[Nonviolenza] Ebdomadario. 57



UN EBDOMADARIO DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 57 (speciale) del 29 dicembre 2025
Notiziario settimanale della nonviolenza in cammino proposto dal "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XXVI)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, sito: https://lists.peacelink.it/nonviolenza/

Sommario di questo numero:
1. Peppe Sini: Un ringraziamento e un saluto
2. L'illustre pacifista Olga Karach esprime il suo sostegno all'appello "per la pace nel cuore d'Europa" promosso da padre Alex Zanotelli e da Luisa Morgantini
3. Ripetiamo ancora una volta...
4. Segnalazioni librarie
5. La "Carta" del Movimento Nonviolento
6. Per saperne di piu'

1. COMMIATO. PEPPE SINI: UN RINGRAZIAMENTO E UN SALUTO

Concludiamo domani le pubblicazioni del nostro notiziario.
Ringraziamo tutti coloro che nel corso di ventisei anni lo hanno letto e lo hanno scritto.
Grazie alla generosa ospitalita' degli amici di Peacelink tutti i numeri usciti dalla fine del 2004 (quelli degli anni precedenti purtroppo sono andati perduti) restano disponibili nel sito www.peacelink.it, e nella pagina web al notiziario dedicata aggiungeremo in futuro forse altri testi ancora, che pero' non verranno piu' inviati per posta elettronica agli iscritti alla mailing list.
Di nuovo grazie a tutte e tutti, e un cordiale saluto.
*
Post scriptum: chi volesse scrivere alla redazione ricordi che l'unico indirizzo utilizzabile e' centropacevt at gmail.com

2. INIZIATIVE. L'ILLUSTRE PACIFISTA OLGA KARACH ESPRIME IL SUO SOSTEGNO ALL'APPELLO "PER LA PACE NEL CUORE D'EUROPA" PROMOSSO DA PADRE ALEX ZANOTELLI E DA LUISA MORGANTINI

L'illustre pacifista bielorussa perseguitata Olga Karach, costretta a vivere attualmente fuori del suo paese, esprime il suo sostegno all'appello "per la pace nel cuore d'Europa" promosso da padre Alex Zanotelli e da Luisa Morgantini.
Riportiamo di seguito due sue lettere inviate ai promotori dell'iniziativa, delle quali la ringraziamo ancora.
*
Cara Luisa Morgantini,
caro padre Alex Zanotelli,
vi scrivo dopo aver letto con grande attenzione e profonda stima il vostro appello "Per la pace nel cuore d'Europa". Desidero ringraziarvi sinceramente per questa iniziativa cosi' necessaria e coraggiosa. Condivido pienamente il senso di responsabilita' morale e civile che attraversa il testo e ritengo, come voi, che oggi sia urgente unire le voci della societa' civile europea per fermare la guerra, prevenire nuove escalation e costruire percorsi concreti di pace.
Mi presento brevemente: sono Olga Karach, difensora dei diritti umani originaria della Bielorussia, oggi attiva in Europa nel campo della protezione dei rifugiati, della documentazione delle repressioni transnazionali e del lavoro per la pace. Da molti anni sono impegnata anche nella promozione del disarmo - in particolare del disarmo nucleare, che considero una priorita' assoluta per la salvaguardia della vita umana e della dignita' dei popoli.
Il vostro appello mi ha profondamente toccata, perche' credo che soltanto una pace disarmata e disarmante possa proteggere l'umanita' dal rischio - sempre piu' concreto - di una catastrofe irreversibile. Oggi piu' che mai e' necessario un fronte etico, umano e civile capace di rimettere al centro la vita, la compassione e la responsabilita' collettiva.
Per questo motivo mi farebbe molto piacere poter entrare in contatto con voi e con le altre persone promotrici dell'appello, per riflettere insieme su possibili forme di collaborazione. In particolare, mi starebbe a cuore discutere:
- il rafforzamento del movimento europeo per il disarmo nucleare;
- il sostegno alla societa' civile nei paesi colpiti da guerra, autoritarismo e repressione transnazionale;
- la costruzione di iniziative comuni di pace dal basso, fondate sulla nonviolenza e sulla dignita' umana.
Se per voi fosse possibile, sarei davvero lieta di organizzare un primo incontro online (Zoom), cosi' da conoscerci e condividere idee, esperienze e prospettive. Sarebbe per me un grande onore potervi ascoltare e valutare insieme eventuali passi futuri.
Vi ringrazio ancora, dal profondo, per il vostro instancabile impegno per la pace e per la giustizia. Spero che questa mia lettera possa essere l'inizio di un dialogo e - se lo riterrete opportuno - di una collaborazione.
Con stima sincera e cordiali saluti,
Olga Karach
*
Caro Peppe,
ho letto con grande attenzione la Sua lettera aperta "Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?" e ne sono rimasta profondamente colpita per la forza, il dolore e la lucidita' con cui difende il diritto fondamentale alla vita - e, in modo altrettanto chiaro, il diritto delle persone a non morire in guerra, oggi in Ucraina.
Come Lei sa, io vengo dalla Bielorussia. Per noi la guerra in Ucraina e' una ferita particolarmente lacerante. La viviamo come una tragedia fratricida: tre popoli - ucraino, bielorusso e russo - che per decenni hanno vissuto intrecciati da relazioni umane, culturali e familiari profonde, oggi travolti da una violenza che appare sempre piu' come una follia senza senso. Questa guerra ci tocca da vicino, ci riguarda intimamente, e genera un'angoscia costante per il presente e per il futuro di tutta la nostra regione e dell'Europa intera.
