che da un momento all'altro puo' scatenare la catastrofe atomica; e specificamente in casa nostra il progetto golpista in tre mosse: la cosiddetta autonomia differenziata, la cosiddetta riforma della giustizia, il cosiddetto premierato, e a fare da contorno un insieme di provvedimenti antidemocratici e fin disumani di cui sono prime vittime le persone piu' fragili e bisognose di aiuto, ma che non colpiscono solo loro: devastano l'intera societa' e inabissano il nostro paese nella barbarie.
*
Sono un uomo vecchio e malandato dalla lunga barba bianca, ma non mi atteggio a vecchio saggio o a sottile studioso al di sopra della mischia. Quel po' di greco e di latino che so, non l'ho usato per farmi una posizione o una carriera: sempre sono stato un militante politico del movimento delle oppresse e degli oppressi, sempre ho lottato contro la guerra e contro il fascismo, sempre ho lottato per pace e giustizia, per difendere i diritti umani di tutti gli esseri umani. Con i miei limiti, e' ovvio. E non e' stata una passeggiata.
Ho contrastato il regime della corruzione e i poteri criminali.
Ho contrastato la violenza dell'oppressione di classe, del maschilismo e del razzismo.
Sono un vecchio obiettore di coscienza al servizio militare e una persona amica della nonviolenza (e' la formula che usava Capitini: giacche' dirsi nonviolenti tout court sarebbe un atto di presunzione finanche ridicolo), ed en passant nell'ultimo quarto di secolo ho pubblicato giorno dopo giorno questo notiziario quotidiano dal titolo "La nonviolenza e' in cammino", che spero non sia stato del tutto disutile ai suoi ventiquattro lettori.
Per la lotta nel fango non ho ne' la predisposizione ne' il fisico.
Ma e' proprio nel fango che l'azione del governo in carica schiaccia questo paese (come gran parte dei governi precedenti, sia chiaro, ma mai cosi' a fondo come oggi), ed allora occorre sporcarsi le mani, contrastare la violenza e dire la verita' (ovvero dire le cose come ci sembra che stiano).
*
E per come la vedo io la situazione e' questa:
1. La riforma Gelli-Berlusconi mira a sottomettere la magistratura al governo; e' chiaro a tutti cosa significhi;
2. Il governo mira a ridurre l'esercizio della democrazia a un voto ogni cinque anni e tra un voto e l'altro l'esecutivo fa quel che vuole "legibus solutus"; e chi si oppone poveraccio lui;
3. Per il governo e il suo blocco sociale la Costituzione repubblicana e antifascista e' uno scandalo e una spina; lo stato di diritto fondato sulla separazione dei poteri un inciampo intollerabile; la democrazia basata sull'eguaglianza di dignita' e diritti di tutti gli esseri umani il nemico principale;
4. Chiamo deriva autoritaria e tendenzialmente fascista la politica razzista, schiavista, riarmista, complice degli sfruttatori degli opppressori e degli abusatori, arbitraria barbara e violenta del governo in carica e dei suoi sostenitori e alleati.
*
Dixi, et salvavi animam meam.
9. SALVARE LE VITE E' IL PRIMO DOVERE. PER LA PACE NEL CUORE D'EUROPA. TRE PROPOSTE A OGNI PERSONA DI VOLONTA' BUONA
"Per la pace nel cuore d'Europa"
Sosteniamo l'appello nonviolento della societa' civile "Per la pace nel cuore d'Europa", appello promosso da personalita' illustri come padre Alex Zanotelli, Giancarla Codrignani, Giovanna Fiume, Olga Karach, Raniero La Valle, Luisa Morgantini, Giuliano Pontara, Yurii Sheliazhenko e da tante altre persone amiche della nonviolenza, associazioni democratiche e mezzi d'informazione; sostegno che si estrinseca nell'adesione alle "tre proposte a ogni persona di volonta' buona" per la pace che salva le vite.
*
I. La prima proposta: scriviamo alle ambasciate russa ed ucraina per chiedere la pace nel cuore d'Europa.
Carissime e carissimi,
vi preghiamo di voler scrivere alle ambasciate russa ed ucraina per chiedere la pace nel cuore d'Europa.
Gli indirizzi di posta elettronica sono i seguenti: ambrusitalia at mid.ru, culturaroma at mid.ru, consitalia at mid.ru, emb_it at mfa.gov.ua, gc_it at mfa.gov.ua
Il messaggio che proponiamo e' il seguente:
"Gentilissimi ambasciatori di Russia ed Ucraina,
vi saremmo assai grati se voleste trasmettere questa richiesta di pace ai vostri governi.
Sia la pace nel cuore d'Europa.
Cessino immediatamente le uccisioni e le devastazioni.
