[News] Conflitti geopolitici, pace e disarmo nel mondo: il bollettino pacifista internazionale
- Subject: [News] Conflitti geopolitici, pace e disarmo nel mondo: il bollettino pacifista internazionale
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- Date: Sat, 16 May 2026 11:40:51 +0200
Albert – Bollettino internazionale per la pace e il disarmo
Sintesi del bollettino: conflitti geopolitici, pace e disarmo nel mondo
Sommario
Il bollettino Albert presenta quindici voci che tracciano un panorama globale della pace e del disarmo. Il Sudan è la più grande crisi umanitaria del mondo, ignorata dai media. Gaza conta oltre 72.000 morti. L'Orologio dell'Apocalisse è ai minimi storici: 85 secondi dalla mezzanotte nucleare. L'Africa avanza sul disarmo, ma una base militare USA-UK viola il Trattato di Pelindaba. La spesa militare mondiale ha raggiunto 2.887 miliardi di dollari, svuotando l'Agenda 2030. I giovani tedeschi e giapponesi scendono in piazza contro il riarmo. A Bruxelles si prepara una grande mobilitazione europea. Il disertore russo Avaliani attende giustizia in Germania. David McBride resta in carcere in Australia. I pacifisti israeliani resistono. Il Rwanda saccheggia il coltan del Congo con l'acquiescenza dell'Occidente.
I 15 paragrafi in sintesi
1. Sudan: la più grande crisi umanitaria del mondo
Il Sudan vive da tre anni una guerra devastante tra le Forze Armate Sudanesi e le Forze di Supporto Rapido: oltre 150.000 morti, 11 milioni di sfollati interni, 28,9 milioni di persone in grave insicurezza alimentare. Otto milioni di bambini sono fuori dalla scuola. L'UNICEF ha lanciato un Child Alert drammatico per il Darfur. Gli Emirati Arabi Uniti sono accusati di rifornire di armi le RSF in cambio di oro. La conferenza di Berlino di aprile 2026 si è conclusa senza alcun accordo. Il mondo guarda altrove.
2. Il genocidio di Gaza
Al 12 maggio 2026, il bilancio ufficiale conta 72.740 morti e 172.555 feriti. Solo il 25% degli aiuti pattuiti riesce ad entrare. La Global Sumud Flotilla ha tentato di forzare il blocco navale israeliano ed è stata intercettata al largo di Creta. Il caso sudafricano per genocidio alla Corte Internazionale di Giustizia prosegue. Nel Regno Unito, l'IPSO ha stabilito che i giornalisti possono usare il termine "genocidio" nella loro discrezionalità editoriale.
3. Mai così alto il rischio di guerra nucleare
Il 27 gennaio 2026, l'Orologio dell'Apocalisse è stato spostato a 85 secondi dalla mezzanotte, il livello più allarmante della storia. Il Trattato INF è collassato nel 2019; il New START è scaduto il 5 febbraio 2026 senza rinnovo. All'ONU si svolge l'11ª Conferenza di Riesame dell'NPT in un clima di profonda tensione. La coscienza antinucleare sembra scomparsa dall'opinione pubblica.
4. L'Africa denuclearizzata
Il Ghana ha ratificato il TPNW nel 2025 e ha ospitato ad Accra una conferenza regionale con 22 paesi. L'Africa è la più grande zona libera da armi nucleari del mondo: 53 paesi, circa un miliardo di persone. Il Sudafrica presiederà la prima Conferenza di Riesame del TPNW a novembre 2026. Il Gruppo Africano all'ONU mantiene una pressione costante per il disarmo globale.
5. ZOPACAS: una zona di pace per Africa e Sudamerica
La Zona di Pace e Cooperazione dell'Atlantico del Sud (ZOPACAS) riunisce 24 paesi di Africa e Sudamerica per mantenere la regione libera da armi di distruzione di massa. A Rio de Janeiro, nell'aprile 2026, si è tenuta la 9ª Riunione Ministeriale: il Brasile ha assunto la presidenza e sono stati firmati tre documenti di cooperazione.
6. La base militare che viola il Trattato di Pelindaba
La base USA-UK di Diego Garcia, nell'arcipelago delle Chagos, può supportare bombardieri con capacità nucleari, violando il Trattato di Pelindaba che denuclearizza l'Africa. L'accordo del 2024 trasferisce la sovranità a Mauritius — firmataria del Trattato — creando un potenziale "embargo sulle armi nucleari" per le operazioni americane.
