[Nonviolenza] Telegrammi. 4383



TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 4383 del 17 febbraio 2022
Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XXIII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: centropacevt at gmail.com, sito: https://lists.peacelink.it/nonviolenza/

Sommario di questo numero:
1. Chi non si oppone alla guerra...
2. Alessandro Marescotti: Il risveglio del movimento per la pace
3. Non consentiamo con il nostro silenzio che Leonard Peltier muoia di covid in carcere
4. L'appello urgente di Amnesty International al Presidente Biden per la liberazione immediata di Leonard Peltier, ora anche malato di covid
5. Leonard Peltier rischia di morire in carcere di covid. Un appello per la sua liberazione
6. Una lettera ai parlamentari europei
7. Jennifer Bendery: Members of Congress Urge Biden, Again, To Let Leonard Peltier Go Home
8. Jennifer Bendery: Patrick Leahy Appeals To Biden: Send Leonard Peltier Home From Prison
9. Jennifer Bendery: "Please Do What Is Right": Native American Lawmakers Urge Biden To Free Leonard Peltier
10. Jennifer Bendery: Sen. Brian Schatz Urges Biden To Commute Leonard Peltier's Prison Sentence
11. Contrastare la pandemia
12. Tre tesi
13. Ripetiamo ancora una volta...
14. Segnalazioni librarie
15. La "Carta" del Movimento Nonviolento
16. Per saperne di piu'

1. L'ORA. CHI NON SI OPPONE ALLA GUERRA...

... e' gia' complice delle stragi.
E' gia' complice delle dittature.
E' gia' complice della catastrofe dell'umanita'.
*
E per ripetere ancora una volta quel che chi scrive queste righe pensa: contro la guerra occorre il disarmo; occorre la smilitarizzazione; occorre la solidarieta' che ogni essere umano riconosca e comprenda e congiunga e difenda; occorre la nonviolenza.
Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita' dalla catastrofe.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Chi salva una vita salva il mondo.
*
Ergo: agisci nei confronti delle altre persone cosi' come vorresti che le altre persone agissero verso di te.
Sii tu l'umanita' come dovrebbe essere.
Condividere fra tutte e tutti tutto il bene e tutti i beni.
Oppresse e oppressi di tutti i paesi, unitevi.

2. INIZIATIVE. ALESSANDRO MARESCOTTI: IL RISVEGLIO DEL MOVIMENTO PER LA PACE
[Dal presidente di Peacelink riceviamo e diffondiamo]

E' impressionante il veloce susseguirsi di iniziative che stanno nascendo dal basso. Ne spuntano in continuazione. Segno che la societa' civile ha voglia di mobilitarsi.
Iniziative nowar, con i colori dell'arcobaleno, vengono annunciate nelle ore in cui un incauto Biden annuncia l'invasione dell'Ucraina, tirando la volata a Putin e al popolo della pace.
Presidente piu' autolesionista di Biden e' veramente difficile da trovare. Con l'allarme lanciato da Biden sorgono infatti iniziative ovunque. Le stiamo tracciando una per una, nella mailing list pace, a cui vi invitiamo: collegatevi fin da ora.
https://lists.peacelink.it/pace/2022/02/maillist.html
Fatela conoscere questa mailing list perche' e' una risorsa importante, forse unica nel suo genere; e' infatti nata trenta anni fa come la prima mailing list pacifista in lingua italiana.
Altre risorse (calendario appuntamenti, appello da firmare, video, articoli, dossier, ecc.) sono raggruppate in questa landing page pacifista: https://www.peacelink.it/ucraina
Stasera parleremo di questo risveglio del movimento pacifista alle ore 21 e cercheremo di organizzarci al meglio per la giornata di mobilitazione nazionale di sabato 26 febbraio.
Il link per l'incontro online e' https://www.peacelink.it/diretta

3. REPETITA IUVANT. NON CONSENTIAMO CON IL NOSTRO SILENZIO CHE LEONARD PELTIER MUOIA DI COVID IN CARCERE

Chiediamo ad ogni persona di volonta' buona di far sentire la sua voce per la vita e la liberazione di Leonard Peltier, l'illustre attivista nativo americano da 46 anni in carcere innocente, difensore dei diritti umani di tutti gli esseri umani e della Madre Terra, attualmente malato di codiv e bisognoso di cure adeguate impossibili in carcere.
Chiediamo al Presidente degli Stati Uniti d'America di concedere la grazia presidenziale che restituisca a Leonard Peltier la liberta' e gli consenta cure adeguate.
*
Diffondete questo appello, grazie.
Scrivete al Presidente Biden: https://www.whitehouse.gov/contact/
Scrivete all'"International Leonard Peltier Defense Committee": e-mail: contact at whoisleonardpeltier.info
*
Salvare le vite e' il primo dovere.
Chi salva una vita salva il mondo.

