Minime. 207



NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 207 del 9 settembre 2007

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Sommario di questo numero:
1. Peppe Sini: Giunse Attila alle terme
2. Bojana Stoparic: Formazione contro la violenza di genere
3. Pasquale Pugliese: L'incontro di Palmi
4. Lorella Pica: Un invito ad Attigliano
5. Il "Cos in rete" di agosto
6. Norberto Bobbio ricorda Ludovico Geymonat
7. In dieci citta' italiane l'11 settembre
8. La "Carta" del Movimento Nonviolento
9. Per saperne di piu'

1. EDITORIALE. PEPPE SINI: GIUNSE ATTILA ALLE TERME

Venne Attila alle terme.
Venne e disse: facciamo un bell'aeroporto, e le mie orde chiamiamole turisti
low cost.
E dovo oggi e' il cuore della storia e dell'identita' di Viterbo, facciamone
un non-luogo.
Dove oggi la gente viene a curarsi, spandiamo le polveri sottili che
l'avveleni per sempre.
E dove oggi vi e' una citta' e la sua storia facciamo rombare ossessivi e
sempiterni questi nuovi tamburi di guerra che dall'alto neghino ogni riposo,
ogni parola sussurrata o lieve detta, ogni armonia di musica.
E dove oggi vigono le leggi, di esse facciamone strame, e a chi parla di
valutazione d'impatto ambientale sghignazziamogli in faccia, e a chi parla
di diritto alla salute sghignazziamogli in faccia, e a chi parla di beni
culturali e ambientali sghignazziamogli in faccia, e a chi vuol difendere la
biosfera dall'effetto serra un colpo si somministri di scimitarra.
Una nuova servitu' qui insediamo, e una devastazione senza scampo.
Venne Attila alle terme.

2. RIFLESSIONE. BOJANA STOPARIC: FORMAZIONE CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE
[Ringraziamo Maria G. Di Rienzo (per contatti: sheela59 at libero.it) per
averci messo a  disposizione nella sua traduzione il seguente articolo
apparso su "We News" del 6 settembre 2007.
Bojana Stoparic, giornalista, e' corrispondente di "We News"]

