Telegrammi. 1217



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1217 del 18 marzo 2013

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

 

Sommario di questo numero:

1. Primo e secondo. Dovere

2. Una settimana di azione contro il razzismo a Viterbo

3. Solidali con il giovane Nathan Blanc obiettore di coscienza al servizio militare in Israele in prigione dal novembre 2012

4. Arti visive, espressione poetica, dignita' umana. Un incontro di riflessione a Viterbo

5. Segnalazioni librarie

6. La "Carta" del Movimento Nonviolento

7. Per saperne di piu'

 

1. EDITORIALE. PRIMO E SECONDO. DOVERE

 

E dunque:

1. cessi immediatamente la criminale partecipazione italiana alla guerra afgana che ogni giorno miete vittime innocenti;

2. siano abrogate immediatamente le infami misure razziste che perseguitano, schiavizzano, mandano a morte i migranti.

*

O anche:

1. siano abrogate immediatamente le infami misure razziste che perseguitano, schiavizzano, mandano a morte i migranti;

2. cessi immediatamente la criminale partecipazione italiana alla guerra afgana che ogni giorno miete vittime innocenti.

*

Ovvero: salvare le vite. Rispettare i diritti umani di tutti gli esseri umani. Vi e' una sola umanita'.

Una politica che causa sofferenze e morte non e' una politica, e' un crimine.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

2. UNA SETTIMANA DI AZIONE CONTRO IL RAZZISMO A VITERBO

 

Si svolgera' dal 18 al 24 marzo 2013 anche a Viterbo per iniziativa del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" una settimana di azione contro il razzismo, con riferimento alla "Giornata internazionale contro il razzismo" del 21 marzo (indetta dall'Onu nell'anniversario della strage di Sharpeville in Sudafrica nel 1960).

Nel corso della settimana la struttura nonviolenta viterbese promuovera' incontri di studio, di testimonianza e di coscientizzazione.

L'impegno contro il razzismo ed ogni discriminazione e persecuzione e' da sempre uno degli impegni primari della struttura nonviolenta viterbese attiva dagli anni '70.

Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" nel 1987 coordino' per l'Italia la campagna di solidarieta' con Nelson Mandela allora detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano, e promosse il primo convegno nazionale di studi dedicato a Primo Levi all'indomani della scomparsa del grande testimone della dignita' umana.

Ancora oggi - e da molti anni - il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo e' particolarmente impegnato nell'iniziativa affinche' siano abrogate tutte le misure razziste imposte da vari governi susseguitisi negli ultimi vent'anni il cui esito e' stata una criminale, schiavista e fin assassina persecuzione dei migranti in flagrante violazione sia dell'art. 2 della Costituzione della Repubblica Italiana che stabilisce che "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo", sia del comma terzo dell'art. 10 che stabilisce che "Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle liberta' democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge".

Ogni essere umano in quanto tale e' portatore di tutti i diritti umani cosi' come sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani approvata dall'Assemblea generale dell'Onu nel 1948.

Difendere la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani e' il primo dovere di ogni persona decente e di ogni ordinamento giuridico democratico.

 

3. APPELLI. SOLIDALI CON IL GIOVANE NATHAN BLANC OBIETTORE DI COSCIENZA AL SERVIZIO MILITARE IN ISRAELE IN PRIGIONE DAL NOVEMBRE 2012

[Attraverso Lorenzo Porta (per contatti: lorenzo.porta at cedasnonviolenza.it), che ringraziamo, riceviamo e diffondiamo il seguente appello disponibile (in inglese) anche nel sito della rete nonviolenta internazionale della War Resisters' International (www.wri-irg.org)]

 

Il giovane israeliano Natan Blanc, di diciannove anni di Haifa, il 19 novembre 2012 si e' presentato all'ufficio di leva dell'esercito israeliano ed ha informato le autorita' militari del suo rifiuto di indossare la divisa militare. E' stato immediatamente imprigionato in un carcere militare per i suoi primi dieci giorni di carcere. Scaduti i dieci giorni e' stato riportato al centro di reclutamento ed ha rinnovato il suo rifiuto. Questo e' avvenuto per sette volte, l'ultima volta e' stata il giorno 26 febbraio, quando ancora Natan si e' rifiutato di arruolarsi e gli sono stati inflitti altri 20 giorni di prigione. Il 20 marzo raggiungera' i 116 giorni di prigione. Egli e' sostenuto dal  movimento "Yesh Gvul" ("C'e' un limite"), noto per aver praticato  in passato le azioni individuali e collettive di rifiuto selettivo del servizio militare nei territori occupati da Israele fin dalla guerra in Libano nel 1982 e poi durante le due intifade del 1987-1993 e del 2000-2005. C'e' bisogno che la notizia sia diffusa a livello internazionale e che le ambasciate israeliane sappiano che Natan gode di sostegno e solidarieta'. Difficile praticare l'obiezione di coscienza in un paese che fin da quando si e' costituito ha dovuto lottare per la sopravvivenza. Ma queste azioni possono essere luci che cercano di rischiarare un percorso di contatti e solidarieta' tra giovani israeliani, palestinesi e i giovani che ancora si stanno battendo in molti paesi arabi, in Egitto, Tunisia, Siria e in Iran per la liberta' di espressione e di coscienza.