4. REPETITA IUVANT. L'APPELLO URGENTE DI AMNESTY INTERNATIONAL AL PRESIDENTE BIDEN PER LA LIBERAZIONE IMMEDIATA DI LEONARD PELTIER, ORA ANCHE MALATO DI COVID
[Dal sito di Amnesty International USA: www.amnestyusa.org]

President Joseph Biden
The White House
1600 Pennsylvania Ave NW
Washington, DC 20500, USA
White House Comment line: (202) 456-1111
Webform: https://www.whitehouse.gov/contact/
Dear Mr. President,
The news that 77-year-old Native American activist Leonard Peltier has contracted COVID-19 in federal prison has greatly heightened concern for his well-being given his age and his serious medical conditions, including diabetes, kidney disease and a heart ailment.
Pending before you is Leonard Peltier's clemency petition in which he seeks commutation of his sentence. Many have called for his release over the years on humanitarian grounds, including the National Congress of American Indians and several Nobel laureates, including the late Archbishop Desmond Tutu. Most recently, the Chairperson of the Senate Indian Affairs Committee, Senator Brian Schatz, has urged you to grant clemency, in line with your administration's commitment to "righting past wrongs" in the criminal justice system.
Leonard Peltier has always maintained his innocence of the murder of two FBI agents during a confrontation with members of the American Indian Movement on the Pine Ridge Indian reservation in South Dakota in 1975. There are serious concerns about the fairness and reliability of proceedings leading to his trial and conviction in 1977. These concerns have led the former US Attorney who supervised the prosecution team post-trial to call for clemency.
Even without the serious additional serious factor of COVID-19, there remain deep concerns about Leonard Peltier's deteriorating health.
I urge you to grant Leonard Peltier clemency on humanitarian grounds and as a matter of justice.

5. REPETITA IUVANT. LEONARD PELTIER RISCHIA DI MORIRE IN CARCERE DI COVID. UN APPELLO PER LA SUA LIBERAZIONE

Leonard Peltier rischia di morire in carcere di covid.
Leonard Peltier e' detenuto da 46 anni pur essendo del tutto innocente dei delitti che gli sono stati attribuiti sulla base di "prove" false e di "testimonianze" altrettanto false.
Leonard Peltier e' un nativo americano perseguitato per aver sempre lottato per i diritti umani di tutti gli esseri umani e in difesa della Madre Terra.
Leonard Peltier e' un testimone della dignita' umana la cui liberazione e' stata chiesta da Nelson Mandela, da Madre Teresa di Calcutta, da Desmond Tutu, da Rigoberta Menchu', dal Dalai Lama, da innumerevoli donne e uomini di volonta' buona.
Leonard Peltier alcuni giorni fa ha contratto il covid, e nel carcere di massima sicurezza in cui si trova non puo' ricevere cure adeguate.
Facciamo sentire la voce dell'umanita' per la liberazione di Leonard Peltier.
Chiediamo al Presidente degli Stati Uniti d'America che attraverso l'istituto della grazia presidenziale gli restituisca la liberta' e gli consenta cure adeguate.
Non muoia in carcere Leonard Peltier.
*
Invitiamo ogni persona di volonta' buona a diffondere questo appello.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Non muoia in carcere Leonard Peltier.
*
Le persone partecipanti all'incontro di Viterbo del 7 febbraio 2022 (a quarantasei anni e un giorno dall'arresto di Leonard Peltier il 6 febbraio 1976)