Zagabria, Croazia. Ai loro insegnanti, genitori ed amici, Tanja e Mario
sembravano essere i tipici fidanzatini da liceo. Ma dopo un paio di mesi di
relazione, Mario divenne sempre piu' possessivo e geloso, voleva sapere dove
fosse Tanja a qualunque ora, e le disse di "smettere di vestirsi come una
prostituta" quando la vide indossare una maglietta corta. Una sera, alla
festa di compleanno di un amico, Mario la vide parlare con altri ragazzi:
divento' furibondo, e la schiaffeggio' cosi' forte da farla cadere su un
tavolo.
Tanja e Mario sono i personaggi fittizi di un libretto piegato come una
barra di cioccolato, che viene distribuito agli adolescenti croati nelle
scuole e nei centri per la gioventu'. Ma anche se i due ragazzi non sono
reali, gli abusi descritti lo sono eccome. Il 60% delle ragazze croate fra i
16 e i 19 anni ha fatto esperienza di qualche forma di violenza all'interno
di una relazione romantica, secondo i dati dell'inchiesta condotta nel 2004
dalla stessa organizzazione che ha prodotto il libretto, il "Centro per
l'educazione, la consulenza e la ricerca" di Zagabria. L'inchiesta chiedeva
anche a studenti e studentesse di esprimere le loro visioni sulla violenza
fisica, quella emozionale e quella sessuale. Il Centro sta prendendo parte
ad un progetto triennale che implementa iniziative in Serbia, Croazia e
Bosnia per educare i giovani alla prevenzione di ogni forma di violenza di
genere.
Inchieste condotte nel 2003 e nel 2004 da ong locali hanno scoperto che
circa un terzo delle donne in Croazia e circa due terzi delle donne in
Bosnia hanno sperimentato un qualche tipo di abuso dai loro compagni. In
aggiunta, uno studio dell'Organizzazione mondiale della sanita' del 2003
riporto' che il 23% delle donne serbe aveva sofferto di violenza fisica
perpetrata da un partner.
"La violenza che esiste nella vita di ogni giorno, che i giovani vedono a
casa e nella societa', viene replicata nelle relazioni adolescenziali",
spiega Jadranka Milicevic, direttrice progettista dell'ufficio
internazionale di "Care" a Sarajevo, in Bosnia. L'ong umanitaria, che ha il
suo quartier generale a Chatelaine, in Svizzera, sta fornendo sostegno
finanziario e tecnico per i gruppi di donne di tutti e tre i paesi che si
stanno impegnando in un grosso sforzo contro la violenza di genere. Il
progetto ha avuto inizio nel 2006, e si espandera' con l'inizio dell'anno
scolastico questo mese.
Non vi sono statistiche che possano misurare quanto la violenza contro le
donne sia cresciuta dall'inizio delle guerre nella regione (1991-1995) al
conseguente smembramento della Jugoslavia. Durante il conflitto, la violenza
sessuale venne usata come arma di guerra, e si stima ad esempio in 20.000 il
numero delle donne bosniache musulmane stuprate durante quel periodo.
Jadranka Milicevic dice che la violenza odierna contro le donne deve essere
messa in relazione ai cambiamenti sociali e politici che si sono dati
durante e dopo la guerra: "Gli uomini assunsero i ruoli dei combattenti, dei
protettori e dei leader nella vita pubblica e politica, mentre le donne
vennero relegate alla sfera domestica. L'alto tasso di disoccupazione
femminile ha reso le donne ulteriormente vulnerabili alla violenza".
L'essere senza lavoro puo' impedire a una donna di lasciare una relazione
violenta, e la mette a rischio di essere trafficata o forzata alla
prostituzione. Secondo le statistiche governative, nel 2006 il tasso di
occupazione femminile era al 35%.
Dai giovani uomini, in Croazia, Serbia, Bosnia e nel vicino Montenegro, ci
si aspetta che provino la loro mascolinita' tramite la violenza fisica,
dicono i risultati della ricerca sul campo effettuata dal Centro
Internazionale di Ricerca sulle Donne. I risultati indicano anche che sono
in particolare i padri e gli amici ad incoraggiare i ragazzi ad essere
violenti contro altri giovani maschi; ad usare la forza per difendere le
loro famiglie ed i loro amici, cosi' come il loro orgoglio e la loro
reputazione. Le scazzottate in risposta ad atti di bullismo nei gruppi di
pari sono un "normale" fatto della vita per i bambini delle elementari.
La violenza contro le donne, d'altro canto, viene descritta come "vigliacca"
dalla maggioranza dei giovani uomini interpellati per la ricerca. Allo
stesso tempo, molti di essi non considerano violenza prendere una donna a
schiaffi o a pugni. "Le situazioni che identificavano come giustificative
della violenza erano primariamente in relazione alla necessita' che la loro
autorita' non venisse messa in discussione", dice Aparna Jain, specialista
in salute pubblica e discriminazione del Centro Internazionale di Ricerca
sulle Donne. Queste situazioni includono praticamente di tutto, compreso il
maledire il padre di un partner, da parte della donna, per rompere la
relazione con lui.
L'inchiesta effettuata dal Centro per l'educazione, la consulenza e la
ricerca di Zagabria fra gli studenti delle superiori ha riportato che il 25%
dei ragazzi e il 12% delle ragazze non pensava che forzare una persona a
compiere atti sessuali fosse violento; e il 26% dei maschi ed il 13% delle
femmine riteneva che schiaffeggiare la fidanzata o il fidanzato non fosse un
abuso.
*
Per cominciare a cambiare queste attitudini, il gruppo croato si e'
concentrato sulla formazione degli insegnanti e degli psicologi scolastici
rispetto alla violenza nelle relazioni fra adolescenti. Molti degli
educatori organizzano poi seminari extrascolastici per i loro studenti.
Sanela Stubelj, insegnante di liceo nella citta' di Krizevcima, ci ha detto
che ha dovuto faticare parecchio per ricavare lo spazio e il tempo per
tenere il seminario nella sua scuola. Ma quando ha curato un programma per
la locale radio giovanile, l'animata discussione che si e' generata fra i
ragazzi su cosa sia o non sia un abuso, le ha mostrato che i suoi sforzi
erano serviti a molto.
Biserka Savora, psicologa scolastica alla scuola professionale "Rudolf
Peresin" per meccanici d'aviazione, che si trova accanto all'aeroporto di
Zagabria, ha anche scoperto che gli studenti che avevano partecipato ai suoi
seminari erano ansiosi di passare quel che avevano appreso ai loro compagni.
Hanno creato poster sulla violenza di genere che sono stati esposti nella
locale libreria, ed hanno tenuto conferenze per altri studenti e genitori.
"L'amministrazione scolastica sostiene queste attivita' a patto che io non
chieda denaro e non causi scandalo", spiega Savora. Nel frattempo, il Centro
Donne Autonome (che affianca il progetto di "Care" a Belgrado) si sta
rivolgendo agli studenti universitari che si preparano a diventare avvocati,
giudici, assistenti sociali e psicologi. Secondo Natasa Jovanovic, che
coordina l'iniziativa, questi futuri professionisti devono essere educati
rispetto agli stereotipi di genere, di modo che possano compiere il loro
lavoro senza pregiudizi, e senza perpetuare il forte stigma che le vittime
di violenza di genere incontrano attualmente. Il Centro sta formando alcuni
di questi studenti e studentesse affinche' essi formino poi i loro pari,
attraverso giochi creativi e gruppi di discussione.
"Alcune persone vengono ai seminari con la mente aperta, e dopo ti accorgi
che li hai fatti pensare", dice Tijana Todorovic, una delle
studentesse-educatrici, "Altri continuano semplicemente ad aggrapparsi alle
loro convinzioni".
Coinvolgere uomini e ragazzi e' stata una sfida in tutti i paesi. Le
attiviste del Centro per l'educazione, la consulenza e la ricerca di
Zagabria dicono che fra gli studenti e gli insegnanti che partecipano alle
iniziative la stragrande maggioranza e' femminile. Ma i giovani uomini sono
anche i destinatari di una campagna promotrice della nonviolenza che Care
sta sviluppando e che partira' quest'autunno, basandosi sugli studi del
Centro Internazionale di Ricerca sulle Donne. La campagna comprendera' l'uso
dei media e specifica formazione all'interno delle comunita', ma i dettagli
non sono ancora stati definiti.
*
Per maggiori informazioni:
- Center for Education, Counseling, and Research: www.cesi.hr/eng
- Autonomous Women's Center: www.womenngo.org.yu/english
- Medica: www.medica.org.ba/english/about-us

