Telegrammi. 908



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 908 del primo maggio 2012

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

 

Sommario di questo numero:

1. Primo maggio

2. Si e' svolto il 30 aprile a Viterbo un incontro in ricordo di Pio La Torre e Alfio Pannega

3. Luciano Dottarelli: L'universalita' concreta di Ernesto Balducci

4. Il 5 per mille al Movimento Nonviolento

5. La "Carta" del Movimento Nonviolento

6. Per saperne di piu'

 

1. EDITORIALE. PRIMO MAGGIO

 

Contro la guerra e contro il razzismo.

Contro lo sfruttamento e l'oppressione.

Contro la devastazione della biosfera.

Per l'internazionale futura umanita'.

 

2. INCONTRI. SI E' SVOLTO IL 30 APRILE A VITERBO UN INCONTRO IN RICORDO DI PIO LA TORRE E DI ALFIO PANNEGA

 

Si e' svolto lunedi' 30 aprile 2012 a Viterbo, presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani", un incontro in ricordo di Pio La Torre, assassinato dalla mafia trent'anni fa il 30 aprile 1982, e di Alfio Pannega, deceduto a Viterbo due anni fa il 30 aprile 2010.

E' stata rievocata la figura e l'azione di Pio la Torre (1927-1982), sindacalista e militante comunista, che condusse una strenua lotta contro il riarmo e la guerra, contro la mafia, per la democrazia.

Ed e' stata rievocata la figura e l'azione di Alfio Pannega (1925-2010), esempio luminoso a Viterbo dell'impegno antifascista, pacifista, ecologista, ed anima e simbolo dell'esperienza di accoglienza, solidarieta', lotta nonviolenta per i beni comuni e i diritti di tutti condotta nel e dal centro sociale occupato autogestito "Valle Faul".

Il responsabile del Centro di ricerca per la pace di Viterbo ha ricordato in particolare le vicende della lotta contro i missili a Comiso e dell'opposizione al potere mafioso - e come anche militanti viterbesi presero parte a quelle lotte contro la guerra e contro la mafia, i poteri occulti, il regime della corruzione. Ha ricordato poi molte esperienze di lotta e di solidarieta' a Viterbo vissute con Alfio Pannega ed il centro sociale.

Al termine dell'incontro e' stato auspicato che in occasione del primo maggio si serbi memoria del significato di questa data: giorno di lotta del movimento delle classi e delle persone sfruttate ed oppresse, lotta di solidarieta' e di liberazione, per il diritto alla vita, alla dignita' e alla felicita' dell'umanita' intera. Il primo maggio sia quindi giorno di opposizione alla guerra e alle uccisioni, giorno di opposizione al razzismo e alle persecuzioni, giorno di opposizione alla violenza dei barbari poteri dominanti che negano i diritti umani di tutti gli esseri umani e devastano la biosfera casa comune dell'umanita' intera. Il primo maggio a Viterbo sia ancora una volta nel nome e nel ricordo di Alfio Pannega.

 

3. MAESTRI. LUCIANO DOTTARELLI: L'UNIVERSALITA' CONCRETA DI ERNESTO BALDUCCI

[Ringraziamo di cuore Luciano Dottarelli (per contatti: luciano.dottarelli at alice.it) per averci messo a disposizione questo ricordo di Ernesto Balducci scritto per una pubblicazione locale.