Desidero ringraziarLa sinceramente per la Sua iniziativa, per la coerenza del Suo impegno e per il lavoro instancabile che porta avanti da anni a favore della pace, del disarmo e della difesa della vita umana. In un tempo in cui la normalizzazione della guerra sembra avanzare pericolosamente, voci come la Sua sono essenziali.
Vorrei condividere con Lei, in risposta, alcuni punti che considero particolarmente importanti. Ritengo fondamentale rafforzare al massimo il sostegno ai renitenti e agli obiettori di coscienza bielorussi, russi e ucraini. Si tratta di persone che rifiutano di partecipare alla guerra per ragioni etiche e di coscienza, e che oggi si trovano in una condizione estremamente vulnerabile: spesso non sono accolte ne' protette da nessuna parte, esposte a persecuzioni, repressione e isolamento. Difendere il loro diritto a non uccidere e a non essere uccisi e', a mio avviso, una parte imprescindibile di una politica di pace autentica.
Allo stesso tempo, sento molto forte l'urgenza di parlare anche di una campagna per il disarmo nucleare dell'Europa in senso ampio, senza confini politici selettivi: includendo le armi nucleari russe, britanniche e di tutti gli altri Stati che continuano a fondare la propria sicurezza sulla minaccia dell'annientamento. Il nesso tra guerra, riarmo e rischio nucleare e' oggi evidente e drammatico.
Credo sinceramente che sarebbe molto importante unire le forze anche su questi fronti. Mettere in rete le iniziative per la pace, il sostegno agli obiettori di coscienza e il disarmo - convenzionale e nucleare - puo' rafforzare il nostro impatto comune. Insieme, con perseveranza e coerenza, possiamo contribuire a creare le condizioni politiche e morali perche' questa guerra terribile venga finalmente fermata.
La ringrazio ancora per il Suo lavoro e per la Sua voce. Resto con grande interesse in attesa di sapere se e quali risposte ricevera', e spero che questo dialogo possa continuare e approfondirsi.
Con stima e gratitudine,
Olga
*
Riproponiamo qui di seguito l'appello "per la pace nel cuore d'Europa".
Il tragico silenzio di noi pacifisti dinanzi alla guerra nel cuore d'Europa. Umile un appello
Mentre ci sembra che in solidarieta' con il popolo palestinese per chiedere la pace e un accordo che metta fine ai massacri e alle violenze a Gaza e in Cisgiordania il movimento pacifista italiano si sia mobilitato e continui a mobilitarsi, e questo e' un bene, invece in solidarieta' con il popolo ucraino per chiedere la pace e un accordo che metta fine ai massacri e alle devastazioni in quel martoriato paese il movimento pacifista italiano sembra riuscire a fare purtroppo ben poco, veramente troppo poco, e questo e' un male.
Ci sono diversi motivi per questa incapacita' di mobilitazione, e non ci sembra necessario enunciarli ed interpretarli qui.
Qui e adesso ci sembra necessario chiedere a tante persone amiche sinceramente impegnate per la pace di esprimere pubblicamente un corale persuaso appello per la pace nel cuore d'Europa.
Abbiamo gia' argomentato nei giorni scorsi perche' ci sembri assolutamente necessaria e urgente una mobilitazione della societa' civile e delle istituzioni democratiche per chiedere la cessazione immediata della guerra in Ucraina, ed in calce alleghiamo per chi fosse interessato quel che abbiamo gia' scritto.
Il nostro tragico silenzio favorisce la folle e scellerata prosecuzione della guerra e delle stragi, favorisce il delirio bellicista e riarmista dei governi di tutta Europa dall'Atlantico agli Urali, favorisce il sempre piu' evidente pericolo che dal focolaio ucraino possa scatenarsi un incendio di dimensioni sempre piu' ampie e sempre piu' incontrollabili, ovvero che da una guerra locale si passi a una guerra continentale e poi mondiale, col rischio di trascinare l'umanita' intera nel baratro.
Chiediamo coralmente la fine immediata della guerra nel cuore d'Europa.
Chi condivide questa opinione ci aiuti a far circolare questo appello.
