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SAFYA LETTERA N. 3



Carissime e carissimi,
oggi č il 10 Dicembre, giornata mondiale per i diritti umani (anniversario
della Dichiarazione per i Diritti Umani del 1948).
Un pensiero, quindi, va rivolto a Safya Hussaini Tudu, la donna nigeriana
condannata alla lapidazione per aver concepito un figlio fuori dal
matrimonio.
La campagna in Italia a suo favore, partita come giustamente dice il
collega ed amico Ettore Masina  con mezzi e modalitā artigianali, sta
ottenendo un grande successo, che speriamo porti alla sua liberazione.
La stampa ed i media in genere cominciano ad aver maggior interesse al
caso. La Gazzetta del Mezzogiorno ha pubblicato le nostre due lettere
precedenti. Il Manifesto di oggi pubblica in prima pagina un lungo
articolo. Mediaset, per iniziativa della collega Sabina Fedeli ha messo in
onda uno spot per chiedere la solidarietā con Safya. Mi hanno informato che
arrivano 40 e-mail al giorno. Le trasmissioni televisive "Primo piano" del
TG3 e "Chi l'ha visto?" hanno parlato del caso. Si stanno interessando
"Costanzo Show" e "Harem". Mi hanno contattato giornalisti di L'Espresso e
Panorama. Le radio hanno ne parlato moltissimo. Radio Vaticana ha dedicato
una trasmissione intera con Ettore Masina in studio. Altre radio ci hanno
contattato per avere informazioni. Sylvie Coyaud ne ha parlato nella sua
trasmissione di Radio Popolare.
Ci ha contattato la segreteria della Sottosegretaria agli esteri on.
Boniver chiedendo maggiori informazioni per compiere un passo presso
l'ambasciata nigeriana. Il ministero delle Pari Opportunitā ha assunto il
caso e l'Ansa ci informa che il presidente del Consiglio, on. Silvio
Berlusconi si interesserā del caso:
ROMA - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi chiederā al governo
nigeriano la concessione della grazia per Safya Husseini Tungar Tudu, la
donna nigeriana che č stata condannata a morte per lapidazione da un
tribunale islamico per aver avuto un figlio fuori dal matrimonio. Lo rende
noto un comunicato diffuso dal ministro per le Pari Opportunitā.(ANSA).
2001-12- 6 - 20:17:00

Moltissime sono i siti che hanno ripreso le nostre lettere-appello. Anche
le liste di discussione che parlano di Safya si stanno moltiplicando.
Centinaia di e-mail al giorno arrivano per informarci di iniziative e
raccolte firme oppure per chiedere informazioni.

Il consiglio comunale di Cinisello Balsamo ha votato un ordine del Giorno
in solidarietā con Safya. Ecco cosa ci ha scritto Rosetta Riboldi: "ieri
sera il consiglio comunale di Cinisello balsamo ha approvato l'ordine del
giorno che ti allego. dato che č stato approvato all'unanimitā verrā fatto
un manifesto con l'invito a tutti i cittadini a scrivere. La mozione
dovrebbe anche essere pubblicata dai giornali locali."

Moltissimi studenti ci hanno scritto raccontando le mobilitazioni per la
raccolta di firme fatte nelle scuole, con il contributo di insegnanti e
dirigenti scolastici.

Nelle precedenti lettere abbiamo accennato all'impegno di Amnesty
International, ma senza entrare nei dettagli. Ecco cosa ci hanno scritto
gli amici del gruppo Africa Occidentale di AMnesty International sul caso
Safya: "Il Segretariato Internazionale in data 30 ottobre 2001 e con
scadenza 30 dicembre 2001 ha istituito una RAN sulla pena di morte in
Nigeria, prendendo spunto dai casi di Safiya Yakubu Hussaini e di Attahiru
Umaru, 35enne  presunto pedofilo, per condannare l'uso della pena di morte
in Nigeria come strumento di giustizia.
Forti preoccupazioni sulla trasparenza dei processi sono state anche espresse.


Ettore Masina, il padre di questa campagna, ha avuto una bella idea. Ecco
cosa ha scritto nella sua LETTERA:
 UN SOGNO

SE riusciremo a ottenere la grazia per Safiya (e ci riusciremo soltanto se
TU ci aiuti), quale sarā il suo destino. In quale altra pena sarā
convertita la condanna a morte? Vi confesso che ho un sogno: che le
parlamentari europee e quelle italiane e le dirigenti delle associazioni
femminili e le sindacaliste e le signore del Soroptimist e le intellettuali
riescano, attraverso un intervento non formale del ministro degli esteri
italiano, a ottenere che la condanna si trasformi in decreto di espulsione
e che a Safiya e al suo bambino l'Italia riconosca il diritto d'asilo. C'č
nessuna che vuole far suo il mio sogno?

Mi associo all'appello.

Cordialmente

Farid Adly

direttore ANBAMED, notizie dal Mediterraneo.