3. INCONTRI. PASQUALE PUGLIESE: L'INCONTRO DI PALMI
[Ringraziamo Pasquale Pugliese (per contatti: puglipas at interfree.it o anche
educazione at nonviolenti.org) per questo resoconto.
Pasquale Pugliese, educatore presso i Gruppi educativi territoriali del
Comune di Reggio Emilia, dove risiede, laureato in filosofia con una tesi su
Aldo Capitini, e' impegnato nel Movimento Nonviolento (del cui comitato di
coordinamento fa parte), nella Rete di Lilliput ed in numerose iniziative di
pace; e' stato il principale promotore dell'iniziativa delle "biciclettate
nonviolente"]

Nel caldo pomeriggio di sabato 25 agosto avrebbe dovuto svolgersi a Palmi
l'incontro regionale calabrese degli iscritti al Movimento Nonviolento e
degli abbonati ad "Azione nonviolenta": in realta' grazie all'impegno
organizzativo profuso da Raffaello Saffioti - che ha anche ospitato
l'incontro presso la sede dell'associazione Casa per la pace "Domenico
Cardone" - e probabilmente sull'onda dell'emozione suscitata dalla strage di
Duisburg (che nella notte di ferragosto ha lanciato l'offensiva violenta
della 'ndrangheta dalla Calabria all'Europa) l'iniziativa si e' trasformata
di fatto nel primo incontro regionale delle diverse associazioni calabresi
orientate alla nonviolenza.
Erano presenti 27 persone provenienti da tutta la Calabria, da Cosenza a
Reggio, in rappresentanza di gruppi storici e recenti, portatori di
esperienze di lotta e di riflessione: dal "Sentiero nonviolento" di Cosenza
alle "Comunita' libere" di Gioiosa Jonica, dai "Quaderni del Sud / Quaderni
Calabresi" di Vibo Valentia all'Assefa di Reggio Calabria (solo per citarne
alcuni), oltre a molti amici di Palmi aderenti all'assocazione Casa per la
pace e, in alcuni casi, abbonati alla nostra rivista. Qualcuno che non e'
riuscito a partecipare di persona ha inviato un messaggio di adesione e di
buon lavoro.
*
Dopo l'intervento di benvenuto di Saffioti ed un primo giro di presentazione
dei partecipanti, abbiamo ricordato la motivazione originaria che ha
generato questa convocazione: l'avvicinarsi del XXII congresso nazionale del
Movimento Nonviolento, il quale e' consuetudine che sia preceduto da alcuni
incontri regionali di preparazione, organizzati da amici della nonviolenza
in varie parti d'Italia e che quest'anno abbiamo voluto proporre anche in
Calabria.
Abbiamo illustrato percio' brevemente il senso del tema generale del
congresso, "la nonviolenza e' politica per il disarmo, ripudia la guerra e
gli eserciti", e scorso i temi specifici dei diversi gruppi di lavoro in cui
sui articolera' l'appuntamento veronese d'inizio novembre. L'attenzione di
tutti si e' focalizzata in particolare sul gruppo di lavoro "resistenza
nonviolenta contro il potere mafioso", argomento al quale "Azione
nonviolenta" ha dedicato di recente un numero monografico (n. 6 del 2007).
Ribadiamo come quello della 'ndrangheta sia un vero e proprio sistema di
violenza, che si esprime pesantemente nelle tre forme della violenza
illustrate da Galtung: quella diretta, quella strutturale e quella
culturale, tanto da essere definita  dai magistrati la mafia perfetta, e
come sia necessario dunque che anche nel congresso che definisce gli
indirizzi di azione futura del Movimento Nonviolento nazionale sia
affrontato questo tema. Ma cio' puo' essere fatto con autorevolezza e
profondita' nella misura in cui vi prendano parte coloro che - in Calabria e
nelle altre regioni dominate da questo sistema perverso - lo affrontano
quotidianamente con gli strumenti della nonviolenza.
*
Il momento successivo ha visto la presentazione delle esperienze presenti.
Tra i diversi intervenuti ne ricordiamo alcuni.
Francesco Tassone ha illustrato l'esperienza del Movimento meridionale, che
edita la rivista "Quaderni del Sud / Quaderni Calabresi", raccontando che
all'inizio della loro storia politico-culturale qualcuno avrebbe voluto
scegliere l'indirizzo di avanguardia leninista, invece il Movimento
meridionale ha deciso di "collocarsi all'interno di un processo popolare e
comunitario, cioe' nonviolento" e da questo versante combattere la mafia in
quanto manifestazione di una situazione piu' complessiva di violenza, con la
quale e' necessario che tutte le associazioni che operano in Calabria si
confrontino, partendo da un'analisi delle condizioni del territorio. E'
percio' auspicabile costituire un collegamento regionale delle associazioni,
ed a questo scopo il Movimento meridionale propone ai partecipanti uno
specifico documento politico.
Francesca Mele, del Segretariato attivita' ecumeniche, ribadisce che
l'occasione e' propizia per pensare ad un coordinamento regionale che