6. REPETITA IUVANT. UNA LETTERA AI PARLAMENTARI EUROPEI

Oggetto: preghiera di un intervento affinche' a Leonard Peltier, detenuto innocente da 46 anni ed ora malato di covid, sia restituita la liberta' e possa ricevere cure adeguate.
Egregio parlamentare europeo,
forse sapra' gia' che Leonard Peltier, l'illustre attivista nativo americano da sempre impegnato per i diritti umani di tutti gli esseri umani e per la difesa della Madre Terra, da 46 anni detenuto innocente, e' da alcuni giorni malato di covid.
Nel penitenziario di massima sicurezza in cui e' detenuto non puo' ricevere un'assistenza sanitaria adeguata; peraltro e' una persona di eta' avanzata - 77 anni - e gia' sofferente di gravi patologie.
Le saremmo assai grati se volesse esprimere pubblicamente - nella forma che riterra' piu' opportuna - anche il suo impegno per la vita e la liberazione di Leonard Peltier, impegno gia' espresso fin dagli anni '90 dal Parlamento Europeo e nuovamente espresso alcuni mesi fa dal compianto Presidente Sassoli.
*
Le segnaliamo infatti che alcuni mesi fa il compianto Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, recentemente scomparso, espresse pubblicamente - con una conferenza stampa, un video e un tweet - la richiesta al Presidente degli Stati Uniti d'America di concedere la grazia a Leonard Peltier.
Nel suo tweet del 23 agosto 2021 il Presidente Sassoli scrisse, in italiano e in inglese:
"Inviero' una lettera alle autorita' statunitensi chiedendo clemenza per Leonard Peltier, attivista per i diritti umani dell'American Indian Movement, in carcere da 45 anni.
Spero che le autorita' accolgano il mio invito. I diritti umani vanno difesi sempre, ovunque".
"I will send a letter to the US authorities asking for clemency for Leonard Peltier. A human rights activist of the American Indian Movement, he has been imprisoned for 45 years.
I hope the authorities will take up my invitation. Human rights must be defended always, everywhere".
A sostegno di questa iniziativa del Presidente del Parlamento Europeo Sassoli si sono espresse innumerevoli personalita', associazioni, istituzioni. Tra esse prestigiosissime personalita' dell'impegno religioso ed istituzionale, morale e civile, culturale ed artistico.
*
Le segnaliamo anche che che gia' in passato - nel 1994 e nel 1999 - il Parlamento Europeo delibero' risoluzioni per la liberazione di Leonard Peltier.
Trascriviamo qui di seguito integralmente la Risoluzione del Parlamento Europeo dell'11 febbraio 1999 (pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. C 150 del 28/05/1999 pag. 0384, B4-0169, 0175, 0179 e 0199/99):
"Risoluzione sul caso di Leonard Peltier
Il Parlamento europeo,
- vista la sua risoluzione del 15 dicembre 1994 sulla grazia per Leonard Peltier (GU C 18 del 23.1.1995, pag. 183),
A. considerando il ruolo svolto da Leonard Peltier nella difesa dei diritti dei popoli indigeni,
B. considerando che Leonard Peltier e' stato condannato nel 1977 a due ergastoli dopo essere stato estradato dal Canada, benche' non vi fosse alcuna prova della sua colpevolezza,
C. considerando che Amnesty International ha ripetutamente espresso le proprie preoccupazioni circa l'equita' del processo che ha condotto alla condanna di Leonard Peltier,
D. considerando che il governo degli Stati Uniti ha ormai ammesso che gli affidavit utilizzati per arrestare e estradare Leonard Peltier dal Canada erano falsi e che il Pubblico ministero statunitense Lynn Crooks ha affermato che il governo degli Stati Uniti non aveva alcuna prova di chi aveva ucciso gli agenti,
E. considerando che dopo 23 anni trascorsi nei penitenziari federali, le condizioni di salute di Leonard Peltier si sono seriamente aggravate e che secondo il giudizio di specialisti la sua vita potrebbe essere in pericolo se non ricevera' adeguate cure mediche,
F. considerando che le autorita' penitenziarie continuano a negargli adeguate cure mediche in violazione del diritto umanitario internazionale e i suoi diritti costituzionali,
G. rilevando che Leonard Peltier ha esaurito tutte le possibilita' di appello concessegli dal diritto statunitense,
1. insiste ancora una volta affinche' venga concessa a Leonard Peltier la grazia presidenziale;
2. insiste affinche' Leonard Peltier sia trasferito in una clinica dove possa ricevere le cure mediche del caso;
3. ribadisce la sua richiesta di un'indagine sulle irregolarita' giudiziarie che hanno portato alla reclusione di Leonard Peltier;
4. incarica la sua delegazione per le relazioni con gli Stati Uniti di sollevare il caso di Leonard Peltier iscrivendolo all'ordine del giorno del prossimo incontro con i parlamentari americani;
5. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Congresso statunitense e al Presidente degli Stati Uniti d'America".
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In calce alleghiamo una minima notizia su Leonard Peltier.
*
Segnaliamo infine qui di seguito alcuni riferimenti utili per ulteriori informazioni:
- in Italia: e-mail: bigoni.gastone at gmail.com, naila.clerici at soconasincomindios.it, nepi1.anpi at gmail.com, centropacevt at gmail.com, tel. 3490931155 (risponde Andrea De Lotto, del "Comitato di solidarieta' con Leonard Peltier" di Milano), tel. 3478207381 (risponde Naila Clerici, direttrice della rivista "Tepee" e presidente italiana di Soconas-Incomindios), siti: Centro studi americanistici "Circolo Amerindiano": www.amerindiano.org ; Il Cerchio, coordinamento di sostegno ai/dai nativi americani: www.associazioneilcerchio.it ; Soconas Incomindios, comitato di solidarieta' con i nativi americani: https://it-it.facebook.com/soconasincomindios/
- negli Usa: "International Leonard Peltier Defense Committee": sito: wwww.whoisleonardpeltier.info, e-mail: contact at whoisleonardpeltier.info
*
Sperando in un suo sollecito impegno e ringraziandola fin d'ora per la cortese attenzione, voglia gradire distinti saluti dal
"Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 4 febbraio 2022
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Allegato: Una minima notizia su Leonard Peltier
La vicenda di Leonard Peltier puo' essere riassunta brevemente: nato a Grand Forks, nel North Dakota, il 12 settembre 1944, attivista dell'American Indian Movement per i diritti umani dei nativi americani e in difesa della Madre Terra, nel 1977 fu condannato a due ergastoli in un processo-farsa sulla base di presunte prove e presunte testimonianze dimostratesi false; da allora e' ancora detenuto, sebbene la sua innocenza sia ormai universalmente riconosciuta (gli stessi suoi accusatori e giudici responsabili della sua scandalosa ed assurda condanna hanno in prosieguo di tempo ammesso che le cosiddette "prove" e le cosiddette "testimonianze" erano false). Anche dal carcere ha continuato ad impegnarsi per i diritti umani di tutti gli esseri umani e in difesa della Madre Terra, sostenendo e promuovendo molte iniziative educative ed umanitarie, a cui ha affiancato un'apprezzata attivita' di pittore, poeta, scrittore.