Ma ecco le parole di Nathan: "Ho cominciato a pensare al rifiuto del servizio militare durante l'operazione 'Piombo fuso' nel 2008. L'ondata di militarismo aggressivo che ha investito il mio paese, le espressioni di odio reciproco e gli sterili discorsi sulla repressione del terrorismo e la creazione di effetti deterrenti sono stati la prima molla che ha provocato in me il rifiuto. Oggi, dopo quattro anni di terrore senza un processo politico di negoziati di pace, e senza pace a Gaza e a Sderot, e' chiaro che il governo Netanyahu, come prima Olmert, non sono interessati a trovare una soluzione, ma a mantenere la situazione cosi' com'e'. Dal loro punto di vista non c'e' nulla di sbagliato nell'operazione 'Piombo fuso 2' e nel rifarla tre, quattro, cinque e sei volte e cosi' sempre parleremo di deterrenza, di terroristi ammazzati, delle vite di civili perdute e prepareremo il terreno per una generazione piena di odio da entrambe le parti. Come rappresentanti del popolo i membri del governo eletto non hanno nessun impedimento a presentare la loro visione per il futuro del paese, a continuare con questa spirale di sangue senza che se ne veda una fine. Ma noi come cittadini abbiamo il dovere morale di non partecipare a questo cinico gioco.

Questa e' la ragione del mio rifiuto della leva militare.

19 novembre  2012".

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Natan Blanc puo' ricevere solo lettere cartacee. Questo e' il suo indirizzo: Natan Blanc, MA 7571368, DZ  01860, Israel Defence Forces, Israel.

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Puo' essere utile anche scrivere lettere di solidarieta' a Nathan Blanc all'ambasciata di Israele in Italia (ovviamente con linguaggio adeguato, civile, cortese e pienamente rispettoso della dignita' umana di ogni essere umano). A tal fine gli indirizzi postale, fax e di posta elettronica cui scrivere sono reperibili nel sito internet dell'ambasciata.

 

4. INCONTRI. ARTI VISIVE, ESPRESSIONE POETICA, DIGNITA' UMANA. UN INCONTRO DI RIFLESSIONE A VITERBO

 

Si e' svolto domenica 17 marzo 2013 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro di riflessione sul tema "Arti visive, espressione poetica, memoria storica e dignita' umana. Con particolar riferimento alle figure e agli scritti di Piero Calamandrei, Primo Levi ed Alfio Pannega".

All'incontro hanno preso parte - svolgendo ampi interventi in feconda interlocuzione - Paolo Arena, Giselle Dian e Mario Onofri.

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Brevi profili dei partecipanti all'incontro

- Paolo Arena, critico e saggista, studioso di cinema, arti visive, weltliteratur, sistemi di pensiero, processi culturali e comunicazioni di massa, e' uno dei principali collaboratori del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo e fa parte della redazione di "Viterbo oltre il muro. Spazio di informazione nonviolenta", un'esperienza nata dagli incontri di formazione nonviolenta che per anni si sono svolti con cadenza settimanale a Viterbo; nella seconda meta' del 2010 insieme a Marco Graziotti ha condotto un'ampia inchiesta sul tema "La nonviolenza oggi in Italia" con centinaia di interviste a molte delle piu' rappresentative figure dell'impegno nonviolento nel nostro paese. Ha tenuto apprezzate conferenze sul cinema di Tarkovskij all'Universita' di Roma "La Sapienza" e presso biblioteche pubbliche.

- Giselle Dian, disegnatrice e grafica, studiosa di fenomeni artistici e comunicazione multimediale, collaboratrice del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo, fa parte della redazione di "Viterbo oltre il muro. Spazio di informazione nonviolenta"; nel 2010 ha realizzato un ampio studio su Keith Haring dal titolo "Keith Haring: segno artistico, gesto esistenziale, impegno civile", per il quale ha anche effettuato una serie di interviste a varie personalita' di vari campi del sapere (critici d'arte, filologi, filosofi, psicologi, sociologi, storici, operatori sociali, studiosi dei nuovi linguaggi artistici e dei media...). Ha pubblicato saggi, interviste e recensioni sul quotidiano telematico "La nonviolenza e' in cammino"; ha tenuto conferenze presso biblioteche pubbliche e sta realizzando un progetto artistico sui temi della memoria storica e della dignita' umana.