consenta di affrontare contemporaneamente da molti punti di vista la
questione della mafia nel contesto globale. In questo senso alcuni teologi
che lavorano sul tema della liberazione stanno cercando di declinare la
teologia della liberazione anche in Italia sul versante della lotta alle
mafie.
Maria Romeo, insegnante, ha ricordato come in questa terra fin da bambini si
e' educati alla rassegnazione e al dover convivere con la mafia (ecco un
importante elemento della violenza culturale su cui si innesta la
proliferazione mafiosa!) e per molti la convivenza e' stata considerata
sostenibile. Oggi, dopo l'omicidio Fortugno e la strage in Germania si e'
capito che non lo e' piu'. Per cui proprio questo e' il momento di unire le
forze.
Romolo Perrotta del Sentiero nonviolento fa un passo in avanti e propone un
coordinamento regionale delle associazioni nonviolente che scelga un
progetto annuale da sviluppare in tutte le realta', pur nel rispetto delle
diverse identita'. Ha ricordato inoltre come la propria storia associativa,
passata e recente, affondi le radici nello studio di Gandhi e ha dichiarato
che il loro impegno e' rivolto ad ottenere una legislazione regionale per
l'educazione alla pace ed alla nonviolenza.
Francesca Mileto delle Comunita' libere ha ricordato come in Calabria ci sia
gia' la possibilita' di svolgere azioni nonviolente e l'esperienza delle
Comunita' libere, Movimento di difesa popolare nonviolenta per la democrazia
e la liberta' in Calabria lo dimostra. Raccontando l'esperienza delle
Comunita', ha spiegato che "la ndrangheta - che oggi non pretende piu' gli
appalti, ma vuole governare direttamente - e' il nostro male e noi dobbiamo
batterci in prima fila, ma e' anche un problema di tutti per cui bisogna
fare un movimento di lotta a livello nazionale".
Naturalmente, ci sono stati molti altri interventi, sono state dette molte
altre cose e poste delle importanti domande, a cui - in quella sede - non e'
stato possibile dare risposte, ma questo e' quanto ci rimane come senso del
percorso di svolgimento di questo pomeriggio palmese.
*
Infine, ci siamo salutati ricordando che, proprio per avviare stabili e
auspicati collegamenti nazionali, sarebbe importante vedere la nascita in
Calabria di un "Centro per la nonviolenza" legato al Movimento Nonviolento,
cosi' come sarebbe utile che alcuni degli amici presenti portassero le loro
esperienze e riflessioni a Verona, per aprire la questione della lotta alla
mafia in maniera forte ed autorevole all'interno del congresso nazionale del
Movimento Nonviolento.
In ogni caso, ci si e' lasciati con la sensazione che il 25 agosto a Palmi
sia avvenuto qualcosa d'importante, seppur breve e inadeguato alla
pesantezza e urgenza delle questioni, e percio' con l'impegno di considerare
questo solo come il primo di una serie di incontri, da svolgere a scadenza
periodica, per avviare un maggiore conoscenza reciproca e un approfondimento
collettivo dei temi. E magari per sviluppare una ipotesi di organizzazione
regionale.

4. INCONTRI. LORELLA PICA: UN INVITO AD ATTIGLIANO
[Da Lorella Pica (per contatti: info at sullastradaonlus.it) riceviamo e
diffondiamo.
Lorella Pica, gia' apprezzata pubblica amministratrice, e' impegnata
nell'associazione di solidarieta' "Sulla strada" ed in molte iniziative di
pace, solidarieta', nonviolenza.
Per sostenere le attivita' di solidarieta' in America Latina e in Africa
dell'associazione "Sulla strada": via Ugo Foscolo 11, 05012 Attigliano (Tr),
tel. 0744992760, cell. 3487921454, e-mail: info at sullastradaonlus.it, sito:
www.sullastradaonlus.it]

Carissimi,
vi scrivo per ricordarvi che il prossimo 21 ottobre ci sara' un pranzo ad
Attigliano per sostenere i nostri progetti in Guatemala.
Vi chiedo di partecipare numerosi e di coinvolgere piu' gente possibile
perche' e' un momento particolare della nostra associazione, in cui abbiamo
veramente un gran bisogno di sostegno.
Staremo insieme, come al solito, in allegria, impegno e condivisione. Sara'
un momento di confronto e di analisi delle cose gia' fatte e quelle da fare.
Ma sopratutto sara' l'occasione di darci forza gli uni con gli altri e di
guardarci negli occhi e credere che ce la possiamo fare.
Sono troppi i bambini e anche gli adulti che aspettano da noi una mano per
alzare lo sguardo verso prospettive di vita nuove e a volte semplicemente
verso una speranza di vita.
Spero di vedervi tutti, tantissimi, come ogni anno, il 21 ottobre ad
Attigliano. Fra pochi giorni vi arrivera' il nuovo notiziario con le novita'
di questi ultimi tempi e la' troverete anche i dettagli dell'iniziativa.
Grazie ancora per tutto quello che state facendo per i piu' piccoli dei
poveri.

