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[Nonviolenza] Ebdomadario. 58
- Subject: [Nonviolenza] Ebdomadario. 58
- From: Centro di ricerca per la pace Centro di ricerca per la pace <centropacevt at gmail.com>
- Date: Tue, 30 Dec 2025 15:51:21 +0100
UN EBDOMADARIO DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 58 del 30 dicembre 2025
Notiziario settimanale della nonviolenza in cammino proposto dal "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XXVI)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, sito: https://lists.peacelink.it/nonviolenza/
Sommario di questo numero:
1. Movimento Nonviolento: Obiezione alla guerra
2. Ricordando Alfio, per la pace disarmata e disarmante. Concludendosi il centenario un commiato, ovvero un arrivederci
3. Enrico Peyretti: Duecento sabati di presenza di pace a Torino
4. Tre minime descrizioni della nonviolenza e cinque perorazioni per il disarmo
5. Omero Dellistorti: Otto minime storie della citta' dolente
6. Segnalazioni librarie
7. La "Carta" del Movimento Nonviolento
8. Per saperne di piu'
1. L'ORA. MOVIMENTO NONVIOLENTO: OBIEZIONE ALLA GUERRA
[Dal sito di "Azione nonviolenta" riprendiamo e diffondiamo]
Aggiornamenti di fine 2025 della Campagna del Movimento Nonviolento a supporto degli obiettori, renitenti alla leva e disertori di Russia, Ucraina, Bielorussia, Israele e Palestina.
*
Ci avviciniamo alla fine dell'anno 2025, momento di consuntivo anche per la Campagna di Obiezione alla guerra, sia per quanto riguarda il "fronte italiano" con la raccolta e la consegna delle Dichiarazioni di obiezione di coscienza, sia per quanto riguarda i "fronti di guerra" con le relazioni con i nostri partner in Israele e Palestina (Mesarvot, New Profile, CPT-Palestine), in Ucraina (Movimento Pacifista Ucraino), in Bielorussia/Lituania (Our House), in Russia (Movimento degli Obiettori di Coscienza Russi) e con il lavoro di rete con la War Resisters' International e l'Ufficio Europeo per l'Obiezione di Coscienza (Ebco-Beoc).
*
Dal fronte italiano
Dichiarazioni di obiezione di coscienza
Purtroppo soffia forte il vento di guerra. I governi europei vogliono che i popoli si preparino, reintroducendo il servizio militare obbligatorio per i giovani. L'ultima in ordine di tempo a ripristinare la leva e' stata la Croazia, che segue la decisione gia' presa in Norvegia e Svezia. La Francia sta spingendo per allargare il reclutamento per il servizio militare volontario, come sta avvenendo anche nei Paesi Bassi. La Germania ha approvato una Legge che facilita il reclutamento, per ora volontario, nelle file dell'esercito, e leva obbligatoria se non bastassero i volontari.
E in Italia? Il dibattito e' aperto e gia' si parla di attivare una forza di riserva, per arrivare ad un modello autonomo di difesa militare europea che considera la possibilita' generalizzata di un servizio militare per donne e uomini come obiettivo di adeguamento numerico delle forze armate. Questo prospettiva e' gravissima. La nostra risposta e' l'obiezione di coscienza. Il rifiuto, anche preventivo, di partecipare a qualsiasi forma di preparazione della guerra prossima ventura. Rifiuto del servizio militare, rifiuto della militarizzazione nell'informazione, nella cultura, nelle scuole e nelle universita', rifiuto delle spese militari, rifiuto della generalizzata "chiamata alle armi".
Tutto questo lo possiamo fare a partire dalla firma della Dichiarazione di obiezione di coscienza.
Dal 1 marzo 2022 al 15 dicembre 2023 abbiamo raccolto 2165 dichiarazioni (947 in cartaceo, 1218 tramite il modulo) che abbiamo consegnato alla Presidenza del Consiglio a Palazzo Chigi.
Dal 1 gennaio 2024 al 18 maggio 2025 abbiamo raccolto altre 5306 dichiarazioni (2866 in cartaceo e 2440 attraverso il modulo telematico) che il 20 maggio 2025 abbiamo inviato al Presidente della Repubblica chiedendo nel contempo un incontro per illustrare i contenuti costituzionali della nostra Campagna. Il 7 novembre dal Quirinale ci e' stato comunicato che: il Presidente e' informato della nostra iniziativa; gli uffici hanno preso atto di quanto da noi inviato; le firme sono state ricevute e protocollate; ma l'incontro non viene concesso. Ne prendiamo atto, con dispiacere per un'occasione persa dalla massima istituzione della Repubblica.
Fino ad oggi abbiamo inviato alle istituzioni un totale di 7471 dichiarazioni.
La raccolta prosegue e il nostro prossimo obiettivo e' la consegna di nuove Dichiarazioni direttamente al Ministero della Difesa, sottolineando la richiesta di istituzione di un Albo dove siano elencati tutti gli uomini e tutte le donne che obiettano alla guerra e alla sua preparazione, che non potranno essere arruolati per servizi militari e armati.
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Dai fronti di guerra
Israele/Palestina
La distruzione di Gaza ha determinato una crescita senza precedenti nel numero degli obiettori israeliani e un cambiamento radicale nella loro identita' politica. Prima della guerra, gli obiettori alla leva costituivano un piccolo gruppo etichettato come "traditore" dall'opinione pubblica dominante.
Oggi il rifiuto non e' piu' un fenomeno marginale. Molti giovani si rivolgono alla rete Mesarvot, in cerca di aiuto per evitare una complicita' in crimini di guerra, cosi' come un numero crescente di soldati attivi, anche di reparti da combattimento, chiedono assistenza per rifiutare la destinazione a Gaza. La crisi e' visibile anche all'interno dell'esercito con l'aumento di disertori, riservisti e nuovi obiettori haredi (ultra-ortodossi) che scelgono il carcere piuttosto che la partecipazione alle stragi.
La rete Mesarvot sostiene sia gli obiettori totali (ne segue circa 200), sia gli obiettori selettivi che si oppongono esclusivamente ai crimini di guerra o all'occupazione di Gaza, come coloro che hanno prestato servizio finora ma la cui coscienza impone un'immediata interruzione e anche gli ortodossi haredi che ritengono religiosamente proibita la partecipazione alla guerra.
Il sostegno legale, politico ed emotivo che Mesarvot fornisce e' essenziale per la sopravvivenza del movimento per l'obiezione di coscienza in Israele, Cisgiordania e Gaza.
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Dai fronti di guerra
Ucraina, Russia e Bielorussia
In Ucraina aumenta il numero degli obiettori di coscienza perseguitati, specialmente tra i maschi arruolati con la forza. Caso esemplare quello dell'avventista del settimo giorno e obiettore di coscienza Andrii Skliar, che e' stato sottoposto a tortura da parte dei reclutatori militari e arruolato con la forza nel novembre 2024. Gli hanno rotto il naso, torto il mignolo, lo hanno strangolato fino a fargli perdere conoscenza. Attualmente e' ancora detenuto presso il centro di addestramento militare di Desna, nonostante le ripetute richieste di rilascio da parte della Conferenza di Kyiv della Chiesa Avventista. Andrii continua a rifiutare di portare armi, prestare giuramento militare, indossare l'uniforme, nonostante la pressione e le violenze continue. E come lui molti altri che il Movimento Pacifista Ucraino e in particolare il suo segretario Yurii Sheliazenko, anche lui sotto processo, continuano a difendere sia con dichiarazioni pubbliche sia sul piano legale.
In Russia migliaia di ragazzi si rifiutano di prestare servizio e andare al fronte in Ucraina, affrontando persecuzioni, prigionia o esilio. Il Movimento degli Obiettori di Coscienza Russi (StopArmy) fornisce loro assistenza legale. Sostenere gli obiettori di coscienza in Russia significa sfidare il militarismo. Ci chiedono aiuto per continuare il lavoro in esilio e rafforzare la capacita' di comunicazione e advocacy con le istituzioni nazionali ed europee.
In Lituania il lavoro di Our House e di Olga Karach a favore degli obiettori bielorussi continua quotidianamente. Dopo la nostra missione estiva a Vilnius, stiamo supportando la diffusione delle storie e la difesa legale di alcuni casi critici, tra cui quello di Hleb Smirnou, obiettore di coscienza e programmatore. Dopo aver assistito e partecipato alle proteste e alla repressione del 2020 in Bielorussia, e' fuggito in Lituania che lo ha classificato come "minaccia alla sicurezza nazionale". Per tre anni il sistema lo ha torturato: ha perso la Carta Blu e quindi il diritto di lavorare, e' stato minacciato di espulsione in Bielorussia - cosa estremamente pericolosa per lui, avendo partecipato alle proteste - e ha trascorso questi anni senza documenti, senza casa, senza assistenza medica, cercando di sopravvivere con piccoli lavori illegali. Da una condizione professionale privilegiata e' stato spinto ai margini estremi della societa'. E' attesa molto presto una decisione sulla sua domanda di asilo. Temiamo che le possibilita' di successo siano quasi zero. Abbiamo analizzato altri 101 casi simili e dobbiamo fare pressione sulla Lituania affinche' conceda uno status legale, o almeno l'asilo, che permetta loro di vivere normalmente e poi trasferirsi in altri paesi UE quando sara' possibile.
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Dal fronte italiano
Raccolta e utilizzo fondi
Fino ad oggi la Campagna ha raccolto 106.562,73 euro donati da singoli e gruppi, arrivati con donazioni volontarie tramite bonifici, oppure raccolti durante iniziative o ai tavoli per le raccolte firme.
Una parte di questi fondi e' stata cosi' utilizzata:
5.023,00 euro in Ucraina per sostegno alla difesa legale degli obiettori, e per aiuti umanitari;
4.000,00 euro a sostegno degli obiettori russi;
7.840,00 euro a Our House, in Lituania, a sostegno delle spese legali degli obiettori bielorussi;
3.070,00 euro sono stati destinati a Mesarvot e a CPT-Palestine;
5.000,00 euro per le spese legali degli obiettori israeliani sono in corso di trasferimento;
25.213,25 euro sono stati utilizzati per le due missioni di pace in Ucraina nel 2022 (Carovana di pace e missione legale dell'avvocato Canestrini), per i due tour in Italia realizzati nel 2023 (tre rappresentanti degli obiettori russi, ucraini, bielorussi) e 2024 (con 4 esponenti degli obiettori israeliani e resistenti palestinesi), per la missione di pace in Lituania (incontro con Our House e gli obiettori bielorussi), e per l'organizzazione di iniziative di conoscenza e aggiornamento della situazione degli obiettori nei diversi paesi, con testimonianze dirette.
5.725,22 euro sono stati utilizzati per strumenti comunicativi e di diffusione della Campagna stessa, e 6.000,00 euro sono stati necessari, in tre anni, per lavoro di coordinamento, segreteria, organizzazione.
Nel fondo di solidarieta' della Campagna restano 47.328,00 euro, non sufficienti per coprire i progetti per il 2026, che sommano a 100.000,00 euro, richiestici dai nostri partner nonviolenti in Israele/Palestina e Ucraina/Bielorussia/Russia anche a sostegno delle loro organizzazioni (stampa, spostamenti, affitto sedi, strumenti e comunicazione, ecc.) che spesso lavorano in condizioni estreme.
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La nonviolenza costa, anche se immensamente meno della guerra.
Contribuisci con un versamento su IBAN IT35 U 07601 117000000 18745455, intestato al Movimento Nonviolento, causale "Campagna Obiezione alla guerra". Grazie.
Dobbiamo raccogliere altri 50.000,00 euro che saranno utilizzati per finanziare i movimenti nonviolenti di Russia, Bielorussia, Ucraina, Israele e Palestina nelle loro attivita', per garantire la difesa legale agli obiettori e disertori dei paesi coinvolti, per organizzare le missioni di pace e solidarieta' con le vittime della guerra, per ospitare in Italia esponenti nonviolenti coinvolti nel conflitto, per il lavoro di testimonianza e informazione.
2. INIZIATIVE. RICORDANDO ALFIO, PER LA PACE DISARMATA E DISARMANTE. CONCLUDENDOSI IL CENTENARIO UN COMMIATO, OVVERO UN ARRIVEDERCI
Finisce questo 2025, centenario della nascita di Alfio Pannega.
Molte iniziative commemorative sono state realizzate, troppe per ricordarle qui una per una: a riassumerle tutte ricorderemo quindi la piu' rappresentativa: la dedica ad Alfio da parte dei Facchini della "girata" in piazza del Comune della Macchina di Santa Rosa durante il trasporto del 3 settembre.