padre Alex Zanotelli
Luisa Morgantini
Olga Karach
Marta Anderle
Elisabetta Andreani
Andrea Araceli
Franca Babbucci
Giuseppe Barone
Bruna Bellotti
Marco Bersani
Olga Bertaina
Guido Blanchard
Diego Bonifaccio
Claudio Boreggi
Franco Borghi
Alberto Boschi
Giovanna Bruno
Valentina Bruno
Giuseppe Caccavale
Augusto Cacopardo
Alessandra Cangemi
Francesco Domenico Capizzi
Luciana Carotenuto
Antonio Catozzi
Augusto Cavadi
Angelo Cifatte
Mario Cossali
Pia Covre
Andrea Cozzo
Renzo Craighero
Nicoletta Crocella
Rosanna Crocini
Baldassare Cuda
Massimo Dalla Giovanna
Pasquale D'Andretta
Bianca de Matthaeis
Giuseppina Depau
Mario Di Marco
Biagio Di Maria
Domenico Di Martino
Antonella Doria
Luigi Fasce
Angelo Gaccione
Nuccia Gatti
Davide Ghaleb
Agnese Ginocchio
Franca Grasselli
Massimo Guitarrini
Aurelio Juri
Francesco Lena
Antonella Litta
Monica Malventano
Giovanni Mandorino
Gian Marco Martignoni
Paolo Mazzinghi
Vittorio Miorandi
Rosanna Mulas
Rosangela Mura
Laurino Giovanni Nardin
Linda Natalini
Amalia Navoni
Nadia Neri
Ilva Palchetti
Vittorio Pallotti
Beppe Pavan
Maria Speranza Perna
Donato Perreca
Emanuela Petrolati
Enrico Peyretti
Carmen Plebani
Roberto Romizi
Gabriella Rossetti
Giuliana Rossi
Mara Rossi
Sara Adriana Rossi
Gabriele Scaramuzza
Luca Serafini
Maria Silvestrelli
Sergio Simonazzi
Peppe Sini
Rita Stucchi
Ada Tomasello
padre Efrem Tresoldi
Vincenzo Valtriani
Sandro Ventura
Giulio Vittorangeli
Luciano Zambelli
Mauro Carlo Zanella
Luisa Zanotelli
Rina Zardetto
Stefano Zuppello
Anpi del Trentino
Anpi sezione "Angelo Bettini" - Rovereto-Vallagarina
Associazione Alleanza Beni Comuni ODV di Pistoia
Associazione di volontariato "Diritti senza barriere"
Associazione Italia-Nicaragua, circolo di Viterbo
Associazione  ecopacifista  "Acquanuvena" odv di Avola (Sr)
Associazione Reggiana per la Costituzione
Associazione "Respirare" di Viterbo
AssoPacePalestina
"Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Centro Pace ecologia e diritti umani - Rovereto
Circolo "Guido Calogero e Aldo Capitini" di Genova
Comitato Nepi per la Pace
Coordinamento Fiorentino contro il Riarmo
Coordinamento Valdarno per la Pace
Fondazione We shall overcome ETS di Pratovecchio Stia - Subbiano (Ar)
Gruppo Donne in Nero - Rovereto
gruppo "In cammino per la Pace e il disarmo"
le amiche e gli amici di Alfio Pannega
Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato III Millennio - Campania
il giornale "Odissea" di Milano
"Scienza medicina istituzioni politica societa'" odv
Tavolo per la pace di Viterbo
tutti gli ospiti latinoamericani nel Molino del Doccione
Appello gia' pubblicato nei siti:
AmbienteWeb
Cafe' virtuel
Casa umanista
Isde news
Isde Padova
La bottega del Barbieri
Occhio viterbese
Peacelink
Pressenza - International Press Agency
Smips
Tuscia Times
Viterbo news
Welfare Network
Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
*
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Abolire la guerra prima che la guerra abolisca l'umanita'.
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Il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 29 dicembre 2025
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Allegato primo: Una lettera aperta a tante amiche e a tanti amici impegnati per la pace, i diritti umani, la liberazione dei popoli, il bene comune dell'umanita', per chiedere un rinnovato impegno comune contro la guerra in Ucraina
Carissime amiche e carissimi amici,
ci sembra che negli ultimi due anni l'attenzione e l'impegno dei movimenti per i diritti umani, pacifisti e nonviolenti per far cessare la terribile guerra in Ucraina si sia purtroppo molto attenuato, mentre invece la guerra continua e i governi dei principali paesi europei, ed in testa l'Unione Europea, continuano a fare di tutto affinche' quella guerra non solo non finisca, ma uccida sempre piu' persone, distrugga sempre piu' insediamenti umani e beni naturali, infetti sempre piu' le relazioni internazionali e provochi un riarmo il cui esito non puo' essere che un conflitto generalizzato che se divenisse anche nucleare potrebbe porre fine all'esistenza dell'umanita'.
Mentre e' giusto e necessario mantenere l'attenzione sulla situazione mediorientale ed adoperarsi affinche' si consolidi il processo di pace, cessino i massacri, si soccorrano tutte le vittime, si trovino accordi verso soluzioni strutturali che garantiscano finalmente pace, sicurezza, diritti e convivenza a tutti i popoli dell'area, ebbene, la stessa attenzione e lo stesso impegno dovrebbero essere espressi anche in relazione alla guerra in corso nel cuore d'Europa, affinche' anche qui si ottenga finalmente che tacciano le armi, cessino le stragi, siano soccorse tutte le vittime, si apra un negoziato che porti alla pace.
Scrivendo queste parole speriamo che possano contribuire a promuovere un rinnovato impegno comune.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Solo la pace salva le vite.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Un fraterno saluto,
il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 13 novembre 2025
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Allegato secondo: Col cuore pensante per la pace nel cuore d'Europa
Prima che sia troppo tardi si ponga fine alla guerra in Ucraina.
Tacciano le armi e si avviino negoziati di pace.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Ogni persona che vive in Europa deve essere consapevole che gia' troppi esseri umani sono morti.
Ogni persona che vive in Europa deve essere consapevole che occorre fermare la guerra prima che essa si espanda ancor piu'.
Ogni persona che vive in Europa deve essere consapevole che occorre fermare la guerra prima che essa diventi continentale, mondiale, atomica.
Le persone, le associazioni, le istituzioni sollecite del bene comune dell'umanita' si adoperino per la cessazione immediata della guerra nel cuore d'Europa cosi' come in qualunque parte del mondo.
Chi vive in Italia si adoperi affinche' il governo italiano e l'Unione Europea cessino di alimentare la guerra e i deliri bellicosi e si adoperino finalmente per la pace che salva le vite.
