[Nonviolenza] Telegrammi. 2280



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 2280 del 7 marzo 2016

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XVII)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

 

Sommario di questo numero:

1. Il femminicidio

2. La persecuzione razzista dei migranti

3. Le stragi

4. "In quanto rappresentanti del popolo italiano, in quanto esseri umani, opponetevi alla guerra". Una lettera ai parlamentari

5. Contro tutti i terrorismi, contro tutte le guerre

6. Hic et nunc, quid agendum

7. Verso l'8 marzo

8. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna"

9. Il 17 aprile il referendum per fermare le trivellazioni in mare: si' alla difesa dell'ambiente, della salute, dei diritti

10. Costituito il Comitato nazionale "Vota si' per fermare le trivelle"

11. No allo stravolgimento della Costituzione: al referendum di ottobre votiamo no al golpe bianco

12. Il sito del Coordinamento per la democrazia costituzionale

13. Il "Comitato nonviolento per la revoca della decisione governativa di inviare centinaia di soldati italiani alla diga di Mosul"

14. Segnalazioni librarie

15. La "Carta" del Movimento Nonviolento

16. Per saperne di piu'

 

1. LE ULTIME COSE. IL FEMMINICIDIO

 

Ogni giorno, ogni giorno i mezzi d'informazione danno notizia di donne uccise, e sovente uccise da parenti, da conoscenti, da persone con cui avevano avuto una rilevante relazione affettiva.

Il femminicidio e' la punta estrema dell'ordine maschilista del mondo, del totalitarismo della violenza maschile.

Solo quando il maschilismo sara' sconfitto, l'umanita' potra' cominciare a respirare.

 

2. LE ULTIME COSE. LA PERSECUZIONE RAZZISTA DEI MIGRANTI

 

Ogni giorno, ogni giorno altre vittime annegate nel tentativo di fuggire dalla guerra e dalla fame, dalle devastazioni e dall'orrore.

Ogni giorno, ogni giorno la persecuzione razzista dei migranti fa nuove vittime.

Cosa si attende ancora a cessare di fare le guerre?

Cosa si attende ancora a contrastare la schiavitu'?

Cosa si attende ancora ad aprire le frontiere?

Cosa si attende ancora a riconoscere che vi e' una sola umanita', che ogni essere umano fa parte della medesima umana famiglia, che ogni persona ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'?

Cosa si attende ancora a riconoscere che il primo dovere e' salvare le vite?

 

3. LE ULTIME COSE. LE STRAGI

 

Ogni giorno, ogni giorno nuove stragi.

Opponiti tu a questo orrore infinito.

Pace, disarmo, smilitarizzazione.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

4. REPETITA IUVANT. "IN QUANTO RAPPRESENTANTI DEL POPOLO ITALIANO, IN QUANTO ESSERI UMANI, OPPONETEVI ALLA GUERRA". UNA LETTERA AI PARLAMENTARI

 

Gentili parlamentari,

e' evidente che le sempre piu' insistenti dichiarazioni di autorevoli rappresentanti del governo degli Stati Uniti d'America hanno lo scopo di spingere l'Italia ad impegnarsi in una nuova guerra in Libia, guerra che peraltro si configurerebbe come una flagrante violazione del diritto internazionale e della legalita' costituzionale, e che esporrebbe anche il nostro paese a pericoli enormi.

Una nuova guerra in Libia oltre che un atto criminale sarebbe infatti per l'Italia la sciagura delle sciagure.

In primo luogo perche' la Libia in passato fu vittima del colonialismo italiano che li' commise crimini mostruosi, e quindi una nuova guerra dell'Italia in Libia susciterebbe immediatamente - legittimamente e giustamente - la resistenza unanime dell'intera popolazione libica contro l'Italia.