Di tutte le iniziative commemorative cui maggiormente tenevamo e per le quali ci siamo piu' impegnati una sola non e' ancora giunta a buon fine: la collocazione della lapide sulla casa di Alfio a Valle Faul; ma confidiamo che si riesca a concludere l'iter amministrativo al piu' presto nell'anno entrante, siamo persone che non si arrendono.
Ugualmente confidiamo che si realizzino iniziative di presentazione del libro "Alfio 100" curato da Antonello Ricci che raccoglie molti testi ed altri materiali di e su Alfio.
E naturalmente confidiamo che continui ad essere sempre piu' rappresentato lo spettacolo teatrale di Pietro Benedetti "Allora ero giovane pure io" ad Alfio dedicato.
Cosi' come vorremmo che continuassero ad affluire testimonianze e documenti su Afio al costituendo "Archivio Alfio Pannega"; le testimonianze scritte inviarle agli indirizzi e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it ; i documenti (foto, registrazioni audio e video, memorabilia ed altro) all'indirizzo e-mail: oloap.anera at gmail.com
Ringraziamo ancora una volta tutte le persone, le associazioni, i movimenti, le istituzioni che hanno contribuito alle iniziative commemorative in questo centenario.
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E nel ricordo di Alfio ancora una volta invitiamo tutte e tutti all'impegno per la pace disarmata e disarmante che salva le vite.
E proprio per questo riproponiamo qui di seguito l'appello "per la pace nel cuore d'Europa" che chiediamo ancora una volta di sottoscrivere e diffondere ulteriormente.
Il tragico silenzio di noi pacifisti dinanzi alla guerra nel cuore d'Europa. Umile un appello
Mentre ci sembra che in solidarieta' con il popolo palestinese per chiedere la pace e un accordo che metta fine ai massacri e alle violenze a Gaza e in Cisgiordania il movimento pacifista italiano si sia mobilitato e continui a mobilitarsi, e questo e' un bene, invece in solidarieta' con il popolo ucraino per chiedere la pace e un accordo che metta fine ai massacri e alle devastazioni in quel martoriato paese il movimento pacifista italiano sembra riuscire a fare purtroppo ben poco, veramente troppo poco, e questo e' un male.
Ci sono diversi motivi per questa incapacita' di mobilitazione, e non ci sembra necessario enunciarli ed interpretarli qui.
Qui e adesso ci sembra necessario chiedere a tante persone amiche sinceramente impegnate per la pace di esprimere pubblicamente un corale persuaso appello per la pace nel cuore d'Europa.
Abbiamo gia' argomentato nei giorni scorsi perche' ci sembri assolutamente necessaria e urgente una mobilitazione della societa' civile e delle istituzioni democratiche per chiedere la cessazione immediata della guerra in Ucraina, ed in calce alleghiamo per chi fosse interessato quel che abbiamo gia' scritto.
Il nostro tragico silenzio favorisce la folle e scellerata prosecuzione della guerra e delle stragi, favorisce il delirio bellicista e riarmista dei governi di tutta Europa dall'Atlantico agli Urali, favorisce il sempre piu' evidente pericolo che dal focolaio ucraino possa scatenarsi un incendio di dimensioni sempre piu' ampie e sempre piu' incontrollabili, ovvero che da una guerra locale si passi a una guerra continentale e poi mondiale, col rischio di trascinare l'umanita' intera nel baratro.
Chiediamo coralmente la fine immediata della guerra nel cuore d'Europa.
Chi condivide questa opinione ci aiuti a far circolare questo appello.
padre Alex Zanotelli
Luisa Morgantini
Olga Karach
Marta Anderle
Elisabetta Andreani
Andrea Araceli
Franca Babbucci
Giuseppe Barone
Bruna Bellotti
Marco Bersani
Olga Bertaina
Moreno Biagioni
Davide Biolghini
padre Angelo Bissoni
Guido Blanchard
Diego Bonifaccio
Claudio Boreggi
Franco Borghi
Alberto Boschi
Giovanna Bruno
Luisa Bruno
Valentina Bruno
Giuseppe Caccavale
Augusto Cacopardo
Alessandra Cangemi
Francesco Domenico Capizzi
Luciana Carotenuto
Antonio Catozzi
Augusto Cavadi
Gabriella Cavagna
Angelo Cifatte
Mario Cossali
Pia Covre
Andrea Cozzo
Renzo Craighero
Nicoletta Crocella
Rosanna Crocini
Baldassare Cuda
Massimo Dalla Giovanna
Pasquale D'Andretta
Bianca de Matthaeis
Giuseppina Depau
Mario Di Marco
Biagio Di Maria
Domenico Di Martino
Antonella Doria
Luigi Fasce
Angelo Gaccione
Nuccia Gatti
Davide Ghaleb
Agnese Ginocchio
Franca Grasselli
Massimo Guitarrini
Aurelio Juri
Francesco Lena
Antonella Litta
Monica Malventano
Giovanni Mandorino
Gian Marco Martignoni
Paolo Mazzinghi
Vittorio Miorandi
Rosanna Mulas
Rosangela Mura
Laurino Giovanni Nardin
Linda Natalini
Amalia Navoni
Nadia Neri
Ilva Palchetti
Vittorio Pallotti
Sergio Paronetto
Beppe Pavan
Maria Speranza Perna
Donato Perreca
Emanuela Petrolati
Enrico Peyretti
Carmen Plebani
Roberto Romizi
Gabriella Rossetti
Giuliana Rossi
Mara Rossi
Sara Adriana Rossi
Gabriele Scaramuzza
Luca Serafini
Maria Silvestrelli
Sergio Simonazzi
Peppe Sini
Rita Stucchi
Ada Tomasello
padre Efrem Tresoldi
Vincenzo Valtriani
Sandro Ventura
Giulio Vittorangeli
Luciano Zambelli
Mauro Carlo Zanella
Luisa Zanotelli
Rina Zardetto
Stefano Zuppello
Anpi del Trentino
Anpi sezione "Angelo Bettini" - Rovereto-Vallagarina
Associazione Alleanza Beni Comuni ODV di Pistoia
Associazione di volontariato "Diritti senza barriere"
Associazione Italia-Nicaragua, circolo di Viterbo
Associazione ecopacifista "Acquanuvena" odv di Avola (Sr)
Associazione Reggiana per la Costituzione
Associazione "Respirare" di Viterbo
AssoPacePalestina
"Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Centro Pace ecologia e diritti umani - Rovereto
Circolo "Guido Calogero e Aldo Capitini" di Genova
Comitato Nepi per la Pace
Coordinamento Fiorentino contro il Riarmo
Coordinamento Valdarno per la Pace
Fondazione We shall overcome ETS di Pratovecchio Stia - Subbiano (Ar)
Gruppo Donne in Nero - Rovereto
gruppo "In cammino per la Pace e il disarmo"
le amiche e gli amici di Alfio Pannega
Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato III Millennio - Campania
il giornale "Odissea" di Milano
"Scienza medicina istituzioni politica societa'" odv
Tavolo per la pace di Viterbo
tutti gli ospiti latinoamericani nel Molino del Doccione
Appello gia' pubblicato nei siti:
AmbienteWeb
Cafe' virtuel
Casa umanista
Isde news
Isde Padova
La bottega del Barbieri
Occhio viterbese
Peacelink
Pressenza - International Press Agency
Smips
Tuscia Times
Viterbo news
Welfare Network
Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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Sperando di far cosa non sgradita alleghiamo in attach la bozza parziale e provvisoria di una minima silloge di testi in ricordo di Alfio apparsi sul notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino" negli anni 2010-2024; silloge che si aggiunge agli altri materiali che abbiamo gia' diffuso nel corso di quest'anno.
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Le amiche e gli amici di Alfio Pannega impegnati nelle commemorazioni in occasione del centenario della nascita
Viterbo, 30 dicembre 2025
3. RIFLESSIONE. ENRICO PEYRETTI: DUECENTO SABATI DI PRESENZE DI PACE A TORINO
[Testo letto in piazza Carignano a Torino il 27 duicembre 2025]
Oggi 27 dicembre 2025 sono duecento sabati di seguito che, dalle 11 alle 12, come in molte altre piazze d'Italia, da prima dell'aggressione russa, cioe' da quattro anni, nella regale piazza Carignano di Torino, e' qui presente la volonta' di pace, il ripudio della guerra, la solidarieta' con gli obiettori e i renitenti agli eserciti (che hanno anche parlato collegati qui con noi da Israele, dall'Ucraina, dalla Russia...).
E' qui presente anche la memoria e la vicinanza di cuore alle vittime civili, come ai soldati morti e nascosti, che gli stati usano come materiale per quel rogo di esseri umani che e' la guerra.
Abbiamo sentito, qualche giorno fa, la presidente del governo italiano dire ai soldati italiani in missioni all'estero, che la pace e' frutto della forza, delle armi, della deterrenza: cioe' la pace sarebbe per lei frutto dell'inimicizia e della minaccia tra i popoli. Ma la minaccia e' gia' violenza, e' frattura dell'umanita' tra vivi e sotto-vivi.
Purtroppo anche il presidente Mattarella ha detto che le armi non piacciono al popolo ma sono necessarie. Ma non era il popolo il sovrano costituzionale dell’Italia democratica? Noi ripudiamo questa concezione disastrosa, che lacera la vita comune di tutta l'umanita': e' una concezione che rappresenta la volonta' di dominio e non rispetta l'universale uguale diritto alla vita, e la vita e' ricca di tutte le varieta' umane.
Noi invece abbiamo imparato dalla storia, dalla morale universale del reciproco riconoscimento, dalla coscienza presente in tutte le culture, che la pace, cioe' la vita di tutti insieme, e' frutto del rispetto, dell'intesa, del dialogo, della giustizia, della mediazione e condivisione, del valore delle differenze, e delle istituzioni internazionali per "liberare le future generazioni dal flagello della guerra" (come decisero i popoli nello Statuto delle Nazioni Unite, 1945). Noi, vecchi e giovani, siamo le generazioni protette dal diritto internazionale, dopo il 1945. Noi vogliamo il rispetto totale di questo diritto. Abbiamo imparato da Norberto Bobbio che la pace peggiore, falsa, e ingiusta, offensiva, e' la "pace d'impero", dove la varieta' umana e' oppressa e schiacciata, non e' lasciata vivere.
Abbiamo imparato che, se uno stato aggredisce un popolo, la migliore soluzione non e' rispondere duplicando la guerra e le armi come unica mortifera difesa, ma e' anzitutto il dialogo e la comunicazione tra i popoli, la condivisione dei diritti umani, il rispetto di ogni vita, da non uccidere mai, ed e' la resistenza nonviolenta, i corpi civili di pace, una Costituzione mondiale.
Se a volte le differenze umane sono difficili da comporre, ben piu' difficile e dolorosa e disastrosa e' la incompatibilita' e rivalita' violenta, e la violenza che imita la violenza.
Oggi la guerra non ha alcuna tollerabile giustificazione: e' massima stoltezza perche' e' rovina universale. La politica di potenza opprime i popoli, non li difende, ma li depreda, e minaccia l'intera umanita'. La nostra protesta non e' negativa: e' "presenza" di volonta' e cultura di vita, sviluppata nei valori umani. E se una potenza e' offensiva noi le opponiamo il dialogo di base tra i popoli e le culture, preziose differenze umane, nel diritto e nell'interesse vitale di vivere insieme. Col "nemico" conviene parlare (la "fraternizzazione" dei soldati, Natale 1914), non sparare.
Qui siamo semplici cittadini di fronte a un compito immenso, ma sappiamo che vale l'impegno di pensiero, di volonta', di organizzazione e di politica, che e' la pace, atto di riconoscimento e condivisione. Sappiamo che la pace non e' impossibile: gli egoismi particolari ci sono, ma la ricerca comune di tutti gli umani e' vivere. Ormai vivere e' possibile solo nella pace giusta per tutti, nel sottomettere i particolarismi al bene comune, alla vita giusta per tutti i popoli.
La storia umana e' oggi al bivio tra la morte nucleare e la vita nella pace. Questa piazza, una tra le tante piazze di pace, ci raccoglie e ci invita all'impegno quotidiano, antico e nuovo, di costruire la pace di tutti.
Abbiamo riascoltato la canzone di Boris Vian: noi siamo disertori civili e politici della guerra.
4. REPETITA IUVANT. TRE MINIME DESCRIZIONI DELLA NONVIOLENZA E CINQUE PERORAZIONI PER IL DISARMO
I. Tre minime descrizioni della nonviolenza
1. La nonviolenza non indossa il frac
La nonviolenza non la trovi al ristorante.
Non la incontri al circolo dei nobili.
Non frequenta la scuola di buone maniere.