Di seguito riportiamo una breve nota di presentazione dal suo libro autobiografico edito in Italia nel 2005: "Accusato ingiustamente dal governo americano – ricorrendo a strumenti legali, paralegali e illegali – dell'omicidio di due agenti dell'FBI nel 1975 (un breve resoconto tecnico della farsa giudiziaria e' affidato all'ex ministro della giustizia degli Stati Uniti Ramsley Clark, autore della prefazione), Peltier, al tempo uno dei leader di spicco dell'American Indian Movement (AIM), marcisce in condizioni disumane in una prigione di massima sicurezza da quasi trent'anni. Nonostante la sua innocenza sia ormai unanimemente sostenuta dall'opinione pubblica mondiale, nonostante una campagna internazionale in suo favore che ha coinvolto il Dalai Lama, Nelson Mandela, il subcomandante Marcos, Desmond Tutu, Rigoberta Menchu', Robert Redford (che sulla vicenda di Peltier ha prodotto il documentario Incident at Oglala), Oliver Stone, Howard Zinn, Peter Matthiessen, il Parlamento europeo e Amnesty International, per il governo americano il caso del prigioniero 89637-132 e' chiuso. Non sorprende dunque che Peltier sia divenuto un simbolo dell'oppressione di tutti i popoli indigeni del mondo e che la sua vicenda abbia ispirato libri (Nello spirito di Cavallo Pazzo di Peter Matthiessen), film (Cuore di tuono di Michael Apted, per esempio) e canzoni (i Rage Against the Machine hanno dedicato a lui la canzone Freedom). In parte lucidissimo manifesto politico, in parte toccante memoir, questa e' la straordinaria storia della sua vita, raccontata per la prima volta da Peltier in persona. Una meravigliosa testimonianza spirituale e filosofica che rivela un modo di concepire la vita, ma soprattutto la politica, che trascende la dialettica tradizionale occidentale e i suoi schemi (amico-nemico, destra-sinistra e cosi' via): i nativi la chiamano la danza del sole" (dalla scheda di presentazione del libro di Leonard Peltier, La mia danza del sole. Scritti dalla prigione, Fazi, 2005, nel sito della casa editrice: fazieditore.it).
Per ulteriori informazioni si veda di Leonard Peltier, Prison writings. My life is my sun dance, St. Martin's Griffin, New York 1999 (in edizione italiana: Leonard Peltier, La mia danza del sole. Scritti dalla prigione, Fazi, Roma 2005); e tra le opere su Leonard Peltier: Peter Matthiessen, In the Spirit of Crazy Horse, 1980, Penguin Books, New York 1992 (in edizione italiana: Peter Matthiessen, Nello spirito di Cavallo Pazzo, Frassinelli, Milano 1994); Edda Scozza, Il coraggio d'essere indiano, Erre Emme, Pomezia 1996; Michael Koch, Michael Schiffmann, Ein leben fur Freiheit. Leonard Peltier und der indianische Widerstand, TraumFaenger Verlag, Hohenthann 2016. Particolarmente utile anche l'opera di Bruce E. Johansen, Encyclopedia of the American Indian Movement, Greenwood, Santa Barbara - Denver - Oxford, 2013, piu' volte ristampata.
Si puo' utilmente consultare anche il sito dell'"International Leonard Peltier Defense Committee": www.whoisleonardpeltier.info (sito nel quale e' disponibile anche il testo integrale del libro di Jim Messerschmidt, The Trial of Leonard Peltier).
*
Un estratto dall'autobiografia di Leonard Peltier
"Tutti facciamo parte dell'unica famiglia dell'umanita'.
Noi condividiamo la responsabilita' per la nostra Madre Terra e per tutti quelli che ci vivono e respirano.
Credo che il nostro compito non sara' terminato fin quando anche un solo essere umano sara' affamato o maltrattato, una sola persona sara' costretta a morire in guerra, un solo innocente languira' in prigione e un solo individuo sara' perseguitato per le sue opinioni.
Credo nel bene dell'umanita'.
Credo che il bene possa prevalere, ma soltanto se vi sara' un grande impegno. Impegno da parte nostra, di ognuno di noi, tuo e mio".
*
Un altro estratto dall'autobiografia di Leonard Peltier
"Non ho scuse da porgere, solo tristezza. Non posso scusarmi per quello che non ho fatto. Ma posso provare dolore, e lo faccio. Ogni giorno, ogni ora, soffro per quelli che sono morti nello scontro di Oglala del 1975 e per le loro famiglie - per le famiglie degli agenti dell'Fbi Jack Coler e Ronald Williams e, si', per la famiglia di Joe Killsright Stuntz, la cui morte per una pallottola a Oglala quello stesso giorno, cosi' come le morti di centinaia di altri indiani a Pine Ridge in quel terribile periodo, non e' mai stata oggetto di inchiesta. Mi piange il cuore nel ricordare la sofferenza e la paura nella quale molta della mia gente fu costretta a vivere a quel tempo, la stessa sofferenza e paura che quel giorno spinse me e gli altri a Oglala per difendere chi era indifeso.
Provo pena e tristezza anche per la perdita subita dalla mia famiglia perche', in qualche misura, quel giorno sono morto io stesso. Sono morto per la mia famiglia, per i miei bambini, per i miei nipoti, per me stesso. Sopravvivo alla mia morte da oltre due decenni.
Quelli che mi hanno messo qui e che mi tengono qui sapendo della mia innocenza avranno una magra consolazione dalla loro indubbia rivincita, che esprime chi essi sono e cio' che sono. Ed e la piu' terribile rivincita che potessi immaginare.
Io so chi sono e quello che sono. Sono un indiano, un indiano che ha osato lottare per difendere il suo popolo. Io sono un uomo innocente che non ha mai assassinato nessuno, ne' inteso farlo. E, si', sono uno che pratica la Danza del Sole. Anche questa e' la mia identita'. Se devo soffrire in quanto simbolo del mio popolo, allora soffro con orgoglio.
Non cedero' mai.
Se voi, parenti e amici degli agenti che morirono nella proprieta' degli Jumping Bull, ricaverete qualche tipo di soddisfazione dal mio essere qui, allora posso almeno darvi questo, nonostante non mi sia mai macchiato del loro sangue. Sento la vostra perdita come mia. Come voi soffro per quella perdita ogni giorno, ogni ora. E cosi' la mia famiglia. Anche noi conosciamo quella pena inconsolabile. Noi indiani siamo nati, viviamo, e moriamo con quell'inconsolabile dolore. Sono ventitre' anni oggi che condividiamo, le vostre famiglie e la mia, questo dolore; come possiamo essere nemici? Forse e' con voi e con noi che il processo di guarigione puo' iniziare. Voi, famiglie degli agenti, certamente non avevate colpa quel giorno del 1975, come non l'aveva la mia famiglia, eppure voi avete sofferto tanto quanto, anche piu' di chiunque era li'. Sembra sia sempre l'innocente a pagare il prezzo piu' alto dell'ingiustizia. E' sempre stato cosi' nella mia vita.
Alle famiglie di Coler e Williams che ancora soffrono mando le mie preghiere, se vorrete accettarle. Spero lo farete. Sono le preghiere di un intero popolo, non solo le mie. Abbiamo molti dei nostri morti per cui pregare e uniamo la nostra amarezza alla vostra. Possa il nostro comune dolore essere il nostro legame.
Lasciate che siano quelle preghiere il balsamo per la vostra pena, non la prolungata prigionia di un uomo innocente.
Vi assicuro che se avessi potuto evitare quello che avvenne quel giorno, la vostra gente non sarebbe morta. Avrei preferito morire piuttosto che permettere consapevolmente che accadesse cio' che accadde. E certamente non sono stato io a premere il grilletto che l'ha fatto accadere. Che il Creatore mi fulmini ora se sto mentendo. Io non riesco a vedere come il mio stare qui, separato dai miei nipoti, possa riparare alla vostra perdita.
Vi giuro, sono colpevole solo di essere un indiano. E' questo il motivo per cui sono qui".