Dalla Costituzione della Repubblica italiana fino alla Carta dell'Onu, tutti i grandi documenti giuridici dell'umanita' chiamano tutte le persone senzienti e pensanti come tutte le civili istituzioni ad opporsi alla guerra e alle uccisioni, ad impegnarsi per la pace e per salvare le vite.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.
Il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 23 novembre 2025
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Allegato terzo: Una lettera aperta alla Presidente del Consiglio dei Ministri: "Per la pace nel cuore d'Europa"
Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri,
le scrivo per sollecitare un impegno dell'Italia per la cessazione immediata della guerra in Ucraina, per salvare tutte le vite che e' ancora possibile salvare, per la pace nel cuore d'Europa, per stornare il pericolo di una guerra mondiale.
Le scrivo avendo presenti le parole della legge fondamentale del nostro paese, la Costituzione della Repubblica italiana, che all'articolo 11 recita: "L'Italia ripudia la guerra...".
Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri,
mi duole dover constatare come tanti, troppi governi europei, in questi anni invece di adoperarsi per la fine della guerra si siano adoperati piuttosto per alimentarla, in un vero e proprio delirio distruttivo che nessun artificio retorico puo' riuscire ad occultare.
Sia l'Italia a chiamare l'Europa intera ad uscire dal delirio e ad impegnarsi per la cessazione immediata del crimine immenso che si sta consumando da anni nel cuore del continente e che minaccia peraltro di evolvere in una vera e propria guerra mondiale il cui esito qualora si passasse all'uso delle armi atomiche potrebbe essere l'annientamento dell'umanita'.
Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri,
lei come me ricordera' la terribile tragedia del genocidio della popolazione Ucraina, l'Holodomor, realizzato dal regime totalitario staliniano all'inizio degli anni Trenta del Novecento;
lei come me ricordera' l'orrore della Shoah che coinvolse anche l'Ucraina nel corso della seconda guerra mondiale;
lei come me ricordera' gli eventi che portarono alla sanguinosa e ininterrotta guerra civile nelle regioni di confine tra Ucraina e Russia circa dieci anni fa;
lei come me ricordera' l'occupazione manu militari della Crimea da parte della Russia nel 2014;
ed ovviamente lei come me ha assistito con orrore e sgomento all'invasione dell'Ucraina da parte delle forze armate russe il 24 febbraio 2022; e dal 2022 questa guerra folle e scellerata e' in corso, e di essa e' vittima innocente la martoriata popolazione ucraina.
Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri,
non e' questa la sede per esprimere un giudizio storico, basti il giudizio morale: la guerra e' sempre e solo un crimine contro l'umanita', poiche' essa sempre e solo consiste nell'uccisione di innumerevoli esseri umani che avevano il diritto di vivere.
Saranno naturalmente le corti di giustizia internazionali a giudicare l'accaduto e ad emettere le sentenze conseguenti; quello che mi preme dirle adesso e' qualcosa di piu' semplice e immediato: ci si adoperi finalmente per far cessare immediatamente la guerra; ci si adoperi finalmente per far cessare immediatamente le stragi; ci si adoperi finalmente per un immediato "cessate il fuoco" ed un immediato avvio di trattative di pace.
Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri,
le sembra ragionevole quanto ho scritto?
Puo' e vuole farsi promotrice di un impegno esplicito e concreto del governo italiano per cercare di fermare immediatamente la guerra e salvare tutte le vite che e' ancora possibile salvare? Solo la pace salva le vite.
Egregia Presidente del Consiglio dei Ministri,
salvare le vite e' il primo dovere.
Voglia gradire distinti saluti ed auguri di buon lavoro per la pace ed il bene comune dell'umanita'.
Il responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 25 novembre 2025
Post scriptum: mi permetto di allegare in calce una lettera che ho indirizzato alcuni giorni fa al Presidente della Repubblica per esprimergli il mio apprezzamento per quanto detto nel discorso tenuto a Berlino lo scorso 16 novembre.
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Allegato quarto: Una lettera aperta al Presidente della Repubblica italiana: "Continui a far sentire la sua voce per la pace, per fermare immediatamente la guerra nel cuore d'Europa"
Egregio Presidente della Repubblica,
ho molto apprezzato il discorso da lei tenuto a Berlino il 16 novembre "per fare memoria dei caduti, delle vittime della guerra e della violenza".
Ed in esso quel suo monito: "se vuoi la pace, devi costruirla e preservarla", cosi' nitido e luminoso proprio mentre - per citare ancora le sue parole - "nuovi 'dottor Stranamore' si affacciano all'orizzonte, con la pretesa che si debba 'amare la bomba'".
Il suo "mai piu'" e' condiviso da ogni persona di retto sentire e di volonta' buona, sollecita del bene comune dell'umanita': mai piu' la guerra, mai piu' uccisioni, ogni vittima ha il volto di Abele, salvare le vite e' il primo dovere.
Egregio Presidente della Repubblica,
si e' perso gia' troppo tempo: anni in cui innumerevoli esseri umani in Ucraina sono stati uccisi in una guerra folle e scellerata come tutte le guerre.
Occorre fermare immediatamente questa guerra nel cuore d'Europa.
Purtroppo, e tragicamente, i governi di gran parte dei paesi europei si adoperano affinche' sempre piu' persone vengano uccise, invece di adoperarsi per promuovere e sostenere negoziati di pace che pongano immediatamente fine al massacro della popolazione ucraina vittima di una brutale aggressione.