E' sempre fuori dall'inquadratura delle telecamere delle televisioni.
La nonviolenza non fa spettacolo.
La nonviolenza non vende consolazioni.
La nonviolenza non guarda la partita.
E' nel conflitto che la nonviolenza agisce.
Dove vi e' chi soffre, li' interviene la nonviolenza.
Dove vi e' ingiustizia, li' interviene la nonviolenza.
Non la trovi nei salotti e nelle aule.
Non la trovi tra chi veste buoni panni.
Non la trovi dove e' lustra l'epidermide e non brontola giammai lo stomaco.
La nonviolenza e' dove c'e' la lotta per far cessare tutte le violenze.
La nonviolenza e' l'umanita' in cammino per abolire ogni sopraffazione.
Non siede nel consiglio di amministrazione.
Non si abbuffa coi signori eccellentissimi.
Non ha l'automobile, non ha gli occhiali da sole, non ha il costume da bagno.
Condivide la sorte delle oppresse e degli oppressi.
Quando vince rinuncia a ogni potere.
Non esiste nella solitudine.
Sempre pensa alla liberta' del prossimo, sempre pensa al riscatto del vinto,
sempre pensa ad abbattere i regimi e di poi a riconciliare gli animi.
Sa che il male e' nella ricchezza, sa che il bene e' la condivisione;
sa che si puo' e si deve liberare ogni persona e quindi questo vuole:
la liberta' di tutte, la giustizia, la misericordia.
La nonviolenza e' l'antibarbarie.
La nonviolenza e' il riconoscimento della dignita' di ogni essere vivente.
La nonviolenza e' questa compassione: sentire insieme, voler essere insieme,
dialogo infinito, colloquio corale, miracolo dell'incontro e della nascita;
l'intera umanita' unita contro il male e la morte;
si', se possiamo dirlo in un soffio e in un sorriso: tutti per uno, uno per tutti.
La nonviolenza e' la lotta che salva.
Ha volto e voce di donna, sa mettere al mondo il mondo,
il suo tocco risana le ferite, i suoi gesti sono limpida acqua, i suoi atti recano luce;
sempre lotta per la verita' ed il bene, usa solo mezzi coerenti
con il fine della verita' e del bene.
Sa che il mondo e' gremito di persone, cosi' fragili, smarrite e sofferenti.
Sa che la sua lotta deve esser la piu' ferma; e deve essere la piu' delicata.
Quando la plebe all'opra china si rialza: li' e' la nonviolenza.
Quando lo schiavo dice adesso basta, li' e' la nonviolenza.
Quando le oppresse e gli oppressi cominciano a lottare
per un'umanita' di persone tutte libere ed eguali in diritti,
li', li' e' la nonviolenza.
Quando ti svegli ed entri nella lotta, la nonviolenza gia' ti viene incontro.
La nonviolenza e' una buona cosa.
E' questa buona cosa che fai tu quando fai la cosa giusta e necessaria.
*
2. Breve litania della nonviolenza
La nonviolenza non e' la luna nel pozzo.
La nonviolenza non e' la pappa nel piatto.
La nonviolenza non e' il galateo del pappagallo.
La nonviolenza e' la lotta contro la violenza.
La nonviolenza non e' la ciancia dei rassegnati.
La nonviolenza non e' il bignami degli ignoranti.
La nonviolenza non e' il giocattolo degli intellettuali.
La nonviolenza e' la lotta contro la violenza.
La nonviolenza non e' il cappotto di Gogol.
La nonviolenza non e' il cavallo a dondolo dei generali falliti.
La nonviolenza non e' la Danimarca senza il marcio.
La nonviolenza e' la lotta contro la violenza.
La nonviolenza non e' l'ascensore senza bottoni.
La nonviolenza non e' il colpo di carambola.
La nonviolenza non e' l'applauso alla fine dell'atto terzo.
La nonviolenza e' la lotta contro la violenza.
La nonviolenza non e' il museo dell'esotismo.
La nonviolenza non e' il salotto dei perdigiorno.
La nonviolenza non e' il barbiere di Siviglia.
La nonviolenza e' la lotta contro la violenza.
La nonviolenza non e' la spiritosaggine degli impotenti.
La nonviolenza non e' la sala dei professori.
La nonviolenza non e' il capello senza diavoli.
La nonviolenza e' la lotta contro la violenza.
La nonviolenza non e' il ricettario di Mamma Oca.
La nonviolenza non e' l'albero senza serpente.
La nonviolenza non e' il piagnisteo di chi si e' arreso.
La nonviolenza e' la lotta contro la violenza.
La nonviolenza non e' la quiete dopo la tempesta.
La nonviolenza non e' il bicchiere della staffa.
La nonviolenza non e' il vestito di gala.
La nonviolenza e' la lotta contro la violenza.
La nonviolenza non e' il sapone con gli gnocchi.
La nonviolenza non e' il film al rallentatore.
La nonviolenza non e' il semaforo sempre verde.
La nonviolenza e' la lotta contro la violenza.
La nonviolenza non e' il jolly pescato nel mazzo.
La nonviolenza non e' il buco senza la rete.
La nonviolenza non e' il fiume dove ti bagni due volte.
La nonviolenza e' la lotta contro la violenza.
La nonviolenza non e' l'abracadabra degli stenterelli.
La nonviolenza non e' il cilindro estratto dal coniglio.
La nonviolenza non e' il coro delle mummie del gabinetto.
La nonviolenza e' la lotta contro la violenza.
La nonviolenza non e' niente che si veda in televisione.
La nonviolenza non e' niente che si insegni dalle cattedre.
La nonviolenza non e' niente che si serva al bar.
La nonviolenza e' solo la lotta contro la violenza.
*
3. Della nonviolenza dispiegata al sole ad asciugare
Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
Chiamiamo nonviolenza la politica necessaria.
Chiamiamo nonviolenza l'occhio che vede e piange.
Chiamiamo nonviolenza la lotta per l'abolizione di tutte le guerre.
Chiamiamo nonviolenza la lotta che abroga ogni servitu'.
Chiamiamo nonviolenza questo accampamento notturno nel deserto.
Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
Chiamiamo nonviolenza l'amicizia che non tradisce.
Chiamiamo nonviolenza il ponte di corda teso sull'abisso.
Chiamiamo nonviolenza la fine della paura della morte.
Chiamiamo nonviolenza la fine della minaccia della morte.
Chiamiamo nonviolenza aver visto e alba e tramonto con limpido cuore.
Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
Chiamiamo nonviolenza il tappeto volante.
Chiamiamo nonviolenza il voto unanime per la salvezza degli assenti.
Chiamiamo nonviolenza il cielo stellato.
Chiamiamo nonviolenza il rispetto della vita altrui.
Chiamiamo nonviolenza il sonno dei giusti e dei giusti la veglia.
Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
Chiamiamo nonviolenza il silenzio che non spaventa.
Chiamiamo nonviolenza la telefonata che ferma l'esecuzione.
Chiamiamo nonviolenza il libro che ti fa ridere e piangere.
Chiamiamo nonviolenza il viaggio senza bagagli.
Chiamiamo nonviolenza il suono dell'arcobaleno.
Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
Chiamiamo nonviolenza il pasto in comune.
Chiamiamo nonviolenza il miracolo della nascita.
Chiamiamo nonviolenza la voce che risponde.
Chiamiamo nonviolenza la porta che si apre allo straniero.
Chiamiamo nonviolenza la lotta contro la violenza.
Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
Chiamiamo nonviolenza il dono e la rinuncia.
Chiamiamo nonviolenza la leggerezza sui corpi.
Chiamiamo nonviolenza la parola che suscita le praterie.
Chiamiamo nonviolenza il soffio che estingue gli incendi.
Chiamiamo nonviolenza l'infinito respiro del mare.
Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
Chiamiamo nonviolenza l'umanita' come dovrebbe essere.
Chiamiamo nonviolenza la coscienza del limite.
Chiamiamo nonviolenza il ritrovamento dell'anello di Salomone.
Chiamiamo nonviolenza gl'immortali principi dell'Ottantanove.
Chiamiamo nonviolenza l'ironia e la pazienza.
Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
Chiamiamo nonviolenza il riconoscimento della pluralita' delle persone e dei mondi.
Chiamiamo nonviolenza la distruzione di tutte le armi assassine.
Chiamiamo nonviolenza non nascondere la nostra ignoranza.
Chiamiamo nonviolenza rifiutarsi di mentire.
Chiamiamo nonviolenza la scelta di fare la cosa che salva le vite.
Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
Chiamiamo nonviolenza una giornata di sole sulla strada.
Chiamiamo nonviolenza la scuola di Spartaco e della Rosa Rossa.
Chiamiamo nonviolenza la certezza morale del figlio della levatrice.
Chiamiamo nonviolenza la legge nuova del figlio del falegname.
Chiamiamo nonviolenza le tre ghinee di Virginia.
Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
Chiamiamo nonviolenza questo atto di riconoscimento e di riconoscenza.
Chiamiamo nonviolenza il giro della borraccia.
Chiamiamo nonviolenza questo colloquio corale.
Chiamiamo nonviolenza la Resistenza antifascista.
Chiamiamo nonviolenza l'uscita dallo stato di minorita'.
Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
Chiamiamo nonviolenza parlare e ascoltare.
Chiamiamo nonviolenza la stazione sempre aperta.
Chiamiamo nonviolenza lo specchio e la sorgente.
Chiamiamo nonviolenza sentire il dolore degli altri.
Chiamiamo nonviolenza prendersi cura del mondo.
Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
* * *
II. Cinque perorazioni per il disarmo
1. La prima politica e' il disarmo
La prima politica e' il disarmo
sostituire all'arte dell'uccidere
quella severa di salvare le vite
Senza disarmo il mondo tutto muore
senza disarmo le nuvole si ghiacciano
le lacrime diventano veleno
si crepano i marmi ne escono draghi
Senza disarmo ogni parola mente
senza disarmo ogni albero si secca
l'aria non porta piu' i suoni
la polvere colma i polmoni
Senza disarmo piovono scorpioni
senza disarmo in ogni piatto e' vomito
dal rubinetto esce sale e vetro
le scarpe stritolano le ossa dei piedi
Solo il disarmo frena le valanghe
solo il disarmo risana le ferite
solo il disarmo salva le vite
Salvare le vite e' il primo dovere
salvare le vite
il primo dovere
*
2. Piccolo dittico delle armi e del disarmo
I.
Le armi sanno a cosa servono
le armi non sbagliano la mira
le armi odiano le persone
quando le ammazzano poi vanno all'osteria
a ubriacarsi e a cantare fino all'alba
Le armi bevono il sangue
le armi mettono briglie e sella alle persone
poi le cavalcano fino a sfiancarle
affondano gli speroni per godere dei sussulti
della carne che soffre
Le armi non sentono ragione
una sola cosa desiderano: uccidere
e poi ancora uccidere
uccidere le persone
tutte le persone
Le armi la sanno lunga
fanno bella figura in televisione
sorridono sempre
parlano di cose belle
promettono miliardi di posti di lavoro
e latte e miele gratis per tutti
Le armi hanno la loro religione
hanno la scienza esatta degli orologi
hanno l'arte sottile del pennello
e del bulino e la sapienza grande
di trasformare tutto in pietra e vento
e della loro religione l'unico
articolo di fede dice: nulla
e nulla e nulla e nulla e nulla e nulla
e tutto ha da tornare ad esser nulla
Le armi ci guardano dal balcone
mentre ci affaccendiamo per le strade
ci fischiano e poi fanno finta di niente
ci gettano qualche spicciolo qualche caramella
cerini accesi mozziconi scampoli
di tela e schizzi di vernice e polpette
con dentro minuscole schegge di vetro
Sanno il francese hanno tutti i dischi
raccontano di quando in mongolfiera
e delle proprieta' nelle colonie d'oltremare
e delle ville tutte marmi e stucchi
t'invitano nel loro palco all'opera
ti portano al campo dei miracoli
Sanno le armi come farsi amare
e passo dopo passo addurti dove
hanno allestito la sala del banchetto
II.
Senza disarmo i panni stesi non si asciugano
senza disarmo la pizza diventa carbone
senza disarmo hai freddo anche con tre cappotti
Senza disarmo il fazzoletto ti strappa la mano
senza disarmo la maniglia della porta ti da' la scossa
senza disarmo le scarpe ti mangiano i piedi
Senza disarmo l'aria t'avvelena
senza disarmo il caffe' diventa sterco
senza disarmo dallo specchio uno ti spara
Senza disarmo il letto e' tutto spine
senza disarmo scordi tutte le parole
senza disarmo e' buio anche di giorno
Senza disarmo ogni casa brucia
senza disarmo quel che tocchi ghiaccia
senza disarmo tutto e' aceto e grandine
Senza disarmo la guerra non finisce
Senza disarmo finisce l'umanita'
*
3. In quanto le armi
In quanto le armi servono a uccidere
le persone, l'esistenza delle armi
e' gia' una violazione dei diritti umani.