Si passi immediatamente dal conflitto armato al negoziato diplomatico.
Si inviino aiuti umanitari a tutte le vittime della guerra che alla guerra sono sopravvissute.
Si costruisca un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali.
La guerra e' nemica dell'umanita'.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite e' il primo dovere.
FIRMA, DATA, INDIRIZZO DEL MITTENTE".
Facciamo sentire la voce dell'umanita'.
Chi salva una vita salva il mondo.
*
II. La seconda proposta: diffondere la richiesta rivolta ai governi di non uccidere piu'.
Alle persone amiche della nonviolenza, alle associazioni democratiche, alle istituzioni sollecite del bene comune, ai mezzi d'informazione, chiediamo di diffondere ovunque possibile questa richiesta rivolta ai governi di Russia ed Ucraina e con essi ai governi di tutti i paesi europei:
"Chiediamo ai governi di Russia e Ucraina di non uccidere piu' i cittadini di Russia e Ucraina.
Chiediamo ai governi di Russia e Ucraina di cessare immediatamente la guerra ed avviare immediatamente negoziati di pace.
Chiediamo a tutti i governi europei la pace disarmata e disarmante, che sola salva le vite, dall'Atlantico agli Urali.
Tutti gli esseri umani hanno diritto alla vita.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Il movimento della societa' civile scaturito dall'appello 'per la pace nel cuore d'Europa'".
*
III. La terza proposta: sottoscrivere e sostenere l'appello "per la pace nel cuore d'Europa".
Per la cessazione immediata della guerra in Ucraina e delle stragi e devastazioni di cui essa consiste; per un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali; per la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, primo fra tutti il diritto a non essere uccisi.
Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?
Ed in quale baratro si sta trascinando l'Europa e il mondo?
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
La guerra e' nemica dell'umanita'.
Il momento di salvare tutte le vite umane e' adesso.
Il momento di abolire la guerra e' adesso.
Il momento del disarmo, sola legittima difesa dell'umanita' intera, e' adesso.
Il momento di risolvere tutti i conflitti con il rispetto della vita e dei diritti, con il dialogo, la comprensione, la solidarieta', la cura e la misericordia e' adesso.
Per la cessazione immediata della guerra in Ucraina e delle stragi e devastazioni di cui consiste.
Per un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali.
Per la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, primo fra tutti il diritto a non essere uccisi.
Solo la pace salva le vite.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Di seguito i primi firmatari dell'appello:
padre Alex Zanotelli
Giancarla Codrignani
Giovanna Fiume
Olga Karach
Raniero La Valle
Luisa Morgantini
Giuliano Pontara
Yurii Sheliazhenko
Maurizio Acerbo
Farid Adly
Fabio Alberti
Francesco Ambrosi
Marta Anderle
Elisabetta Andreani
Luigi Andriani
Serenella Angeloni Cortesi
Andrea Araceli
Paolo Arena
don Luigi Arnaboldi
Edy P. Arnaud
Fabrizio Aroldi
Franca Babbucci
Luciano Bagoli
Vincenzo Balzani
Giuseppe Barone
Francesco Basilico'
Grazia Bellini
Bruna Bellotti
Marco Bersani
Olga Bertaina
Maria Elena Bertoli
Moreno Biagioni
Davide Biolghini
padre Angelo Bissoni
Guido Blanchard
Diego Bonifaccio
Claudio Boreggi
Franco Borghi
Gabriella Bortolotti
Alberto Boschi
Giovanni Bosco
Marco Brama
Marcella Brancaforte
Antonio Bruno
Giovanna Bruno
Luisa Bruno
Valentina Bruno
Roberto Budini Gattai
Paola Busani
Emanuela Bussolati
Giuseppe Caccavale
Augusto Cacopardo
Alessandra Cangemi
Vito Capano
Francesco Domenico Capizzi
Luciana Carotenuto
Giovanni Caruso
Rossana Casalegno
Sergio Caserta
Antonio Catozzi
Augusto Cavadi
Gabriella Cavagna
Guido Cerbai
Angelo Cifatte
Rosa Maria Cigna
Luigi Cimarra
Rachele Colella
Maria Colleoni
Mario Cossali
Maria Donata Cotoloni
Pia Covre
Andrea Cozzo
Renzo Craighero
Nicoletta Crocella
Rosanna Crocini
Baldassare Cuda
Massimo Dalla Giovanna
Augusto Dalmasso
Pasquale D'Andretta
Maria D'Asaro
Lucia Davico
Marina de Felici
Giuseppe Deiana
don Vitaliano Della Sala
Emma De Luca
Bianca de Matthaeis
Roberta De Monticelli
Giuseppina Depau
