[News] "Pacifisti di tutto il mondo unitevi" - nuovo numero di ALBERT - Bollettino internazionale per la pace e il disarmo



Ecco i dieci punti del prossimo bollettino Albert. E' la versione sintetica in italiano ma c'è una versione più ampia e dettagliata con gli indirizzi internet dei gruppi pacifisti internazionali. Sono gradite osservazioni e proposte. Il bollettino è aperto a tutti i contributi ed è in fase di sperimentazione.

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ALBERT - Bollettino internazionale per la pace e il disarmo

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  1. 1. Giappone: difesa dell’articolo 9 e resistenza al riarmo. Migliaia di persone sono scese in piazza per difendere l’articolo 9 della Costituzione, che dal 1947 sancisce il “solenne rifiuto della guerra”. Il governo della premier ultranazionalista Sanae Takaichi vuole modificarlo per ricostruire un forte esercito, in funzione anti-cinese. Il Giappone si candida a esportare il nuovo cacciabombardiere di sesta generazione GCAP, sviluppato con Italia e Regno Unito. Le proteste sono cresciute: 40.000 persone il 3 maggio 2025 a Tokyo, 25.000 a marzo 2026 davanti al Parlamento, oltre 30.000 una settimana dopo con 137 proteste simultanee in tutte le prefetture. I giovani hanno organizzato un rave con slogan “No alla guerra! No all’odio!” e comunicazione sui social. I principali soggetti della mobilitazione pacifista sono Nihon Hidankyo (confederazione dei sopravvissuti di Hiroshima e Nagasaki, Premio Nobel per la Pace 2024), Peace Boat (navi della riconciliazione), Gensuikyo (la più grande ONG pacifista giapponese), Soka Gakkai (movimento buddista per la pace) e il Partito Comunista Giapponese. Albert seguirà passo dopo passo la vicenda.

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  3. 2. Germania: rivolta dei giovani contro la reintroduzione della leva. Il governo tedesco ha approvato la riforma del servizio militare il 5 dicembre 2025 (323 voti a favore, 272 contrari), entrata in vigore il 1° gennaio 2026. Prevede questionario obbligatorio per tutti i maschi di 18 anni (circa 680.000 giovani), visita medica obbligatoria dal 1° luglio 2027 e sei mesi di servizio con paga di 2.600 euro. L’obiettivo nascosto è arrivare alla leva obbligatoria se non ci sono abbastanza volontari. Il collettivo giovanile “Schulstreik gegen Wehrpflicht” (Sciopero scolastico contro la leva) ha organizzato uno sciopero nazionale il 5 marzo 2026 in oltre 100 città con 55.000 partecipanti. A Berlino 3.000 studenti con striscioni “We are not cannon fodder” e “Send Friedrich Merz to the front line!”. Testimonianze: Alex Krzeszka (15 anni) “Non vedo perché qualcuno dovrebbe andare al fronte per i politici”; Marcus (Berlino) “Non ho voglia di morire in guerra o di passare sei mesi in una caserma con mobbing, sessismo e razzismo”. Nelle scuole, solo il 4,7% degli studenti dichiara la disponibilità. Le Ostermärsche (marce pasquali) di aprile 2026 hanno visto decine di migliaia di persone chiedere “No alla leva, no ai missili USA in Germania, sì ai negoziati”. Tra i gruppi: DFG-VK (più antica associazione pacifista tedesca, fondata nel 1892), Netzwerk Friedenskooperative (organizza le marce pasquali), Pax Christi, War Resisters’ International, e la frazione pacifista della SPD.

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  5. 3. Movimento No King: da Trump all’Europa. Nato negli USA dopo l’inizio del secondo mandato di Trump (gennaio 2025), il movimento “No King” ha organizzato tre ondate di proteste nazionali: 5 milioni di persone il 14 giugno 2025, 7 milioni nell’ottobre 2025, e oltre 3.000 eventi il 28 marzo 2026 con l’obiettivo di 9 milioni di partecipanti. Il movimento è una coalizione di oltre 500 gruppi, tra cui CODEPINK (organizzazione pacifista femminile fondata nel 2002, nota per azioni creative e il suo bellissimo sito web). A St. Paul (Minnesota) ha parlato Bruce Springsteen, definendo l’amministrazione Trump “un incubo reazionario”. Il 28 marzo è stato dichiarato “International No Kings Day” con proteste in Grecia, Italia, Francia, Spagna, Germania, Paesi Bassi, Austria, Portogallo, Irlanda e Regno Unito. In Italia, a Roma, gli organizzatori hanno dichiarato 300.000 partecipanti, con oltre 700 sigle associative, tra cui CGIL (Maurizio Landini in testa) e Alleanza Verdi e Sinistra (Angelo Bonelli). Slogan: “Contro i re e le loro guerre”. Il movimento ha già varcato l’Atlantico e sta crescendo in Europa, rifiutando il modello basato su odio, militarizzazione e sopraffazione.