Solo il disarmo salva le vite
solo il disarmo rispetta e difende gli esseri umani
solo il disarmo riconosce e restituisce
umanita' all'umanita'.
Solo con il disarmo
la civilta' rinasce
il sole sorge ancora
fioriscono i meli
tornano umani gli esseri umani.
*
4. Del non uccidere argomento primo
Si assomigliano come due fratelli
Abele e Caino, nessuno dei due
sa chi sara' la vittima, chi l'assassino.
Non c'e' netto un confine
tra bene e male
e l'occhio non distingue
zucchero e sale.
In questo laborioso labirinto
che non ha uscita
non esser tu del novero di quelli
che ad altri strappano la breve vita.
Mantieni l'unica vera sapienza:
come vorresti esser trattato tu
le altre persone tratta.
Da te l'umanita' non sia disfatta.
Sull'orlo dell'abisso scegli sempre
di non uccidere, di opporti a ogni uccisione,
ad ogni guerra, ogni arma, ogni divisa:
ogni plotone e' di esecuzione.
Non c'e' netto un confine
tra bene e male
e l'occhio non distingue
zucchero e sale.
Si assomigliano come due fratelli
Abele e Caino, nessuno dei due
sa chi sara' la vittima, chi l'assassino.
*
5. Poiche' vi e' una sola umanita'
Poiche' vi e' una sola umanita'
noi dichiariamo che ogni essere umano
abbia rispetto e solidarieta'
da chiunque altro sia essere umano.
Nessun confine puo' la dignita'
diminuire umana, o il volto umano
sfregiare, o denegar la qualita'
umana propria di ogni essere umano.
Se l'edificio della civilta'
umana ha un senso, ed esso non e' vano,
nessuno allora osi levar la mano
contro chi chiede ospitalita'.
Se la giustizia e se la liberta'
non ciancia, bensi' pane quotidiano
hanno da essere, cosi' il lontano
come il vicino merita pieta'.
Nel condividere e' la verita'
ogni volto rispecchia il volto umano
nel mutuo aiuto e' la felicita'
ogni diritto e' un diritto umano.
Se vero e' che tutto finira'
non prevarra' la morte sull'umano
soltanto se la generosita'
sara' la legge di ogni essere umano.
La nonviolenza e' questa gaia scienza
che lotta per salvar tutte le vite
la nonviolenza e' questa lotta mite
e intransigente contro ogni violenza.
5. ET COETERA. OMERO DELLISTORTI: OTTO MINIME STORIE DELLA CITTA' DOLENTE
Col suo permesso
- Mi scusi.
- Dica.
- Perdoni la domanda, e' che non vorrei sbagliarmi.
- Prego.
- E' lei il signor taldetali?
- In persona.
- Col suo permesso io dovrei ammazzarla.
- A me?
- A lei.
- Se me lo chiede con tanta gentilezza come potrei dirle di no? Prego, faccia pure.
*
Del terzo piano
- Lei e' mica quello del terzo piano?
- Prego?
- E' quello che abita al terzo piano del palazzo, no?
- Si'.
- Io abito al quinto.
- Ah.
- Siamo coinquilini.
- Bene.
- E' da parecchio che abita qui?
- Si', direi di si'.
- Io da poco.
- Infatti non mi sembrava di averla gia' vista.
- Dalla settimana scorsa, precisamente.
- Ah, allora, come posso dire, benvenuto.
- Grazie.
- E adesso, se permette...
- No che nun permetto, mica te crederai che t'ho fermato pe' di' 'ste quattro cazzate.
- Temo di non capire.
- Ah no, eh? E de Ricoletto t'aricordi? Che ll'ammazzasti come n' cane ppiu' de vent'anni fa. Embe', io so' er fijo. Nun te l'immaggini quanto che tt'ho cercato.
*
Il professore
- Io con i mei studenti, non fo per dire, ma mi portano in palmo di mano.
- Buon per lei.
- E' che lo sentono che io ci tengo a loro.
- Come e' giusto.
- E' giusto si', ma mica tutti lo fanno, sa.
- Non c'e' bisogno di dirlo.
- Ci sono certi che entrano in classe, si siedono dietro la cattedra e aprono il Corriere dello sport.
- E poi?
- Quando suona la campanella piegano il giornale e vanno in un'altra classe, e li' stesso servizio.
- E' uno scandalo.
- E' uno scandalo si', e quei poveri figli di studenti sono pure contenti, pensi un po'.
- Ma no?
- Ma si'. Loro non si rendono conto che vengono truffati, loro pensano solo che quell'ora si fa baldoria e via.
- Lei invece...
- Io invece mi dedico a loro corpo e anima, corpo e anima mi ci dedico. Li faccio anche venire a casa mia il pomeriggio.
- Addirittura.
- Si', le studentesse piu' graziose e meritevoli.
*
Il tempo del silenzio
- Lo sa? Viene per tutti il tempo del silenzio.
- Sarebbe a dire?
- Il tempo del silenzio.
- Temo di non capire. Provi a spiegarmelo.
- Dice davvero?
- Davvero si'.
- E allora...
*
L'abilita'
E che ci posso fare se ho questa abilita'?
Ognuno ha suoi talenti, no? E deve o non deve svilupparli e metterli a profitto? Deve si'. Ho ragione, no?
E io ho questo di talento. Che nessuno meglio di me sa girare il coltello intorno al collo finche' tutta l'anima ti esce, tutta tutta, in mezzo agi schizzi di sangue.
*
Le parolacce
- E c'e' proprio bisogno di tutte queste parolacce?
- Quali parolacce?
- Lo sa.
- Ah, intende dire...
- Precisamente.
- Ma non significano niente.
- E se non significano niente allora perche' le dice?
- E' l'uso, e' l'uso di qui.
- Anch'io sono di qui, ma non le dico.
- Non le dice?
- No.
- Mai mai?
- No.
- neppure le pensa?
- Anche se le pensassi, e non le penso, non le direi comunque.
- Pero' le pensa.
- Le ho detto di no.
- Mi era parso di capire...
- Aveva capito male.
- Allora mi scusi.
- Va bene.
- Quanto manca?
- E chi puo' saperlo? magari arriva subito, oppure c'e' da aspettare fino a dopo cena, fino a tardi, chi lo sa.
- E noi aspettiamo.
- Certo che aspettiamo.
*
- Il piano e' quello solito?
- Certo che e' quello solito.
- E il cliente?
- Come tutti.
- Ma si sa chi e'?
- Uno come tutti.
- E non sappiamo altro?
- E che bisogno c'e' di sapere altro?
- Gia', facciamo quello che dobbiamo fare e via.
- E via.
- Pero' saranno gia', quanto, tre ore che aspettiamo?
- Saranno si'.
- E fa pure piuttosto freddo, direi.
- Glielo avevo detto di vestirsi pesante.
- Sono vestito pesante, pero' fa freddo lo stesso.
- Vabbe', adesso pero' siamo qui e aspettiamo.
- E chi ha detto niente? Ho detto solo che fa freddo.
- Vabbe'.
- Vabbe'.
- Lei e' parecchio che opera in questo settore?
- Un'eternita'.
- E non si e' ancora scocciato?
- No. Perche'?
- Non lo so, perche' dopo un po' uno vorrebbe fare qualche altra cosa, no?
- Io non ho questa esigenza. Lei si'?
- Non lo so, non ci ho mai pensato.
- No?
- No.
- Un goccio?
- Come?
- Un goccio, per scaldarsi.
- Lei ha...
- Sicuro, fa parte dei ferri del mestiere.
- Allora si', grazie.
- Prego.
- Ah, ci voleva proprio.
- Vero?
- Vero si'.
- Eh.
- Sa una cosa? Dalla prossima volta me ne porta una anche io.
- Fa bene. Un cicchetto a un certo punto ci vuole.
- Eccome se ci vuole, non ho piu' neppure freddo.
*
- E' lui.
- Sicuro?
- Sicuro.
- Quello?
- Quello.
- Allora ci siamo.
- Si'. Alllontaniamoci dalla finestra e mettiamoci in posizione.
- Dietro la porta, no?
- Si'.
- Lui entra, noi chiudiamo, e quel che segue.
- Quel che segue, e' chiaro.
- Ha chiamato l'ascensore, eh?
- Sembrerebbe.
- E allora quasi ci siamo, eh?
- Si'.
- E sia.
*
L'ingordo
Dicano, dicano pure quel che vogliono, che tanto io me ne frego. Sentito? Me ne frego. (Chi lo diceva 'sto menefrego? Lo diceva gia' qualcuno ma che mi possa prendere un colpo se mi ricordo chi). E poi, e poi, che ne sanno loro quanta fame ci ho io? Eh? Che ne sanno? E' facile chiacchierare quando non si sanno le cose, e' facile, ma le chiacchiere degli ignoranti sapete che sono? Ve lo dico io che sono: tutte corbellerie, ecco che sono.
Oltretutto ci ho pure il certificato medico, sissignore. Non ve lo aspettavate, eh? E invece si', ci ho il certificato medico: guardate qua, guardate la ricetta: tot flaconi al di'. E mo'? Eh? Mo' che l'avete fatta la figura barbina, che dite?
Che oltretutto vi pare che un aristocratico come me si metterebbe a mentire per far contento il popolino? Il sangue non e' acqua, cari miei.
E allora? C'e ancora qualcuno che ruga? Ci avro' diritto alla salute o no? Dovro' farli i miei pasti regolari o no? Pure Gandhi, dico Gandhi, diceva che ci vuole un'alimentazione sana.
Perche' io sono di vedute aperte, non come quel briccone britanno che lo chiamava fachiro semignudo. No, io le so riconoscere le persone di qualita', uno puo' essere anche indiano, ma se e' una persona di qualita' e' una persona di qualita', e una persona di qualita' lo riconosce, ed io modestamente una persona di qualita' sono: ci ho il castello, ci ho gli antenati illustri, ci ho le terre di proprieta', e ci ho il titolo di conte, il conte Dracula, per servirvi.
*
Subito dopo
- E pure questa e' fatta.
- Gia'.
- Bene.
- Bene.
- E adesso via, svelti come la polvere.
- Via.
- Chissa' perche si dice come la polvere, si dovrebbe dire come fulmini, no?
- Eh si'.
- E allora via, svelti come fulmini.
- Come fulmini, si'.
- Prima pero' guardiamo bene in giro per non scordarci niente.
- Sicuro.
- Mi sembra tutto a posto.
- Pure a me.
- Un controllo ancora, non si sa mai.
- Meglio un controllo in piu' che uno in meno.
- Ci siamo?
- Direi di si'.
- E allora andiamo.
- Andiamo.
- Non c'e' bisogno di dirlo: prudenza.
- Prudenza.
- Niente fesserie.
- Niente.
- E soprattutto bocche chiuse.
- S'intende.
- S'intende che?
- Le bocche chiuse.
- Bene.
- Bene.
- Attento che ti sporchi di sangue le scarpe.
- Grazie.
6. SEGNALAZIONI LIBRARIE
Letture
- Eleonora Ala, Silvana Sperati, L'incanto nella caducita', Rcs, Milano 2025, pp. 128, euro 9,99 (in supplemento al "Corriere della sera").
- Paola Rumore, Metodi della filosofia, Rcs, Milano 2025, pp. 160, euro 6,99 (in supplemento al "Corriere della sera").
*
Riletture
- Edoarda Masi, Breve storia della Cina contemporanea, Laterza, Roma-Bari 1979, pp. IV + 172.
- Edoarda Masi, Il libro da nascondere, Marietti, Casale Monferrato (Al) 1985, pp. VI + 168.
- Edoarda Masi, Cento trame di capolavori della letteratura cinese, Rizzoli, Milano 1991, pp. 480.
*
Riedizioni
- Andrea Camilleri, Una lama di luce, Sellerio, Palermo 2012, Rcs, Milano 2025, pp. 282, euro 9,99 (in supplemento al "Corriere della sera").
- Franco Cardini, Le cento novelle contro la morte, Salerno, Roma 2007, Rcs, Milano 2025, pp. 176, euro 9,90 (in supplemento al "Corriere della sera").
7. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.
