[Nonviolenza] Telegrammi. 3106



TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 3106 del 24 giugno 2018
Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XIX)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: centropacevt at gmail.com, sito: https://lists.peacelink.it/nonviolenza/
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Sommario di questo numero:
1. In quel paese le belve razziste
2. Denunciamo il governo delle persecuzioni razziste
3. Notitia criminis concernente gravi reati commessi e annunciati dal ministro dell'Interno pro tempore
4. "Il primo dovere". Minimo e urgente un appello alle persone amiche della nonviolenza
5. Due provvedimenti indispensabili per far cessare le stragi nel Mediterraneo e la schiavitu' in Italia
6. L'Italia sottoscriva e ratifichi il Trattato Onu per la proibizione delle armi nucleari
7. Adesione alla terza giornata nazionale di digiuno per l'abolizione dell'ergastolo
8. I ministri necrofili
9. Segnalazioni librarie
10. La "Carta" del Movimento Nonviolento
11. Per saperne di piu'

1. DICHTUNG UND WAHRHEIT. IN QUEL PAESE LE BELVE RAZZISTE

In quel paese le belve razziste
di naufraghi facevano tonnare.

In quel paese le belve razziste
bruciavano vive le vittime schiave.

In quel paese le belve razziste
perseguitavano chi osava salvare le vite.

In quel paese le belve razziste
marchiavano di triangoli le carni dei poveri.

In quel paese le belve razziste
sedevano sugli scranni del governo.

2. REPETITA IUVANT. DENUNCIAMO IL GOVERNO DELLE PERSECUZIONI RAZZISTE

Mentre nel Mediterraneo ogni giorno donne e uomini innocenti muoiono, il governo italiano minaccia e perseguita i soccorritori che salvano le vite.
Mentre nel Mediterraneo ogni giorno donne e uomini innocenti muoiono, il governo italiano rifiuta di accogliere nei propri porti i naufraghi superstiti.
Mentre nel Mediterraneo ogni giorno donne e uomini innocenti muoiono, il governo italiano viola il primo dovere dell'umanita': salvare le vite.
Mentre nel Mediterraneo ogni giorno donne e uomini innocenti muoiono, il governo italiano omette di soccorrerli e ne ostacola il salvataggio, violando leggi fondamentali e la stessa Costituzione della Repubblica italiana cui pure i ministri hanno giurato fedelta'.
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Frattanto il ministro dell'Interno dichiara la volonta' di effettuare schedature razziste in flagrante violazione della Costituzione.
Frattanto nel programma del governo dell'estrema destra razzista e golpista sono previste altre infami misure di persecuzione razzista e religiosa.
Frattanto ogni giorno ministri e caporioni dell'estrema destra razzista e golpista annunciano ai quattro venti la loro volonta' persecutrice, la loro volonta' di omettere di soccorrere i naufraghi, la loro volonta' di fare del male a esseri umani innocenti, la loro volonta' di imporre un barbaro regime di persecuzioni razziste.
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L'Italia e' una repubblica democratica: un governo che realizza e progetta incostituzionali violenze razziste e' illegale e criminale.
Il governo dell'estrema destra razzista e golpista che pretende di imporre un regime di persecuzioni razziste e' un'associazione a delinquere.
I ministri che fin dall'inizio hanno commesso uno spergiuro, una frode e un tradimento quando hanno giurato fedelta' alla Costituzione con l'esplicita intenzione dichiarata fin programmaticamente di violarla per commettere gravi ed infami delitti, sono illegittimi, indegni, criminali, e vanno immediatamente allontanati dalle loro cariche pubbliche.
I ministri che si stanno macchiando di gravi reati, di misure razziste, di omissione di soccorso, di crimini contro l'umanita', di atti incostituzionali, vanno processati e condannati a norma delle leggi vigenti.
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Si dimetta il governo delle persecuzioni razziste.
Siano processati e condannati i ministri delle persecuzioni razziste.
Salvare le vite e' il primo dovere.

