[News] Welfare non Warfare: il 14 giugno a Bruxelles la mobilitazione europea contro il riarmo



Mentre l'Unione Europea pianifica una spesa aggiuntiva di 800 miliardi di euro in armamenti, la società civile si riunisce nel cuore delle istituzioni europee. L'appello dell'IPB: «Le loro guerre, i loro profitti, le nostre vite».


Il 14 giugno 2026 persone provenienti da ogni angolo d'Europa si daranno appuntamento nella capitale belga per dire un "no" chiaro e inequivocabile all'aumento delle spese militari e alla deriva bellicista che rischia di travolgere il progetto di pace su cui l'Unione Europea è stata fondata.

L'allarme dell'IPB

L'International Peace Bureau (IPB), organizzazione che diversi movimenti pacifisti in tutto il mondo, lancia un grido d'allarme:

"La situazione globale peggiora di giorno in giorno, e persino di ora in ora. Genocidio, impunità, bombardamenti, minacce nucleari, il collasso dell'ordine internazionale e l'erosione dei diritti umani stanno diventando la norma. Nel frattempo, la leadership europea sembra cieca alle conseguenze dei suoi pericolosi doppi standard. È nostra responsabilità collettiva resistere a queste guerre e spezzare la spirale di violenza che giova solo a pochi, a costo di innumerevoli vite e del nostro pianeta! Le loro guerre, i loro profitti, le nostre vite".


Si parla di 800 miliardi di euro aggiuntivi per nuovi armamenti – una cifra che la campagna Stop ReArm Europe definisce "800 miliardi rubati ai servizi sociali". Risorse che vengono sottratte alla sanità, all'istruzione, alla lotta alla crisi climatica e al welfare.

I dettagli della mobilitazione

La scelta del luogo non è casuale. Bruxelles ospita le sedi della Commissione Europea, del Consiglio dell'Unione e del Parlamento Europeo. È il palcoscenico simbolico dove si decidono le politiche di difesa comune.

L'appuntamento è per domenica 14 giugno 2026, alle ore 14.00, alla Stazione di Bruxelles Nord (Brussels North). La manifestazione è organizzata sotto lo slogan "Welfare not Warfare" (Welfare, non Guerra).

La mobilitazione, promossa dall'IPB e dalla campagna Stop ReArm Europe, si basa su cinque richieste chiare e concrete:

  1. Per la pace e la sicurezza: investire in salute, istruzione, lavori dignitosi, transizione climatica e protezione sociale, non in armi e nella militarizzazione della società.

  2. Per il rispetto del diritto internazionale: sostenere la Carta delle Nazioni Unite e salvaguardare la dignità di tutte le persone, proteggere i diritti umani e del lavoro, promuovere la giustizia sociale e climatica.

  3. Per il dialogo sociale e la diplomazia: unire le persone e i paesi, invece di dividerli.

  4. Per l'investimento nella solidarietà e cooperazione internazionale: lo sviluppo sostenibile è la migliore garanzia per una società sicura e stabile, e quindi per la prevenzione dei conflitti.

  5. Per il disarmo: controllo degli armamenti e disarmo nucleare per garantire pace e sicurezza.

Una settimana di azione europea: dal 14 al 21 giugno

La grande manifestazione di Bruxelles sarà solo l'inizio. Dal 14 al 21 giugno, l'IPB e i suoi partner coordinano una Settimana di Azione su scala europea, con mobilitazioni decentrate in numerose città del continente. L'obiettivo è estendere l'energia della protesta di Bruxelles in un'intera settimana di iniziative diffuse. Chiunque può contribuire inviando le proprie idee e organizzando eventi locali all'indirizzo: action at stoprearm.org

Condividete l'appello, unitevi al movimento: https://stoprearm.org 

Link all'evento https://ipb.org/events/welfare-not-warfare/