[Nonviolenza] Telegrammi. 5503



TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 5503 del 13 marzo 2025
Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XXVI)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, sito: https://lists.peacelink.it/nonviolenza/

Sommario di questo numero:
1. Un minimo promemoria per la riunione del 15 marzo per preparare alcune iniziative per il centenario della nascita di Alfio Pannega
2. Ripetiamo ancora una volta...
3. Movimento Nonviolento: Cinque passi di strategia nonviolenta contro la guerra
4. Graham Lee Brewer: Leonard Peltier remains defiant in AP interview, maintaining innocence and vowing continued activism
5. Segnalazioni librarie
6. La "Carta" del Movimento Nonviolento
7. Per saperne di piu'

1. INIZIATIVE. UN MINIMO PROMEMORIA PER LA RIUNIONE DEL 15 MARZO PER PREPARARE ALCUNE INIZIATIVE PER IL CENTENARIO DELLA NASCITA DI ALFIO PANNEGA

Alle persone che parteciperanno alla riunione del 15 marzo 2025 (ed a quelle che pur non potendo partecipare sono comunque interessate a contribuire alle iniziative per ricordare Alfio Pannega in questo anno in cui ricorre il centenario della nascita), sperando di far cosa non sgradita, invio questo minimo promemoria su alcune questioni organizzative e proposte di lavoro.
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Sommario di questo promemoria
Una premessa: alcune cose gia' sufficientemente definite
1. Alcune possibili iniziative commemorative pubbliche proposte da varie persone
2. Raccolta, catalogazione e conservazione della documentazione di e su Alfio Pannega
3. Alcune questioni organizzative particolari
4. Alcune risorse gia' disponibili da valorizzare
Allegato primo: Una minima notizia su Alfio Pannega
Allegato secondo: Un invito alla riunione che si svolgera' presso il "Centro sociale occupato autogestito Valle Faul" nell'area ex-Cogema a Castel d'Asso sabato 15 marzo 2025
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Una premessa: alcune cose gia' sufficientemente definite
Riassumo preliminarmente alcune cose su cui vi e' gia' tra noi un persuaso consenso (ma che ovviamente possono sempre essere rimesse in discussione se lo si ritenesse opportuno):
a) che il ricordo di Alfio che emergera' dalle iniziative pubbliche di questo centenario sara' necessariamente plurale, ovvero caratterizzato dalla diversita' delle immagini di lui che le varie memorie restituiranno (il che naturalmente non significa che non vi siano memorie piu' superficiali ed altre piu' profonde, memorie piu' sfocate ed altre piu' nitide; e' ovvio che il ricordo di chi per anni ha vissuto a stretto contatto con lui e' piu' adeguato e prezioso di quello di chi con Alfio scambiava solo qualche parola incontrandolo per strada);
b) che l'Associazione nazionale partigiani d'Italia (Anpi), cui tutte e tutti siamo grati, sara' il principale soggetto promotore di iniziative grazie anche alla sua articolazione territoriale con sedi in vari comuni della provincia ed oltre, ma soprattutto per la sua autorevolezza morale e civile, cosi' come per la concreta coerenza con le idee, le scelte e le lotte fondamentali di Alfio Pannega;
c) che di fondamentale importanza sara' il ricordo delle persone che hanno preso parte all'esperienza del "Centro sociale occupato autogestito Valle Faul" che per circa vent'anni hanno costituito la vera e propria famiglia di Alfio condividendo con lui riflessioni e iniziative, la vita quotidiana e gli affetti piu' profondi;
d) che la promozione o il patrocinio di iniziative commemorative da parte delle istituzioni pubbliche, e soprattutto da parte del Comune di Viterbo, e' di particolare importanza proprio perche' Alfio della citta' e della cultura popolare di Viterbo e' stato un simbolo e un testimone unanimemente riconosciuto come tale;
e) che tutte le iniziative commemorative, da chiunque siano promosse e realizzate (e ci si augura che molte istituzioni pubbliche e molte associazioni culturali e d'impegno civile se ne facciano promotrici) siano coerenti con i valori culturali, morali e civili di cui Alfio ha dato ferma e costante testimonianza nella sua intera vita;
f) che nel ricordo di Alfio si prosegua nel suo impegno per i diritti umani di tutti gli esseri umani, per la difesa dell'intero mondo vivente, per la pace che salva tutte le vite, per la solidarieta' che ogni essere umano riconosce e raggiunge e conforta e sostiene.
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1. Alcune possibili iniziative commemorative pubbliche proposte da varie persone
1.1. Una iniziativa di commemorazione presso il cimitero di Viterbo (che potrebbe essere realizzata il 25 aprile, o il 30 aprile - data della scomparsa di Alfio -, o il primo maggio, o anche nei giorni precedenti o successivi).
L'iniziativa potrebbe comprendere: una presentazione della figura di Alfio; alcune testimonianze personali particolarmente significative; una lettura di alcune poesie di Alfio; un estratto dallo spettacolo teatrale ad Alfio dedicato.
1.2. un convegno nella Sala Regia di Palazzo dei Priori, dove Alfio tenne la sua "lectio magistralis" poco tempo prima dell'improvvisa scomparsa.
Il convegno potrebbe svolgersi il 21 settembre (data della nascita di Alfio) o nel corso dell'intero mese di settembre anche in collegamento con i festeggiamenti cittadini per il 4 settembre.