7. Campagna internazionale contro le spese militari
Dal 10 aprile al 9 maggio 2026, si sono svolti i Global Days of Action on Military Spending (GDAMS). Oltre 120 organizzazioni da 35 paesi hanno partecipato, denunciando una spesa militare mondiale di 2.880 miliardi di dollari nel 2025, con i soli paesi NATO responsabili del 55% del totale. L'appello chiede una riduzione drastica delle spese militari e il reindirizzamento dei fondi verso settori sociali e ambientali.
8. Agenda 2030 a rischio: il costo umano del riarmo
Secondo il SIPRI, la spesa militare globale ha raggiunto 2.887 miliardi di dollari nel 2025, undicesimo anno consecutivo di crescita. Il FMI avverte che ogni aumento del budget militare peggiora i deficit fiscali di 2,6 punti di PIL e aumenta il debito pubblico di 7 punti in tre anni. La fame acuta è raddoppiata dal 2016 al 2026. Gli obiettivi dell'Agenda 2030 sono sistematicamente svuotati.
9. Germania: rivolta dei giovani contro la reintroduzione della leva
Il Bundestag ha approvato a dicembre 2025 una riforma del servizio militare. L'8 maggio 2026, decine di migliaia di studenti hanno scioperato in oltre 130 città sotto lo slogan "Bildung statt Bomben". Nei primi tre mesi del 2026, le domande di obiezione di coscienza sono quasi raddoppiate rispetto all'intero 2024. Intanto uno scandalo scuote le forze armate: 59 militari indagati per saluti nazisti.
10. Bruxelles: "Welfare not Warfare"
Il 14 giugno 2026, oltre 2.000 organizzazioni da 25 paesi si mobiliteranno a Bruxelles contro il piano "ReArm Europe" da 800 miliardi di euro. La coalizione StopReArmEurope denuncia come i fondi di coesione sociale vengano dirottati verso le spese militari. I lobbisti delle armi hanno incontrato i parlamentari europei 197 volte in un anno, contro solo 15 incontri con sindacati e ONG.
11. Ucraina: il caso del disertore russo Georgy Avaliani
Avaliani, ingegnere russo fuggito dal fronte e rifugiatosi in Germania con la famiglia, ha ricevuto un diniego di asilo dal BAMF. Il ricorso è pendente e nessuna espulsione è stata eseguita. Il caso è emblematico del trattamento riservato ai disertori russi in Europa: il BAMF avrebbe usato blocchi di testo standardizzati senza valutare le singole circostanze.
12. Australia: David McBride è ancora in carcere
L'ex avvocato militare australiano è in carcere per aver rivelato crimini di guerra commessi da soldati australiani in Afghanistan tra il 2005 e il 2016. Le sue rivelazioni portarono al Rapporto Brereton, che confermò la morte di 39 civili afghani. Il suo caso richiama quello di altri whistleblower come John Kiriakou e Daniel Hale, tutti incarcerati per aver detto la verità.
13. Israele: i pacifisti resistono e crescono
Il 30 aprile 2026, il "People's Peace Summit" di Tel Aviv ha registrato il tutto esaurito con oltre 80 organizzazioni israelo-palestinesi. I giovani obiettori pagano un prezzo altissimo: Yuval Peleg, 18 anni, è stato imprigionato cinque volte per un totale di 130 giorni. L'inchiesta di Haaretz "Mi sentivo un mostro" ha raccolto testimonianze agghiaccianti di reduci da Gaza.
14. Giappone: la resistenza dei pacifisti al riarmo
Il 3 maggio 2026, 50.000 persone si sono radunate a Tokyo per difendere l'Articolo 9 della Costituzione pacifista. Manifestazioni simultanee si sono svolte in 137 prefetture. Il programma GCAP (caccia di sesta generazione con UK e Italia) è nel mirino del movimento, che denuncia la rottura del divieto postbellico di esportare armi. La premier Takaichi ha annunciato di voler riformare la Costituzione entro l'anno.
15. Ruanda e M23: il saccheggio del coltan congolese
A oltre un anno dalla presa di Goma, l'M23 controlla 45 siti minerari nell'est del Congo, generando 10 milioni di dollari al mese. Le esportazioni di tantalio dal Ruanda sono quadruplicate. L'ONU ha documentato 686 tonnellate di minerali contrabbandati. Il Parlamento Europeo ha approvato a febbraio 2025 una risoluzione per sospendere l'accordo minerario con Kigali. L'attivista John Mpaliza chiede sanzioni concrete contro il regime ruandese.
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