Mario Di Marco
Biagio Di Maria
Domenico Di Martino
Antonella Doria
Orietta Doria
padre Elia Ercolino
Maria Esposito
Pasquale Esposito
Gigi Eusebi
Luigi Fasce
Giancarlo Fascendini
Claudio Fecchio
Gabriella Feo
Michele Feo
Fausta Ferruzza
Manuela Foschi
Angelo Gaccione
Giuliano Galeazzi
Silvia Galiano
Ezio Gallori
Nuccia Gatti
Valerio Gennaro
don Pasquale Gentili
Davide Ghaleb
Ana Maria Giannasi
Elena Giannasi Mazzeo
Fernanda Giannasi
Angela Giannitrapani
Agnese Ginocchio
Sergio Giovagnoli
Giuseppe Girgenti
Franca Grasselli
Mariarosaria Gravino
Fiorella Grigio
Massimo Guitarrini
Franco Henriquet
Aurelio Juri
Emilio Lambiase
Francesco Lena
Antonella Litta
Matteo Loreti
Monica Malventano
Paola Mancinelli
Giovanni Mandorino
Beppe Manni
Maurizio Marchi
Andrea Mariano
Gian Marco Martignoni
Amalia Martini
Licia Masi
Giuseppe Matteotti
Victor Matteucci
Paolo Mazzinghi
Vittorio Mazzone
Alessandra Mecozzi
Stefano Mencherini
Agustin Jose' Menendez
Enrico Mezzetti
Giuliano Minelli
Vittorio Miorandi
Giorgio Moio
Gianfranco Monaca
Pierluigi Moncelsi
Pierangelo Monti
Milena Mottalini
Rosanna Mulas
Rosangela Mura
Antonello Murgia
Laurino Giovanni Nardin
Olga Nassis
Linda Natalini
Amalia Navoni
Nadia Neri
Riccardo Orioles
Gianluca Paciucci
Ilva Palchetti
Vittorio Pallotti
Sergio Paronetto
Beppe Pavan
Raffaella Peder
Maria Speranza Perna
Donato Perreca
Marcello Pesarini
Emanuela Petrolati
Enrico Peyretti
Carmen Plebani
Elena Rampello
Cosimo Regina
Elio Rindone
Alberto Risi
Bruno Risi
Roberto Romizi
Gabriella Rossetti
Giuliana Rossi
Mara Rossi
Sara Adriana Rossi
Mirella Ruo Bernucchio
Vincenzo Russo
Roberta Salardi
Consiglia Salvio
Pasquale Salvio
Stefano Sarcinelli
Mauro Sarnari
Gabriele Scaramuzza
Manlio Schiavo
Gilda Sciortino
Luca Serafini
Giulio Sica
Maria Silvestrelli
Sergio Simonazzi
Peppe Sini
Bruno Steri
Rita Stucchi
Giuseppe Tadolini
Luciana Tavernini
Vittoria Tola
Ada Tomasello
padre Efrem Tresoldi
Alberto Trevisan
Laura Tussi
Vincenzo Valtriani
Sandro Ventura
Guido Viale
Giulio Vittorangeli
Luciano Zambelli
Mauro Carlo Zanella
Luisa Zanotelli
Rina Zardetto
Stefano Zuppello
Anpi del Trentino
Anpi provinciale di Cagliari
Anpi sezione "Angelo Bettini" - Rovereto-Vallagarina
Arci solidarieta' Viterbo
Associazione Alleanza Beni Comuni ODV di Pistoia
Associazione Cultura e' liberta' - una campagna per la Palestina odv
Associazione Culturale Mediterraneo - Casa delle culture - Circolo ARCI di Acquedolci (Me)
Associazione di volontariato "Diritti senza barriere"
Associazione Italia-Nicaragua, circolo di Viterbo
Associazione ecopacifista "Acquanuvena" odv di Avola (Sr)
Associazione Reggiana per la Costituzione
Associazione "Respirare" di Viterbo
AssoPacePalestina
Casa delle donne Viareggio
Centro antiviolenza "L'Una per l'Altra"
"Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Centro Pace ecologia e diritti umani - Rovereto
Centro Pandora di Padova
Circolo Armando Hart Davalos, sezione italiana della “Sociedad Cultural Jose' Marti' de la Solidaridad Internacional" - Cuba
Circolo "Guido Calogero e Aldo Capitini" di Genova
Comitato Nepi per la Pace
Comitato Pace Convivenza e Solidarieta' "Danilo Dolci" di Trieste
comunita' del villaggio di Modena
Cooperativa "Terra dei miti" di Sorrivoli (Fc)
Coordinamento Fiorentino contro il Riarmo
Coordinamento Valdarno per la Pace
Donne in Nero di Padova
Donne in Nero di Parma
Donne in nero di Piombino
donne in nero di Reggio Emilia
Fondazione Ernesto Balducci
Fondazione We shall overcome ETS di Pratovecchio Stia - Subbiano (Ar)
Gruppo Donne in Nero - Rovereto
gruppo "Il Gibbo"
gruppo "In cammino per la Pace e il disarmo"
Gruppo per la Pace di Massa Marittima (Gr)
gruppo "Per una Chiesa diversa"
Il Corsaro - Aps
le amiche e gli amici di Alfio Pannega
Movimento Internazionale della Riconciliazione - sezione di Vicenza
Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato III Millennio - Campania
il giornale "Odissea" di Milano
Presidio donne per la pace di Palermo
la rivista "Pensionati uniti"
Rete per la Pace - Franciacorta
"Scienza medicina istituzioni politica societa'" odv
Societa' Nuova Atletica 87 - Associazione di sport, cultura e tempo libero