1.3. Una mostra documentaria e/o artistica (di fotografie, video, audio, opere grafiche, pittoriche, scultoree, installazioni, manoscritti, memorabilia et similia).
La mostra potrebbe essere esposta in un luogo adeguato come ad esempio uno spazio espositivo in piazza del Sacrario, e successivamente diventare itinerante nei quartieri e nelle frazioni di Viterbo come negli altri centri dell'Alto Lazio e dell'Italia centrale che fossero interessati ad ospitarla.
La mostra potrebbe essere organizzata per "moduli", ovvero articolata per ambiti: testimonianze fotografiche, manoscritti originali delle sue poesie, opere artistiche ad Alfio ispirate, registrazioni video e audio, eccetera. Ed avere carattere di "work in progress", cominciando con l'esporre una selezione del materiale gia' disponibile e poi via via arricchendola di nuovi materiali man mano che venissero messi a disposizione da chi li possiede (infatti la documentazione di e su Alfio e' attualmente ancora molto dispersa ed uno degli impegni che cercheremo di realizzare e' di raccoglierla per successivamente conservarla adeguatamente e poterla offrire alla fruizione di tutte le persone interessate).
Ovviamente la realizzazione della mostra richiedera' anche una adeguata curatela.
Per realizzare la mostra e successivamente un "Archivio Alfio Pannega" occorre fin d'ora:
- chiedere a chi ha materiali di vario genere di e su Alfio di metterne a disposizione copia;
- chiedere alle persone che hanno conosciuto Alfio di scrivere o registrare ricordi e testimonianze personali;
- chiedere a scrittori e poeti che hanno conosciuto Alfio di ritrovare loro scritti ad Alfio dedicati o di scriverne ex novo;
- chiedere ad artisti che hanno conosciuto Alfio di ritrovare loro opere ad Alfio dedicate o di realizzarne ex novo;
- chiedere a musicisti che hanno conosciuto Alfio di ritrovare loro opere ad Alfio dedicate o di realizzarne ex novo;
- chiedere a fotografi che hanno conosciuto Alfio di ritrovare loro fotografie ad Alfio dedicate.
1.4. Lo spettacolo teatrale di Pietro Benedetti ad Alfio dedicato e' la piu' importante risorsa attualmente disponibile per far conoscere Alfio nel modo piu' immediato, empatico ed efficace; occorre quindi adoperarsi affinche' esso possa essere presentato ovunque possibile.
1.5. La realizzazione di un concerto ad Alfio dedicato, in uno spazio pubblico idoneo e significativo.
1.6. L'intitolazione ad Alfio di uno spazio pubblico cittadino (una via, una piazza, eccetera).
1.7. L'apposizione di una iscrizione sulla casa all'ingresso di Porta Faul in cui Alfio a lungo visse (casa che potrebbe anche diventare sede dell'"Archivio Alfio Pannega" e una sorta di "casa-museo" ad Alfio dedicata).
1.8. La costituzione di un "Archivio Alfio Pannega" (su questo argomento si veda anche sopra, al punto 1.3, e sotto, al punto 2).
1.9. Iniziative nelle scuole, all'universita', nelle biblioteche, negli enti locali, nei centri di aggregazione sociale, di attivita' culturale, di impegno civile, di solidarieta' e di lotta per i diritti.
Iniziative che potrebbero essere comprensive di una presentazione della figura di Alfio, dell'esposizione di una mostra (o della proiezione di un video, a seconda dello spazio disponibile), della lettura delle sue poesie, dello spettacolo teatrale ad Alfio dedicato, della testimonianza di persone amiche, eccetera.
1.10. Una o piu' pubblicazioni. Ad esempio:
- un catalogo della mostra;
- una raccolta di testimonianze;
- una ristampa del libro "Allora ero giovane pure io";
- una raccolta completa delle poesie ritrovate qualora si riuscisse a recuperare almeno una parte delle molte altre poesie da Alfio scritte che non siano gia' state raccolte nel libro sopra citato (si ricordera' che Alfio in occasione di particolari festivita' faceva dono di sue poesie manoscritte a varie persone; e' possibile che molti cittadini viterbesi le abbiano conservate);
- la trascrizione (o la riproduzione audio o video) delle registrazioni superstiti di alcuni discorsi, di alcune interviste e di alcune declamazioni poetiche di Alfio.
1.11. La realizzazione di pagine web in siti di istituzioni e di associazioni disponibili, e la realizzazione ex novo di un sito dedicato.
A tal riguardo l'Anpi provinciale di Viterbo ha gia' deciso di dedicare ad Alfio una pagina del suo sito.
Vari materiali su Alfio sono nel sito di Davide Ghaleb editore.
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2. Raccolta, catalogazione e conservazione della documentazione di e su Alfio Pannega
Il centenario e' l'occasione propizia per la raccolta della documentazione disponibile - oggi dispersa tra molte persone - e per la realizzazione di un "Archivio Alfio Pannega" a disposizione degli studiosi e di tutte le persone che volessero conoscerlo meglio (ovviamente l'archivio dovrebbe essere collocato in una sede idonea: tra le ipotesi formulate quella della casa di Alfio all'ingresso di Valle Faul).
Cfr. i punti 1.3 e 1.8.
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3. Alcune questioni organizzative particolari
3.1. Fare al piu' presto incontri con istituzioni pubbliche affinche' promuovano o patrocinino iniziative commemorative:
- con il Comune di Viterbo;