In secondo luogo perche' proprio la guerra del 2011, scatenata in primis dalla Francia, dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna, ma alla quale l'Italia follemente si aggrego', e' la causa diretta della destrutturazione dello stato libico e della drammatica situazione presente; una nuova guerra con le stragi e le devastazioni di cui inevitabilmente consisterebbe potrebbe solo aggravare vieppiu' lo stato delle cose.

In terzo luogo perche' l'Italia e' il paese europeo piu' vicino alla Libia ed e' interesse fondamentale del nostro paese ricostruire relazioni di buon vicinato, anche in considerazione dei rapporti economici tra i due paesi (come e' noto la guerra del 2011 fu scatenata dalla Francia e sostenuta dalla Gran Bretagna anche per sostituirsi all'Italia nella partnership economica con la Libia).

In quarto luogo perche' l'Italia e' il paese in assoluto piu' esposto, proprio perche' piu' vicino, alla prevedibile risposta allo scatenamento della guerra nella forma (tipica degli attuali "conflitti asimmetrici") di attentati terroristici nel nostro territorio.

In quinto luogo perche' ovviamente una nuova guerra occidentale in Libia favorirebbe inevitabilmente, in Libia e non solo, la crescita del consenso ai gruppi armati che all'attacco occidentale si opporrebbero, e tra essi in primo luogo l'organizzazione terrorista e mafiosa dell'Isis.

La tragica lezione delle guerre condotte o fomentate dalle potenze occidentali nel vicino e nel medio oriente negli ultimi venticinque anni e' che esse non solo hanno prodotto inenarrabili stragi e devastazioni, ma hanno destrutturato gli ordinamenti giuridici, favoreggiato la nascita e l'espansione di organizzazioni terroriste e schiaviste di inumana ferocia, provocato catastrofi umanitarie con milioni e milioni di esseri umani costretti alla fuga dopo aver perso ogni loro bene e che ora premono ai confini dell'Europa per salvare le proprie vite.

Una nuova guerra delle potenze occidentali in Libia sarebbe una catastrofe nella catastrofe. Oltre che un ennesimo atto di terrorismo, e di altro terrorismo seminagione.

*

Altro e' quello che occorre: favorire la ricostituzione di un governo libico realmente rappresentativo dell'intera popolazione, ricostruire le infrastrutture e i servizi amministrativi, disarmare e smilitarizzare i conflitti, ripristinare un ordinamento giuridico in grado di contrastare i poteri criminali.

L'iniziativa italiana ed europea nei confronti della Libia deve essere politica, diplomatica, di cooperazione economica e di aiuto umanitario; in nessun caso bellica.

*

Gentili parlamentari,

le ragioni dell'opposizione a un intervento armato italiano in Libia che abbiamo elencato fin qui si fondano sul mero, crudo realismo politico, sulla valutazione delle conseguenze nocive per gli interessi materiali, economici, strategici, del nostro paese.

Ma ovviamente vi sono ragioni ancor piu' decisive dal punto di vista di ogni persona che sappia vedere la necessita' della coerenza tra i mezzi e i fini, che sappia porsi dal punto di vista del bene comune dell'umanita', che ritenga che la politica e l'etica non siano disgiungibili, che voglia fare la cosa giusta secondo criteri obiettivi di universale validita', che operi nella sfera pubblica secondo scienza e coscienza.

La guerra sempre e solo consiste dell'uccisione di esseri umani, ed ogni uccisione di esseri umani e' un crimine; il rispetto per la vita e' il fondamento della civile convivenza a tutti i livelli. L'opposizione alla soppressione di vite umane, e quindi a fortiori l'opposizione alla guerra che di stragi consiste, e' il primo dovere di ogni essere umano e di ogni civile istituto.

*

Gentili parlamentari,

in considerazione di tutto cio' vorremmo sostenervi nel convincimento che confidiamo abbiate gia' formato nell'animo vostro: il convincimento del dovere di opporvi alla guerra.