Luciano Dottarelli, nato a Bolsena il 2 novembre 1956, nel 1980 si e' laureato in Filosofia (con la votazione di 110/110 e lode)  presso l'Universita' degli Studi di Perugia sotto la guida del professor Massimo Baldini (Storia della scienza) con una tesi sul dibattito epistemologico del '900. Dal 1981 al 1984 ha frequentato il corso triennale della Scuola di Specializzazione in Filosofia presso la Facolta' di Magistero dell'Universita' degli Studi di Urbino, seguendo i corsi del professor Italo Mancini e diplomandosi (con la votazione di 70/70 e lode) sotto la guida del professor Pasquale Salvucci con una tesi sulle implicazioni epistemologiche della filosofia di Immanuel Kant. Vincitore di concorso ordinario, nel 1984 e' entrato nei ruoli del Ministero della Pubblica Istruzione. In qualita' di docente in Filosofia, Scienze dell'educazione e Storia, ha svolto attivita' didattica presso varie scuole superiori della provincia di Viterbo fino al 2005. Negli anni accademici 2006-7, 2007-8, 2008-9, 2009-10 e' stato docente a contratto di Filosofia e fondamento dell'etica presso il Master in Management per le organizzazioni complesse dell'Universita' della Tuscia. Per l'anno accademico in corso (2010/2011) e' incaricato, come docente a contratto, degli insegnamenti di: Filosofia della scienza presso la Facolta' di Scienze della Formazione dell'Universita' di Macerata; Filosofia e fondamento dell'etica presso il Master in Management per le organizzazioni complesse dell'Universita' della Tuscia; Bioetica e nutrizione presso il Master in Alimentazione, nutrizione, dietetica dell'Universita' della Tuscia. Ha una pluriennale esperienza come amministratore pubblico: dal 1986 al 1999 ha ricoperto, per tre mandati consecutivi, la carica di Sindaco del Comune di Bolsena; dal 1993 al 2005 ha svolto il ruolo di Consigliere provinciale presso la Provincia di Viterbo (nel 2000 era stato candidato alla Presidenza della Provincia per il centrosinistra, risultando sconfitto nel turno di ballottaggio). Dal 1999 al 2000 e' stato Segretario provinciale dei Democratici di Sinistra di Viterbo. Ha una vasta esperienza di management nel settore dei beni culturali e ambientali. Ha promosso iniziative editoriali, convegni e premi culturali (Premio Tuscia, Premio Bolsena Ambiente) collaborando con varie istituzioni scientifiche ed occupandosi in particolare di gestione delle risorse umane. E' stato responsabile della sezione operativo-didattica nella fase di realizzazione del Museo territoriale del Lago di Bolsena. Dal 16 giugno 2005 al 31 marzo 2010 e' stato Direttore generale della Provincia di Viterbo ed oltre ai compiti piu' generali di coordinamento e di sovrintendenza della gestione complessiva dell'Ente, ha svolto le seguenti funzioni specifiche nell'ambito delle politiche per lo sviluppo sostenibile: e' stato responsabile  del processo Agenda 21 locale; e' stato referente per l'alta direzione (Rad) nel programma di certificazione Emas dell'Ente; e' stato responsabile del progetto Arco Latino, strumento per la definizione di una strategia integrata di sviluppo dell'area del Mediterraneo. In particolare, all'interno dell'Associazione Arco Latino, rete di amministrazioni locali di secondo livello dell'arco mediterraneo occidentale, ha svolto le funzioni di coordinatore tecnico del Gruppo tematico Territorio e sviluppo sostenibile nel periodo in cui alla Provincia di Viterbo ne e' stata assegnata la presidenza (2007-2008). Tra i progetti realizzati: Energia sostenibile; Le nuove frontiere nel Mediterraneo per la sicurezza alimentare; Osservatorio Grandi rischi; Osservatorio europeo del paesaggio; Conferenza Territori di montagna; Analisi dell'impatto della rete Natura 2000; Indicatori economici e benefici degli spazi naturali protetti; Corso fitoterapia e piante officinali; Piante medicinali Monte Athos. Libri pubblicati: Popper e il "gioco della scienza", Erre emme, Roma 1992; Kant e la metafisica come scienza, Erre emme, Roma 1995; Abitare un mondo comune. Follia e metafisica nel pensiero di Kant (Introduzione a I. Kant, Saggio sulle malattie della mente, Massari Editore, Bolsena 2001); Tra Rousseau e Martin Fierro. Radici profonde del pensiero di Ernesto Che Guevara, in Quaderni della Fondazione Ernesto Che Guevara, IV, 2001; Utopia e ragione come luoghi di incontro con l'altro, in AA.VV., Le ragioni della speranza, La Piccola Editrice, Celleno 2003; La persona nella riflessione filosofica e nell'agire politico, in AA.VV., La persona vita della politica, Atti dell'Itinerario di formazione politica di Gens Citta' Nuova, Viterbo 2008. Testi e risorse multimediali disponibili in rete: L'illuminismo magnanimo di Primo Levi (1999), in www.edscuola.it; La positivita' del negativo. Status del rifiuto nel pensiero di alcuni filosofi d'Occidente (1999), in www.edscuola.it; Kant e la critica dell'esaltazione fanatica, in La nonviolenza e' in cammino, 407 (2002); Karl Popper e il paradigma filosofico "classico", in La nonviolenza e' in cammino, 429 (2002); Presentazione di "La solitudine nella societa' globale" di E.Liotta, in La nonviolenza e' in cammino, 709 (2003); Il nostro "caro io" e la "ragione estranea": il contributo di Immanuel Kant alla fondazione della democrazia e del dialogo interculturale (2004), in www.edscuola.it; Presentazione di "Islam e democrazia" di F. Mernissi, in La nonviolenza e' in cammino 69 (2006).