- con la Provincia di Viterbo;
- con il Consorzio biblioteche di Viterbo;
- con altri enti pubblici.
3.2. Realizzazione di una mailing-list (e/o utilizzo di altre risorse telematiche) per restare in contatto ed estendere la rete delle collaborazioni e delle persone interessate.
3.3. Fare incontri per coinvolgere altre associazioni, movimenti ed esperienze della societa' civile.
L'associazione "Erinna" ha gia' espresso la sua disponibilita' e forse qualche sua rappresentante partecipera' all'incontro del 15 marzo.
Occorre sicuramente coinvolgere il "Tavolo per la pace" di Viterbo.
"L'altro circolo" gia' anni fa si fece promotore della dedica alla memoria di Alfio di un opuscolo di riferimenti per la solidarieta' concreta.
Sicuramente importante e' anche il contributo che potra' dare l'Arci.
Ovviamente vanno coinvolte anche le organizzazioni sindacali delle lavoratrici e dei lavoratori (alcune delle quali gia' in passato hanno commemorato Alfio).
3.4. Dotarsi di strumenti e definire modalita' per comunicare le iniziative.
3.5. Definire un riferimento per la raccolta e la catalogazione della documentazione.
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4. Alcune risorse gia' disponibili da valorizzare
- Il libro "Allora ero giovane pure io";
- lo spettacolo teatrale;
- le fotografie di Francesco Galli e quelle dell'indimenticabile Mario Onofri;
- i materiali presso Davide Ghaleb Editore;
- i materiali ancora conservati presso il centro sociale;
- i materiali in possesso di varie persone che hanno gia' dato la loro disponibilita'.
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Un abbraccio a tutte e tutti,
Peppe
Vetralla, 11 marzo 2025
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Allegato primo: Una minima notizia su Alfio Pannega
Alfio Pannega nacque a Viterbo il 21 settembre 1925, figlio della Caterina (ma il vero nome era Giovanna), epica figura di popolana di cui ancor oggi in citta' si narrano i motti e le vicende trasfigurate ormai in leggende omeriche, deceduta a ottantaquattro anni nel 1974. E dopo gli anni di studi in collegio, con la madre visse fino alla sua scomparsa, per molti anni abitando in una grotta nella Valle di Faul, un tratto di campagna a ridosso ed entro la cinta muraria cittadina. A scuola da bambino aveva incontrato Dante e l'Ariosto, ma fu lavorando "in mezzo ai butteri della Tolfa" che si appassiono' vieppiu' di poesia e fiori' come poeta a braccio, arguto e solenne declamatore di impeccabili e sorprendenti ottave di endecasillabi. Una vita travagliata fu la sua, di duro lavoro fin dalla primissima giovinezza. La raccontava lui stesso nell'intervista che costituisce la prima parte del libro che raccoglie le sue poesie che i suoi amici e compagni sono riusciti a pubblicare pochi mesi prima dell'improvvisa scomparsa (Alfio Pannega, Allora ero giovane pure io, Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2010, a cura di Antonello Ricci e Alfonso Prota): tra innumerevoli altri umili e indispensabili lavori manuali in campagna e in citta', per decine di anni ha anche raccolto gli imballi e gli scarti delle attivita' artigiane e commerciali, recuperando il recuperabile e riciclandolo: consapevole maestro di ecologia pratica, quando la parola ecologia ancora non si usava. Nel 1993 la nascita del centro sociale occupato autogestito nell'ex gazometro abbandonato: ne diventa immediatamente protagonista, e lo sara' fino alla fine della vita. Sapeva di essere un monumento vivente della Viterbo popolare, della Viterbo migliore, e il popolo di Viterbo lo amava visceralmente. E' deceduto il 30 aprile 2010, non risvegliandosi dal sonno dei giusti.
Molte fotografie di Alfio scattate da Mario Onofri, artista visivo profondo e generoso compagno di lotte che gli fu amico e che anche lui ci ha lasciato anni fa, sono disperse tra vari amici di entrambi, ed altre ancora restano inedite nell'immenso, prezioso archivio fotografico di Mario, che tuttora attende curatela e pubblicazione.
Negli ultimi anni il regista ed attore Pietro Benedetti, che gli fu amico, ha sovente con forte empatia rappresentato - sulle scene teatrali, ma soprattutto nelle scuole e nelle piazze, nei luoghi di aggregazione sociale e di impegno politico, di memoria resistente all'ingiuria del tempo e alla violenza dei potenti - un monologo dal titolo "Allora ero giovane pure io" dalle memorie di Alfio ricavato, personalmente interpretandone e facendone cosi' rivivere drammaturgicamente la figura.
La proposta di costituire un "Archivio Alfio Pannega" per raccogliere, preservare e mettere a disposizione della collettivita' le tracce della sua vita e delle sue lotte, e' restata fin qui disattesa.
Alcuni testi commemorativi sono stati piu' volte pubblicati sul notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino", ad esempio negli "Archivi della nonviolenza in cammino" nn. 56, 57, 58, 60; cfr. anche il fascicolo monografico dei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 265 ed ancora i "Telegrammi della nonviolenza in cammino" nn. 907-909, 1172, 1260, 1261, 1272, 1401, 1622-1624, 1763, 1971, 2108-2113, 2115, 2329, 2331, 2334-2335, 2476-2477, 2479, 2694, 2833, 3049, 3051-3052, 3369-3373, 3448, 3453, 3515-3517, 3725, 4089-4091, 4235-4236, 4452, 4455-4458, 4599-4601, 4819-4821, 4962-4965, 5184-5187, 5328, 5331, 5470, 5477, 5485, 5487, 5489, 5501, 5502, i fascicoli di "Coi piedi per terra" n. 546 e 548-552, e "Voci e volti della nonviolenza" nn. 687-691, 754-755, 881, il fascicolo di "Ogni vittima ha il volto di Abele" n. 170, i fascicoli di "Una persona, un voto" nn. 88-90, 206, 209, i fascicoli de "La domenica della nonviolenza" nn. 420 e 511, i fascicoli de "La nonviolenza contro il razzismo" nn. 202-206, 213, 437-438, 445-446, i fascicoli de "La biblioteca di Zorobabele" nn. 430-433.