5. STRUMENTI. IL "COS IN RETE" DI AGOSTO
[Dall'associazione nazionale Amici di Aldo Capitini (per contatti:
l.mencaroni at libero.it) riceviamo e diffondiamo]

Cari amici,
vi segnaliamo l'ultimo aggiornamento di agosto 2007 del "Cos in rete",
www.cosinrete.it
Ricordando il Cos (Centro di orientamento sociale) di Capitini, il primo
esperimento di partecipazione democratica alle decisioni del potere locale e
nazionale, raccogliamo e commentiamo una scelta di quello che scrive la
stampa sui temi capitiniani della nonviolenza, difesa della pace,
liberalsocialismo, partecipazione al potere di tutti, controllo dal basso,
religione aperta, educazione aperta, antifascismo, tra i quali in questo
numero ci sono: I figli del consumismo; La democrazia fittizia e quella
reale; Le speranze coltivate; Il potere alle donne: come e perche'; Tempo
pieno e illuminista; La distruzione della terra e dei contadini; ecc.
La partecipazione al Cos in rete e' libera e aperta a tutti mandando i
contributi all'indirizzo e-mail: capitini at tiscali.it o al blog del Cos:
http://cos.splinder.com
Il sito con scritti di e su Aldo Capitini e': www.aldocapitini.it

