[News] Comunicato stampa sull’omicidio di Bakari Sako





COMUNICATO

La violenza razzista ha colpito ancora. Bakari Sako, 35enne maliano residente regolare in Italia, è stato aggredito e ucciso da una baby gang a Taranto mentre si recava al lavoro in bicicletta. Aveva una famiglia da mantenere. Aveva una vita e un futuro che provava a costruire. PeaceLink accoglie e fa proprie le parole della procuratrice capo di Taranto, Eugenia Pontassuglia, che in conferenza stampa ha avuto il coraggio di guardare oltre la cronaca giudiziaria: «Non ci sono decreti sicurezza che tengano, non servono solo pene più severe o nuovi reati, dobbiamo cambiare la cultura, dobbiamo cominciare a pensare che ogni persona ha diritto di vivere ed essere rispettata perché la terra è di tutti». Queste parole ci dicono qualcosa di profondo: nessuna legge penale potrà mai spezzare la catena dell’odio se non si interviene alla radice. La radice è culturale, educativa, quotidiana. È ciò che accade nelle scuole, nei bar, per le strade, nelle relazioni tra vicini. C’è un altro particolare che ferisce: Bakari, per sfuggire ai suoi aggressori – quattro minorenni e un maggiorenne – si era rifugiato in un bar. Secondo quanto sarebbe emerso, il titolare lo avrebbe invitato a uscire, senza chiamare la polizia. Un gesto che interroga la coscienza di tutti. Quante volte chiudiamo gli occhi di fronte alla violenza, alla discriminazione, alla persona in difficoltà, perché «non sono affari nostri»? PeaceLink esprime vicinanza alla famiglia di Bakari Sako e solidarietà alla comunità africana di Taranto e a tutte le associazioni che hanno promosso il presidio del 14 maggio, in Piazza Fontana alle ore 17.30, con lo slogan «Taranto non restare in silenzio».

Il Direttivo di PeaceLink