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Allegato secondo: Un invito alla riunione che si svolgera' presso il "Centro sociale occupato autogestito Valle Faul" nell'area ex-Cogema a Castel d'Asso sabato 15 marzo 2025
Carissime e carissimi,
vi saremmo assai grate ed assai grati se poteste partecipare alla riunione che si svolgera' presso il "Centro sociale occupato autogestito Valle Faul" nell'area ex-Cogema a Castel d'Asso sabato 15 marzo 2025 con inizio alle ore 13 e conclusione prevista per le ore 15.
La riunione e' promossa dalle persone amiche di Alfio Pannega che si sono incontrate l'8 marzo scorso, ed ha come scopo la preparazione nel migliore dei modi delle iniziative che si svolgeranno ne prossimi mesi per ricordare Alfio, la sua testimonianza di uomo buono, di poeta, di militante del movimento delle oppresse e degli oppressi in lotta per la liberazione dell'umanita' e la salvezza dell'intero mondo vivente.
Alleghiamo qui sotto una breve sintesi di quello che ci siamo detti l'8 marzo sugli impegni su cui vorremmo lavorare insieme.
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Si e' svolto a Viterbo sabato 8 marzo 2025 un incontro tra alcune persone amiche di Alfio Pannega, di cui ricorre quest'anno il centenario della nascita.
L'incontro si e' tenuto nella sede del centro sociale di cui Alfio Pannega fu fondamentale animatore, sede da molti anni trasferita dall'ex-gazometro di Valle Faul al capannone ex-Cogema a Castel d'Asso, pur mantenendo la denominazione originaria di "Centro sociale occupato autogestito Valle Faul".
Le persone partecipanti all'incontro hanno concordato sui seguenti impegni:
a) di realizzare nel corso dell'anno una o piu' iniziative pubbliche di ricordo di Alfio Pannega, invitando a partecipare e a portare la loro testimonianza tutte le persone che gli furono amiche e che condivisero le sue lotte per il bene comune dell'umanita';
b) di sostenere le iniziative che saranno promosse nel corso dell'anno dall'"Associazione nazionale partigiani d'Italia" (Anpi) che valorizzeranno anch'esse il ricordo di Alfio Pannega come maestro di antifascismo e di umanita';
c) di proporre alle altre associazioni culturali e d'impegno civile viterbesi, cosi' come alle istituzioni democratiche viterbesi rappresentative dell'intera cittadinanza, di voler anch'esse ricordare in modo adeguato la figura e l'opera di Alfio Pannega;
d) di adoperarsi per ricercare e ritrovare documenti e testimonianze di e su Alfio Pannega al fine di costituire un "Archivio Alfio Pannega" in cui raccogliere e conservare - e mettere quindi a disposizione di tutte le persone - la piu' ampia ed approfondita documentazione possibile sulla sua persona, sulle sue opere e sulla sua testimonianza di proletario, di poeta, di militante per il bene comune dell'umanita';
e) di proseguire, nel ricordo di Alfio Pannega, nelle lotte di cui fu partecipe e protagonista, e particolarmente:
- per la pace e la liberazione di tutti i popoli e di tutte le persone;
- per i diritti umani di tutti gli esseri umani;
- contro il razzismo, contro il maschilismo, contro il militarismo, contro il fascismo;
- per la dignita' e i diritti di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori, contro ogni forma di schiavitu', sfruttamento, alienazione e oppressione;
- per il diritto di ogni persona alla casa e a vivere in un ambiente salubre e confortevole;
- per il diritto di ogni persona all'assistenza e alla salute;
- per il diritto di ogni persona ad essere riconosciuta e rispettata nella sua identita' e dignita', nel suo diritto alla liberta' e alla felicita', nel riconoscimento reciproco e comune di eguali diritti e dignita' per ogni altra persona, nella civile convivenza fondata sulla regola "agisci nei confronti delle altre persone cosi' come vorresti che esse agissero verso di te" e sulla massima "da ciascuna persona sia dato secondo le sue capacita', a ciascuna persona sia dato secondo i suoi bisogni";
- per la difesa dell'intero mondo vivente;
- per la costruzione di una societa' fondata sulla nonviolenza, l'universale eguaglianza di dignita' e diritti, la solidarieta' e la responsabilita', in cui nessuna persona sia abbandonata, in cui tutto il bene e tutti i beni siano condivisi fra tutte e tutti.
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(...)
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Contiamo molto sulla vostra partecipazione, grazie fin d'ora e un forte abbraccio da
alcune delle persone amiche di Alfio che presero parte con lui all'esperienza del centro sociale
Viterbo, 9 marzo 2025
Indirizzi di posta elettronica della persona che ha effettuato questo invio: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it