6. MEMORIA. NORBERTO BOBBIO RICORDA LUDOVICO GEYMONAT (2001)
[Dal "Corriere della sera" del 24 novembre 2001 riprendiamo il seguente
ricordo di Ludovico Geymonat scritto da Norberto Bobbio, li' pubblicato col
titolo "Geymonat. Il pensatore che cambio' l'accademia".
Norberto Bobbio e' nato a Torino nel 1909 ed e' deceduto nel 2004,
antifascista, filosofo della politica e del diritto, autore di opere
fondamentali sui temi della democrazia, dei diritti umani, della pace, e'
stato uno dei piu' prestigiosi intellettuali italiani del XX secolo. Opere
di Norberto Bobbio: per la biografia (che si intreccia con decisive vicende
e cruciali dibattiti della storia italiana di questo secolo) si vedano il
volume di scritti autobiografici De Senectute, Einaudi, Torino 1996; e
l'Autobiografia, Laterza, Roma-Bari 1997; tra i suoi libri di testimonianze
su amici scomparsi (alcune delle figure piu' alte dell'impegno politico,
morale e intellettuale del Novecento) cfr. almeno Italia civile, Maestri e
compagni, Italia fedele, La mia Italia, tutti presso l'editore Passigli,
Firenze. Per la sua riflessione sulla democrazia cfr. Il futuro della
democrazia; Stato, governo e societa'; Eguaglianza e liberta'; tutti presso
Einaudi, Torino. Sui diritti umani si veda L'eta' dei diritti, Einaudi,
Torino 1990. Sulla pace si veda Il problema della guerra e le vie della
pace, Il Mulino, Bologna, varie riedizioni; Il terzo assente, Sonda, Torino
1989; Una guerra giusta?, Marsilio, Venezia 1991; Elogio della mitezza,
Linea d'ombra, Milano 1994. A nostro avviso indispensabile e' anche la
lettura di Politica e cultura, Einaudi, Torino 1955, 1977; Profilo
ideologico del Novecento, Garzanti, Milano 1990; Teoria generale del
diritto, Giappichelli, Torino 1993. Opere su Norberto Bobbio: segnaliamo
almeno Enrico Lanfranchi, Un filosofo militante, Bollati Boringhieri, Torino
1989; Piero Meaglia, Bobbio e la democrazia: le regole del gioco, Edizioni
cultura della pace, S. Domenico di Fiesole 1994; Tommaso Greco, Norberto
Bobbio, Donzelli, Roma 2000; AA. VV., Norberto Bobbio tra diritto e
politica, Laterza, Roma-Bari 2005; AA. VV., Norberto Bobbio maestro di
democrazia e di liberta', Cittadella, Assisi 2005; AA. VV., Lezioni Bobbio,
Einaudi, Torino 2006. Per la bibliografia di e su Norberto Bobbio uno
strumento di lavoro utilissimo e' il sito del Centro studi Piero Gobetti
(www.erasmo.it/gobetti).
Ludovico Geymonat (1908-1991) antifascista, partigiano, docente,
intellettuale di forte impegno civile, e' stato uno dei maggiori filosofi
italiani del Novecento; filosofo della scienza, studioso di logica
matematica, storico del pensiero scientifico e filosofico; si laureo'
all'Universita' di Torino in filosofia (1930) e in matematica (1932); fu
avversario precoce del fascismo: avendo rifiutato di iscriversi al partito
fascista, gli fu preclusa ogni possibilita' di carriera accademica, fu
costretto quindi ad insegnare nelle scuole private; prese parte alla
Resistenza e fu partigiano in Piemonte; dal 1956 al 1978 insegno'
all'Universita' di Milano nella prima cattedra italiana di filosofia della
scienza; partecipo' alla fondazione del Centro di studi metodologici di
Torino, diresse importanti collezioni di testi scientifici per vari editori;
e' l'autore della monumentale Storia del pensiero filosofico e scientifico
(Garzanti 1970-1976), autentica pietra miliare nella storiografia filosofica
italiana. Fra le opere di Ludovico Geymonat: Il problema della conoscenza
nel positivismo, Bocca, Torino 1931; La nuova filosofia della natura in
Germania, Bocca, Torino 1934; Studi per un nuovo razionalismo, Chiantore,
Torino 1945; Saggi di filosofia neorazionalistica, Einaudi, Torino 1953;  Il
pensiero scientifico, Garzanti, Milano 1954; Storia del pensiero filosofico,
Garzanti, Milano, 1955-1956 (tre voll.); Storia della filosofia, Garzanti,
Milano 1956-1957 (tre voll.); Galileo Galilei, Einaudi, Torino 1956, 198O;
Logica matematica e algebra moderna, Zanichelli, Bologna 1958; Filosofia e
filosofia della scienza, Feltrinelli, Milano 1960, 1975; (con renato
Tisato), Filosofia e pedagogia nella storia della civilta', Garzanti, Milano
1961-1962 (tre voll.); Storia del pensiero filosofico e scientifico,
Garzanti, Milano 1970-1976; (con Enrico Bellone, Giulio Giorello, Silvano
Tagliagambe), Attualita' del materialismo dialettico,  Editori Riuniti, Roma
1974; Scienza e realismo, Feltrinelli, Milano 1977; Contro il moderatismo,
Feltrinelli, Milano 1978; (a cura di Giulio Giorello e Marco Mondadori),
Paradossi e rivoluzioni, Il Saggiatore, Milano 1979; Filosofia e filosofia
della scienza, Feltrinelli, Milano 1980; Per Galileo. Attualita' del
razionalismo, Bertani, Verona 1981; Riflessioni critiche su Kuhn e Popper,
Dedalo, Bari 1983; Lineamenti di filosofia della scienza, Mondadori, Milano
1986, Utet, Torino 2006; (con Giulio Giorello), Le ragioni della scienza,
Laterza, Roma-Bari 1986; La liberta', Rusconi, Milano 1988, 1994; La
societa' come milizia, Marcos y Marcos, Milano 1989; I sentimenti, Rusconi,
Milano 1989; (con Evandro Agazzi, Fabio Minazzi), Filosofia, scienza e
verita', Rusconi, Milano 1989; La Vienna dei paradossi. Controversie
filosofiche e scientifiche nel Wiener Kreis, Il Poligrafo, 1991; (con Fabio
Minazzi), Dialoghi sulla pace e la liberta', Cuen, Napoli 1992; La ragione,
Piemme, 1994; Lezioni su Galileo, Barbieri, 2004. Opere su Ludovico
Geymonat: Corrado Mangione (a cura di), Scienza e filosofia. Saggi in onore
di Ludovico Geymonat, Garzanti, Milano 1985; Fabio Minazzi, Filosofia,
scienza e vita civile nel pensiero di Ludovico Geymonat, La Citta' del Sole,
Napoli 2003; Fabio Minazzi, Contestare e creare. La lezione
epistemologico-civile di Ludovico Geymonat, La Citta' del Sole, Napoli 2004]