3. REPETITA IUVANT. NOTITIA CRIMINIS CONCERNENTE GRAVI REATI COMMESSI E ANNUNCIATI DAL MINISTRO DELL'INTERNO PRO TEMPORE

Al Prefetto di Viterbo
al Questore di Viterbo
al Presidente del Tribunale di Viterbo
e per conoscenza:
al Presidente della Repubblica
alla Presidente del Senato della Repubblica
al Presidente della Camera dei Deputati
Oggetto: una lettera aperta al Prefetto, al Questore ed al Presidente del Tribunale di Viterbo recante la segnalazione di gravi reati commessi e annunciati dal ministro dell'Interno che oggi sara' a Viterbo, reati tali per cui lo stesso dovrebbe dimettersi immediatamente dal suo incarico e nei suoi confronti dovrebbe essere avviata un'azione giudiziaria ai sensi delle leggi vigenti.
Egregio Prefetto,
egregio Questore,
egregio Presidente del Tribunale,
i mezzi d'informazione annunciano che oggi il ministro dell'Interno pro tempore sara' a Viterbo per un'iniziativa di propaganda elettorale.
Segnalo a voi, autorevoli pubblici ufficiali, la seguente notitia criminis.
Il ministro dell'Interno ha commesso gravi reati ed altri ha annunciato di volerne commettere; essi sono:
1. istigazione all'odio razziale attraverso una pluriennale campagna di propaganda razzista;
2. omissione di soccorso avendo proibito l'approdo nei porti italiani di una nave che recava naufraghi raccolti in mare in operazioni coordinate dalla Guardia costiera italiana;
3. intenzione di effettuare una schedatura etnica dei rom e sinti presenti in Italia, misura la cui flagrante incostituzionalita' e' stata dichiarata dallo stesso presidente del Consiglio dei ministri di cui il ministro dell'Interno e' magna pars ed effettuale dominus;
4. enunciazione della volonta' di effettuare atti di umiliazione, vessazione e persecuzione razzista e religiosa, come esplicitato in reiterate dichiarazioni e nello stesso programma di governo.
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Egregio Prefetto,
egregio Questore,
egregio Presidente del Tribunale,
poiche' il nostro e' un paese civile, uno stato di diritto, un ordinamento giuridico democratico, il ministro dell'Interno che cosi' caratterizza la sua azione di governo, in palese conflitto con i valori e i principi della Costituzione della Repubblica italiana, in palese conflitto con le norme di legge in Italia vigenti, ha il dovere di dimettersi immediatamente; e tutti i pubblici ufficiali cui giunge la notitia criminis contenuta in questa lettera aperta hanno il dovere di promuovere un'azione giudiziaria nei suoi confronti.
Augurandovi ogni bene,
Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo
Viterbo, 21 giugno 2018

4. REPETITA IUVANT. "IL PRIMO DOVERE". MINIMO E URGENTE UN APPELLO ALLE PERSONE AMICHE DELLA NONVIOLENZA

Salvare le vite e' il primo dovere.
Quattro cose chiediamo qui e adesso ad ogni persona amica della nonviolenza.
1. Di impegnarsi per far cessare la strage nel Mediterraneo: e per questo occorre ottenere che finalmente si riconosca a tutti gli esseri umani il diritto di giungere nel nostro paese e nel nostro continente in modo legale e sicuro; ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
2. Di impegnarsi per far cessare la schiavitu' in Italia: e per questo occorre ottenere che finalmente si riconosca il diritto di voto a tutte le persone che vivono nel nostro paese; il principio "una persona, un voto" e' il fondamento della democrazia e della civile convivenza.
3. Di impegnarsi per le immediate dimissioni del governo delle persecuzioni razziste, dell'omissione di soccorso, della violazione della Costituzione.
4. Di impegnarsi affinche' i ministri responsabili di criminali politiche razziste siano processati e condannati secondo le leggi vigenti.
Salvare le vite e' il primo dovere.
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Costruiamo qui ed ora un movimento nonviolento per difendere i diritti umani di tutti gli esseri umani, per la legalita' che salva le vite, per contrastare la criminale politica delle persecuzioni razziste.
Vi preghiamo di far circolare questo appello.
Vi preghiamo di un impegno comune per questi fini.
Salvare le vite e' il primo dovere.

5. REPETITA IUVANT. DUE PROVVEDIMENTI INDISPENSABILI PER FAR CESSARE LE STRAGI NEL MEDITERRANEO E LA SCHIAVITU' IN ITALIA

Riconoscere a tutti gli esseri umani il diritto di giungere nel nostro paese in modo legale e sicuro.
Riconoscere il diritto di voto a tutte le persone che vivono nel nostro paese.

6. REPETITA IUVANT. L'ITALIA SOTTOSCRIVA E RATIFICHI IL TRATTATO ONU PER LA PROIBIZIONE DELLE ARMI NUCLEARI

L'Italia sottoscriva e ratifichi il Trattato Onu per la proibizione delle armi nucleari del 7 luglio 2017.
Salvare le vite e' il primo dovere.

