[Nonviolenza] "In ricordo di Moussa Ba, contro razzismo e schiavismo". Un incontro di commemorazione e di presentazione della lettera al Presidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato



"IN RICORDO DI MOUSSA BA, CONTRO RAZZISMO E SCHIAVISMO". UN INCONTRO DI COMMEMORAZIONE E DI PRESENTAZIONE DELLA LETTERA AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA PER LE AUTORIZZAZIONI A PROCEDERE DEL SENATO

La mattina di domenica 17 febbraio 2019 a Viterbo presso la sede del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" si e' svolto un incontro di commemorazione e di testimonianza: di commemorazione di Moussa Ba, l'ultima vittima di un rogo nel ghetto di San Ferdinando; e di testimonianza contro il razzismo e lo schiavismo, contro la violenza folle e disumana del governo italiano che sta commettendo crimini contro l'umanita'.
L'incontro e' stato anche occasione di presentazione pubblica della lettera inviata sabato 16 febbraio dalla struttura nonviolenta viterbese al Presidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato, lettera con cui nuovamente si sostiene la richiesta che il Ministro responsabile di sequestro di persona aggravato sia processato per il reato commesso (e con lui gli altri ministri dichiaratisi corresponsabili del medesimo reato).
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L'incontro si e' aperto con un minuto di silenzio in memoria del giovane senegalese morto tra venerdi' e sabato nel rogo nel ghetto di San Ferdinando, lo stesso luogo in cui in precedenti roghi morirono la giovane nigeriana Becky Moses il 27 gennaio 2018 e il giovanissimo gambiano Jaiteh Suruwa il 2 dicembre 2018.
Sono state poi ricordate le vite prematuramente ed atrocemente troncate delle vittime; e' stata denunciata ancora una volta la violenza schiavista e razzista, e la disumanita' ed illegalita' dell'azione razzista e golpista del governo italiano; ed e' stato ancora una volta dichiarato il fondamentale dovere di ogni persona di volonta' buona di opporsi alla violenza e alla morte, il dovere di ogni persona di volonta' buona - come di ogni istituto civile - di soccorrere, accogliere, assistere ogni essere umano bisognoso di aiuto.
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E' stata poi data lettura della lettera inviata al Senato nella quale si sottolinea la gravita' ed inammissibilita' del reato di sequestro di persona commesso dal governo e degli altri orribili reati sempre dal governo commessi (come "l'abominevole delitto di omissione di soccorso nei confronti di naufraghi in pericolo di morte, e di sabotaggio dei soccorritori volontari che salvano vite umane nel Mediterraneo, negando loro approdo in porti sicuri in Italia"; il fatto che "nelle circostanze in cui il soccorso sia agevolmente effettuabile ed effettuato, il governo italiano giunge all'orrore di esprimersi e di operare affinche' i superstiti siano respinti in Libia, dove essi tornerebbero con tutta probabilita' ad essere vittime di segregazione in lager, schiavitu', torture e costante pericolo di morte"; il fatto che "il cosiddetto decreto sicurezza imposto dal governo italiano reca misure di persecuzione razzista nei confronti di persone del tutto innocenti"; la "delirante e scellerata propaganda che costituisce flagrante istigazione all'odio razzista e apologia del delitto di omissione di soccorso"; il fatto flagrante che "nel commettere e per commettere i crimini razzisti il governo non solo viola convenzioni internazionali dall'Italia sottoscritte, non solo viola leggi ordinarie dello Stato, ma viola la stessa Costituzione della Repubblica Italiana cui tutti i ministri hanno giurato fedelta' all'atto di assumere il loro incarico").
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Concludendo l'incontro il responsabile della struttura nonviolenta viterbese, Peppe Sini, ha ancora una volta ricordato che ogni vittima ha il volto di Abele; che ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'; che vi e' una sola umanita' in un unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera; che il razzismo e' un crimine contro l'umanita'; che la regola aurea dell'umano condursi e' "agisci nei confronti delle altre persone cosi' come vorresti che le altre persone agissero nei tuoi confronti"; che salvare le vite e' il primo dovere.
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Allegato in calce il testo della lettera al Senato del 16 febbraio 2019.

Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

Viterbo, 17 febbraio 2019

Mittente: "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: centropacevt at gmail.com (segnaliamo che il Centro cura dal 2000 la pubblicazione del notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino" cui e' possibile abbonarsi gratuitamente attraverso il sito www.peacelink.it)

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Allegato: lettera al Presidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato della Repubblica
"E non bisogna forse apprezzare le opinioni buone e non le cattive?"
(Platone, Critone, 47a)
Egregio Presidente,
credo che lei stia commettendo un grave errore di valutazione, e vorrei invitarla ad un ripensamento.
Lei ha dichiarato che intende votare per il diniego dell'autorizzazione a procedere richiesta dalla magistratura per il Ministro dell'Interno per l'imputazione di sequestro di persona aggravato. E da quanto riferiscono i mezzi d'informazione ha argomentato tale orientamento di voto sostanzialmente sulla base del convincimento che nella commissione del reato (poiche' non vi e' dubbio che sequestro di persona aggravato sia stato commesso) il ministro inquisito "abbia agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell'esercizio della funzione di Governo" (questa l'esimente prevista dall'art. 9, n. 3, della legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 1).
Orbene, questo suo convincimento e' errato.
E le ragioni per cui e' errato le ho gia' illustrate in dettaglio nella lettera che le inviai il 2 febbraio scorso; qui ed ora mi preme segnalarle solo il punto fondamentale della questione.
Che mi pare sia il seguente: commettendo il reato di sequestro di persona aggravato il ministro non agi' "per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante"; non agi' "per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell'esercizio della funzione di Governo"; agi' invece attuando una politica razzista effettualmente ed inequivocabilmente contraria all'interesse dello Stato, effettualmente ed inequivocabilmente contraria al dettato costituzionale, effettualmente ed inequivocabilmente contraria al preminente interesse pubblico.
Interesse dello stato e' infatti il rispetto delle leggi: e il ministro le ha violate.
La Costituzione impone il rispetto dei diritti umani: e il ministro li ha violati.
Preminente interesse pubblico e' il rispetto della legalita', della democrazia, della civile convivenza, della liberta' personale, della dignita' umana: e il ministro le ha violate.
Il fatto poi che del reato imputato al Ministro dell'Interno si siano sostanzialmente dichiarati correi il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Ministro dello Sviluppo Economico e il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, non solo non toglie l'effettualita' e non diminuisce la gravita' del reato, ma anzi la conferma e l'accresce.
Il che pone anche un'altra drammatica questione: ovvero la necessaria constatazione del fatto inconfutabile che da mesi il governo sta perseguendo una politica razzista la cui esecuzione si concretizza nella commissione di reati che che si configurano altresi' come crimini contro l'umanita' ed attentato contro la Costituzione.
E per ripetere ancora una volta cio' che dal sottoscritto e da molti altri e' stato gia' piu' volte segnalato a varie magistrature ed istituzioni:
I. il governo italiano da mesi e tuttora commette l'abominevole delitto di omissione di soccorso nei confronti di naufraghi in pericolo di morte, e di sabotaggio dei soccorritori volontari che salvano vite umane nel Mediterraneo, negando loro approdo in porti sicuri in Italia;
II. addirittura nelle circostanze in cui il soccorso sia agevolmente effettuabile ed effettuato, il governo italiano giunge all'orrore di esprimersi e di operare affinche' i superstiti siano respinti in Libia, dove essi tornerebbero con tutta probabilita' ad essere vittime di segregazione in lager, schiavitu', torture e costante pericolo di morte; e non e' chi non veda come con tale agire il governo italiano si renda e si riveli pertanto effettuale complice delle mafie schiaviste dei trafficanti di esseri umani, effettuale complice della riduzione in schiavitu' delle loro vittime, effettuale complice delle violenze e torture loro inflitte;
III. come anche i Sindaci di importanti Comuni italiani e i Presidenti di importanti Regioni italiane hanno evidenziato, il cosiddetto "decreto sicurezza" imposto dal governo italiano reca misure di persecuzione razzista nei confronti di persone del tutto innocenti, misure palesemente in contrasto sia con la Costituzione della Repubblica Italiana, sia con il diritto internazionale, sia con la Dichiarazione universale dei diritti umani; tale decreto e' stato autorevolmente definito "disumano, criminale e criminogeno" e tale da configurare elementi di "apartheid";
IV. l'effettivo "dominus" del governo italiano ed i suoi caudatari persistono in una delirante e scellerata propaganda che costituisce flagrante istigazione all'odio razzista e apologia del delitto di omissione di soccorso;
V. nel commettere e per commettere i crimini razzisti il governo non solo viola convenzioni internazionali dall'Italia sottoscritte, non solo viola leggi ordinarie dello Stato, ma viola la stessa Costituzione della Repubblica Italiana cui tutti i ministri hanno giurato fedelta' all'atto di assumere il loro incarico.
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Egregio Presidente,
per tutto quanto sopra esposto mi consenta di proporle di riconsiderare quel suo pronunciamento manifestamente errato, e di esprimersi invece affinche' la legge faccia il suo corso.
Voglia gradire distinti saluti,
Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo
Viterbo, 16 febbraio 2019

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