[Nonviolenza] Telegrammi. 1856



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1856 del 4 gennaio 2015

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XVI)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

 

Sommario di questo numero:

1. Una lettera aperta a deputate e deputati, senatrici e senatori, impegnati per la pace e i diritti umani (e tutte le persone che siedono in Parlamento dovrebbero esserlo)

2. Una scheda di presentazione dell'associazione Erinna - centro antiviolenza di Viterbo

3. Benito D'Ippolito: "Non mi abbandonare"

4. Segnalazioni librarie

5. La "Carta" del Movimento Nonviolento

6. Per saperne di piu'

 

1. INIZIATIVE. UNA LETTERA APERTA A DEPUTATE E DEPUTATI, SENATRICI E SENATORI, IMPEGNATI PER LA PACE E I DIRITTI UMANI (E TUTTE LE PERSONE CHE SIEDONO IN PARLAMENTO DOVREBBERO ESSERLO)

 

Gentili parlamentari,

vi inviamo per opportuna conoscenza il seguente carteggio intercorso tra il responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo ed il Presidente del Consiglio dei Ministri (che nuovamente ringraziamo per l'attenzione).

Sui temi oggetto dell'interlocuzione vorremmo sollecitare il vostro impegno di legislatori.

In particolare vorremmo chiedervi un immediato e concreto impegno contro la guerra e tutte le uccisioni; per il disarmo e la smilitarizzazione dei conflitti, dei territori e delle societa'; per la drastica riduzione delle follemente ingentissime spese militari (destinando piuttosto quelle immense risorse a promuovere il benessere della popolazione); per la riconversione dell'industria bellica a produzioni civili di pubblica utilita'; per la cessazione della complicita' con organizzazioni e coalizioni stragiste; per la realizzazione dei Corpi civili di pace, della Difesa popolare nonviolenta, di coerenti interventi umanitari e di effettiva protezione civile; per il rispetto della vita, della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani; ed infine affinche' lo stato italiano sia finalmente fedele ai principi fondamentali della Costituzione della Repubblica ed avvii una politica della nonviolenza, di cui vi e' urgente bisogno.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Ogni essere umano ha diritto a non essere ucciso.

Salvare le vite e' il primo dovere.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

Vogliate gradire distinti saluti,

Il Centro di ricerca per la pace e i diritti umani

Viterbo, 3 gennaio 2015

*

Allegato primo. Matteo Renzi scrive al responsabile del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, ha scritto una lettera al responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo, Peppe Sini, rispondendo ad una precedente lettera "Dalla parte di Abele" con cui si chiedeva la cessazione di sciagurate politiche di guerra, e l'avvio di un impegno concreto e coerente per la pace e il rispetto per la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani.

Riproduciamo di seguito la lettera di Matteo Renzi e la risposta ad essa di Peppe Sini.

In calce riproduciamo altresi' la lettera "Dalla parte di Abele" che ha dato origine al carteggio.

Ringraziamo il Presidente del Consiglio dei Ministri per l'ascolto e la gentilezza, mentre confermiamo quanto gia' abbiamo espresso, ovvero che occorre una politica concreta e coerente di pace, disarmo, smilitarizzazione, cooperazione internazionale, solidarieta' e rispetto dei diritti umani: una politica nonviolenta.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

Viterbo, primo gennaio 2015

*

Allegato secondo. La lettera del Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi

Gentile Peppe,

la ringrazio per la sua lettera. Con piacere apprendo della vostra iniziativa e voglio dirle che, con tutto il cuore, come cittadino, come padre, come uomo, comprendo le ragioni e i sentimenti che muovono le vostre parole e le vostre azioni.

Come Presidente del Consiglio sento il dovere di dirle che ho una grande responsabilita': garantire la sicurezza del nostro Paese, anche rispettando gli accordi internazionali che garantiscono importanti e delicati equilibri, raggiunti con fatica, impegno e molti sacrifici.

Lei mi scrive che per abolire la guerra occorre abolire gli eserciti e le armi. Ma e' come dire che per smettere di litigare bisogna smettere di parlare. Non e' vero. Per abolire la guerra occorrono coerenza, dialogo, comprensione. E serve, soprattutto, vivere nella realta', che non e' fatta soltanto di desideri e speranze - che animano la nostra volonta'! - ma anche di sofferenza e problemi complessi, che noi siamo chiamati a riconoscere ed affrontare nella loro sfacciata crudelta'.

Mi auguro che lei possa comprendere il mio punto di vista, cosi' come io ho cercato di comprendere il suo. E spero che lei possa riuscire ad avere fiducia nell'operato della nostra Difesa e del Governo.