2. REPETITA IUVANT. RIPETIAMO ANCORA UNA VOLTA...

... ripetiamo ancora una volta che occorre un'insurrezione nonviolenta delle coscienze e delle intelligenze per contrastare gli orrori piu' atroci ed infami che abbiamo di fronte, per affermare la legalita' che salva le vite, per richiamare ogni persona ed ogni umano istituto ai doveri inerenti all'umanita'.
Occorre opporsi al maschilismo, e nulla e' piu' importante, piu' necessario, piu' urgente che opporsi al maschilismo - all'ideologia, alle prassi, al sistema di potere, alla violenza strutturale e dispiegata del maschilismo: poiche' la prima radice di ogni altra violenza e oppressione e' la dominazione maschilista e patriarcale che spezza l'umanita' in due e nega piena dignita' e uguaglianza di diritti a meta' del genere umano e cosi' disumanizza l'umanita' intera; e solo abolendo la dominazione maschilista e patriarcale si puo' sconfiggere la violenza che opprime, dilania, denega l'umanita'; solo abolendo la dominazione maschilista e patriarcale l'umanita' puo' essere libera e solidale.
Occorre opporsi al razzismo, alla schiavitu', all'apartheid. Occorre far cessare la strage degli innocenti nel Mediterraneo ed annientare le mafie schiaviste dei trafficanti di esseri umani; semplicemente riconoscendo a tutti gli esseri umani in fuga da fame e guerre, da devastazioni e dittature, il diritto di giungere in salvo nel nostro paese e nel nostro continente in modo legale e sicuro. Occorre abolire la schiavitu' in Italia semplicemente riconoscendo a tutti gli esseri umani che in Italia si trovano tutti i diritti sociali, civili e politici, compreso il diritto di voto: la democrazia si regge sul principio "una persona, un voto"; un paese in cui un decimo degli effettivi abitanti e' privato di fondamentali diritti non e' piu' una democrazia. Occorre abrogare tutte le disposizioni razziste ed incostituzionali che scellerati e dementi governi razzisti hanno nel corso degli anni imposto nel nostro paese: si torni al rispetto della legalita' costituzionale, si torni al rispetto del diritto internazionale, si torni al rispetto dei diritti umani di tutti gli esseri umani. Occorre formare tutti i pubblici ufficiali e in modo particolare tutti gli appartenenti alle forze dell'ordine alla conoscenza e all'uso delle risorse della nonviolenza: poiche' compito delle forze dell'ordine e' proteggere la vita e i diritti di tutti gli esseri umani, la conoscenza della nonviolenza e' la piu' importante risorsa di cui hanno bisogno.
Occorre opporsi a tutte le uccisioni, a tutte le stragi, a tutte le guerre. Occorre cessare di produrre e vendere armi a tutti i regimi e i poteri assassini; abolire la produzione, il commercio, la disponibilita' di armi e' il primo necessario passo per salvare le vite e per costruire la pace, la giustizia, la civile convivenza, la salvezza comune dell'umanita' intera. Occorre abolire tutte le organizzazioni armate il cui fine e' uccidere. Occorre cessare immediatamente di dissipare scelleratamente ingentissime risorse pubbliche a fini di morte, ed utilizzarle invece per proteggere e promuovere la vita e il benessere dell'umanita' e dell'intero mondo vivente.
Occorre opporsi alla distruzione di quest'unico mondo vivente che e' la sola casa comune dell'umanita' intera, di cui siamo insieme parte e custodi. Non potremo salvare noi stessi se non rispetteremo e proteggeremo anche tutti gli altri esseri viventi, se non rispetteremo e proteggeremo ogni singolo ecosistema e l'intera biosfera.
Opporsi al male facendo il bene.
Opporsi alla violenza con la scelta nitida e intransigente della nonviolenza.
Oppresse e oppressi di tutti i paesi, unitevi nella lotta per la comune liberazione e la salvezza del'umanita' intera.
Salvare le vite e' il primo dovere.