Ernesto Balducci e' nato a Santa Fiora (in provincia di Grosseto) nel 1922, ed e' deceduto a seguito di un incidente stradale nel 1992. Sacerdote, insegnante, scrittore, organizzatore culturale, promotore di numerose iniziative di pace e di solidarieta'. Fondatore della rivista "Testimonianze" nel 1958 e delle Edizioni Cultura della Pace (Ecp) nel 1986. Oltre che infaticabile attivista per la pace e i diritti, e' stato un pensatore di grande vigore ed originalita', le cui riflessioni ed analisi sono decisive per un'etica della mondialita' all'altezza dei drammatici problemi dell'ora presente. Opere di Ernesto Balducci: segnaliamo particolarmente alcuni libri dell'ultimo periodo: Il terzo millennio (Bompiani); La pace. Realismo di un'utopia (Principato), in collaborazione con Lodovico Grassi; Pensieri di pace (Cittadella); L'uomo planetario (Camunia, poi Ecp); La terra del tramonto (Ecp); Montezuma scopre l'Europa (Ecp). Si vedano anche l'intervista autobiografica Il cerchio che si chiude (Marietti); la raccolta postuma di scritti autobiografici Il sogno di una cosa (Ecp); la raccolta postuma di scritti su temi educativi Educazione come liberazione (Libreria Chiari); il manuale di storia della filosofia, Storia del pensiero umano (Cremonese); ed il corso di educazione civica Cittadini del mondo (Principato), in collaborazione con Pierluigi Onorato. Opere su Ernesto Balducci: cfr. i due fondamentali volumi monografici di "Testimonianze" a lui dedicati: Ernesto Balducci, "Testimonianze" nn. 347-349, 1992; ed Ernesto Balducci e la lunga marcia dei diritti umani, "Testimonianze" nn. 373-374, 1995; un'ottima rassegna bibliografica preceduta da una precisa introduzione biografica e' il libro di Andrea Cecconi, Ernesto Balducci: cinquant'anni di attivita', Libreria Chiari, Firenze 1996; recente e' il libro di Bruna Bocchini Camaiani, Ernesto Balducci. La Chiesa e la modernita', Laterza, Roma-Bari 2002; cfr. anche almeno Enzo Mazzi, Ernesto Balducci e il dissenso creativo, Manifestolibri, Roma 2002; e AA. VV., Verso l'"uomo inedito", Fondazione Ernesto Balducci, San Domenico di Fiesole (Fi) 2004. Per contattare la Fondazione Ernesto Balducci: www.fondazionebalducci.it]

 

Andando a ricercare oggi, a vent'anni dalla scomparsa, un filo conduttore che riassuma la complessa figura di Ernesto Balducci, religioso, filosofo, educatore non possiamo fare a meno di specchiarci nella realta' del nostro  presente, non tanto per misurare una scontata "attualita'" quanto per prendere davvero sul serio e mettere alla prova la carica profetica, utopica che ha costantemente nutrito il suo pensiero ed ispirato la sua azione.

Dell'utopia dell'universalismo dei diritti, della pace e della nonviolenza Balducci ha sempre coltivato la dimensione della concretezza, valorizzandone non solo la capacita' di riflettere in controluce (e dunque di denunciare) una realta' in atto di oppressione, di ingiustizia e di terrore; ma rivendicandone addirittura il realismo, il suo essere divenuta da tempo - superata la soglia atomica e nel contesto di una globalizzazione dispiegata - una scelta ragionevole ed anzi inevitabile, se non si vuole condannare il mondo all'annientamento.