Come nel conflitto mediorientale occorre addivenire al piu' presto a un cessate il fuoco, all'apertura di negoziati di pace: salvare le vite e' il primo dovere.
Egregio Presidente della Repubblica,
continui a far sentire la sua autorevole voce per la pace e il disarmo, la unisca a quella del pontefice cattolico, invochi la pace che salva le vite, chieda che si arresti la strage in corso, chiami tutti i paesi europei - tutti, dall'Atlantico agli Urali - ad adoperarsi per la cessazione del massacro: chieda alla Russia di porre termine alla barbara, mostruosa aggressione; chieda ai paesi europei i cui governi insipienti e irresponsabili in questi anni hanno soffiato sul fuoco e fornito strumenti di morte, pur ben sapendo che la loro folle e sciagurata politica avrebbe contribuito a provocare lo sterminio della popolazione ucraina, di recedere da questo criminale ed insensato atteggiamento; chieda a tutti di considerare anche il pericolo che l'intera popolazione europea e l'intera umanita' corre se non si spegne al piu' presto questo incendio tornando al negoziato diplomatico, all'interlocuzione politica, al dialogo per comporre i conflitti, alla cooperazione internazionale in difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani. Occorrono pace, disarmo e smilitarizzazione per salvare tutte le vite, e salvare le vite e' il primo dovere.
Ringraziandola ancora per le sue sagge e commosse parole berlinesi, voglia gradire distinti saluti,
il responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 18 novembre 2025
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Allegato quinto: Due riflessioni di Enrico Peyretti, uno dei maggiori maestri della cultura della pace.
Volentieri sottoscrivo l'appello, perche' e' giusto, come tutti gli altri dello stesso significato. La guerra va anzitutto evitata, perche' e' sempre male, e' distruzione e omicidio; va evitata e poi risolta con dialogo, mediazione, parita'. "Nessuno sia vinto" (Buddha citato da Gorbaciov). "Molto meglio una pace ingiusta di una guerra giusta" (Erasmo citando Cicerone, ripetutamente). Se pensano e se vogliono, e se si preparano, i popoli possono difendersi da un'aggressione con la resistenza popolare nonviolenta, evitando di confermre la guerra con la guerra.
Veramente sconfitto e' il popolo che contro la guerra conosce solo la guerra. Documentare le alternative storiche alla guerra
Ricordo alcune domande: come e' possibile difendere la dignita' umana da aggressioni armate, senza usare armi? Cioe', senza duplicare la violenza di offesa con la violenza di difesa (che e' ugualmente disumana)?
Nelle presentazioni e discussioni sul libro "Fino alla liberazione dalla guerra" (Ed. Mille, 2025, info at edizionimille.eu), presentato e discusso a Torino (CSSR), a Ivrea (Mir), a Cagliari (lovesharingfestival), di nuovo a Torino (CAM), la cosa piu' importante sono state queste domande.
C'e' molta ignoranza sulle alternative alla guerra. Questa debolezza e' rassegnazione passiva al male, e favorisce i signori della guerra. Chiediamoci: possono i popoli compiere quel cambiamento culturale per cui non sia piu' accettabile il trionfo della forza contro il diritto? Perche' il principio vitale del "non uccidere" (fatto valere nel privato) non vale nella politica sovrana degli stati omicidi?  Possiamo pensare normali le politiche e istituzioni di morte (esercito, guerra, patria nazionalista, culture suprematiste) come le politiche di vita? Come rispondere alla forza militare con la forza nonviolenta? La nonviolenza e' vilta', resa e sottomissione, oppure e' una forza dotata anche di efficacia liberatrice documentata?
Queste e simili domande sono state poste dagli attenti discussant, nelle occasioni suddette, e meritano tutta l'attenzione e l'impegno culturale e politico. In questo libro come in altri penso di avere richiamato alcune basi etico-politiche, e anche dati storici raccolti da vari ricercatori (una mia bibliografia storica delle lotte nonarmate e nonviolente e' in rete). Ma la conoscenza diffusa e criticamente documentata delle possibilita' di un popolo di difendersi dalla violenza bellica senza replicarla (e cosi' confermarla), e' ancora conoscenza rara, non accolta negli studi accademici, tantomeno nell'informazione corrente: e' storia oscurata dal semplicismo fatalistico del "la guerra c'e' sempre stata e sempre ci sara'".  Che e' un omaggio rassegnato al male disumano. Altri mali contro la convivenza sono stati superati, cosi' deve e puo' essere superata la guerra, massimo male. La cultura della pace deve lavorare intensamente non solo per affermare la superiorita' etico-politica della resistenza forte alla guerra senza riprodurla, ma per mostrare anche la realta' della pace attiva nella storia umana. Lo sviluppo di istituzioni piu' civili ha espulso dalla realta' storica istituzioni violente prima accettate come naturali (schiavitu', tortura, pena di morte, ecc.). Ci sara' sempre nell'uomo il dilemma bene-male, ma non deve regnare l'istituzione del male disumano. Insieme a cio' occorre mostrare gli enormi crescenti pericoli contro tutta l'umanita' che la guerra causa, al punto che si deve riconoscerla "fuor di ragione", e percio' impegno essenziale di una politica sensata e' espellerla dalla pratica, dalla preparazione, dalla istituzione, dai  mezzi d'azione pensabili nei conflitti, e dal criminale alto profitto dell'industria militare.