3. REPETITA IUVANT. MOVIMENTO NONVIOLENTO: CINQUE PASSI DI STRATEGIA NONVIOLENTA CONTRO LA GUERRA
[Riceviamo e diffondiamo]

Cinque passi di strategia nonviolenta contro la guerra
Una zona smilitarizzata dal Mar Bianco al Mar Nero
Moratoria nucleare e Corpi Civili di Pace Europei
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Cio' che sta avvenendo e' la spartizione territoriale dell'Ucraina tra Russia e Stati Uniti, dopo tre anni di sanguinoso conflitto, un milione di morti, danni materiali ed economici incalcolabili, sofferenze ed impoverimento generale. La Russia otterra' l'espansione regionale in Crimea e Donbass, gli Stati Uniti metteranno le mani sulle "terre rare", mentre l'Europa sta a guardare e l'Ucraina ne esce commissariata.
Questo e' il risultato della scelta militare fatta, che ha trasformato l'intera Europa in una regione ad economia di guerra, a traino della Nato. La retorica del "prima la Vittoria, poi la Pace" si e' rivelata per quello che era davvero: "prima la Guerra, poi la Sconfitta". E a perderci, prima di tutti, e' il popolo ucraino, che vede svanire la propria sovranita', dopo aver sacrificato un'intera generazione di giovani sull'altare del nazionalismo.
L'Europa a 27 velocita', che ha accettato il ruolo di comparsa nell'Alleanza atlantica, e' indebolita e afona. Per "salvare il salvabile" si vorrebbe ancora una volta puntare tutto sulla politica di riarmo, la stessa che ha distrutto il sistema sociale della sanita' e dell'istruzione nei nostri paesi. Errore fatale. L'Europa, per affrontare la questione Ucraina, ha bisogno di una politica comune di sicurezza, pace e cooperazione, non di una politica di potenza e difesa militare, e deve avere una propria visione democratica alternativa a quella oligarchica di Stati Uniti e autoritaria della Federazione Russa.
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Cinque possibili passi necessari di strategia nonviolenta, per prevenire un'ulteriore escalation e per costruire una vera pace:
- creazione di una "linea di pace" sui confini tra Europa e Russia (Norvegia, Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Bielorussia, Ucraina) con l'istituzione di una zona smilitarizzata, un corridoio (500 chilometri di larghezza) per tutto il confine (3000 chilometri di lunghezza). Questo lungo fronte di terra smilitarizzata, da una parte e dall'altra, non potrebbe essere attraversato da truppe militari della Russia o della Nato, o di altri eserciti europei: cosi' si favorirebbe la distensione. La definizione e poi il controllo di questa zona russo/europea smilitarizzata (dal Mar Bianco al Mar Nero) prevede il negoziato e lo sviluppo di meccanismi di verifica efficaci; anziche' concentrarsi sulla militarizzazione nazionale, ci si concentra su una zona di demilitarizzazione internazionale, pan-europea, affidata a tutti i paesi coinvolti;
- avviare immediatamente una "moratoria nucleare" che coinvolga i paesi detentori di armi nucleari presenti sul continente europeo (Francia, Regno Unito, Russia, e Stati Uniti con ordigni presenti anche in Germania, Italia, Belgio, Paesi Bassi): impegno al non utilizzo, e apertura di negoziati per l'adesione concordata e multilaterale al TPNW (Trattato per la messa al bando delle armi nucleari);
- avviare un progetto esecutivo per la costituzione di un Corpo Civile di Pace Europeo, per la gestione non militare della crisi. Tra non fare nulla e mandare truppe armate, c'e' lo spazio per fare subito qualcosa di utile, nell'ambito della politica di sicurezza per intervenire a livello civile nei conflitti prima che questi sfocino in guerra vera e propria, come avvenuto il 24 febbraio 2022. I Corpi di Pace vanno costituiti e finanziati come una brigata permanente dell'Unione Europea: la loro costituzione deve rientrare nelle competenze della Commissione Europea;
- dare la parola ai movimenti civili e democratici che in Russia, Ucraina e Bielorussia si sono opposti da subito alla guerra e hanno avanzato proposte di pace, a partire dal sostegno agli obiettori di coscienza, disertori, renitenti alla leva delle parti in conflitto. Convocare con loro, veri portatori di interessi comuni, un "tavolo delle trattative" in zona neutrale e simbolica (Citta' del Vaticano);
- convocare una Conferenza internazionale di pace (sotto egida ONU, con tutti gli attori internazionali coinvolti e disponibili) basata sul rispetto del Diritto internazionale vigente e sul concetto di sicurezza condivisa, che metta al sicuro la pace anche per il futuro.
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La Campagna di Obiezione alla guerra offre uno strumento concreto per attuare il diritto umano fondamentale alla pace, che sul piano politico significa per gli Stati: obbligo di disarmare, obbligo di riformare in senso democratico e far funzionare i legittimi organismi internazionali di sicurezza collettiva a cominciare dalle Nazioni Unite, obbligo di conferire parte delle forze armate all'ONU come previsto dall'articolo 43 della Carta delle Nazioni Unite, obbligo di riconvertire e formare tali forze per l'esercizio di funzioni di polizia internazionale sotto comando sopranazionale, obbligo di sottoporsi alla giurisdizione della Corte Penale Internazionale.
Aderendo concretamente alla Campagna ognuno ha la possibilita' personale di dichiarare formalmente la propria obiezione di coscienza e nel contempo sostenere concretamente i nonviolenti russi e ucraini che sono le uniche voci delle due parti che stanno gia' dialogando realmente tra di loro, che creano un ponte su cui puo' transitare la pace,  grazie al coraggio e all'impegno di chi a Kyiv e Mosca, rischiando di persona, lavora per la crescita della nonviolenza organizzata (info sulla Campagna di Obiezione alla Guerra: https://www.azionenonviolenta.it/obiezione-alla-guerra-2/ ).