E quali che possano essere le pressioni esercitate dai governanti degli Stati Uniti o da chicchessia, ebbene, sappiate restar fedeli agli interessi reali e legittimi del paese che rappresentate, agli interessi e i diritti dell'umanita'; sappiate tener fermi i valori etici, giuridici e civili di cui le istituzioni democratiche sono espressione, di cui la civilta' consiste; sappiate tener fermo il criterio che il primo diritto di ogni essere umano e' il diritto alla vita, che il primo dovere di ogni essere umano e' salvare le vite.

La guerra e' un crimine contro l'umanita'.

In quanto rappresentanti del popolo italiano, in quanto esseri umani, opponetevi alla guerra.

 

5. REPETITA IUVANT. CONTRO TUTTI I TERRORISMI, CONTRO TUTTE LE GUERRE

 

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Ogni uccisione e' un crimine.

Non si puo' contrastare una strage commettendo un'altra strage.

Non si puo' contrastare il terrorismo con atti di terrorismo.

A tutti i terrorismi occorre opporsi.

Salvare le vite e' il primo dovere.

*

La guerra e' il terrorismo portato all'estremo.

Ogni guerra consiste di innumerevoli uccisioni.

La guerra e' un crimine contro l'umanita'.

Con la guerra gli stati divengono organizzazioni terroriste.

Con la guerra gli stati fanno nascere e crescere le organizzazioni terroriste.

A tutte le guerre occorre opporsi.

Salvare le vite e' il primo dovere.

*

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Un'organizzazione criminale va contrastata con un'azione di polizia da parte di ordinamenti giuridici legittimi.

La guerra impedisce l'azione di polizia necessaria.

Occorre dunque avviare un immediato processo di pace nel Vicino e nel Medio Oriente che consenta la realizzazione di ordinamenti giuridici legittimi, costituzionali, democratici, rispettosi dei diritti umani.

Occorre dunque che l'Europa dismetta ogni politica di guerra, di imperialismo, di colonialismo, di rapina, di razzismo, di negazione della dignita' umana di innumerevoli persone e di interi popoli.

Occorre dunque una politica europea di soccorso umanitario, di pace con mezzi di pace: la politica della nonviolenza che sola riconosce e promuove e difende i diritti umani di tutti gli esseri umani.

Salvare le vite e' il primo dovere.

*

La violenza assassina si contrasta salvando le vite.

La pace si costruisce abolendo la guerra.

La politica della nonviolenza richiede il disarmo e la smilitarizzazione.

La politica nonviolenta richiede la difesa civile non armata e nonviolenta, i corpi civili di pace, l'azione umanitaria, la cooperazione internazionale.

Salvare le vite e' il primo dovere.

*

Si coalizzino tutti gli stati democratici contro il terrorismo proprio ed altrui, contro il terrorismo delle organizzazioni criminali e degli stati.

Si coalizzino tutti gli stati democratici per la pace, il disarmo, la smilitarizzazione dei conflitti.

Si coalizzino tutti gli stati democratici per l'indispensabile aiuto umanitario a tutte le persone ed i popoli che ne hanno urgente bisogno.

Si coalizzino tutti gli stati democratici per contrastare le organizzazioni criminali con azioni di polizia adeguate, mirate a salvare le vite e alla sicurezza comune.

Si coalizzino tutti gli stati democratici per la civile convivenza di tutti i popoli e di tutti gli esseri umani.

Salvare le vite e' il primo dovere.

*

Cominci l'Italia.

Cominci l'Italia soccorrendo, accogliendo e assistendo tutte le persone in fuga dalla fame e dall'orrore, dalle dittature e dalla guerra.

Cominci l'Italia cessando di partecipare alle guerre.

Cominci l'Italia uscendo da alleanze militari terroriste e stragiste come la Nato.

Cominci l'Italia cessando di produrre  armi e di rifornirne regimi e poteri dittatoriali e belligeranti.

Cominci l'Italia abrogando tutte le infami misure razziste ancora vigenti nel nostro paese.

