Telegrammi. 1214



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1214 del 15 marzo 2013

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

 

Sommario di questo numero:

1. Nella ricorrenza della nascita di Albert Einstein

2. Un incontro su "Organizzazione scolastica, diritto allo studio e diritti dei lavoratori"

3. Annibale Scarpante: Di alcuni inquietanti sviluppi del caso italiano

4. La "Carta" del Movimento Nonviolento

5. Per saperne di piu'

 

1. MEMORIA. NELLA RICORRENZA DELLA NASCITA DI ALBERT EINSTEIN

 

Nella ricorrenza della nascita di Albert Einstein, avvenuta ad Ulm il 14 marzo 1879, si e' svolto nella mattinata di giovedi' 14 marzo 2013 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro di commemorazione e di riflessione.

E' stato ricordato lo scienziato e l'umanista, l'intellettuale antifascista, l'uomo impegnato per la pace e per i diritti umani di tutti gli esseri umani, il promotore insieme a Bertrand Russell dell'appello per il disarmo nucleare, il sostenitore di Gandhi e della nonviolenza.

Nel ricordo di Albert Einstein continui l'impegno contro tutte le violenze, per la pace, la giustizia, il rispetto della dignita' umana e della biosfera.

La nonviolenza e' in cammino.

 

2. INCONTRI. UN INCONTRO SU "ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA, DIRITTO ALLO STUDIO E DIRITTI DEI LAVORATORI"

 

Si e' svolto la sera di giovedi' 14 marzo 2013 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro di studio e di riflessione su "Organizzazione scolastica, diritto allo studio e diritti dei lavoratori".

 

3. RIFLESSIONE. ANNIBALE SCARPANTE: DI ALCUNI INQUIETANTI SVILUPPI DEL CASO ITALIANO

 

Il primo: la scomparsa dall'agenda politica delle due decisive questioni della guerra assassina e della persecuzione razzista.

In questo momento l'Italia e' uno stato che partecipa - da oltre dieci anni - alla guerra afgana, una guerra terrorista e stragista, un crimine contro l'umanita'. Questo crimine deve cessare. L'Italia deve tornare al rispetto della sua legge fondamentale che la guerra ripudia. L'Italia deve cessare di essere corresponsabile dei massacri. L'Italia deve cessare immediatamente di partecipare alla guerra.

In questo momento l'Italia e' uno stato che continua a praticare una politica hitleriana - hitleriana, si' - nei confronti dei migranti, che continua a provocarne la morte in mare, che continua a ridurli in condizioni di schiavitu'. Questo crimine deve cessare. L'Italia deve tornare al rispetto della sua legge fondamentale che rispetta i diritti umani di tutti gli esseri umani e prevede il diritto di asilo per chi e' in fuga da luoghi ove la sua vita e i suoi diritti sono in pericolo. L'Italia deve cessare di praticare una scellerata persecuzione razzista, schiavista e assassina. L'Italia deve abrogare immediatamente tutte le misure hitleriane che governi criminali e golpisti hanno illegalmente introdotto - e mantenuto - nell'ordinamento.

*

Il secondo: lo strano caso del signor B.

Ovvero la pretesa di un magnate golpista e corruttore di sottrarsi al giudizio per i suoi misfatti, la pretesa dell'impunita' assoluta. E' assurdo anche solo doverci perdere altro tempo: fondamento dello stato di diritto democratico e' che la legge sia uguale per tutti e tutti i cittadini siano uguali dinanzi alla legge. Gia' troppe volte e troppo a lungo attraverso espedienti scandalosi il signor B. e' riuscito a sottrarsi al dovere di rispondere in tribunale dei reati contestatigli, reati di estrema gravita'. Cessi finalmente questa pretesa di impunita', si svolgano i procedimenti a suo carico come la legge prevede e dispone.

*

Il terzo: il ritorno dell'autobiografia di una nazione.

Un'organizzazione politica che pretende di rappresentare - e nella sua retorica addirittura di essere - la totalita' della popolazione, non e' forse totalitaria?

Un'organizzazione politica in cui vi e' un capo assoluto, profeta e sacerdote, grande fratello e padre padrone, non e' forse totalitaria?

Un'organizzazione politica la cui ideologia e la cui struttura si modella in forma di setta, con tutta la fenomenologia conseguente (gli adepti che si persuadono di essere gli unici puri in un mondo corrotto, le credenze palingenetiche, l'appello apocalittico...), non e' forse totalitaria?

Dietro la confusa e infantile simbologia fumettistica vi e' la medesima propaganda e il medesimo irrazionalismo di massa dei fascismi storici, misticismo orgiastico e culto del capo, spoliticizzazione e autoreferenzialita', fuga dalla liberta' e propensione a deumanizzare l'altro, megalomania e deresponsabilizzazione. Abbiamo motivo e diritto di provarne sdegno e di averne orrore.

Di uomini della provvidenza l'Italia ha gia' fatto due triste ventennali esperienze. Basta, per favore.

Noi amiamo il dubbio e il conflitto.

Il mondo ci appare complesso, le umane vicende sovente aggrovigliate e talora perfino indecidibili. E proprio per questo crediamo nella virtu' della mitezza, della ragione, del dialogo - sappiamo come la contraddizione presieda a molte dinamiche sociali.

La nonviolenza e' sempre plurale.

 

4. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

5. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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