Tavolo per la pace di Viterbo
tutti gli ospiti latinoamericani nel Molino del Doccione
Appello gia' pubblicato nei siti:
Agenparl
Agenziagiornalisticaopinione.it
Agora' Vox
AmbienteWeb
Anbamed
Bioregionalismo Treia
Blogger.com
Cafe' virtuel
Casa umanista
Circolo vegetariano VV. TT. Treia
Citta' della Gioia
Faro di Roma
Fidest press agency
Ghaleb.it
Giro di vite
Il giornaletto di Saul
Isde news
Isde Padova
Iskrae
La bottega del Barbieri
La poesia e lo spirito
New Tuscia
Nuovo Soldo
Occhio viterbese
Peacelink
Penna in movimento
Pressenza - International Press Agency
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Saul Arpino
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Viterbo news
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10. REPETITA IUVANT. DAL FEMMINISMO MOLTI DONI
Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che vi e' una sola umanita', composta di persone tutte differenti le une dalle altre e tutte eguali in diritti.
Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che sfera personale e sfera politica non sono separate da un abisso: sempre siamo esseri umani.
Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza del partire da se'.
Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza dell'incontro con l'altro.
Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che e' la nascita, l'esperienza e la categoria che fonda l'umana convivenza, l'umano sapere.
Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che la pluralita', e quindi la relazione, e' la modalita' di esistenza propria dell'umanita'.
Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che i corpi contano, che noi siamo i nostro corpi.
Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che ogni forma di autoritarismo, ogni forma di militarismo, ogni forma di dogmatismo reca gia' la negazione dei diritti umani di tutti gli esseri umani.
Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che la prima radice dell'organizzazione sociale e della trama relazionale violenta e' nel maschilismo e nel patriarcato.
Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che solo la nonviolenza contrasta la violenza, che solo il bene vince il male, che solo l'amore si oppone alla morte, che solo l'ascolto consente la parola.
Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che compito comune e' generare e proteggere la vita, prendersi cura delle persone e del mondo per amore delle persone e del mondo.
Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che compito comune e' opporsi ad ogni oppressione, ad ogni sfruttamento, ad ogni ingiustizia, ad ogni umiliazione, ad ogni denegazione di umanita', ad ogni devastazione della biosfera.
Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che solo l'arte della compassione fonda la lotta di liberazione.
Il femminismo che e' il massimo inveramento storico della nonviolenza.
Il femminismo che e' la corrente calda della nonviolenza.
Il femminismo che e' il cuore pulsante del movimento di autocoscienza e di liberazione dell'umanita'.
E diciamo femminismo e sappiamo che dovremmo dire femminismi, che dovremmo dire pensiero delle donne e movimenti delle donne.
Ma diciamo femminismo e pensiamo a una tradizione che lega infinite donne che hanno praticato l'etica della responsabilita' e della liberazione, da Saffo a Vandana Shiva, da Simone Weil a Virginia Woolf, da Edith Stein a Milena Jesenska, da Etty Hillesum a Ginetta Sagan, da Rosa Luxemburg ad Hannah Arendt, da Germaine Tillion ad Anna Politkovskaja, da Simone de Beauvoir a Franca Ongaro Basaglia, da Olympe de Gouges a Luce Fabbri.
Dal femminismo molti doni tutte e tutti abbiamo ricevuto.
In questo otto marzo di ascolto, di memoria, di lotta, diciamo anche la nostra gratitudine.
* * *
"PREFERIREI DI NO"
Foglio per il "no" referendario alla "riforma della giustizia" Gelli-Berlusconi
Numero 34 del 21 febbraio 2026
*
Difendiamo la Costituzione repubblicana, lo stato di diritto, la democrazia
Votiamo "no" al referendum del 22-23 marzo 2026
*
Supplemento a "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it, sito: https://lists.peacelink.it/nonviolenza/
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