Cominci l'Italia con un'azione diplomatica, politica ed economica, e con aiuti umanitari adeguati a promuovere la costruzione di ordinamenti giuridici legittimi, costituzionali e democratici dalla Libia alla Siria.

Cominci l'Italia destinando a interventi di pace con mezzi di pace, ad azioni umanitarie nonviolente, i 72 milioni di euro del bilancio dello stato che attualmente ogni giorno sciaguratamente, scelleratamente destina all'apparato militare, alle armi, alla guerra.

Cominci l'Italia a promuovere una politica della sicurezza comune e del bene comune centrata sulla difesa popolare nonviolenta, sui corpi civili di pace, sulla legalita' che salva le vite.

Salvare le vite e' il primo dovere.

*

Ogni vittima ha il voto di Abele.

Alla barbarie occorre opporre la civilta'.

Alla violenza occorre opporre il diritto.

Alla distruzione occorre opporre la convivenza.

Al male occorre opporre il bene.

Contro tutti i terrorismi, contro tutte le guerre.

Salvare le vite e' il primo dovere.

 

6. REPETITA IUVANT. HIC ET NUNC, QUID AGENDUM

 

Occorre soccorrere, accogliere, assistere tutti gli esseri umani in fuga dalla fame e dalle guerre.

Occorre riconoscere a tutti gli esseri umani il diritto di giungere in modo legale e sicuro nel nostro paese.

Occorre andare a soccorrere e prelevare con mezzi di trasporto pubblici e gratuiti tutti i migranti lungo gli itinerari della fuga, sottraendoli agli artigli dei trafficanti.

Occorre un immediato ponte aereo di soccorso internazionale che prelevi i profughi direttamente nei loro paesi d'origine e nei campi collocati nei paesi limitrofi e li porti in salvo qui in Europa.

Occorre cessare di fare, fomentare, favoreggiare, finanziare le guerre che sempre e solo consistono nell'uccisione di esseri umani.

Occorre proibire la produzione e il commercio delle armi.

Occorre promuovere la pace con mezzi di pace.

Occorre cessare di rapinare interi popoli, interi continenti.

In Italia occorre abolire i campi di concentramento, le deportazioni, e le altre misure e pratiche razziste e schiaviste, criminali e criminogene, che flagrantemente confliggono con la Costituzione, con lo stato di diritto, con la democrazia, con la civilta'.

In Italia occorre riconoscere immediatamente il diritto di voto nelle elezioni amministrative a tutte le persone residenti.

In Italia occorre contrastare i poteri criminali, razzisti, schiavisti e assassini.

L'Italia realizzi una politica della pace e dei diritti umani, del disarmo e della smilitarizzazione, della legalita' che salva le vite, della democrazia che salva le vite, della civilta' che salva le vite.

L'Italia avvii una politica nonviolenta: contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni. Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita' e la biosfera.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Vi e' una sola umanita' in un unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera.

Salvare le vite e' il primo dovere.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

 

7. ANNIVERSARI. VERSO L'8 MARZO

 

L'8 marzo e' la Giornata internazionale di lotta per la liberazione delle donne dall'oppressione maschilista e patriarcale.

Occorre promuovere ovunque iniziative contro l'oppressione maschilista e patriarcale.

L'oppressione maschilista e patriarcale e' la prima radice di ogni violenza.

 