La rappresentazione figurale della dialettica tra la tensione utopica, che spinge a chiedere l'impossibile e il realismo politico, che impone di attenersi alla "verita' effettuale", e' affidata spesso negli scritti e nei discorsi di Balducci ad un'immagine carducciana: quella del "profeta disarmato" Girolamo Savonarola che "tra le ridde de' suoi piagnoni non vedeva povero frate, in qualche canto della piazza, sorridere pietosamente il pallido viso di Niccolo' Machiavelli".

Nella contrapposizione tra i due grandi fiorentini del Rinascimento, egli riconosce due prospettive morali e politiche sviluppatesi su direzioni distinte e parallele ma che il movimento della storia si e' incaricato infine di portare a convergenza: il tempo in cui viviamo e' talmente inedito che ormai l'utopia deve apprendere il linguaggio del realismo e il realismo deve, rimettendo in questione le sue premesse, integrare in se' le prospettive dell'utopia.

Vent'anni dopo - e nel bilancio negativo del tempo trascorso non possiamo non iscrivere l'acuirsi delle disuguaglianze sociali ed economiche, la recrudescenza del fanatismo religioso, l'aumento dello stress della biosfera, il proliferare della minaccia nucleare - questa convergenza ci appare ancora piu' urgente e la prospettiva suggerita e testimoniata da Balducci si mostra ancora efficace e vince la sua sfida di fondo, che era quella di parlare a tutti gli uomini in un linguaggio di "universalita' concreta".

Ed e' forse proprio qui che ci sentiamo legittimati a rinvenire la cifra piu' autentica del pensiero e dell'esistenza di Ernesto Balducci: in questo sforzo di superare il proprio "particulare" (anche religioso) e di aprirsi a cio' che accomuna tutti gli uomini.

Di questa vocazione universalistica troviamo testimonianza intellettuale - prima ancora che in libri come L'uomo planetario o L'Altro, un orizzonte profetico, i cui titoli parlano da soli - nella sua quotidiana attivita' di educatore, che lo spinge a scrivere un libro di testo per i licei che si propone significativamente come Storia del pensiero umano, con l'intenzione di contrastare il pregiudizio eurocentrico della storiografia filosofica tradizionale.

Dal punto di vista della sua esperienza religiosa, questa apertura alla pluralita' delle forme umane di spiritualita' si e' espressa nella sua sofferta partecipazione alla dimensione ecclesiale della fede e nell'adesione convinta ai sussulti di rinnovamento in direzione dell'ecumenismo che hanno attraversato la Chiesa nel Novecento.

Solo il radicarsi di questa prospettiva di universalita' concreta in un'esigenza profonda del suo animo puo' aver  permesso ad Ernesto Balducci di sopportare anche la critica che per lui doveva risuonare piu' amara, quella di aver rinsecchito la sorgente della sua fede cristiana, trasfigurandola in un generico umanesimo.

In realta', in quella disponibilita' a far scaturire dalla propria condizione di fede particolare uno sguardo piu' ampio sulla vastita' dell'esperienza umana, il prete di Santa Fiora, il paese della montagna amiatina con le sue sorgenti d'acqua e le sue vedute dall'alto, ritrovava non solo un tratto della propria terra impresso nel proprio carattere, ma anche la vocazione sorgiva e piu' robusta del cristianesimo, quella che si esprime - sono parole di Balducci - quando "trabocca dai confini religiosi e si commisura, senza sforzi, sulla qualita' laica della storia".

 

4. INIZIATIVE. IL 5 PER MILLE AL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Per destinare il 5 per mille delle proprie tasse al Movimento Nonviolento e' sufficiente apporre la propria firma nell'apposito spazio del modulo per la dichiarazione dei redditi e scrivere il numero di codice fiscale dell'associazione: 93100500235.

Per contattare il Movimento Nonviolento, per saperne di piu' e per contribuire ad esso anche in altri modi (ad esempio aderendovi): via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e 15-19), fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

 

5. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

6. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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