8. PER SAPERNE DI PIU'
Indichiamo i siti del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org e www.azionenonviolenta.it ; per contatti: azionenonviolenta at sis.it
Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/
UN EBDOMADARIO DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 58 del 30 dicembre 2025
Notiziario settimanale della nonviolenza in cammino proposto dal "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XXVI)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com , sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/
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Nuova informativa sulla privacy
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Numero 58 del 30 dicembre 2025
Notiziario settimanale della nonviolenza in cammino proposto dal "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XXVI)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, sito: https://lists.peacelink.it/nonviolenza/
Sommario di questo numero:
1. Movimento Nonviolento: Obiezione alla guerra
2. Ricordando Alfio, per la pace disarmata e disarmante. Concludendosi il centenario un commiato, ovvero un arrivederci
3. Enrico Peyretti: Duecento sabati di presenza di pace a Torino
4. Tre minime descrizioni della nonviolenza e cinque perorazioni per il disarmo
5. Omero Dellistorti: Otto minime storie della citta' dolente
6. Segnalazioni librarie
7. La "Carta" del Movimento Nonviolento
8. Per saperne di piu'
1. L'ORA. MOVIMENTO NONVIOLENTO: OBIEZIONE ALLA GUERRA
[Dal sito di "Azione nonviolenta" riprendiamo e diffondiamo]
Aggiornamenti di fine 2025 della Campagna del Movimento Nonviolento a supporto degli obiettori, renitenti alla leva e disertori di Russia, Ucraina, Bielorussia, Israele e Palestina.
*
Ci avviciniamo alla fine dell'anno 2025, momento di consuntivo anche per la Campagna di Obiezione alla guerra, sia per quanto riguarda il "fronte italiano" con la raccolta e la consegna delle Dichiarazioni di obiezione di coscienza, sia per quanto riguarda i "fronti di guerra" con le relazioni con i nostri partner in Israele e Palestina (Mesarvot, New Profile, CPT-Palestine), in Ucraina (Movimento Pacifista Ucraino), in Bielorussia/Lituania (Our House), in Russia (Movimento degli Obiettori di Coscienza Russi) e con il lavoro di rete con la War Resisters' International e l'Ufficio Europeo per l'Obiezione di Coscienza (Ebco-Beoc).
*
Dal fronte italiano
Dichiarazioni di obiezione di coscienza
Purtroppo soffia forte il vento di guerra. I governi europei vogliono che i popoli si preparino, reintroducendo il servizio militare obbligatorio per i giovani. L'ultima in ordine di tempo a ripristinare la leva e' stata la Croazia, che segue la decisione gia' presa in Norvegia e Svezia. La Francia sta spingendo per allargare il reclutamento per il servizio militare volontario, come sta avvenendo anche nei Paesi Bassi. La Germania ha approvato una Legge che facilita il reclutamento, per ora volontario, nelle file dell'esercito, e leva obbligatoria se non bastassero i volontari.
E in Italia? Il dibattito e' aperto e gia' si parla di attivare una forza di riserva, per arrivare ad un modello autonomo di difesa militare europea che considera la possibilita' generalizzata di un servizio militare per donne e uomini come obiettivo di adeguamento numerico delle forze armate. Questo prospettiva e' gravissima. La nostra risposta e' l'obiezione di coscienza. Il rifiuto, anche preventivo, di partecipare a qualsiasi forma di preparazione della guerra prossima ventura. Rifiuto del servizio militare, rifiuto della militarizzazione nell'informazione, nella cultura, nelle scuole e nelle universita', rifiuto delle spese militari, rifiuto della generalizzata "chiamata alle armi".
Tutto questo lo possiamo fare a partire dalla firma della Dichiarazione di obiezione di coscienza.
Dal 1 marzo 2022 al 15 dicembre 2023 abbiamo raccolto 2165 dichiarazioni (947 in cartaceo, 1218 tramite il modulo) che abbiamo consegnato alla Presidenza del Consiglio a Palazzo Chigi.
Dal 1 gennaio 2024 al 18 maggio 2025 abbiamo raccolto altre 5306 dichiarazioni (2866 in cartaceo e 2440 attraverso il modulo telematico) che il 20 maggio 2025 abbiamo inviato al Presidente della Repubblica chiedendo nel contempo un incontro per illustrare i contenuti costituzionali della nostra Campagna. Il 7 novembre dal Quirinale ci e' stato comunicato che: il Presidente e' informato della nostra iniziativa; gli uffici hanno preso atto di quanto da noi inviato; le firme sono state ricevute e protocollate; ma l'incontro non viene concesso. Ne prendiamo atto, con dispiacere per un'occasione persa dalla massima istituzione della Repubblica.
Fino ad oggi abbiamo inviato alle istituzioni un totale di 7471 dichiarazioni.
La raccolta prosegue e il nostro prossimo obiettivo e' la consegna di nuove Dichiarazioni direttamente al Ministero della Difesa, sottolineando la richiesta di istituzione di un Albo dove siano elencati tutti gli uomini e tutte le donne che obiettano alla guerra e alla sua preparazione, che non potranno essere arruolati per servizi militari e armati.
*
Dai fronti di guerra
Israele/Palestina
La distruzione di Gaza ha determinato una crescita senza precedenti nel numero degli obiettori israeliani e un cambiamento radicale nella loro identita' politica. Prima della guerra, gli obiettori alla leva costituivano un piccolo gruppo etichettato come "traditore" dall'opinione pubblica dominante.
Oggi il rifiuto non e' piu' un fenomeno marginale. Molti giovani si rivolgono alla rete Mesarvot, in cerca di aiuto per evitare una complicita' in crimini di guerra, cosi' come un numero crescente di soldati attivi, anche di reparti da combattimento, chiedono assistenza per rifiutare la destinazione a Gaza. La crisi e' visibile anche all'interno dell'esercito con l'aumento di disertori, riservisti e nuovi obiettori haredi (ultra-ortodossi) che scelgono il carcere piuttosto che la partecipazione alle stragi.
La rete Mesarvot sostiene sia gli obiettori totali (ne segue circa 200), sia gli obiettori selettivi che si oppongono esclusivamente ai crimini di guerra o all'occupazione di Gaza, come coloro che hanno prestato servizio finora ma la cui coscienza impone un'immediata interruzione e anche gli ortodossi haredi che ritengono religiosamente proibita la partecipazione alla guerra.
Il sostegno legale, politico ed emotivo che Mesarvot fornisce e' essenziale per la sopravvivenza del movimento per l'obiezione di coscienza in Israele, Cisgiordania e Gaza.
*
Dai fronti di guerra
Ucraina, Russia e Bielorussia
In Ucraina aumenta il numero degli obiettori di coscienza perseguitati, specialmente tra i maschi arruolati con la forza. Caso esemplare quello dell'avventista del settimo giorno e obiettore di coscienza Andrii Skliar, che e' stato sottoposto a tortura da parte dei reclutatori militari e arruolato con la forza nel novembre 2024. Gli hanno rotto il naso, torto il mignolo, lo hanno strangolato fino a fargli perdere conoscenza. Attualmente e' ancora detenuto presso il centro di addestramento militare di Desna, nonostante le ripetute richieste di rilascio da parte della Conferenza di Kyiv della Chiesa Avventista. Andrii continua a rifiutare di portare armi, prestare giuramento militare, indossare l'uniforme, nonostante la pressione e le violenze continue. E come lui molti altri che il Movimento Pacifista Ucraino e in particolare il suo segretario Yurii Sheliazenko, anche lui sotto processo, continuano a difendere sia con dichiarazioni pubbliche sia sul piano legale.
In Russia migliaia di ragazzi si rifiutano di prestare servizio e andare al fronte in Ucraina, affrontando persecuzioni, prigionia o esilio. Il Movimento degli Obiettori di Coscienza Russi (StopArmy) fornisce loro assistenza legale. Sostenere gli obiettori di coscienza in Russia significa sfidare il militarismo. Ci chiedono aiuto per continuare il lavoro in esilio e rafforzare la capacita' di comunicazione e advocacy con le istituzioni nazionali ed europee.
In Lituania il lavoro di Our House e di Olga Karach a favore degli obiettori bielorussi continua quotidianamente. Dopo la nostra missione estiva a Vilnius, stiamo supportando la diffusione delle storie e la difesa legale di alcuni casi critici, tra cui quello di Hleb Smirnou, obiettore di coscienza e programmatore. Dopo aver assistito e partecipato alle proteste e alla repressione del 2020 in Bielorussia, e' fuggito in Lituania che lo ha classificato come "minaccia alla sicurezza nazionale". Per tre anni il sistema lo ha torturato: ha perso la Carta Blu e quindi il diritto di lavorare, e' stato minacciato di espulsione in Bielorussia - cosa estremamente pericolosa per lui, avendo partecipato alle proteste - e ha trascorso questi anni senza documenti, senza casa, senza assistenza medica, cercando di sopravvivere con piccoli lavori illegali. Da una condizione professionale privilegiata e' stato spinto ai margini estremi della societa'. E' attesa molto presto una decisione sulla sua domanda di asilo. Temiamo che le possibilita' di successo siano quasi zero. Abbiamo analizzato altri 101 casi simili e dobbiamo fare pressione sulla Lituania affinche' conceda uno status legale, o almeno l'asilo, che permetta loro di vivere normalmente e poi trasferirsi in altri paesi UE quando sara' possibile.
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Dal fronte italiano
Raccolta e utilizzo fondi
Fino ad oggi la Campagna ha raccolto 106.562,73 euro donati da singoli e gruppi, arrivati con donazioni volontarie tramite bonifici, oppure raccolti durante iniziative o ai tavoli per le raccolte firme.
Una parte di questi fondi e' stata cosi' utilizzata:
5.023,00 euro in Ucraina per sostegno alla difesa legale degli obiettori, e per aiuti umanitari;
4.000,00 euro a sostegno degli obiettori russi;
7.840,00 euro a Our House, in Lituania, a sostegno delle spese legali degli obiettori bielorussi;
3.070,00 euro sono stati destinati a Mesarvot e a CPT-Palestine;
5.000,00 euro per le spese legali degli obiettori israeliani sono in corso di trasferimento;
25.213,25 euro sono stati utilizzati per le due missioni di pace in Ucraina nel 2022 (Carovana di pace e missione legale dell'avvocato Canestrini), per i due tour in Italia realizzati nel 2023 (tre rappresentanti degli obiettori russi, ucraini, bielorussi) e 2024 (con 4 esponenti degli obiettori israeliani e resistenti palestinesi), per la missione di pace in Lituania (incontro con Our House e gli obiettori bielorussi), e per l'organizzazione di iniziative di conoscenza e aggiornamento della situazione degli obiettori nei diversi paesi, con testimonianze dirette.
5.725,22 euro sono stati utilizzati per strumenti comunicativi e di diffusione della Campagna stessa, e 6.000,00 euro sono stati necessari, in tre anni, per lavoro di coordinamento, segreteria, organizzazione.
Nel fondo di solidarieta' della Campagna restano 47.328,00 euro, non sufficienti per coprire i progetti per il 2026, che sommano a 100.000,00 euro, richiestici dai nostri partner nonviolenti in Israele/Palestina e Ucraina/Bielorussia/Russia anche a sostegno delle loro organizzazioni (stampa, spostamenti, affitto sedi, strumenti e comunicazione, ecc.) che spesso lavorano in condizioni estreme.
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La nonviolenza costa, anche se immensamente meno della guerra.
Contribuisci con un versamento su IBAN IT35 U 07601 117000000 18745455, intestato al Movimento Nonviolento, causale "Campagna Obiezione alla guerra". Grazie.
Dobbiamo raccogliere altri 50.000,00 euro che saranno utilizzati per finanziare i movimenti nonviolenti di Russia, Bielorussia, Ucraina, Israele e Palestina nelle loro attivita', per garantire la difesa legale agli obiettori e disertori dei paesi coinvolti, per organizzare le missioni di pace e solidarieta' con le vittime della guerra, per ospitare in Italia esponenti nonviolenti coinvolti nel conflitto, per il lavoro di testimonianza e informazione.
2. INIZIATIVE. RICORDANDO ALFIO, PER LA PACE DISARMATA E DISARMANTE. CONCLUDENDOSI IL CENTENARIO UN COMMIATO, OVVERO UN ARRIVEDERCI
Finisce questo 2025, centenario della nascita di Alfio Pannega.
Molte iniziative commemorative sono state realizzate, troppe per ricordarle qui una per una: a riassumerle tutte ricorderemo quindi la piu' rappresentativa: la dedica ad Alfio da parte dei Facchini della "girata" in piazza del Comune della Macchina di Santa Rosa durante il trasporto del 3 settembre.
Di tutte le iniziative commemorative cui maggiormente tenevamo e per le quali ci siamo piu' impegnati una sola non e' ancora giunta a buon fine: la collocazione della lapide sulla casa di Alfio a Valle Faul; ma confidiamo che si riesca a concludere l'iter amministrativo al piu' presto nell'anno entrante, siamo persone che non si arrendono.