4. DOCUMENTAZIONE. GRAHAM LEE BREWER: LEONARD PELTIER REMAINS DEFIANT IN AP INTERVIEW, MAINTAINING INNOCENCE AND VOWING CONTINUED ACTIVISM
[dal sito dell'"Associated Press" (https://apnews.com/) riprendiamo e diffondiamo]

More than 50 years after a shootout on the Pine Ridge Indian Reservation landed him in federal prison, Leonard Peltier remains defiant.
Despite being convicted and sentenced to life in prison, he maintains his innocence in the killings of two FBI agents in 1975 and sees his newfound freedom - the result of a commutation from former President Joe Biden - as the beginning of a new phase of his activism.
"I'm going to spend the rest of my life fighting for our people, because we ain't finished yet. We're still in danger," Peltier, now 80, said in an exclusive interview with The Associated Press at his new home on the Turtle Mountain Reservation, his tribal homeland in North Dakota, near the Canadian border.
There among the rolling, often snow-covered hills, he will serve out the rest of his sentence on house arrest.
Born into an era of violent hostility between the American government and Indigenous peoples, the former American Indian Movement member has now stepped into another politically volatile moment in the country. He said he understands well the threats the rise of the far right, as well as the federal government, pose to tribal nations and Indigenous peoples. He believes that, like previous administrations, President Donald Trump will come for minerals and oil on tribal lands.
"You don't have to get violent, you don't have to do nothing like that. Just get out there and stand up," he told AP this week, in his first sit-down conversation with a journalist in over 30 years. "We got to resist."
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The FBI and Native American activists: A volatile mix
Peltier was part of a movement in the late 1960s and 1970s that fought for Native American rights and tribal self-determination, sometimes occupying federal and tribal property.
The movement grabbed headlines in 1973 when it took over the village of Wounded Knee on Pine Ridge, leading to a 71-day standoff with federal agents. They also protested at Alcatraz and the Bureau of Indian Affairs headquarters. For many members of the American Indian Movement, or AIM, their activism was part of legacy of resistance stretching back to the country's founding.
The day of the shootout came amid heightened tensions on the Pine Ridge reservation, where residents felt the FBI's heavy presence was a threat to the people's autonomy. Peltier and other AIM members got into a confrontation with agents Jack Coler and Ron Williams when the agents drove onto a rural property where the AIM members were staying. Both agents were shot and killed, along with Joseph Stuntz, another AIM member.
The FBI says Peltier shot the agents at close range. In a letter sent to Biden last year opposing his release, former FBI director Christopher Wray called Peltier a "remorseless killer."
His guilt is clear to many, including North Dakota Gov. Kelly Armstrong.
"More than 20 federal judges upheld his conviction, and he was denied parole as recently as last July," Armstrong said in a statement to the AP. "There was no legal justification for his release. He should still be in prison."
Peltier was not pardoned; Biden said he was commuting Peltier's sentence because of his age, his declining health, and the long period he had already been in prison.
Peltier has acknowledged he was at the shootout, but he says he acted in self-defense and wasn't the one whose bullets killed the agents. He believes the FBI and prosecutors were looking for someone to take the blame, after his two co-defendants were exonerated for self-defense.
"They wanted revenge, and they didn't know who was responsible," Peltier told the AP from the kitchen table of his new home. "And they said 'Put the full weight of the American government on Leonard Peltier, we need a conviction.' And when they say that you don't have no rights," he said.
Amnesty International and scores of political leaders around the world called Peltier a political prisoner of the U.S., questioning the fairness of his trial and conviction. James Reynolds, a former U.S. Attorney for Northern Iowa, whose office oversaw post-conviction proceedings, urged clemency in a letter to Biden in 2021. He wrote that prosecutors couldn't prove Peltier fired the fatal shots and called his imprisonment "unjust".
Peltier's grandson, Cyrus Peltier, remembers visiting him every weekend at Leavenworth, a federal prison in Kansas. He didn't always understand why his grandfather wouldn't just tell the parole board he was sorry for the crimes, and hopefully win his freedom.
"And he would say 'Well, that's just not what I'm fighting for, grandson,'" Cyrus Peltier, now 39, recalled from his home in North Dakota this week. "'I'm sorry for what happened to those agents, but I'm not going to sit here and admit to something I didn't do. And if I have to die in here for that, I'm going to.'"
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A life behind bars, but always hope for freedom
In prison, Peltier's fame only grew, as he amassed the support of prominent political leaders around the globe and celebrities in the U.S. and became a symbol of the injustices against Native Americans.
He said it was all their letters of support and acts of protest for his release that kept him going.
Peltier said there were moments in the last few years where he began to lose hope that he would ever see freedom. His denial of parole in July was another crushing blow.
"They gave me the strength to stay alive and to know what I was in prison for," he said.
Many Indigenous people, leaders, and organizers lobbied for decades for Peltier's release.
However, some who believe Peltier was involved in the murder of AIM member Anna Mae Pictou Aquash in 1975 fought against his release. Two other AIM members were convicted of the crime.
"Their ability to say that he is free and he gets to go home negates the whole fact that Anna Mae never got to go home," said Aquash's daughter, Denise Pictou Maloney.
In his interview with the AP, Peltier denied having any knowledge of Aquash's death.
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'I didn't give my life for nothing'
In the end, Biden listened to the counsel of former Secretary of the Interior Deb Haaland, a member of the Pueblo of Laguna and the first Native American to lead the Interior Department. Peltier was released on Feb. 18, and returned to North Dakota.
A week later, he still often wakes up at night terrified that it is all a dream and that he is still in a cell.
Peltier remains confined to his home and nearby community. But he now has access to routine medical treatment for his many health issues, including an aortic aneurysm. He gets around with the help of a cane or a walker.
He is heartened by the many people who come to visit him and drop off gifts like beaded medallions, letters and artwork, which are piling up in his home.
Peltier wants to make a living selling his paintings, as he did in prison, and he plans to write more books. He also wants to train young activists about the threats they will face.
When he was in prison, lying in his bunk at night, he would often wonder if his protest efforts resulted in any change. Seeing young Native activists today continuing to fight for the same things gives meaning to the 49 years he was incarcerated.
"It makes me feel so good, man, it does," he said, holding back tears. "I'm thinking, well, I didn't give my life for nothing."