Sono tanto avanti negli anni che ho visto morire gran parte dei miei amici,
miei coetanei. Ludovico Geymonat aveva un anno piu' di me. Avevamo
frequentato scuole diverse. C'eravamo conosciuti all'universita' e fra di
noi si era stabilita un'amicizia fraterna, cosi' come fraterne erano le
nostre litigate sulle convinzioni ultime e sulla visione politica. Lui era
un estremista, e lo faceva notare con una certa forza, io sono sempre stato
un moderato, ma le nostre litigate non diminuivano per nulla la fraternita'
della nostra amicizia. Avevamo in comune un atteggiamento polemico nei
riguardi del fascismo. La sua avversione al regime che esprimeva senza
reticenze, con grande liberta', gli aveva spesso procurato dei guai
all'inizio della sua carriera, che aveva superato con spavalderia.
Avevamo passato un'estate, insieme con Renato Treves, in Germania. Allora la
conoscenza del tedesco era indispensabile per chi si avviava alla carriera
degli studi. Lui era stato per un certo periodo di tempo a Gottinga, in cui
c'era una celebre scuola matematica. Poi ci eravamo riuniti con Treves a
Heidelberg, dove eravamo ospiti di una vecchia signora, i cui non lauti
pasti ci costringevano a ricorrere a supplementi durante la giornata.
Ricordo ancora il suo nome: si chiamava Frau Deussen. L'abbiamo spesso
ricordata tra noi. Geymonat era sin d'allora comunista e si godeva la
liberta' e il piacere di comprare ogni giorno il giornale del Partito
Comunista, "Die rote Fahne" (la bandiera rossa), un piacere che in Italia
sotto il tallone fascista gli era precluso e che in Germania se pur per poco
tempo ancora era possibile soddisfare. Eravamo nel '32 e gia' le nuvole
erano in cielo ma la tempesta non era ancora avvenuta.
Ho partecipato con grande gioia al fidanzamento prima e al matrimonio poi
con la cara Virginia, figlia di un alto magistrato che aveva trascorso per
missioni speciali alcuni anni in Cina, di cui lei raccontava volentieri i
bei ricordi. L'amicizia e' durata tutta la vita. Lui era almeno in apparenza
un giovane robustissimo. Io ero al suo confronto un mingherlino, ma il
destino ha voluto concedermi questa lunga vita e lui fece morire molti anni
fa. Il ricordo e' ancora vivo.
Esprimeva con forza la sua personalita' fiera e l'espressione delle sue
convinzioni era focosa sino a suscitare avversione da parte di persone meno
concitate. Ma la sincerita' era una bella caratteristica del suo animo.
Nella libera manifestazione delle sue idee era tanto sicuro di se' da
mettere in soggezione gli avversari. Impossibile tenergli testa quando
s'impuntava.
Lo ricordo come uno degli amici da cui ho appreso ad apprezzare uno stile di
vita che era tanto diverso dal mio, piu' moderato e timorato. Ora lo ricordo
con commozione e rimpianto.

7. INCONTRI. IN DIECI CITTA' ITALIANE L'11 SETTEMBRE
[Nuovamente riproponiamo questa bella notizia ricevuta da Rocco Altieri (per
contatti: centro at gandhiedizioni.com).
Rocco Altieri e' nato a Monteleone di Puglia, studi di sociologia, lettere
moderne e scienze religiose presso l'Universita' di Napoli, promotore degli
studi sulla pace e la trasformazione nonviolenta dei conflitti  presso
l'Universita' di Pisa, docente di Teoria e prassi della nonviolenza
all'Universita' di Pisa, dirige la rivista "Quaderni satyagraha". Tra le
opere di Rocco Altieri segnaliamo particolarmente La rivoluzione
nonviolenta. Per una biografia intellettuale di Aldo Capitini, Biblioteca
Franco Serantini, Pisa 1998]