8. REPETITA IUVANT. PER SOSTENERE IL CENTRO ANTIVIOLENZA "ERINNA"

[L'associazione e centro antiviolenza "Erinna" e' un luogo di comunicazione, solidarieta' e iniziativa tra donne per far emergere, conoscere, combattere, prevenire e superare la violenza fisica e psichica e lo stupro, reati specifici contro la persona perche' ledono l'inviolabilita' del corpo femminile (art. 1 dello Statuto). Fa progettazione e realizzazione di percorsi formativi ed informativi delle operatrici e di quanti/e, per ruolo professionale e/o istituzionale, vengono a contatto con il fenomeno della violenza. E' un luogo di elaborazione culturale sul genere femminile, di organizzazione di seminari, gruppi di studio, eventi e di interventi nelle scuole. Offre una struttura di riferimento alle donne in stato di disagio per cause di violenze e/o maltrattamenti in famiglia. Erinna e' un'associazione di donne contro la violenza alle donne. Ha come scopo principale la lotta alla violenza di genere per costruire cultura e spazi di liberta' per le donne. Il centro mette a disposizione: segreteria attiva 24 ore su 24; colloqui; consulenza legale e possibilita' di assistenza legale in gratuito patrocinio; attivita' culturali, formazione e percorsi di autodeterminazione. La violenza contro le donne e' ancora oggi un problema sociale di proporzioni mondiali e le donne che si impegnano perche' in Italia e in ogni Paese la violenza venga sconfitta lo fanno nella convinzione che le donne rappresentano una grande risorsa sociale allorquando vengono rispettati i loro diritti e la loro dignita': solo i Paesi che combattono la violenza contro le donne figurano di diritto tra le societa' piu' avanzate. L'intento e' di fare di ogni donna una persona valorizzata, autorevole, economicamente indipendente, ricca di dignita' e saggezza. Una donna che conosca il valore della differenza di genere e operi in solidarieta' con altre donne. La solidarieta' fra donne e' fondamentale per contrastare la violenza]

 

Per sostenere il centro antiviolenza delle donne di Viterbo "Erinna" i contributi possono essere inviati attraverso bonifico bancario intestato ad Associazione Erinna, Banca Etica, codice IBAN: IT60D0501803200000000287042.

O anche attraverso vaglia postale a "Associazione Erinna - Centro antiviolenza", via del Bottalone 9, 01100 Viterbo.

Per contattare direttamente il Centro antiviolenza "Erinna": tel. 0761342056, e-mail: e.rinna at yahoo.it, onebillionrisingviterbo at gmail.com, sito: http://erinna.it, facebook: associazioneerinna1998

Per destinare al Centro antiviolenza "Erinna" il 5 per mille inserire nell'apposito riquadro del modello per la dichiarazione dei redditi il seguente codice fiscale: 90058120560.

 

9. INIZIATIVE. IL 17 APRILE IL REFERENDUM PER FERMARE LE TRIVELLAZIONI IN MARE: SI' ALLA DIFESA DELL'AMBIENTE, DELLA SALUTE, DEI DIRITTI

 

Si svolgera' il 17 aprile il referendum per fermare le trivellazioni in mare.

Occorre promuovere ovunque un'adeguata informazione, documentazione, coscientizzazione.

Occorre promuovere ovunque comitati per fermare le trivelle.

Si' alla difesa dell'ambiente, della salute, dei diritti.

 

10. RIFERIMENTI. COSTITUITO IL COMITATO NAZIONALE "VOTA SI' PER FERMARE LE TRIVELLE"

 

E' stato costituito il Comitato nazionale "Vota si' per fermare le trivelle".

Per informazioni cfr. il sito del "Coordinamento nazionale No Triv": www.notriv.com

Attenzione: al referendum del 17 aprile per votare contro le trivellazioni occorre votare si'.

 

11. INIZIATIVE. NO ALLO STRAVOLGIMENTO DELLA COSTITUZIONE: AL REFERENDUM DI OTTOBRE VOTIAMO NO AL GOLPE BIANCO

 

In tutta Italia si stanno costituendo i comitati locali per la democrazia costituzionale in vista del referendum che si svolgera' in ottobre.

Nel referendum di ottobre votiamo no al golpe bianco, votiamo no allo stravolgimento della Costituzione, votiamo no alla deriva autoritaria; difendiamo la democrazia, difendiamo l'ordinamento repubblicano nato dalla resistenza antifascista.

 

12. RIFERIMENTI. IL SITO DEL COORDINAMENTO PER LA DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE

 

No allo stravolgimento della Costituzione.