5. SEGNALAZIONI LIBRARIE

Letture
- Lella Costa racconta Se non posso ballare non e' la mia rivoluzione, Rcs, Milano 2025, pp. 144, euro 13,50 (in supplemento al "Corriere della sera").
- Rosa Maria Di Maggio, Le geoscienze forensi, Le scienze - La Repubblica, Roma 2025, pp. 142, euro 9,90.
- Gianni Papi, Caravaggio, Giunti-Rcs, Firenze-Milano 2025, pp. 128, euro 9,90.
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Riletture
- Platone, Apologia di Socrate, Rusconi, Milano 1993, 1994, pp. 144 (+ un inserto fotografico di 16 pp.). Testo greco a fronte. A cura di Giovanni Reale.
- Platone, Critone, La scuola, Brescia 1970, 1974, pp. XXVI + 74 (+ un'illustrazione fuori testo). A cura di Giovanni Reale.
- Platone, Fedone, Rusconi, Sant'Arcangelo di Romagna (Rn) 1997, 1999, pp. 336 (+ un inserto fotografico di 16 pp.). Testo greco a fronte. A cura di Giovanni Reale.
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Riedizioni
- Remo Bassetti, Storia e pratica del silenzio, Bollati Boringhieri, Torino 2019, Rcs, Milano 2025, pp. 302, euro 9,90 (in supplemento al "Corriere della sera").
- Thich Nhat Hanh, I sette passi verso l'armonia, Garzanti, Milano 2023, pp. 206, euro 9,90 (in supplemento al "Corriere della sera").
- Virginia Woolf, Una stanza tutta per se', SE, Milano 2005, Feltrinelli, Milano 2011, 2025, Il sole 24 ore, Milano 2025, pp. 160, euro 9,90 (in supplemento a "Il sole 24 ore").

6. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

7. PER SAPERNE DI PIU'

Indichiamo i siti del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org e www.azionenonviolenta.it ; per contatti: azionenonviolenta at sis.it
Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 5503 del 13 marzo 2025
Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XXVI)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com , sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/
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