7. REPETITA IUVANT. ADESIONE ALLA TERZA GIORNATA NAZIONALE DI DIGIUNO PER L'ABOLIZIONE DELL'ERGASTOLO

Martedi' 26 giugno 2018 si svolgera' la terza giornata nazionale di digiuno per l'abolizione dell'ergastolo, in concomitanza con la giornata internazionale dedicata dall'Onu alle vittime della tortura: e non vi e' dubbio che l'ergastolo, ovvero la segregazione di una persona dal resto dell'umanita' fino alla fine dei suoi giorni, sia una flagrante, mostruosa tortura.
Come gia' alle due precedenti giornate di diguno del 10 dicembre 2017 e del 30 marzo 2018 il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo aderisce all'iniziativa, ed il suo responsabile prendera' parte al digiuno.
Ripubblichiamo di seguito le dichiarazioni che diffondemmo in occasione delle due precedenti giornate di digiuno, ed invitiamo tutte le persone di volonta' buona ad aderire all'iniziativa, ed a segnalarlo all'Associazione Liberarsi onlus che la promuove. Per contatti e adesioni: Associazione Liberarsi, tel. 0550733042, e-mail: associazioneliberarsi at gmail.com, sito: www.liberarsi.net
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Allegato primo: Adesione alla giornata di digiuno del 10 dicembre 2017 per l'abrogazione dell'ergastolo
Aderisco alla giornata di digiuno del 10 dicembre 2017 per l'abrogazione dell'ergastolo.
Mi e' sempre sembrato evidente che condannare una persona alla detenzione fino alla morte - con cio' privandola per sempre della quasi totalita' delle liberta' personali e delle relazioni sociali al di fuori delle quali l'umanita' e' pressoche' annichilita - costituisce quasi una sorta di condanna a morte in forma differita attraverso una segregazione senza speranza che si configura come una tortura senza scampo.
La Costituzione della Repubblica Italiana, che all'articolo 13, comma quarto, stabilisce che "e' punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di liberta'", e che all'articolo 27, comma terzo, stabilisce che "le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanita' e devono tendere alla rieducazione del condannato", ed al comma quarto del medesimo articolo ribadisce che "non e' ammessa la pena di morte", ebbene, inequivocabilmente dichiara la flagrante illiceita' della pena dell'ergastolo.
Ogni essere umano ha diritto alla vita e alla dignita'; e cosi' come e' inammissibile l'omicidio, e' altresi' inammissibile la perpetua segregazione di una persona dall'umanita' e l'imposizione dell'incessante tortura del sapersi per sempre privati di tantissima parte di cio' che rende umana l'umana esistenza.
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Allegato secondo: Adesione alla giornata di digiuno del 30 marzo 2018 per l'abrogazione dell'ergastolo
Prendo parte quest'oggi, venerdi' 30 marzo 2018, alla giornata di digiuno per l'abolizione dell'ergastolo promossa dall'associazione Liberarsi, un'esperienza da molti anni impegnata per i diritti umani di tutti gli esseri umani.
So che un giorno di digiuno non e' una gran cosa. Ma se e' un gesto condiviso da tante persone, e che si unisce a tanti altri gesti, puo' forse contribuire ad ottenere che finalmente il Parlamento italiano abolisca l'ergastolo, che e' una barbarie incompatibile con la dignita' umana, con un ordinamento giuridico democratico, con la Costituzione della Repubblica Italiana.
E valga il vero.
L'ergastolo e' incompatibile con la Costituzione della Repubblica Italiana che prevede che "le pene non possono consistere in  trattamenti contrari al senso di umanita' e devono tendere alla rieducazione del condannato": una perpetua segregazione dal resto dell'umanita' e' evidentemente un trattamento contrario al senso di umanita'.
L'ergastolo e' incompatibile con un ordinamento giuridico democratico, che a tutti gli esseri umani riconosce il diritto ad esistere, a vivere una vita degna ed a migliorare le proprie condizioni di vita: una perpetua segregazione dal resto dell'umanita' nega l'umanita' delle vittime di tale misura, e quindi nega l'umanita' dell'intera umanita'.
L'ergastolo e' incompatibile con la dignita' umana, poiche' imporre a una persona una perpetua segregazione dal resto dell'umanita' equivale ad annientarla nella sua fondamentale struttura relazionale ed a negarne la qualita' stessa di persona.
La civilta' comincia con la decisione di non uccidere, di salvare le vite.
Segregare per sempre una persona dal resto dell'umanita' e' come seppellirla viva: e' un crimine ed una tortura; e' una barbarie incompatibile con ogni valore morale e civile.
Unisco pertanto anche la mia voce all'appello al Parlamento affinche' sia finalmente abolita la flagrante barbarie dell'ergastolo.

8. IL CUGINO DI SALVINO. I MINISTRI NECROFILI

Mentre nel Mediterraneo prosegue l'ecatombe
i ministri necrofili pensano a come
ingiuriare, minacciare, perseguitare i soccorritori.

Mentre nel Mediterraneo prosegue l'ecatombe
i ministri necrofili decidono
di chiudere i porti ai naufraghi superstiti.

Mentre nel Mediterraneo prosegue l'ecatombe
i ministri necrofili vomitano menzogne
tentando di occultare i loro crimini.

Mentre nel Mediterraneo prosegue l'ecatombe
i ministri necrofili e chi non li denuncia
brindano col sangue e mangiano carni umane.

9. SEGNALAZIONI LIBRARIE

Riletture
- Franco Fortini, Tutte le poesie, Mondadori, Milano 2014, pp. LXIV + 888.

10. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

11. PER SAPERNE DI PIU'

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it
Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
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