Ugualmente confidiamo che si realizzino iniziative di presentazione del libro "Alfio 100" curato da Antonello Ricci che raccoglie molti testi ed altri materiali di e su Alfio.
E naturalmente confidiamo che continui ad essere sempre piu' rappresentato lo spettacolo teatrale di Pietro Benedetti "Allora ero giovane pure io" ad Alfio dedicato.
Cosi' come vorremmo che continuassero ad affluire testimonianze e documenti su Afio al costituendo "Archivio Alfio Pannega"; le testimonianze scritte inviarle agli indirizzi e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it ; i documenti (foto, registrazioni audio e video, memorabilia ed altro) all'indirizzo e-mail: oloap.anera at gmail.com
Ringraziamo ancora una volta tutte le persone, le associazioni, i movimenti, le istituzioni che hanno contribuito alle iniziative commemorative in questo centenario.
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E nel ricordo di Alfio ancora una volta invitiamo tutte e tutti all'impegno per la pace disarmata e disarmante che salva le vite.
E proprio per questo riproponiamo qui di seguito l'appello "per la pace nel cuore d'Europa" che chiediamo ancora una volta di sottoscrivere e diffondere ulteriormente.
Il tragico silenzio di noi pacifisti dinanzi alla guerra nel cuore d'Europa. Umile un appello
Mentre ci sembra che in solidarieta' con il popolo palestinese per chiedere la pace e un accordo che metta fine ai massacri e alle violenze a Gaza e in Cisgiordania il movimento pacifista italiano si sia mobilitato e continui a mobilitarsi, e questo e' un bene, invece in solidarieta' con il popolo ucraino per chiedere la pace e un accordo che metta fine ai massacri e alle devastazioni in quel martoriato paese il movimento pacifista italiano sembra riuscire a fare purtroppo ben poco, veramente troppo poco, e questo e' un male.
Ci sono diversi motivi per questa incapacita' di mobilitazione, e non ci sembra necessario enunciarli ed interpretarli qui.
Qui e adesso ci sembra necessario chiedere a tante persone amiche sinceramente impegnate per la pace di esprimere pubblicamente un corale persuaso appello per la pace nel cuore d'Europa.
Abbiamo gia' argomentato nei giorni scorsi perche' ci sembri assolutamente necessaria e urgente una mobilitazione della societa' civile e delle istituzioni democratiche per chiedere la cessazione immediata della guerra in Ucraina, ed in calce alleghiamo per chi fosse interessato quel che abbiamo gia' scritto.
Il nostro tragico silenzio favorisce la folle e scellerata prosecuzione della guerra e delle stragi, favorisce il delirio bellicista e riarmista dei governi di tutta Europa dall'Atlantico agli Urali, favorisce il sempre piu' evidente pericolo che dal focolaio ucraino possa scatenarsi un incendio di dimensioni sempre piu' ampie e sempre piu' incontrollabili, ovvero che da una guerra locale si passi a una guerra continentale e poi mondiale, col rischio di trascinare l'umanita' intera nel baratro.
Chiediamo coralmente la fine immediata della guerra nel cuore d'Europa.
Chi condivide questa opinione ci aiuti a far circolare questo appello.
padre Alex Zanotelli
Luisa Morgantini
Olga Karach
Marta Anderle
Elisabetta Andreani
Andrea Araceli
Franca Babbucci
Giuseppe Barone
Bruna Bellotti
Marco Bersani
Olga Bertaina
Moreno Biagioni
Davide Biolghini
padre Angelo Bissoni
Guido Blanchard
Diego Bonifaccio
Claudio Boreggi
Franco Borghi
Alberto Boschi
Giovanna Bruno
Luisa Bruno
Valentina Bruno
Giuseppe Caccavale
Augusto Cacopardo
Alessandra Cangemi
Francesco Domenico Capizzi
Luciana Carotenuto
Antonio Catozzi
Augusto Cavadi
Gabriella Cavagna
Angelo Cifatte
Mario Cossali
Pia Covre
Andrea Cozzo
Renzo Craighero
Nicoletta Crocella
Rosanna Crocini
Baldassare Cuda
Massimo Dalla Giovanna
Pasquale D'Andretta
Bianca de Matthaeis
Giuseppina Depau
Mario Di Marco
Biagio Di Maria
Domenico Di Martino
Antonella Doria
Luigi Fasce
Angelo Gaccione
Nuccia Gatti
Davide Ghaleb
Agnese Ginocchio
Franca Grasselli
Massimo Guitarrini
Aurelio Juri
Francesco Lena
Antonella Litta
Monica Malventano
Giovanni Mandorino
Gian Marco Martignoni
Paolo Mazzinghi
Vittorio Miorandi
Rosanna Mulas
Rosangela Mura
Laurino Giovanni Nardin
Linda Natalini
Amalia Navoni
Nadia Neri
Ilva Palchetti
Vittorio Pallotti
Sergio Paronetto
Beppe Pavan
Maria Speranza Perna
Donato Perreca
Emanuela Petrolati
Enrico Peyretti
Carmen Plebani
Roberto Romizi
Gabriella Rossetti
Giuliana Rossi
Mara Rossi
Sara Adriana Rossi
Gabriele Scaramuzza
Luca Serafini
Maria Silvestrelli
Sergio Simonazzi
Peppe Sini
Rita Stucchi
Ada Tomasello
padre Efrem Tresoldi
Vincenzo Valtriani
Sandro Ventura
Giulio Vittorangeli
Luciano Zambelli
Mauro Carlo Zanella
Luisa Zanotelli
Rina Zardetto
Stefano Zuppello
Anpi del Trentino
Anpi sezione "Angelo Bettini" - Rovereto-Vallagarina
Associazione Alleanza Beni Comuni ODV di Pistoia
Associazione di volontariato "Diritti senza barriere"
Associazione Italia-Nicaragua, circolo di Viterbo
Associazione ecopacifista "Acquanuvena" odv di Avola (Sr)
Associazione Reggiana per la Costituzione
Associazione "Respirare" di Viterbo
AssoPacePalestina
"Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Centro Pace ecologia e diritti umani - Rovereto
Circolo "Guido Calogero e Aldo Capitini" di Genova
Comitato Nepi per la Pace
Coordinamento Fiorentino contro il Riarmo
Coordinamento Valdarno per la Pace
Fondazione We shall overcome ETS di Pratovecchio Stia - Subbiano (Ar)
Gruppo Donne in Nero - Rovereto
gruppo "In cammino per la Pace e il disarmo"
le amiche e gli amici di Alfio Pannega
Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato III Millennio - Campania
il giornale "Odissea" di Milano
"Scienza medicina istituzioni politica societa'" odv
Tavolo per la pace di Viterbo
tutti gli ospiti latinoamericani nel Molino del Doccione
Appello gia' pubblicato nei siti:
AmbienteWeb
Cafe' virtuel
Casa umanista
Isde news
Isde Padova
La bottega del Barbieri
Occhio viterbese
Peacelink
Pressenza - International Press Agency
Smips
Tuscia Times
Viterbo news
Welfare Network
Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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Sperando di far cosa non sgradita alleghiamo in attach la bozza parziale e provvisoria di una minima silloge di testi in ricordo di Alfio apparsi sul notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino" negli anni 2010-2024; silloge che si aggiunge agli altri materiali che abbiamo gia' diffuso nel corso di quest'anno.
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Le amiche e gli amici di Alfio Pannega impegnati nelle commemorazioni in occasione del centenario della nascita
Viterbo, 30 dicembre 2025
3. RIFLESSIONE. ENRICO PEYRETTI: DUECENTO SABATI DI PRESENZE DI PACE A TORINO
[Testo letto in piazza Carignano a Torino il 27 duicembre 2025]
Oggi 27 dicembre 2025 sono duecento sabati di seguito che, dalle 11 alle 12, come in molte altre piazze d'Italia, da prima dell'aggressione russa, cioe' da quattro anni, nella regale piazza Carignano di Torino, e' qui presente la volonta' di pace, il ripudio della guerra, la solidarieta' con gli obiettori e i renitenti agli eserciti (che hanno anche parlato collegati qui con noi da Israele, dall'Ucraina, dalla Russia...).
E' qui presente anche la memoria e la vicinanza di cuore alle vittime civili, come ai soldati morti e nascosti, che gli stati usano come materiale per quel rogo di esseri umani che e' la guerra.
Abbiamo sentito, qualche giorno fa, la presidente del governo italiano dire ai soldati italiani in missioni all'estero, che la pace e' frutto della forza, delle armi, della deterrenza: cioe' la pace sarebbe per lei frutto dell'inimicizia e della minaccia tra i popoli. Ma la minaccia e' gia' violenza, e' frattura dell'umanita' tra vivi e sotto-vivi.
Purtroppo anche il presidente Mattarella ha detto che le armi non piacciono al popolo ma sono necessarie. Ma non era il popolo il sovrano costituzionale dell’Italia democratica? Noi ripudiamo questa concezione disastrosa, che lacera la vita comune di tutta l'umanita': e' una concezione che rappresenta la volonta' di dominio e non rispetta l'universale uguale diritto alla vita, e la vita e' ricca di tutte le varieta' umane.
Noi invece abbiamo imparato dalla storia, dalla morale universale del reciproco riconoscimento, dalla coscienza presente in tutte le culture, che la pace, cioe' la vita di tutti insieme, e' frutto del rispetto, dell'intesa, del dialogo, della giustizia, della mediazione e condivisione, del valore delle differenze, e delle istituzioni internazionali per "liberare le future generazioni dal flagello della guerra" (come decisero i popoli nello Statuto delle Nazioni Unite, 1945). Noi, vecchi e giovani, siamo le generazioni protette dal diritto internazionale, dopo il 1945. Noi vogliamo il rispetto totale di questo diritto. Abbiamo imparato da Norberto Bobbio che la pace peggiore, falsa, e ingiusta, offensiva, e' la "pace d'impero", dove la varieta' umana e' oppressa e schiacciata, non e' lasciata vivere.
Abbiamo imparato che, se uno stato aggredisce un popolo, la migliore soluzione non e' rispondere duplicando la guerra e le armi come unica mortifera difesa, ma e' anzitutto il dialogo e la comunicazione tra i popoli, la condivisione dei diritti umani, il rispetto di ogni vita, da non uccidere mai, ed e' la resistenza nonviolenta, i corpi civili di pace, una Costituzione mondiale.
Se a volte le differenze umane sono difficili da comporre, ben piu' difficile e dolorosa e disastrosa e' la incompatibilita' e rivalita' violenta, e la violenza che imita la violenza.
Oggi la guerra non ha alcuna tollerabile giustificazione: e' massima stoltezza perche' e' rovina universale. La politica di potenza opprime i popoli, non li difende, ma li depreda, e minaccia l'intera umanita'. La nostra protesta non e' negativa: e' "presenza" di volonta' e cultura di vita, sviluppata nei valori umani. E se una potenza e' offensiva noi le opponiamo il dialogo di base tra i popoli e le culture, preziose differenze umane, nel diritto e nell'interesse vitale di vivere insieme. Col "nemico" conviene parlare (la "fraternizzazione" dei soldati, Natale 1914), non sparare.
Qui siamo semplici cittadini di fronte a un compito immenso, ma sappiamo che vale l'impegno di pensiero, di volonta', di organizzazione e di politica, che e' la pace, atto di riconoscimento e condivisione. Sappiamo che la pace non e' impossibile: gli egoismi particolari ci sono, ma la ricerca comune di tutti gli umani e' vivere. Ormai vivere e' possibile solo nella pace giusta per tutti, nel sottomettere i particolarismi al bene comune, alla vita giusta per tutti i popoli.
La storia umana e' oggi al bivio tra la morte nucleare e la vita nella pace. Questa piazza, una tra le tante piazze di pace, ci raccoglie e ci invita all'impegno quotidiano, antico e nuovo, di costruire la pace di tutti.
Abbiamo riascoltato la canzone di Boris Vian: noi siamo disertori civili e politici della guerra.
4. REPETITA IUVANT. TRE MINIME DESCRIZIONI DELLA NONVIOLENZA E CINQUE PERORAZIONI PER IL DISARMO
I. Tre minime descrizioni della nonviolenza
1. La nonviolenza non indossa il frac
La nonviolenza non la trovi al ristorante.
Non la incontri al circolo dei nobili.
Non frequenta la scuola di buone maniere.
E' sempre fuori dall'inquadratura delle telecamere delle televisioni.
La nonviolenza non fa spettacolo.
La nonviolenza non vende consolazioni.
La nonviolenza non guarda la partita.