7. DOCUMENTAZIONE. JENNIFER BENDERY: MEMBERS OF CONGRESS URGE BIDEN, TO LET LEONARD PELTIER GO HOME
[Dal sito dell'"Huffington Post" (www.huffpost.com) riprendiamo e diffondiamo questo articolo del 14 febbraio 2022]

There is "greater urgency" to grant clemency to the 77-year-old Native American rights activist since he tested positive for COVID-19, say House Democrats.
*
For the second time in recent months, House Democrats are urging President Joe Biden to grant clemency to Leonard Peltier, the 77-year-old Native American rights activist who has been in prison for 45 years and recently tested positive for COVID-19.
"On October 8, 2021, my colleagues and I requested the expedited release of Mr. Leonard Peltier from the Coleman Federal Correctional Complex in Florida," reads a Wednesday letter to Biden, led by Rep. Raul Grijalva (D-Ariz.). "The expedited release request was based on his age, underlying health conditions, the amount of time he had already served, and his risk of medical complications due to COVID-19."
"We write to you again requesting clemency for Mr. Peltier, but with greater urgency, since Mr. Peltier tested positive for COVID-19 on January 28, 2022."
When Grijalva and other lawmakers wrote to Biden in October, they were joining a chorus of decadeslong protests over Peltier's imprisonment. Peltier, a member of the American Indian Movement, was convicted over his role in the murder of two FBI agents during a 1975 shootout on Pine Ridge Reservation in South Dakota. His trial was riddled with misconduct: Prosecutors hid key evidence. The FBI threatened and coerced witnesses into lying. A juror admitted she was biased against Peltier's race on the second day of the trial, but was allowed to stay on anyway.
Yet with no evidence that Peltier committed a crime - something a former U.S. Attorney who helped put Peltier in prison has since admitted and is now urging Biden to release him - the FBI and U.S. Attorney's Office convicted Peltier and he was sentenced to two consecutive life sentences.
Peltier's imprisonment became even more concerning late last month when he tested positive for COVID-19 - just a week after he publicly pleaded for help amid his prison facility’s prolonged COVID-19 lockdowns. He told HuffPost at the time that his prison's constant lockdowns and failure to provide some inmates with booster shots had left him and others unbearably isolated and preparing for death.
"I'm in hell," Peltier said, "and there is no way to deal with it but to take it as long as you can."
A week later, he tested positive for COVID-19. Peltier was sent into quarantine after that and returned to his cell last week.
In their latest letter to Biden, House Democrats highlight that, in light of the COVID pandemic, the Department of Justice authorized the Federal Bureau of Prisons to release elderly inmates and those with underlying health conditions from federal prisons. Peltier is 77 years old and suffers from diabetes and an abdominal aortic aneurysm.
"Given Mr. Peltier's new COVID-19 diagnosis and to avoid further risks to his health and safety, we urge you to approve his pending petition for clemency on humanitarian grounds," reads their letter. "Thank you again for your attention to this matter."
Signatories on the letter are Democratic Reps. Teresa Leger Fernandez (N.M.), Jesus "Chuy" Garcia (Ill.), Betty McCollum (Minn.), Jared Huffman (Calif.), Rashida Tlaib (Mich.), Melanie Stansbury (N.M.), Cori Bush (Mo.), Barbara Lee (Calif.) and Grijalva.
Their letter is also addressed to Attorney General Merrick Garland, Federal Bureau of Prisons director Michael Carvajal and William Lothrop Jr., southeast regional director of the Federal Bureau of Prisons.
Requests for comment were not immediately returned from the White House, the Justice Department or the Federal Bureau of Prisons.