Molti lavori sono stati fatti, ma non sono conosciuti, p. es. la ricca collana (decine di opuscoli) del Movimento Nonviolento e di La Meridiana, e altri editori, dagli anni '90, sulle esperienze di Difesa Popolare Nonviolenta, oltre i lavori accurati di autori come Sharp, Galtung, Semelin, Nanni Salio, ecc. L'ignoranza di questa cultura della pace veramente possibile e' rassegnazione al peggio della natura e della storia umana. Veramente sconfitto e' il popolo che contro la guerra conosce solo la guerra.
I movimenti  per la pace, oltre le proteste e le denunce, mi pare che debbano oggi di nuovo studiare e documentare che l'umanita' e' capace - col necessario grande impegno - di non suicidarsi nei conflitti acuti, e di costruire composizioni sagge, equilibrate, di convivenza giusta tra tutti i popoli, ormai uniti di fatto dal problema ecologico, dalla comunicazione, e dalla inseparabile sorte planetaria.
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Allegato sesto: "Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?". Una lettera aperta alla vicepresidente del Parlamento Europeo, on. Antonella Sberna
Gentilissima vicepresidente Sberna,
mi scusi se mi permetto di interpellarla direttamente e pubblicamente, ma la guerra nel cuore d'Europa, che da anni fa strage d'innumerevoli esseri umani in Ucraina e che da un momento all'altro puo' estendersi con esiti catastrofici per l'umanita' intera, mi sembra essere di tale orrore, gravita' e pericolosita' da richiedere un impegno personale ed esplicito di chi ha responsabilita' pubbliche di rilevanza internazionale.
ignoro se lei abbia avuto modo di leggere l'appello "Per la pace nel cuore d'Europa" promosso da molte persone amiche della nonviolenza di cui sono primi firmatari l'illustre missionario padre Alex Zanotelli e la vicepresidente emerita del Parlamento europeo on. Luisa Morgantini, ed allegate ad esso le due lettere al Presidente della Repubblica italiana e alla Presidente del Consiglio dei Ministri del nostro paese, che ad ogni buon conto allego in calce a questa lettera.
In quell'appello si chiede ad ogni persona di volonta' buona, all'intera societa' civile e ad ogni istituzione democratica di adoperarsi per mettere immediatamente fine alla guerra e alle stragi nel cuore d'Europa, e di promuovere e realizzare adesso, prima che sia troppo tardi, la pace "disarmata e disarmante" costantemente invocata dal pontefice cattolico e da tante altre personalita' sollecite del bene comune dell'intera umana famiglia.
Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?
Ed in quale baratro si sta trascinando l'Europa e il mondo?
Gentilissima vicepresidente Sberna,
lei e' stata anche per anni assessora ai servizi sociali del Comune di Viterbo, ed ha quindi avuto modo di conoscere quanta sofferenza vi sia gia' anche in casa nostra e quanto necessario sarebbe usare le risorse pubbliche per soccorrere chi di aiuto ha bisogno, per garantire a tutte le persone una vita degna e sicura.
Perche', invece, ingentissime risorse pubbliche italiane ed europee debbono essere scelleratamente sperperate per le armi assassine e per alimentare la guerra in corso nel cuore d'Europa?
Lei sa bene quanto me che le armi servono a uccidere, a uccidere gli esseri umani.
Lei sa bene quanto me che la guerra in questo consiste: stragi abominevoli, lutti infiniti, irreversibili devastazioni.
Ogni persona senziente e pensante sa perfettamente che la guerra e' nemica dell'umanita' intera; che ogni essere umano ha diritto alla vita; che ogni vittima ha il volto di Abele; che salvare le vite e' il primo dovere.
Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?
Ed in quale baratro si sta trascinando l'Europa e il mondo?
Gentilissima vicepresidente Sberna,
si adoperi energicamente affinche' il Parlamento Europeo di cui e' autorevole rappresentante, e sull'impulso del Parlamento anche tutte le altre istituzioni europee - ed in primo luogo la Commissione, fin qui tragicamente insensata fautrice di sciagurate decisioni volte ad incrementare la guerra e le stragi -, cessino di fomentare ed incrementare l'abominevole guerra ed il folle riarmo, e si impegnino finalmente, in modo concreto e coerente, per la cessazione immediata della guerra e per una politica di pace disarmata e disarmante.
Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?
Ed in quale baratro si sta trascinando l'Europa e il mondo?
Gentilissima vicepresidente Sberna,
mi permetta di concludere citando una indimenticabile poesia di Primo Levi, "La bambina di Pompei":
Poiche' l'angoscia di ciascuno e' la nostra
Ancora riviviamo la tua, fanciulla scarna
Che ti sei stretta convulsamente a tua madre
Quasi volessi ripenetrare in lei
Quando al meriggio il cielo si e' fatto nero.
Invano, perche' l'aria volta in veleno
E' filtrata a cercarti per le finestre serrate
Della tua casa tranquilla dalle robuste pareti
Lieta gia' del tuo canto e del tuo timido riso.
Sono passati i secoli, la cenere si e' pietrificata
A incarcerare per sempre codeste membra gentili.
Cosi' tu rimani tra noi, contorto calco di gesso,
Agonia senza fine, terribile testimonianza
Di quanto importi agli dei l'orgoglioso nostro seme.
Ma nulla rimane fra noi della tua lontana sorella,
Della fanciulla d'Olanda murata fra quattro mura
Che pure scrisse la sua giovinezza senza domani:
La sua cenere muta e' stata dispersa dal vento,
La sua breve vita rinchiusa in un quaderno sgualcito.