Informazioni e materiali utili per il referendum di ottobre per impedire lo stravolgimento della Costituzione sono nel sito del Coordinamento per la democrazia costituzionale: http://coordinamentodemocraziacostituzionale.net

 

13. REPETITA IUVANT. IL "COMITATO NONVIOLENTO PER LA REVOCA DELLA DECISIONE GOVERNATIVA DI INVIARE CENTINAIA DI SOLDATI ITALIANI ALLA DIGA DI MOSUL"

 

Si e' costituito il "Comitato nonviolento per la revoca della decisione governativa di inviare centinaia di soldati italiani alla diga di Mosul".

*

Il comitato si prefigge di:

1. opporsi all'invio di centinaia di soldati italiani alla diga di Mosul, e quindi interloquire con il Governo, il Parlamento e il Presidente della Repubblica affinche' la decisione annunciata dal Presidente del Consiglio dei Ministri sia revocata dallo stesso governo, ovvero respinta dal parlamento, ovvero non ratificata e quindi vietata dal capo dello stato;

2. esprimere questa opposizione con l'unico scopo di salvare vite umane;

3. agire unicamente in forme e con metodi rigorosamente nonviolenti, assolutamente rispettosi della dignita' e dell'incolumita' di tutte le persone;

4. riaffermare l'opposizione a tutte le guerre e a tutte le uccisioni;

5. riaffermare l'impegno a difendere la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani.

*

Alle persone ed alle associazioni che vogliono impegnarsi in questa iniziativa per la revoca della decisione governativa di inviare centinaia di soldati italiani alla diga di Mosul, il comitato propone:

a) di scrivere al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Ministri, ai Parlamentari, al Presidente della Repubblica per chiedere che il governo receda da quella decisione;

b) di invitare altre istituzioni, associazioni, persone, mezzi d'informazione ad impegnarsi al medesimo fine;

c) di promuovere incontri ed iniziative di informazione e coscientizzazione al medesimo fine;

d) di esprimersi e di agire in modi esclusivamente nonviolenti, nel rispetto della verita' e della dignita' umana di tutti gli interlocutori;

e) di essere sempre assolutamente chiari nell'opposizione a tutte le guerre, a tutte le uccisioni, a tutte le violazioni dei diritti umani.

*

Il comitato non prevede formali adesioni e si configura come mero movimento d'opinione inteso allo scopo di far revocare l'irragionevole, illegittima e pericolosissima decisione governativa di inviare centinaia di soldati italiani alla diga di Mosul.

Il comitato auspica che in ogni provincia d'Italia si costituiscano altri comitati nonviolenti per lo stesso fine e con le stesse modalita' di azione.

*

Per contatti: il Comitato ha sede presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: comitatononviolento at gmail.com; comitatononviolento at outlook.it; comitato_nonviolento at libero.it

 

14. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Riletture

- Giuseppe Parini, Il giorno, Feltrinelli, Milano 1966, pp. L + 314.

- Giuseppe Parini, Il giorno. Le odi. Dialogo sopra la nobilta', Rcs Rizzoli Libri, Milano 1978, 2010, pp. 380.

- Giuseppe Parini, Odi, Rizzoli, Milano 1951, pp. 152.

- Giuseppe Parini, Odi e sonetti, Utet, Torino 1944, pp. 190.

- Giuseppe Parini, Opere scelte, Utet, Torino 1989, Mondadori, Milano 2013, pp. 1092.

- Norbert Jonard, Introduzione a Parini, Laterza, Roma-Bari 1988, pp. IV + 196.

- Massimo Mezzanzanica, Invito alla lettura di Parini, Mursia, Milano 1990, pp. 224.

*

Riedizioni

- Giuseppe Nicoletti, Parini, Salerno, Roma 2015, Rcs, Milano 2016, pp. 240, euro 6,90 (in supplemento al "Corriere della sera").

 

15. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

16. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 2280 del 7 marzo 2016

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