8. DOCUMENTAZIONE. JENNIFER BENDERY: PATRICK LEAHY APPEALS TO BIDEN: SEND LEONARD PELTIER HOME FROM PRISON
[Dal sito dell'"Huffington Post" (www.huffpost.com) riprendiamo e diffondiamo questo articolo del 4 febbraio 2022]

"He is exactly the kind of individual who should be considered for clemency," said Leahy, who served in the Senate with Biden for 36 years.
*
Sen. Patrick Leahy (D-Vt.), a former chairman of the Judiciary Committee and the longest-serving member of the Senate, delivered an urgent message Friday to his former longtime colleague, President Joe Biden: Let Leonard Peltier go home.
"I urge President Biden to commute Leonard Peltier's prison sentence and release him from federal prison," Leahy said in a statement. "Peltier, a prominent Native American activist, was imprisoned for crimes he and many other legal experts and advocates maintain he never committed. His trial was so riddled with flaws that even one of the prosecutors trying him has acknowledged that Peltier was wrongfully convicted. Peltier, now 77 years old and ailing with multiple health problems, has served more than 44 years in federal prison."
Peltier "is exactly the kind of individual who should be considered for clemency," the statement said.
Leahy, who served in the Senate with Biden for 36 years, said the criminal justice system is clearly imperfect, and that Peltier "knows firsthand just how imperfect it can be."
"I have long believed that pardons and commutations are vital tools to offer clemency and relief, particularly when our criminal justice system has been contorted to propagate injustices," said the Vermont Democrat. "I call on President Biden to commute Mr. Peltier's sentence expeditiously. It is the right thing to do."
A spokesperson for the White House said that officials there are aware there is a renewed push for Peltier's release from prison, but didn't give details beyond that.
"We are aware of Mr. Peltier's request for a pardon and the outreach in support of his request. As many of you know, President Biden has a process for considering all requests for pardon or commutation, which is run through our White House Counsel's Office," the spokesperson said. "I don't have more to share on Mr. Peltier's request at this time."
Last week, Peltier told HuffPost that his prison's constant COVID-19 lockdowns and failure to provide him and other inmates with booster shots have left him, and likely others, unbearably isolated and preparing for death. He is particularly vulnerable to COVID's effects given his serious health problems, which include diabetes and an abdominal aortic aneurysm.
Days later, Peltier tested positive for COVID-19.
Peltier, who the FBI and U.S. Attorney's Office put in prison decades ago without any evidence that he committed a crime, is now in quarantine.
Leahy's Friday statement marks the second time he's addressed Peltier's imprisonment in recent months. In November, he didn't hesitate at all when HuffPost asked if he thought it was time for Peltier to go home.
"Yes," he said flatly.
Leahy's latest remarks appear to be the first time, though, that he has publicly called for Peltier's freedom unprompted. To date, he is the highest-ranked official in the U.S. government urging Peltier's release. Leahy, who is not seeking reelection this year, is third in the line of succession to the presidency, just after Vice President Kamala Harris and House Speaker Nancy Pelosi (D-Calif.).
Biden and Leahy are still clearly in touch, at least through staff. Leahy was among those in attendance at a White House event on Wednesday marking the president's renewed push on his Cancer Moonshot program.

9. DOCUMENTAZIONE. JENNIFER BENDERY: "PLEASE DO WHAT IS RIGHT": NATIVE AMERICAN LAWMAKERS URGE BIDEN TO FREE LEONARD PELTIER
[Dal sito dell'"Huffington Post" (www.huffpost.com) riprendiamo e diffondiamo questo articolo del primo febbraio 2022]