Un caro saluto,

Matteo Renzi

30 dicembre 2014

*

Allegato terzo. La risposta del responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo, Peppe Sini

Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri (o - se preferisce - gentile Matteo),

in primo luogo la ringrazio di cuore della sua lettera e della squisita cortesia con cui l'ha redatta.

In secondo luogo devo tuttavia confermare quanto gia' esposto nella mia lettera "Dalla parte di Abele" del 3 novembre sollecitando nuovamente la cessazione delle attuali sciagurate politiche di guerra ed insistendo nella richiesta di un impegno di pace e rispetto dei diritti umani adeguato e coerente.

Mi permetta infine di dirle in tutta sincerita' ed in spirito di fraternita' che la sua fiducia negli eserciti e nelle armi, ovvero la sua fiducia nella bonta' dell'uccidere gli esseri umani (poiche' a questo purtroppo eserciti ed armi servono) e' davvero mal riposta. Uccidere non e' mai un bene, ma la piu' inammissibile delle azioni. Ogni essere umano ha diritto alla vita.

La sicurezza comune, la civile convivenza, puo' essere garantita solo dalla nonviolenza, e dalle esperienze e gli istituti da essa ispirati, come il disarmo e la smilitarizzazione dei conflitti, i corpi civili di pace, la difesa popolare nonviolenta: esperienze ed istituti che in parte sono gia' entrati nel corpus legislativo e nella pratica amministrativa ma che occorre ulteriormente potenziare (come propongono ad esempio alcune recenti importanti iniziative promosse dal "Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace" e dalla "Tavola della pace", come dalla "Rete della pace").

La invito pertanto nuovamente ad adoperarsi affinche' il governo da lei presieduto receda da disastrose politiche di guerra e si impegni ad avviare una politica di pace con mezzi di pace, una politica che salvi le vite invece di sopprimerle.

Sarebbe un grande bene se il governo italiano volesse fare la vera e piu' urgente riforma di cui l'umanita' ha bisogno: la scelta di una politica finalmente integralmente umana, la scelta della nonviolenza.

So che lei ha studiato la figura e l'opera di Giorgio La Pira: la esorto a trarne feconda ispirazione.

Augurandole ogni bene, le invio un cordiale saluto

Peppe Sini, responsabile del Centro di ricerca per la pace e i diritti umani

Viterbo, primo gennaio 2015

*

Allegato quarto. La lettera "Dalla parte di Abele" che ha dato origine al carteggio

Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri,

ricorre domani, 4 novembre, l'anniversario della conclusione della scellerata "inutile strage" della prima guerra mondiale.

E ricorre quest'anno altresi' il centenario dell'inizio di quella scellerata "inutile strage".

Alcune movimenti nonviolenti, antimafia, per i diritti umani, il 4 novembre ricorderanno in varie citta' d'Italia tutte le vittime di tutte le guerre con l'iniziativa "Ogni vittima ha il volto di Abele", recando omaggi floreali e sostando in silenzio dinanzi alle tombe e alle lapidi che ricordano alcuni degli innumerevoli esseri umani che la guerra ha ucciso.

Queste commemorazioni esprimono una profonda e ineludibile verita': che la guerra e' nemica dell'umanita'; e che quindi e' necessita', diritto e dovere dell'umanita' intera abolire la guerra.

E per abolire la guerra occorre abolire gli eserciti e le armi.

Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri,

in questo stesso 4 novembre in cui le persone amiche della nonviolenza esprimono il loro lutto per gli assassinati ed il loro impegno ad opporsi alla continuazione delle stragi, sciaguratamente lo stato italiano "festeggia" la guerra e i poteri assassini: cosi' recando ancora un'estrema infame offesa alle vittime della guerra.

Non solo: lo stato italiano, in flagrante violazione del dettato della Costituzione della Repubblica Italiana che ripudia la guerra, continua a prendere parte a guerre in corso.

Non solo: lo stato italiano continua a consentire che in Italia si producano e si vendano armi che vengono poi utilizzate per minacciare, terrorizzare ed assassinare degli esseri umani in tante parti del mondo.

Non solo: lo stato italiano continua a sperperare immense risorse (70 milioni di euro al giorno) del popolo italiano per le spese militari, per il riarmo assassino, per la partecipazione alle guerre.

Non solo: lo stato italiano continua a far parte di un'organizzazione terrorista e assassina come la Nato.

Non solo: lo stato italiano continua ad essere alleato e quindi complice di paesi e coalizioni internazionali responsabili di crimini di guerra e di crimini contro l'umanita'.

Non solo: lo stato italiano continua ad essere corresponsabile delle stragi nel Mediterraneo provocate dalle misure razziste italiane ed europee che impediscono ad esseri umani che ne hanno estremo bisogno e assoluto diritto di giungere nel nostro paese in modo legale e sicuro e di esservi accolti in pienezza di diritti e dignita'.

Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri,

il primo dovere di ogni essere umano, e quindi anche di ogni istituzione democratica, e' rispettare e salvare le vite.

Ascoltando il monito di questa dolorosa ricorrenza, nel lutto inestinguibile per le vittime della guerra di cui si fa memoria, il Governo e il Parlamento vogliano finalmente far cessare gli abominevoli scandali sopra richiamati ed impegnarsi ad avviare una concreta e coerente politica di pace.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Pace, disarmo, smilitarizzazione.

Rispetto per la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani"

Viterbo, 3 novembre 2014

 

2. REPETITA IUVANT. UNA SCHEDA DI PRESENTAZIONE DELL'ASSOCIAZIONE "ERINNA" - CENTRO ANTIVIOLENZA DI VITERBO

[Dal sito dell'associazione Erinna (per contatti: "Associazione onlus Erinna - donne contro la violenza alle donne", tel. 0761342056, e-mail: onebillionrisingviterbo at gmail.com, e.rinna at yahoo.it, sito: http://erinna.it) riprendiamo e diffondiamo la seguente breve scheda di autopresentazione]

 

L'associazione "Erinna" e' un luogo di comunicazione, solidarieta' e iniziativa tra donne per far emergere, conoscere, combattere, prevenire e superare la violenza fisica e psichica e lo stupro, reati specifici contro la persona perche' ledono l'inviolabilita' del corpo femminile (art. 1 dello Statuto).

Fa progettazione e realizzazione di percorsi formativi ed informativi delle operatrici e di quanti/e, per ruolo professionale e/o istituzionale, vengono a contatto con il fenomeno della violenza.

E' un luogo di elaborazione culturale sul genere femminile, di organizzazione di seminari, gruppi di studio, eventi e di interventi nelle scuole.

Offre una struttura di riferimento alle donne in stato di disagio per cause di violenze e/o maltrattamenti in famiglia.

Erinna e' un'associazione di donne contro la violenza alle donne.

Ha come scopo principale la lotta alla violenza di genere per costruire cultura e spazi di liberta' per le donne.

Il centro mette a disposizione:

- segreteria attiva 24 ore su 24;

- colloqui;

- consulenza legale e possibilita' di assistenza legale in gratuito patrocinio;

- attivita' culturali, formazione e percorsi di autodeterminazione.

La violenza contro le donne e' ancora oggi un problema sociale di proporzioni mondiali e le donne che si impegnano perche' in Italia e in ogni Paese la violenza venga sconfitta lo fanno nella convinzione che le donne rappresentano una grande risorsa sociale allorquando vengono rispettati i loro diritti e la loro dignita': solo i Paesi che combattono la violenza contro le donne figurano di diritto tra le societa' piu' avanzate.

L'intento e' di fare di ogni donna una persona valorizzata, autorevole, economicamente indipendente, ricca di dignita' e saggezza. Una donna che conosca il valore della differenza di genere e operi in solidarieta' con altre donne. La solidarieta' fra donne e' fondamentale per contrastare la violenza.

 

3. PAROLE. BENITO D'IPPOLITO: "NON MI ABBANDONARE"

 

"Non mi abbandonare"

e ti guarda con occhi di acqua

nel buio, nel fetore della notte

"Sono qui, non la lascio" rispondi

"sono qui". Ed il vento nei tubi

canta una di morte canzone

con sottili plurali di donne

melodiose voci e paurose.

"Non mi abbandonare", "Sono qui"

ed intanto si sente la morte

il suo soffio pestifero, i tubi

le acri luci piu' buie del buio.

 

"Sto morendo" lui dice, tu dici

"Non e' vero, lei restera' vivo",

"Sto soffrendo" lui dice "preferisco

il morire a questo dolore".

E tu dici "Non dica sciocchezze

non lo dica neppure per scherzo

una lunga una degna una buona

vita ancora l'attende, resista".

 

"Non mi abbandonare"

"Sono qui".

Questa notte di segreti e menzogne

questa notte di strazio e d'incanti

questa notte che viene la morte

tu resisti, resisti quest'ora

tu resisti, che l'alba gia' viene.

Questa notte la morte non vince

qui nessuno abbandona nessuno.

 

4. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Letture

- AA. VV., Almanacco del cinema, volume monografico di "Micromega", n. 9, 2014, pp. 216, euro 15.

*

Riletture

- Renato Solmi, Autobiografia documentaria. Scritti 1950-2004, Quodlibet, Macerata 2007, pp. 836.

*

Riedizioni

- Andrew Hodges, Il curioso dei numeri, Mondadori, Milano 2008, Rcs, Milano 2014, pp. 272, euro 7,90 (in supplemento al "Corriere della sera").

 

5. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

6. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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