Nulla rimane della scolara di Hiroshima,
Ombra confitta nel muro dalla luce di mille soli,
Vittima sacrificata sull'altare della paura.
Potenti della terra padroni di nuovi veleni,
Tristi custodi segreti del tuono definitivo,
Ci bastano d'assai le afflizioni donate dal cielo.
Prima di premere il dito, fermatevi e considerate.
Gentilissima vicepresidente Sberna,
Voglia gradire un cordiale saluto e un sincero augurio di buon lavoro per la pace disarmata e disarmante e per il bene comune dell'umanita' intera dal suo concittadino
il responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 21 dicembre 2025
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Allegato settimo: Una lettera aperta alla Presidente del Parlamento Europeo, on. Roberta Metsola: "Se anche salvasse una sola vita, sarebbe comunque una decisione benedetta"
Gentilissima Presidente del Parlamento Europeo, on. Roberta Metsola,
so bene che scrivere lettere alle alte cariche istituzionali e' cosa il piu' delle volte del tutto inutile, poiche' e' ben difficile che quelle lettere raggiungano effettivamente il destinatario.
Ma il suo compianto predecessore, l'on. David Sassoli, qualche anno fa ebbe la bonta' di accogliere quanto con una lettera gli proponevo (e la sua conseguente iniziativa ebbe esito infine positivo), e quindi non e' detto che il miracolo non possa ripetersi.
Le scrivo quindi per segnalarle l'appello "per la pace nel cuore d'Europa", promosso da illustri personalita' come il missionario padre Alex Zanotelli e come l'on. Luisa Morgantini gia' vicepresidente del Parlamento Europeo, e sottoscritto da un gran numero di persone amiche della nonviolenza, associazioni democratiche e movimenti della societa' civile.
In sostanza quell'appello chiede un impegno immmediato e corale per la cessazione della guerra in corso in Ucraina, un impegno immmediato e corale per far cessare le stragi e salvare tutte le vite che e' ancora possibile salvare, un impegno immediato e corale per la pace disarmata e disarmante.
Il testo dell'appello allego in calce a questa lettera.
Gentilissima Presidente del Parlamento Europeo,
lei mi perdonera' la franchezza: mi sembra che purtroppo in questi anni l'Unione Europea non si sia affatto preoccupata di cercar di salvare le vite in Ucraina, ma abbia piuttosto perseguito una insensata e sciagurata politica il cui esito effettuale e' stato di alimentare la guerra e quindi le stragi.
Certo, la reponsabilita' principale di quella guerra e' di chi quella guerra ha scatenato con l'invasione dell'Ucraina, ma l'Unione Europea invece di fare ogni sforzo per far cessare il conflitto armato con un'azione diplomatica persuasa e adeguata ha preferito incrementare la guerra e le stragi.
Dal 24 febbraio del 2022 quanti esseri umani sono stati uccisi da questa scellerata guerra? E quante e quali distruzioni, devastazioni e catastrofi ambientali questa scellerata guerra ha provocato?
E cosa si attende ancora per adoperarsi con tutte le proprie risorse ed energie per far cessare l'ecatombe e l'ecocidio nel cuore d'Europa?
E' mai possibile che non ci si accorga di quanti esseri umani sono stati gia' uccisi? Che non ci si accorga del crescente pericolo che il conflitto possa espandersi e divenire una guerra continentale, mondiale, nucleare? Che non ci si accorga del rischio apocalittico che sta correndo l'intera famiglia umana?
Gentilissima Presidente del Parlamento Europeo,
credo che ogni persona ragionevole si sia ormai persuasa che al di la' di ogni altra considerazione e' ora che l'Unione Europea dismetta una politica che contribuisce alla guerra e quindi alle stragi e alle devastazioni, e adotti finalmente una politica di costruzione della pace con mezzi di pace.
Il pontefice cattolico ha proposto una formula che personalmente condivido toto corde, quella della "pace disarmata e disarmante": sarebbe un'eccellente scelta per l'Unione Europea, nata proprio per porre fine alle guerre sul continente che si estende dall'Atlantico agli Urali.
Non ho bisogno di ricordare a lei, che e' anche una giurista, che la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea all'articolo 2 recita: "Ogni individuo ha diritto alla vita"; che la Carta delle Nazioni Unite si apre con le parole: "Noi, popoli delle nazioni unite, decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra"; che la Dichiarazione universale dei diritti umani all'articolo 3 recita: "Ogni individuo ha diritto alla vita, alla liberta' ed alla sicurezza della propria persona".
Sono cose che lei sa perfettamente: sa perfettamente che la guerra sempre e solo consiste dell'uccisione di esseri umani; sa perfettamente che per rispettare ed inverare il diritto alla vita di tutti gli esseri umani occorre abolire la guerra.
Gentilissima Presidente del Parlamento Europeo,
questo le chiedo facendo riferimento a quell'appello "per la pace nel cuore d'Europa" che citavo all'inizio di questa lettera: di farsi promotrice di un pronunciamento del Parlamento Europeo che chiami l'Unione Europea a cessare immediatamente di alimentare la guerra e i massacri, e ad impegnarsi finalmente a sostegno delle trattative diplomatiche per risolvere il conflitto attraverso un negoziato, per la pace disarmata e disarmante che salva tutte le vite.