- Mario Onofri, fotografo e ricercatore sociale, viaggiatore e intimo conoscitore della cultura indiana, partecipe di molte esperienze artistiche, culturali e di impegno civile dalla fine degli anni '60, e' a Viterbo una delle figure piu' note ed apprezzate; collaboratore del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo, fa parte della redazione di "Viterbo oltre il muro. Spazio di informazione nonviolenta"; alcune sue rilevanti opere sono visibili nella sua pagina facebook personale.

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Brevi profili degli autori cui si e' fatto riferimento nel corso dell'incontro

- Piero Calamandrei, nato a Firenze nel 1889 ed ivi deceduto nel 1956, avvocato, giurista, docente universitario, antifascista limpido ed intransigente, dopo la Liberazione fu costituente e parlamentare, fondatore ed animatore della rivista "Il Ponte", impegnato nelle grandi lotte civili. Dal sito dell'Anpi di Roma (www.romacivica.net/anpiroma) riprendiamo la seguente notizia biografica su Piero Calamandrei: "Nato a Firenze nel 1889. Si laureo' in legge a Pisa nel 1912; nel 1915 fu nominato per concorso professore di procedura civile all'Universita' di Messina; nel 1918 fu chiamato all'Universita' di Modena, nel 1920 a quella di Siena e nel 1924 alla nuova Facolta' giuridica di Firenze, dove ha tenuto fino alla morte la cattedra di diritto processuale civile. Partecipo' alla Grande Guerra come ufficiale volontario combattente nel 218mo reggimento di fanteria; ne usci' col grado di capitano e fu successivamente promosso tenente colonnello. Subito dopo l'avvento del fascismo fece parte del consiglio direttivo dell'"Unione Nazionale" fondata da Giovanni Amendola. Durante il ventennio fascista fu uno dei pochi professori che non ebbe ne' chiese la tessera continuando sempre a far parte di movimenti clandestini. Collaboro' al "Non mollare", nel 1941 aderi' a "Giustizia e Liberta'" e nel 1942 fu tra i fondatori del Partito d'Azione. Assieme a Francesco Carnelutti e a Enrico Redenti fu uno dei principali ispiratori dei Codice di procedura civile del 1940, dove trovarono formulazione legislativa gli insegnamenti fondamentali della scuola di Chiovenda. Si dimise da professore universitario per non sottoscrivere una lettera di sottomissione al duce che gli veniva richiesta dal Rettore del tempo. Nominato Rettore dell'Universita' di Firenze il 26 luglio 1943, dopo l'8 settembre fu colpito da mandato di cattura, cosicche' esercito' effettivamente il suo mandato dal settembre 1944, cioe' dalla liberazione di Firenze, all'ottobre 1947. Presidente del Consiglio nazionale forense dal 1946 alla morte, fece parte della Consulta Nazionale e della Costituente in rappresentanza del Partito d'Azione. Partecipo' attivamente ai lavori parlamentari come componente della Giunta delle elezioni della commissione d'inchiesta e della Commissione per la Costituzione. I suoi interventi nei dibattiti dell'assemblea ebbero larga risonanza: specialmente i suoi discorsi sul piano generale della Costituzione, sugli accordi lateranensi, sulla indissolubilita' del matrimonio, sul potere giudiziario. Nel 1948 fu deputato per "Unita' socialista". Nel 1953 prese parte alla fondazione del movimento di "Unita' popolare" assieme a Ferruccio Parri, Tristano Codignola e altri. Accademico nazionale dei Lincei, direttore dell'Istituto di diritto processuale comparato dell'Universita' di Firenze, direttore con Carnelutti della "Rivista di diritto processuale", con Finzi, Lessona e Paoli della rivista "Il Foro toscano" e con Alessandro Levi del "Commentario sistematico della Costituzione italiana", nell'aprile del 1945 fondo' la rivista politico-letteraria "Il Ponte". Mori' a Firenze nel 1956". Tra le opere di Piero Calamandrei segnaliamo particolarmente Uomini e citta' della Resistenza, edito nel 1955 e successivamente ristampato da Laterza, Roma-Bari 1977, poi riproposto da Linea d'ombra, Milano 1994, e nuovamente ripubblicato da Laterza nel 2006.