The ailing Indigenous rights activist, who is 77, "deserves to live his final years among his people," say dozens of Native state legislators.
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Leaders of the National Caucus of Native American State Legislators wrote to President Joe Biden on Monday urging him to release Leonard Peltier from prison, warning that the 77-year-old Indigenous rights activist is in poor health and deserves "to live his final years among his people in dignity."
"Mr. President, please do what is right," reads the message from New Mexico state Sen. Benny Shendo (D) and North Dakota state Rep. Ruth Buffalo (D), the chair and vice-chair of the caucus, respectively. The caucus represents 89 Native American state legislators from 21 states.
"Amid our country's racial reckoning after George Floyd's murder, Native Americans have not yet been included in any promise of federal justice reform. Your clemency towards Mr. Peltier would change that," Shendo and Buffalo wrote. "His expected release would sound as a promise to the first peoples of these lands that we too enjoy America’s promise of justice for all."
"Our communities have suffered enough," they added. "Please prioritize equity."
Peltier has been in prison for 45 years without any evidence that he committed a crime. The FBI and U.S. Attorney's Office charged him with the 1975 murders of two FBI agents during a shootout on a Native American reservation - something Peltier has long said he didn’t do, even when taking responsibility for the killings could have meant parole for him. His trial was riddled with misconduct, and even the U.S. attorney who helped put Peltier in prison decades ago is now pleading with Biden to grant him clemency because, he says, federal officials never had evidence that he committed a crime.
On Friday, Peltier tested positive for COVID-19. He is currently in quarantine.
His COVID status has only intensified the calls from supporters and elected officials to let him go home. Sen. Brian Schatz (D-Hawaii), chairman of the Senate Indian Affairs Committee, last week urged Biden to commute Peltier’s sentence given his age, illness and time served. Sen. Patrick Leahy (D-Vt.), the former longtime chair of the Senate Judiciary Committee and the longest-serving member of the Senate, has also called on Biden to send Peltier home.
Actor Danny DeVito on Monday joined the calls for Peltier's release.
"President Joe Biden. Please let Leonard Peltier go. You can do it man. Pick up that pen," he tweeted.
Peltier told HuffPost last week that his prison facility's prolonged COVID-19 lockdowns, and its failure to provide booster shots to inmates, have left him - and likely others - unbearably isolated and preparing for death. He is particularly vulnerable to COVID's effects given his existing serious health problems, including diabetes and an abdominal aortic aneurysm.
"I'm in hell," he said, days before his COVID diagnosis. "Left alone and without attention is like a torture chamber for the sick and old."
Buffalo said Tuesday that members of her caucus "understand fully the sense of urgency" in protecting elderly loved ones from COVID, particularly if they are in prison. Native Americans are more than twice as likely to die from COVID as white Americans, per the Centers for Disease Control and Prevention, and are incarcerated at a much higher rate than the national average.
"Add inhumane living conditions, and prison guards who don't follow CDC guidelines, [and] it is a recipe for disaster," Buffalo told HuffPost. "Even if Mr. Peltier had not been convicted under contested circumstances, his advanced age, ill health and the amount of time he's served ought to be enough to reconsider his circumstances. We are beyond the stage of making an example, and sheer human compassion and clemency urgently needs to be considered."
A White House spokesperson did not immediately respond to a request for comment.

10. DOCUMENTAZIONE. JENNIFER BENDERY: SEN. BRIAN SCHATZ URGES BIDEN TO COMMUTE LEONARD PELTIER'S PRISON SENTENCE
[Dal sito dell'"Huffington Post" (www.huffpost.com) riprendiamo e diffondiamo questo articolo del 26 gennaio 2022]

The ailing 77-year-old Native American rights activist "meets appropriate criteria" for going home, says the Senate Indian Affairs Committee chair.
*
Sen. Brian Schatz (D-Hawaii), chair of the Senate Indian Affairs Committee, on Wednesday urged President Joe Biden to commute Leonard Peltier's prison sentence and let the Native American rights activist finally go home.
"I commend your administration's commitment to righting past wrongs in our criminal justice system. In continuing that work as you consider recommendations for individuals to receive clemency, I write to urge you to grant a commutation of Leonard Peltier's sentence," Schatz wrote to Biden in a new letter obtained by HuffPost.
"Mr. Peltier meets appropriate criteria for commutation: (1) his old age and critical illness, (2) the amount of time he has already served, and (3) the unavailability of other remedies," the Democratic senator said. "Mr. Peltier should be granted a commutation of his sentence."
A White House spokesperson did not immediately respond to a request for comment on Schatz's letter.
It's been 45 years since the FBI and U.S. Attorney's Office put Peltier in prison without any evidence that he committed a crime. He is now 77 and has serious health problems, including diabetes and an abdominal aortic aneurysm. Last week, Peltier told HuffPost that his prison facility's prolonged COVID-19 lockdowns and failure to provide inmates with booster shots has left him - and likely others - unbearably isolated and preparing for death.
"I'm in hell," he said in a statement, "and there is no way to deal with it but to take it as long as you can."
Peltier is serving out two life sentences for the 1975 murders of two FBI agents during a shootout on a Native American reservation - something he has long said he didn't do, even when it meant he could have been paroled if he’d said he did. His trial was riddled with misconduct, and even the U.S. attorney who helped put Peltier in prison so long ago is now pleading with Biden to grant him clemency because, he says, federal officials never had evidence that he committed a crime.
His imprisonment has drawn protests from an astounding mix of international human rights leaders, including Pope Francis, the Dalai Lama, Mother Teresa, Nelson Mandela and Coretta Scott King. Elected tribal leaders and the National Congress of American Indians have passed resolutions urging clemency.
Biden is likely Peltier's last chance at going home before he dies in prison.
Schatz is the second U.S. senator calling for Peltier's release from prison. In November, Sen. Patrick Leahy (D-Vt.), the former longtime chair of the Judiciary Committee and the longest-serving member of the Senate, didn’t hesitate at all when HuffPost asked if it's time to release Peltier.
Do you know who Peltier is? "Yes."
The Native American activist who’s been in prison? For decades? "Yes."
Is it time for him to be released? "Yes."

11. REPETITA IUVANT. CONTRASTARE LA PANDEMIA

Vaccinazione obbligatoria e gratuita per l'umanita' intera.
Troppi esseri umani sono gia' morti.
Salvare le vite e' il primo dovere.