Lei puo' persuadere il Parlamento Europeo a deliberare che l'Unione Europea cessi di fomentare ed armare la guerra e di alimentare le stragi in Ucraina, e che - finalmente rinsavendo - agisca per la fine immediata delle uccisioni e per l'inizio immediato di trattative diplomatiche.
Se anche salvasse una sola vita, sarebbe comunque una decisione benedetta.
Voglia gradire distinti saluti e un sincero augurio di buone feste,
il responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 27 dicembre 2025

3. REPETITA IUVANT. RIPETIAMO ANCORA UNA VOLTA...

... ripetiamo ancora una volta che occorre un'insurrezione nonviolenta delle coscienze e delle intelligenze per contrastare gli orrori piu' atroci ed infami che abbiamo di fronte, per affermare la legalita' che salva le vite, per richiamare ogni persona ed ogni umano istituto ai doveri inerenti all'umanita'.
Occorre opporsi al maschilismo, e nulla e' piu' importante, piu' necessario, piu' urgente che opporsi al maschilismo - all'ideologia, alle prassi, al sistema di potere, alla violenza strutturale e dispiegata del maschilismo: poiche' la prima radice di ogni altra violenza e oppressione e' la dominazione maschilista e patriarcale che spezza l'umanita' in due e nega piena dignita' e uguaglianza di diritti a meta' del genere umano e cosi' disumanizza l'umanita' intera; e solo abolendo la dominazione maschilista e patriarcale si puo' sconfiggere la violenza che opprime, dilania, denega l'umanita'; solo abolendo la dominazione maschilista e patriarcale l'umanita' puo' essere libera e solidale.
Occorre opporsi al razzismo, alla schiavitu', all'apartheid. Occorre far cessare la strage degli innocenti nel Mediterraneo ed annientare le mafie schiaviste dei trafficanti di esseri umani; semplicemente riconoscendo a tutti gli esseri umani in fuga da fame e guerre, da devastazioni e dittature, il diritto di giungere in salvo nel nostro paese e nel nostro continente in modo legale e sicuro. Occorre abolire la schiavitu' in Italia semplicemente riconoscendo a tutti gli esseri umani che in Italia si trovano tutti i diritti sociali, civili e politici, compreso il diritto di voto: la democrazia si regge sul principio "una persona, un voto"; un paese in cui un decimo degli effettivi abitanti e' privato di fondamentali diritti non e' piu' una democrazia. Occorre abrogare tutte le disposizioni razziste ed incostituzionali che scellerati e dementi governi razzisti hanno nel corso degli anni imposto nel nostro paese: si torni al rispetto della legalita' costituzionale, si torni al rispetto del diritto internazionale, si torni al rispetto dei diritti umani di tutti gli esseri umani. Occorre formare tutti i pubblici ufficiali e in modo particolare tutti gli appartenenti alle forze dell'ordine alla conoscenza e all'uso delle risorse della nonviolenza: poiche' compito delle forze dell'ordine e' proteggere la vita e i diritti di tutti gli esseri umani, la conoscenza della nonviolenza e' la piu' importante risorsa di cui hanno bisogno.
Occorre opporsi a tutte le uccisioni, a tutte le stragi, a tutte le guerre. Occorre cessare di produrre e vendere armi a tutti i regimi e i poteri assassini; abolire la produzione, il commercio, la disponibilita' di armi e' il primo necessario passo per salvare le vite e per costruire la pace, la giustizia, la civile convivenza, la salvezza comune dell'umanita' intera. Occorre abolire tutte le organizzazioni armate il cui fine e' uccidere. Occorre cessare immediatamente di dissipare scelleratamente ingentissime risorse pubbliche a fini di morte, ed utilizzarle invece per proteggere e promuovere la vita e il benessere dell'umanita' e dell'intero mondo vivente.
Occorre opporsi alla distruzione di quest'unico mondo vivente che e' la sola casa comune dell'umanita' intera, di cui siamo insieme parte e custodi. Non potremo salvare noi stessi se non rispetteremo e proteggeremo anche tutti gli altri esseri viventi, se non rispetteremo e proteggeremo ogni singolo ecosistema e l'intera biosfera.
Opporsi al male facendo il bene.
Opporsi alla violenza con la scelta nitida e intransigente della nonviolenza.
Oppresse e oppressi di tutti i paesi, unitevi nella lotta per la comune liberazione e la salvezza del'umanita' intera.
Salvare le vite e' il primo dovere.

4. SEGNALAZIONI LIBRARIE

Riletture
- Hannah Arendt, Vita activa, Bompiani, Milano 1964, 1994, pp. XXXIV + 286.
- Eduardo Galeano, Memoria del fuoco, Sansoni, Firenze 1989-1991, 3 voll. per pp. VIII + 380 (vol. I. Le origini) + VI + 386 (vol. II. I volti e le maschere) + VIII + 416 (vol. III. Il secolo del vento).
- Karl Kraus, Gli ultimi giorni dell'umanita', Adelphi, Milano 1980, 1996, pp. VI + 786.
- Martha C. Nussbaum, La fragilita' del bene, Il Mulino, Bologna 1996, 2004, 2011, pp. VI + 832.

5. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

6. PER SAPERNE DI PIU'

Indichiamo i siti del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org e www.azionenonviolenta.it ; per contatti: azionenonviolenta at sis.it
Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

UN EBDOMADARIO DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 57 (speciale) del 29 dicembre 2025
Notiziario settimanale della nonviolenza in cammino proposto dal "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XXVI)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com , sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/
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