- Primo Levi e' nato a Torino nel 1919, e qui e' tragicamente scomparso nel 1987. Chimico, partigiano, deportato nel lager di Auschwitz, sopravvissuto, fu per il resto della sua vita uno dei piu' grandi testimoni della dignita' umana ed un costante ammonitore a non dimenticare l'orrore dei campi di sterminio. Le sue opere e la sua lezione costituiscono uno dei punti piu' alti dell'impegno civile in difesa dell'umanita'. Opere di Primo Levi: fondamentali sono Se questo e' un uomo, La tregua, Il sistema periodico, La ricerca delle radici, L'altrui mestiere, I sommersi e i salvati, tutti presso Einaudi; presso Garzanti sono state pubblicate le poesie di Ad ora incerta; sempre presso Einaudi nel 1997 e' apparso un volume di Conversazioni e interviste. Altri libri: Storie naturali, Vizio di forma, La chiave a stella, Lilit, Se non ora, quando?, tutti presso Einaudi; ed Il fabbricante di specchi, edito da "La Stampa". Ora l'intera opera di Primo Levi (e una vastissima selezione di pagine sparse) e' raccolta nei due volumi delle Opere, Einaudi, Torino 1997, a cura di Marco Belpoliti. Opere su Primo Levi: AA. VV., Primo Levi: il presente del passato, Angeli, Milano 1991; AA. VV., Primo Levi: la dignita' dell'uomo, Cittadella, Assisi 1994; Marco Belpoliti, Primo Levi, Bruno Mondadori, Milano 1998; Massimo Dini, Stefano Jesurum, Primo Levi: le opere e i giorni, Rizzoli, Milano 1992; Ernesto Ferrero (a cura di), Primo Levi: un'antologia della critica, Einaudi, Torino 1997; Ernesto Ferrero, Primo Levi. La vita, le opere, Einaudi, Torino 2007; Giuseppe Grassano, Primo Levi, La Nuova Italia, Firenze 1981; Gabriella Poli, Giorgio Calcagno, Echi di una voce perduta, Mursia, Milano 1992; Claudio Toscani, Come leggere "Se questo e' un uomo" di Primo Levi, Mursia, Milano 1990; Fiora Vincenti, Invito alla lettura di Primo Levi, Mursia, Milano 1976.

- Alfio Pannega nacque a Viterbo il 21 settembre 1925, figlio della Caterina (ma il vero nome era Giovanna), epica figura di popolana di cui ancor oggi in citta' si narrano i  motti e le vicende trasfigurate ormai in leggende omeriche, deceduta a ottantaquattro anni nel 1974. E dopo gli anni di studi in collegio, con la madre visse fino alla sua scomparsa, per molti anni abitando in una grotta nella Valle di Faul, un tratto di campagna entro la cinta muraria cittadina. A scuola da bambino aveva incontrato Dante e l'Ariosto, ma fu lavorando "in mezzo ai butteri della Tolfa" che si appassiono' vieppiu' di poesia e fiori' come poeta a braccio, arguto e solenne declamatore di impeccabili e sorprendenti ottave di endecasillabi. Una vita travagliata fu la sua, di duro lavoro fin dalla primissima giovinezza. La raccontava lui stesso nell'intervista che costituisce la prima parte del libro che raccoglie le sue poesie che i suoi amici e compagni sono riusciti a pubblicare pochi mesi prima dell'improvvisa scomparsa (Alfio Pannega, Allora ero giovane pure io, Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2010): tra innumerevoli altri umili e indispensabili lavori manuali in campagna e in citta', per decine di anni ha anche raccolto gli imballi e gli scarti delle attivita' artigiane e commerciali, recuperando il recuperabile e riciclandolo: consapevole maestro di ecologia pratica, quando la parola ecologia ancora non si usava. Nel 1993 la nascita del centro sociale occupato autogestito nell'ex gazometro abbandonato: ne diventa immediatamente protagonista, e lo sara' fino alla fine della vita. Sapeva di essere un monumento vivente della Viterbo popolare, della Viterbo migliore, e il popolo di Viterbo lo amava visceralmente. E' deceduto il 30 aprile 2010, non risvegliandosi dal sonno dei giusti. Alcuni testi commemorativi sono stati piu' volte pubblicati sul notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino", ad esempio negli "Archivi della nonviolenza in cammino" nn. 56, 57, 58, 60; cfr. anche il fascicolo monografico dei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 265 ed ancora i "Telegrammi della nonviolenza in cammino" nn. 907-909, e i fascicoli di "Coi piedi per terra" n. 546 e i nn. 548-552 (tutti disponibili dalla pagina web http://lists.peacelink.it/nonviolenza/ ).

 

5. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Riletture

- Alfred Kadushin, Il colloquio nel servizio sociale, Astrolabio-Ubaldini, Roma 1980, pp. 304.

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Riedizioni

- Philip Roth, Pastorale americana, Einaudi, Torino 1998, 2005, Il sole 24 ore, Milano 2013, pp. 432, euro 9,90.

 

6. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

7. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1217 del 18 marzo 2013

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com , sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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