12. REPETITA IUVANT. TRE TESI

La guerra e il fascismo sono la stessa cosa. Solo la lotta di liberazione delle donne puo' difendere e liberare l'umanita'.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita' dalla catastrofe.

13. REPETITA IUVANT. RIPETIAMO ANCORA UNA VOLTA...

... ripetiamo ancora una volta che occorre un'insurrezione nonviolenta delle coscienze e delle intelligenze per contrastare gli orrori piu' atroci ed infami che abbiamo di fronte, per affermare la legalita' che salva le vite, per richiamare ogni persona ed ogni umano istituto ai doveri inerenti all'umanita'.
Occorre opporsi al maschilismo, e nulla e' piu' importante, piu' necessario, piu' urgente che opporsi al maschilismo - all'ideologia, alle prassi, al sistema di potere, alla violenza strutturale e dispiegata del maschilismo: poiche' la prima radice di ogni altra violenza e oppressione e' la dominazione maschilista e patriarcale che spezza l'umanita' in due e nega piena dignita' e uguaglianza di diritti a meta' del genere umano e cosi' disumanizza l'umanita' intera; e solo abolendo la dominazione maschilista e patriarcale si puo' sconfiggere la violenza che opprime, dilania, denega l'umanita'; solo abolendo la dominazione maschilista e patriarcale l'umanita' puo' essere libera e solidale.
Occorre opporsi al razzismo, alla schiavitu', all'apartheid. Occorre far cessare la strage degli innocenti nel Mediterraneo ed annientare le mafie schiaviste dei trafficanti di esseri umani; semplicemente riconoscendo a tutti gli esseri umani in fuga da fame e guerre, da devastazioni e dittature, il diritto di giungere in salvo nel nostro paese e nel nostro continente in modo legale e sicuro. Occorre abolire la schiavitu' in Italia semplicemente riconoscendo a tutti gli esseri umani che in Italia si trovano tutti i diritti sociali, civili e politici, compreso il diritto di voto: la democrazia si regge sul principio "una persona, un voto"; un paese in cui un decimo degli effettivi abitanti e' privato di fondamentali diritti non e' piu' una democrazia. Occorre abrogare tutte le disposizioni razziste ed incostituzionali che scellerati e dementi governi razzisti hanno nel corso degli anni imposto nel nostro paese: si torni al rispetto della legalita' costituzionale, si torni al rispetto del diritto internazionale, si torni al rispetto dei diritti umani di tutti gli esseri umani. Occorre formare tutti i pubblici ufficiali e in modo particolare tutti gli appartenenti alle forze dell'ordine alla conoscenza e all'uso delle risorse della nonviolenza: poiche' compito delle forze dell'ordine e' proteggere la vita e i diritti di tutti gli esseri umani, la conoscenza della nonviolenza e' la piu' importante risorsa di cui hanno bisogno.
Occorre opporsi a tutte le uccisioni, a tutte le stragi, a tutte le guerre. Occorre cessare di produrre e vendere armi a tutti i regimi e i poteri assassini; abolire la produzione, il commercio, la disponibilita' di armi e' il primo necessario passo per salvare le vite e per costruire la pace, la giustizia, la civile convivenza, la salvezza comune dell'umanita' intera. Occorre abolire tutte le organizzazioni armate il cui fine e' uccidere. Occorre cessare immediatamente di dissipare scelleratamente ingentissime risorse pubbliche a fini di morte, ed utilizzarle invece per proteggere e promuovere la vita e il benessere dell'umanita' e dell'intero mondo vivente.
Occorre opporsi alla distruzione di quest'unico mondo vivente che e' la sola casa comune dell'umanita' intera, di cui siamo insieme parte e custodi. Non potremo salvare noi stessi se non rispetteremo e proteggeremo anche tutti gli altri esseri viventi, se non rispetteremo e proteggeremo ogni singolo ecosistema e l'intera biosfera.
Opporsi al male facendo il bene.
Opporsi alla violenza con la scelta nitida e intransigente della nonviolenza.
Oppresse e oppressi di tutti i paesi, unitevi nella lotta per la comune liberazione e la salvezza del'umanita' intera.
Salvare le vite e' il primo dovere.

14. SEGNALAZIONI LIBRARIE

Letture
- AA. VV., L'altro virus, volume monografico di "Limes. Rivista italiana di geopolitica", n. 1, gennaio 2022, Gedi, Torino 2022, pp. 296 (+ un inserto di pp. 12 di tavole), euro 15.
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Riletture
- Roberto Fertonani e Elena Giobbio Crea (a cura di), Antologia della poesia tedesca, Mondadori, Milano 1977, pp. XVIII + 340.
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Riedizioni
- Raoul Pupo, Trieste '45, Laterza, Roma-Bari 2010, Rcs, Milano 2022, pp. XVIII + 398, euro 9,90 (in supplemento al "Corriere della sera").
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Gialli
- Jessica Fellowes, Scandalo in casa Mitford, Neri Pozza, Vicenza 2019, Gedi, Torino 2022, pp. 368, euro 8,90 (in supplemento al quotidiano "La Repubblica" e ad altre testate).

15. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

16. PER SAPERNE DI PIU'

Indichiamo i siti del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org e www.azionenonviolenta.it ; per contatti: azionenonviolenta at sis.it
Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 4383 del 17 febbraio 2022
Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XXIII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: centropacevt at gmail.com , sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/
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