Dieci citta' italiane ricordano l'11 settembre, il Satyagraha di Gandhi, per
rilanciare in Italia e nel mondo l'azione nonviolenta.
*
L'11 settembre 1906, nel Teatro Imperiale di Johannesburg in Sudafrica, una
grande assemblea di immigrati indiani decideva di intraprendere una campagna
di disobbedienza civile alle leggi discriminatorie del cosiddetto Black Act.
Lo stesso Gandhi riconobbe in quell'evento l'atto di nascita del satyagraha,
cioe' di un modo nuovo di lottare che sostituisce alla forza fisica una
forza piu' grande, generata dalla Verita' e dall'Amore.
Il convegno del 2006 a Pisa per il centenario, promosso dalla rivista
"Quaderni Satyagraha", vide la partecipazione di oltre duecento abbonati e
lettori provenienti da tutta Italia, oltre ai principali studiosi e
personalita' del mondo della nonviolenza.
*
Quest'anno in occasione della pubblicazione del n.12 dei "Quaderni
Satyagraha" ( per riceverlo scrivere all'indirizzo e-mail:
centro at gandhiedizioni.com) che comprende le relazioni piu' importanti del
convegno: L'11 Settembre di Gandhi - la luce sconfigge la tenebra (Firenze,
Libreria Editrice Fiorentina, 16 euro) sono stati organizzati incontri di
riflessione, preghiera e presentazione del volume in dieci citta' italiane.
Di fronte allo smarrimento e al senso di impotenza di molti pacifisti,
all'uso spesso strumentale del termine "nonviolenza" e della stessa immagine
di Gandhi, il quaderno riafferma con forza che la nonviolenza non e'
passivita', rassegnazione al male minore: e' invece attiva obiezione di
coscienza alle strutture di dominio e di guerra, scelta rivoluzionaria di
trasformazione sociale per costruire il potere di tutti (l'omnicrazia di
Aldo Capitini).
Le varie iniziative italiane  sono collegate a quelle che si svolgono in
tutto il mondo in risposta all'appello di Arun Gandhi, nipote diretto del
Mahatma, per trasformare l'11 settembre in giornata della speranza, della
pace, del rilancio della lotta Satyagraha.
*
Ecco il calendario degli appuntamenti italiani:
Bergamo: lunedi' 10 settembre, presso la sede universitaria, nell'aula 1,
alle ore 18, presentazione del n. 12 dei "Quaderni Satyagraha", con Fulvio
C. Manara, coautore del volume.
*
Palmi di Calabria: martedi' 11 settembre alle ore 17 si terra' un incontro
di preghiera ecumenica per la pace sul Monte S. Elia, uno dei luoghi
simbolici della citta', davanti al monumento dedicato a Domenico Antonio
Cardone, filosofo calabrese della pace, amico e collaboratore di Aldo
Capitini, protagonista negli anni '50 della campagna Russell-Einstein per la
messa al bando delle armi nucleari. Sara' rievocato il Satyagraha di Gandhi,
nella compresenza dei due grandi maestri Domenico Antonio Cardone e Danilo
Dolci, che tanto hanno insegnato  alla comunita' di Palmi con la loro
presenza, nel perdurante impegno quotidiano contro la violenza mafiosa, per
il disarmo e l'educazione alla nonviolenza. Animeranno l'incontro Raffaello
Saffioti, Rosellina Scarcella e  tutti gli amici della Casa per la pace "D.
A. Cardone".
*
Palermo: martedi' 11 settembre alle ore 21 presso la Chiesa di San Francesco
Saverio nel quartiere storico dell'Albergheria  incontro di riflessione e di
presentazione del n. 12 dei "Quaderni Satyagraha". Partecipano allíincontro
don Cosimo Scordato, Andrea Cozzo, Enzo Sanfilippo, Augusto Cavadi.
*
San Ferdinando di Puglia: martedi' 11 settembre alle ore 21 presso la Casa
per la nonviolenza incontro di preghiera e riflessioni sul Satyagraha di
Gandhi con Mariella Dipaola e Matteo Della Torre, coautori del n. 12 dei
"Quaderni Satyagraha".
*
Tempio Pausania: martedi' 11 settembre alle ore 17, a cura dell'associazione
Nord Sud, incontro di riflessione e presentazione del n. 12 dei "Quaderni
Satyagraha", con la partecipazione di Maria Erminia Satta, redattrice dei
"Quaderni Satyagraha".
*
Napoli: martedi' 11 settembre, alle ore 17,15, presso l'Istituto Italiano
Studi Filosofici, in via Monte di Dio 14, presentazione del n. 12 dei
"Quaderni Satyagraha". Interverranno Rocco Altieri, Franz Amato, Gianfranco
Borrelli, Adriana Buffardi, Renato Briganti, Isadora D'Aimmo, Corrado
Gabriele, Giuseppe Ferraro, Geppino Fiorenza, Giovanni Laino, Gordon Poole,
Francesco Ruotolo, Donatella Trotta, Alex Zanotelli.
*
Firenze: martedi' 11 settembre alle ore 21 presso la Chiesa di San Martino a
Giogoli di Scandicci incontro di preghiera e presentazione del n. 12 dei
"Quaderni Satyagraha". Sara' presente Pierpaolo Calonaci della redazione dei
"Quaderni Satyagraha".
*
Piacenza: martedi' 11 settembre alle 21 presso il Caffe' letterario
Baciccia, via D. Carli, presentazione del n. 12 dei "Quaderni Satyagraha",
con la partecipazione di Piero P. Giorgi, Daniele Novara, Federico Fioretto.
*
Torino: martedi' 11 settembre alle ore 20,30, presso il Centro Studi "Sereno
Regis", in via Garibaldi 13, presentazione del n. 12 dei "Quaderni
Satyagraha". Saranno presenti Alberto Pellissero, docente di sanscrito
presso l'Universita' di Torino, Enrico Peyretti e Nanni Salio del Centro
Studi "Sereno Regis".
*
Ovada: martedi' 11 settembre presso il Teatro comunale, Corso martiri della
Liberta' 10, alle ore 9 con le scuole e alle ore 21,30 con la cittadinanza
nell'ambito della manifestazione "Testimone di pace" presentazione del n. 12
dei "Quaderni Satyagraha". Presenzieranno Ruben Dario Pardo Santamaria e
Carla Mariani della Rete di solidarieta' "Colombia Vive" e redattori dei
"Quaderni Satyagraha".

8. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale
e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale
e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae
alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo
scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il
libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali,
l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di
nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza
geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e
la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e
responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio
comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono
patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e
contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto
dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna,
dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione,
la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la
noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione
di organi di governo paralleli.

9. PER SAPERNE DI PIU'
* Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per
contatti: azionenonviolenta at sis.it
* Indichiamo il sito del MIR (Movimento Internazionale della
Riconciliazione), l'altra maggior esperienza nonviolenta presente in Italia:
www.peacelink.it/users/mir; per contatti: mir at peacelink.it,
luciano.benini at tin.it, sudest at iol.it, paolocand at libero.it
* Indichiamo inoltre almeno il sito della rete telematica pacifista
Peacelink, un punto di riferimento fondamentale per quanti sono impegnati
per la pace, i diritti umani, la nonviolenza: www.peacelink.it; per
contatti: info at peacelink.it

NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 207 del 9 settembre 2007

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

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