E' nel conflitto che la nonviolenza agisce.
Dove vi e' chi soffre, li' interviene la nonviolenza.
Dove vi e' ingiustizia, li' interviene la nonviolenza.
Non la trovi nei salotti e nelle aule.
Non la trovi tra chi veste buoni panni.
Non la trovi dove e' lustra l'epidermide e non brontola giammai lo stomaco.
La nonviolenza e' dove c'e' la lotta per far cessare tutte le violenze.
La nonviolenza e' l'umanita' in cammino per abolire ogni sopraffazione.
Non siede nel consiglio di amministrazione.
Non si abbuffa coi signori eccellentissimi.
Non ha l'automobile, non ha gli occhiali da sole, non ha il costume da bagno.
Condivide la sorte delle oppresse e degli oppressi.
Quando vince rinuncia a ogni potere.
Non esiste nella solitudine.
Sempre pensa alla liberta' del prossimo, sempre pensa al riscatto del vinto,
sempre pensa ad abbattere i regimi e di poi a riconciliare gli animi.
Sa che il male e' nella ricchezza, sa che il bene e' la condivisione;
sa che si puo' e si deve liberare ogni persona e quindi questo vuole:
la liberta' di tutte, la giustizia, la misericordia.
La nonviolenza e' l'antibarbarie.
La nonviolenza e' il riconoscimento della dignita' di ogni essere vivente.
La nonviolenza e' questa compassione: sentire insieme, voler essere insieme,
dialogo infinito, colloquio corale, miracolo dell'incontro e della nascita;
l'intera umanita' unita contro il male e la morte;
si', se possiamo dirlo in un soffio e in un sorriso: tutti per uno, uno per tutti.
La nonviolenza e' la lotta che salva.
Ha volto e voce di donna, sa mettere al mondo il mondo,
il suo tocco risana le ferite, i suoi gesti sono limpida acqua, i suoi atti recano luce;
sempre lotta per la verita' ed il bene, usa solo mezzi coerenti
con il fine della verita' e del bene.
Sa che il mondo e' gremito di persone, cosi' fragili, smarrite e sofferenti.
Sa che la sua lotta deve esser la piu' ferma; e deve essere la piu' delicata.
Quando la plebe all'opra china si rialza: li' e' la nonviolenza.
Quando lo schiavo dice adesso basta, li' e' la nonviolenza.
Quando le oppresse e gli oppressi cominciano a lottare
per un'umanita' di persone tutte libere ed eguali in diritti,
li', li' e' la nonviolenza.
Quando ti svegli ed entri nella lotta, la nonviolenza gia' ti viene incontro.
La nonviolenza e' una buona cosa.
E' questa buona cosa che fai tu quando fai la cosa giusta e necessaria.
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2. Breve litania della nonviolenza
La nonviolenza non e' la luna nel pozzo.
La nonviolenza non e' la pappa nel piatto.
La nonviolenza non e' il galateo del pappagallo.
La nonviolenza e' la lotta contro la violenza.
La nonviolenza non e' la ciancia dei rassegnati.
La nonviolenza non e' il bignami degli ignoranti.
La nonviolenza non e' il giocattolo degli intellettuali.
La nonviolenza e' la lotta contro la violenza.
La nonviolenza non e' il cappotto di Gogol.
La nonviolenza non e' il cavallo a dondolo dei generali falliti.
La nonviolenza non e' la Danimarca senza il marcio.
La nonviolenza e' la lotta contro la violenza.
La nonviolenza non e' l'ascensore senza bottoni.
La nonviolenza non e' il colpo di carambola.
La nonviolenza non e' l'applauso alla fine dell'atto terzo.
La nonviolenza e' la lotta contro la violenza.
La nonviolenza non e' il museo dell'esotismo.
La nonviolenza non e' il salotto dei perdigiorno.
La nonviolenza non e' il barbiere di Siviglia.
La nonviolenza e' la lotta contro la violenza.
La nonviolenza non e' la spiritosaggine degli impotenti.
La nonviolenza non e' la sala dei professori.
La nonviolenza non e' il capello senza diavoli.
La nonviolenza e' la lotta contro la violenza.
La nonviolenza non e' il ricettario di Mamma Oca.
La nonviolenza non e' l'albero senza serpente.
La nonviolenza non e' il piagnisteo di chi si e' arreso.
La nonviolenza e' la lotta contro la violenza.
La nonviolenza non e' la quiete dopo la tempesta.
La nonviolenza non e' il bicchiere della staffa.
La nonviolenza non e' il vestito di gala.
La nonviolenza e' la lotta contro la violenza.
La nonviolenza non e' il sapone con gli gnocchi.
La nonviolenza non e' il film al rallentatore.
La nonviolenza non e' il semaforo sempre verde.
La nonviolenza e' la lotta contro la violenza.
La nonviolenza non e' il jolly pescato nel mazzo.
La nonviolenza non e' il buco senza la rete.
La nonviolenza non e' il fiume dove ti bagni due volte.
La nonviolenza e' la lotta contro la violenza.
La nonviolenza non e' l'abracadabra degli stenterelli.
La nonviolenza non e' il cilindro estratto dal coniglio.
La nonviolenza non e' il coro delle mummie del gabinetto.
La nonviolenza e' la lotta contro la violenza.
La nonviolenza non e' niente che si veda in televisione.
La nonviolenza non e' niente che si insegni dalle cattedre.
La nonviolenza non e' niente che si serva al bar.
La nonviolenza e' solo la lotta contro la violenza.
*
3. Della nonviolenza dispiegata al sole ad asciugare
Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
Chiamiamo nonviolenza la politica necessaria.
Chiamiamo nonviolenza l'occhio che vede e piange.
Chiamiamo nonviolenza la lotta per l'abolizione di tutte le guerre.
Chiamiamo nonviolenza la lotta che abroga ogni servitu'.
Chiamiamo nonviolenza questo accampamento notturno nel deserto.
Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
Chiamiamo nonviolenza l'amicizia che non tradisce.
Chiamiamo nonviolenza il ponte di corda teso sull'abisso.
Chiamiamo nonviolenza la fine della paura della morte.
Chiamiamo nonviolenza la fine della minaccia della morte.
Chiamiamo nonviolenza aver visto e alba e tramonto con limpido cuore.
Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
Chiamiamo nonviolenza il tappeto volante.
Chiamiamo nonviolenza il voto unanime per la salvezza degli assenti.
Chiamiamo nonviolenza il cielo stellato.
Chiamiamo nonviolenza il rispetto della vita altrui.
Chiamiamo nonviolenza il sonno dei giusti e dei giusti la veglia.
Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
Chiamiamo nonviolenza il silenzio che non spaventa.
Chiamiamo nonviolenza la telefonata che ferma l'esecuzione.
Chiamiamo nonviolenza il libro che ti fa ridere e piangere.
Chiamiamo nonviolenza il viaggio senza bagagli.
Chiamiamo nonviolenza il suono dell'arcobaleno.
Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
Chiamiamo nonviolenza il pasto in comune.
Chiamiamo nonviolenza il miracolo della nascita.
Chiamiamo nonviolenza la voce che risponde.
Chiamiamo nonviolenza la porta che si apre allo straniero.
Chiamiamo nonviolenza la lotta contro la violenza.
Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
Chiamiamo nonviolenza il dono e la rinuncia.
Chiamiamo nonviolenza la leggerezza sui corpi.
Chiamiamo nonviolenza la parola che suscita le praterie.
Chiamiamo nonviolenza il soffio che estingue gli incendi.
Chiamiamo nonviolenza l'infinito respiro del mare.
Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
Chiamiamo nonviolenza l'umanita' come dovrebbe essere.
Chiamiamo nonviolenza la coscienza del limite.
Chiamiamo nonviolenza il ritrovamento dell'anello di Salomone.
Chiamiamo nonviolenza gl'immortali principi dell'Ottantanove.
Chiamiamo nonviolenza l'ironia e la pazienza.
Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
Chiamiamo nonviolenza il riconoscimento della pluralita' delle persone e dei mondi.
Chiamiamo nonviolenza la distruzione di tutte le armi assassine.
Chiamiamo nonviolenza non nascondere la nostra ignoranza.
Chiamiamo nonviolenza rifiutarsi di mentire.
Chiamiamo nonviolenza la scelta di fare la cosa che salva le vite.
Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
Chiamiamo nonviolenza una giornata di sole sulla strada.
Chiamiamo nonviolenza la scuola di Spartaco e della Rosa Rossa.
Chiamiamo nonviolenza la certezza morale del figlio della levatrice.
Chiamiamo nonviolenza la legge nuova del figlio del falegname.
Chiamiamo nonviolenza le tre ghinee di Virginia.
Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
Chiamiamo nonviolenza questo atto di riconoscimento e di riconoscenza.
Chiamiamo nonviolenza il giro della borraccia.
Chiamiamo nonviolenza questo colloquio corale.
Chiamiamo nonviolenza la Resistenza antifascista.
Chiamiamo nonviolenza l'uscita dallo stato di minorita'.
Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
Chiamiamo nonviolenza parlare e ascoltare.
Chiamiamo nonviolenza la stazione sempre aperta.
Chiamiamo nonviolenza lo specchio e la sorgente.
Chiamiamo nonviolenza sentire il dolore degli altri.
Chiamiamo nonviolenza prendersi cura del mondo.
Chiamiamo nonviolenza il movimento di liberazione delle donne, e null'altro.
* * *
II. Cinque perorazioni per il disarmo
1. La prima politica e' il disarmo
La prima politica e' il disarmo
sostituire all'arte dell'uccidere
quella severa di salvare le vite
Senza disarmo il mondo tutto muore
senza disarmo le nuvole si ghiacciano
le lacrime diventano veleno
si crepano i marmi ne escono draghi
Senza disarmo ogni parola mente
senza disarmo ogni albero si secca
l'aria non porta piu' i suoni
la polvere colma i polmoni
Senza disarmo piovono scorpioni
senza disarmo in ogni piatto e' vomito
dal rubinetto esce sale e vetro
le scarpe stritolano le ossa dei piedi
Solo il disarmo frena le valanghe
solo il disarmo risana le ferite
solo il disarmo salva le vite
Salvare le vite e' il primo dovere
salvare le vite
il primo dovere
*
2. Piccolo dittico delle armi e del disarmo
I.
Le armi sanno a cosa servono
le armi non sbagliano la mira
le armi odiano le persone
quando le ammazzano poi vanno all'osteria
a ubriacarsi e a cantare fino all'alba
Le armi bevono il sangue
le armi mettono briglie e sella alle persone
poi le cavalcano fino a sfiancarle
affondano gli speroni per godere dei sussulti
della carne che soffre
Le armi non sentono ragione
una sola cosa desiderano: uccidere
e poi ancora uccidere
uccidere le persone
tutte le persone
Le armi la sanno lunga
fanno bella figura in televisione
sorridono sempre
parlano di cose belle
promettono miliardi di posti di lavoro
e latte e miele gratis per tutti
Le armi hanno la loro religione
hanno la scienza esatta degli orologi
hanno l'arte sottile del pennello
e del bulino e la sapienza grande
di trasformare tutto in pietra e vento
e della loro religione l'unico
articolo di fede dice: nulla
e nulla e nulla e nulla e nulla e nulla
e tutto ha da tornare ad esser nulla
Le armi ci guardano dal balcone
mentre ci affaccendiamo per le strade
ci fischiano e poi fanno finta di niente
ci gettano qualche spicciolo qualche caramella
cerini accesi mozziconi scampoli
di tela e schizzi di vernice e polpette
con dentro minuscole schegge di vetro
Sanno il francese hanno tutti i dischi
raccontano di quando in mongolfiera
e delle proprieta' nelle colonie d'oltremare
e delle ville tutte marmi e stucchi
t'invitano nel loro palco all'opera
ti portano al campo dei miracoli
Sanno le armi come farsi amare
e passo dopo passo addurti dove
hanno allestito la sala del banchetto
II.
Senza disarmo i panni stesi non si asciugano
senza disarmo la pizza diventa carbone
senza disarmo hai freddo anche con tre cappotti
Senza disarmo il fazzoletto ti strappa la mano
senza disarmo la maniglia della porta ti da' la scossa
senza disarmo le scarpe ti mangiano i piedi
Senza disarmo l'aria t'avvelena
senza disarmo il caffe' diventa sterco
senza disarmo dallo specchio uno ti spara
Senza disarmo il letto e' tutto spine
senza disarmo scordi tutte le parole
senza disarmo e' buio anche di giorno
Senza disarmo ogni casa brucia
senza disarmo quel che tocchi ghiaccia
senza disarmo tutto e' aceto e grandine
Senza disarmo la guerra non finisce
Senza disarmo finisce l'umanita'
*
3. In quanto le armi
In quanto le armi servono a uccidere
le persone, l'esistenza delle armi
e' gia' una violazione dei diritti umani.
Solo il disarmo salva le vite
solo il disarmo rispetta e difende gli esseri umani
solo il disarmo riconosce e restituisce
umanita' all'umanita'.
Solo con il disarmo
la civilta' rinasce
il sole sorge ancora
fioriscono i meli
tornano umani gli esseri umani.
*
4. Del non uccidere argomento primo
Si assomigliano come due fratelli
Abele e Caino, nessuno dei due
sa chi sara' la vittima, chi l'assassino.
Non c'e' netto un confine
tra bene e male
e l'occhio non distingue
zucchero e sale.
In questo laborioso labirinto
che non ha uscita
non esser tu del novero di quelli
che ad altri strappano la breve vita.
Mantieni l'unica vera sapienza:
come vorresti esser trattato tu
le altre persone tratta.
Da te l'umanita' non sia disfatta.
Sull'orlo dell'abisso scegli sempre
di non uccidere, di opporti a ogni uccisione,
ad ogni guerra, ogni arma, ogni divisa:
ogni plotone e' di esecuzione.
Non c'e' netto un confine
tra bene e male
e l'occhio non distingue
zucchero e sale.
Si assomigliano come due fratelli
Abele e Caino, nessuno dei due
sa chi sara' la vittima, chi l'assassino.
*
5. Poiche' vi e' una sola umanita'
Poiche' vi e' una sola umanita'
noi dichiariamo che ogni essere umano
abbia rispetto e solidarieta'
da chiunque altro sia essere umano.
Nessun confine puo' la dignita'
diminuire umana, o il volto umano
sfregiare, o denegar la qualita'
umana propria di ogni essere umano.
Se l'edificio della civilta'
umana ha un senso, ed esso non e' vano,
nessuno allora osi levar la mano
contro chi chiede ospitalita'.
Se la giustizia e se la liberta'
non ciancia, bensi' pane quotidiano
hanno da essere, cosi' il lontano
come il vicino merita pieta'.
Nel condividere e' la verita'
ogni volto rispecchia il volto umano
nel mutuo aiuto e' la felicita'
ogni diritto e' un diritto umano.
Se vero e' che tutto finira'
non prevarra' la morte sull'umano
soltanto se la generosita'
sara' la legge di ogni essere umano.
La nonviolenza e' questa gaia scienza
che lotta per salvar tutte le vite
la nonviolenza e' questa lotta mite
e intransigente contro ogni violenza.
5. ET COETERA. OMERO DELLISTORTI: OTTO MINIME STORIE DELLA CITTA' DOLENTE
Col suo permesso
- Mi scusi.
- Dica.
- Perdoni la domanda, e' che non vorrei sbagliarmi.
- Prego.
- E' lei il signor taldetali?
- In persona.
- Col suo permesso io dovrei ammazzarla.
- A me?
- A lei.
- Se me lo chiede con tanta gentilezza come potrei dirle di no? Prego, faccia pure.
*
Del terzo piano
- Lei e' mica quello del terzo piano?
- Prego?
- E' quello che abita al terzo piano del palazzo, no?
- Si'.
- Io abito al quinto.
- Ah.
- Siamo coinquilini.
- Bene.
- E' da parecchio che abita qui?
- Si', direi di si'.
- Io da poco.
- Infatti non mi sembrava di averla gia' vista.
- Dalla settimana scorsa, precisamente.
- Ah, allora, come posso dire, benvenuto.
- Grazie.
- E adesso, se permette...
- No che nun permetto, mica te crederai che t'ho fermato pe' di' 'ste quattro cazzate.
- Temo di non capire.
- Ah no, eh? E de Ricoletto t'aricordi? Che ll'ammazzasti come n' cane ppiu' de vent'anni fa. Embe', io so' er fijo. Nun te l'immaggini quanto che tt'ho cercato.
*
Il professore
- Io con i mei studenti, non fo per dire, ma mi portano in palmo di mano.
- Buon per lei.
- E' che lo sentono che io ci tengo a loro.
- Come e' giusto.
- E' giusto si', ma mica tutti lo fanno, sa.
- Non c'e' bisogno di dirlo.
- Ci sono certi che entrano in classe, si siedono dietro la cattedra e aprono il Corriere dello sport.
- E poi?
- Quando suona la campanella piegano il giornale e vanno in un'altra classe, e li' stesso servizio.
- E' uno scandalo.
- E' uno scandalo si', e quei poveri figli di studenti sono pure contenti, pensi un po'.
- Ma no?
- Ma si'. Loro non si rendono conto che vengono truffati, loro pensano solo che quell'ora si fa baldoria e via.
- Lei invece...
- Io invece mi dedico a loro corpo e anima, corpo e anima mi ci dedico. Li faccio anche venire a casa mia il pomeriggio.
- Addirittura.
- Si', le studentesse piu' graziose e meritevoli.
*
Il tempo del silenzio
- Lo sa? Viene per tutti il tempo del silenzio.
- Sarebbe a dire?
- Il tempo del silenzio.
- Temo di non capire. Provi a spiegarmelo.
- Dice davvero?
- Davvero si'.
- E allora...
*
L'abilita'
E che ci posso fare se ho questa abilita'?
Ognuno ha suoi talenti, no? E deve o non deve svilupparli e metterli a profitto? Deve si'. Ho ragione, no?
E io ho questo di talento. Che nessuno meglio di me sa girare il coltello intorno al collo finche' tutta l'anima ti esce, tutta tutta, in mezzo agi schizzi di sangue.
*
Le parolacce
- E c'e' proprio bisogno di tutte queste parolacce?
- Quali parolacce?
- Lo sa.
- Ah, intende dire...
- Precisamente.
- Ma non significano niente.
- E se non significano niente allora perche' le dice?
- E' l'uso, e' l'uso di qui.
- Anch'io sono di qui, ma non le dico.
- Non le dice?
- No.
- Mai mai?
- No.
- neppure le pensa?
- Anche se le pensassi, e non le penso, non le direi comunque.
- Pero' le pensa.
- Le ho detto di no.
- Mi era parso di capire...
- Aveva capito male.
- Allora mi scusi.
- Va bene.
- Quanto manca?
- E chi puo' saperlo? magari arriva subito, oppure c'e' da aspettare fino a dopo cena, fino a tardi, chi lo sa.
- E noi aspettiamo.
- Certo che aspettiamo.
*
- Il piano e' quello solito?
- Certo che e' quello solito.
- E il cliente?
- Come tutti.
- Ma si sa chi e'?
- Uno come tutti.
- E non sappiamo altro?
- E che bisogno c'e' di sapere altro?
- Gia', facciamo quello che dobbiamo fare e via.
- E via.
- Pero' saranno gia', quanto, tre ore che aspettiamo?
- Saranno si'.
- E fa pure piuttosto freddo, direi.
- Glielo avevo detto di vestirsi pesante.
- Sono vestito pesante, pero' fa freddo lo stesso.
- Vabbe', adesso pero' siamo qui e aspettiamo.
- E chi ha detto niente? Ho detto solo che fa freddo.
- Vabbe'.
- Vabbe'.
- Lei e' parecchio che opera in questo settore?
- Un'eternita'.
- E non si e' ancora scocciato?
- No. Perche'?
- Non lo so, perche' dopo un po' uno vorrebbe fare qualche altra cosa, no?
- Io non ho questa esigenza. Lei si'?
- Non lo so, non ci ho mai pensato.
- No?
- No.
- Un goccio?
- Come?
- Un goccio, per scaldarsi.
- Lei ha...
- Sicuro, fa parte dei ferri del mestiere.
- Allora si', grazie.
- Prego.
- Ah, ci voleva proprio.
- Vero?
- Vero si'.
- Eh.
- Sa una cosa? Dalla prossima volta me ne porta una anche io.
- Fa bene. Un cicchetto a un certo punto ci vuole.
- Eccome se ci vuole, non ho piu' neppure freddo.
*
- E' lui.
- Sicuro?
- Sicuro.
- Quello?
- Quello.
- Allora ci siamo.
- Si'. Alllontaniamoci dalla finestra e mettiamoci in posizione.
- Dietro la porta, no?
- Si'.
- Lui entra, noi chiudiamo, e quel che segue.
- Quel che segue, e' chiaro.
- Ha chiamato l'ascensore, eh?
- Sembrerebbe.
- E allora quasi ci siamo, eh?
- Si'.
- E sia.
*
L'ingordo
Dicano, dicano pure quel che vogliono, che tanto io me ne frego. Sentito? Me ne frego. (Chi lo diceva 'sto menefrego? Lo diceva gia' qualcuno ma che mi possa prendere un colpo se mi ricordo chi). E poi, e poi, che ne sanno loro quanta fame ci ho io? Eh? Che ne sanno? E' facile chiacchierare quando non si sanno le cose, e' facile, ma le chiacchiere degli ignoranti sapete che sono? Ve lo dico io che sono: tutte corbellerie, ecco che sono.
Oltretutto ci ho pure il certificato medico, sissignore. Non ve lo aspettavate, eh? E invece si', ci ho il certificato medico: guardate qua, guardate la ricetta: tot flaconi al di'. E mo'? Eh? Mo' che l'avete fatta la figura barbina, che dite?
Che oltretutto vi pare che un aristocratico come me si metterebbe a mentire per far contento il popolino? Il sangue non e' acqua, cari miei.
E allora? C'e ancora qualcuno che ruga? Ci avro' diritto alla salute o no? Dovro' farli i miei pasti regolari o no? Pure Gandhi, dico Gandhi, diceva che ci vuole un'alimentazione sana.
Perche' io sono di vedute aperte, non come quel briccone britanno che lo chiamava fachiro semignudo. No, io le so riconoscere le persone di qualita', uno puo' essere anche indiano, ma se e' una persona di qualita' e' una persona di qualita', e una persona di qualita' lo riconosce, ed io modestamente una persona di qualita' sono: ci ho il castello, ci ho gli antenati illustri, ci ho le terre di proprieta', e ci ho il titolo di conte, il conte Dracula, per servirvi.
*
Subito dopo
- E pure questa e' fatta.
- Gia'.
- Bene.
- Bene.
- E adesso via, svelti come la polvere.
- Via.
- Chissa' perche si dice come la polvere, si dovrebbe dire come fulmini, no?
- Eh si'.
- E allora via, svelti come fulmini.
- Come fulmini, si'.
- Prima pero' guardiamo bene in giro per non scordarci niente.
- Sicuro.
- Mi sembra tutto a posto.
- Pure a me.
- Un controllo ancora, non si sa mai.
- Meglio un controllo in piu' che uno in meno.
- Ci siamo?
- Direi di si'.
- E allora andiamo.
- Andiamo.
- Non c'e' bisogno di dirlo: prudenza.
- Prudenza.
- Niente fesserie.
- Niente.
- E soprattutto bocche chiuse.
- S'intende.
- S'intende che?
- Le bocche chiuse.
- Bene.
- Bene.
- Attento che ti sporchi di sangue le scarpe.
- Grazie.
6. SEGNALAZIONI LIBRARIE
Letture
- Eleonora Ala, Silvana Sperati, L'incanto nella caducita', Rcs, Milano 2025, pp. 128, euro 9,99 (in supplemento al "Corriere della sera").
- Paola Rumore, Metodi della filosofia, Rcs, Milano 2025, pp. 160, euro 6,99 (in supplemento al "Corriere della sera").
*
Riletture
- Edoarda Masi, Breve storia della Cina contemporanea, Laterza, Roma-Bari 1979, pp. IV + 172.
- Edoarda Masi, Il libro da nascondere, Marietti, Casale Monferrato (Al) 1985, pp. VI + 168.
- Edoarda Masi, Cento trame di capolavori della letteratura cinese, Rizzoli, Milano 1991, pp. 480.
*
Riedizioni
- Andrea Camilleri, Una lama di luce, Sellerio, Palermo 2012, Rcs, Milano 2025, pp. 282, euro 9,99 (in supplemento al "Corriere della sera").
- Franco Cardini, Le cento novelle contro la morte, Salerno, Roma 2007, Rcs, Milano 2025, pp. 176, euro 9,90 (in supplemento al "Corriere della sera").
7. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.
8. PER SAPERNE DI PIU'
Indichiamo i siti del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org e www.azionenonviolenta.it ; per contatti: azionenonviolenta at sis.it
Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/
UN EBDOMADARIO DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 58 del 30 dicembre 2025
Notiziario settimanale della nonviolenza in cammino proposto dal "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XXVI)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com , sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/
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Nuova informativa sulla privacy
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