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  7. 4. Spagna: laboratorio contro le basi militari e per la rottura con Israele. Il 28 febbraio 2026, USA e Israele hanno iniziato l’offensiva contro l’Iran. Il governo spagnolo di Pedro Sánchez ha vietato l’uso delle basi militari USA di Rota (Cadice) e Morón de la Frontera (Siviglia) per le operazioni belliche, invocando l’assenza di una risoluzione ONU. Il 30 marzo 2026, la ministra della Difesa Margarita Robles ha chiuso lo spazio aereo spagnolo ai voli militari statunitensi diretti in Iran, dichiarando: “Questa guerra è illegale e profondamente ingiusta”. Il 14 marzo 2026, oltre 150 manifestazioni in tutta la Spagna hanno gridato “No a la guerra”, con 5.000 persone a Madrid davanti al Museo Reina Sofía dove si trova il Guernica di Picasso. Intellettuali come Pedro Almodóvar, Joan Manuel Serrat e Miguel Ríos hanno firmato un comunicato di condanna. Il 21 aprile 2026, Spagna, Irlanda e Slovenia hanno proposto all’UE la sospensione dell’Accordo di associazione con Israele per violazione dei diritti umani (articolo 2). Italia e Germania hanno posto il veto. Amnesty International ha definito la decisione “un fallimento morale”; Pax Christi International ha deplorato il disprezzo per le vite civili”. E' stato un capitolo vergognoso della storia dell’UE. Al voto, 15 paesi si sono opposti alla sospensione dell'accordo con Israele.

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  9. 5. Tensioni Russia-Europa, obiettori di coscienza e disertori in Ucraina. La guerra è entrata nel quinto anno, con moltissime vittime tra militari e civili. In Ucraina il diritto all’obiezione di coscienza non è riconosciuto durante la legge marziale. Tra febbraio e marzo 2026, quattro testimoni di Geova sono stati imprigionati: Serhii Myniov (48 anni, Odessa, custodìa cautelare il 25 febbraio), Ruslan Khramtsov (39 anni, Leopoli, custodìa cautelare il 2 marzo), Dmytro Petrov (49 anni, condannato a tre anni l’11 marzo, con dichiarazione: “Gli esempi di fedeli servitori di Dio mi aiutano a rimanere saldo”), Dmytro Prodan (32 anni, condannato a tre anni il 18 marzo). Complessivamente, almeno 18 obiettori di coscienza sono in carcere. Yurii Sheliazhenko, segretario del Movimento Pacifista Ucraino, è stato arrestato la notte del 19 marzo 2026, picchiato, spruzzato con spray al peperoncino, trascinato per i capelli e detenuto per 44 ore senza avvocato; rilasciato il 21 marzo, è ancora sotto minaccia di arruolamento forzato. La petizione di World BEYOND War ha raccolto oltre 12.000 firme. Inoltre, l’Ucraina ha circa 1,5 milioni di evasori amministrativi (non si sono registrati ai centri di reclutamento) e 290.000 casi penali per evasione della leva, per un totale di quasi 1,8 milioni di infrazioni militari, un numero ingestibile per il sistema giudiziario.

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  11. 6. Medio Oriente: genocidio a Gaza, attacco illegale all’Iran e uccisione della giornalista Amal Khalil. Una commissione d’inchiesta dell’ONU ha accusato Israele di genocidio a Gaza il 6 aprile 2026. Il bilancio provvisorio è di 71.769 palestinesi uccisi e 171.483 feriti, secondo la relatrice speciale Francesca Albanese. Il 28 febbraio 2026, USA e Israele hanno attaccato l’Iran senza autorizzazione ONU. Un missile Tomahawk ha centrato la scuola elementare femminile Shajareh Tayyebeh a Minab, uccidendo 175 bambine tra i 7 e i 12 anni. Gli esperti ONU hanno dichiarato: “Non c’è scusa per uccidere bambine in una classe”. La Commissione Europea non ha condannato l’attacco; la Spagna, invece, lo ha definito illegale e ha chiuso le basi e lo spazio aereo. Il Libano è stato bombardato intensamente: l’8 aprile 2026, oltre 100 raid israeliani hanno ucciso più di 300 persone e ferito 1.150, con ponti sul fiume Litani distrutti e 85 operatori sanitari uccisi. Il 22 aprile 2026, la giornalista Amal Khalil, cronista di Al-Akhbar, è stata uccisa a Tiri (sud Libano) mentre documentava i bombardamenti; i soccorsi sono stati ostacolati per ore dall’esercito israeliano. Il Committee to Protect Journalists (CPJ) ha dichiarato che Israele è responsabile della sua morte. Il cessate il fuoco dell’ottobre 2025 è stato violato almeno 1.620 volte, con 733 uccisi a Gaza.

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  13. 7. Ghana: spaccatura all’ONU sulla tratta degli schiavi e leadership per la denuclearizzazione dell’Africa. Nel marzo 2026, il Ghana ha promosso all’Assemblea Generale ONU una risoluzione per condannare la tratta transatlantica degli schiavi come “crimine contro l’umanità”, istituire un meccanismo di memoria e riparazione e un decennio internazionale di riflessione. I paesi occidentali (NATO, Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Paesi Bassi, Belgio) si sono astenuti o hanno votato contro; Italia e Germania astenute; la Spagna ha votato a favore. Il rappresentante del Ghana, Harold Adlai Agyeman, ha dichiarato: “Non chiediamo denaro. Chiediamo verità e riconoscimento”. Parallelamente, il Ghana ha ratificato il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW) nel luglio 2025. Nel gennaio 2026 ha ospitato ad Accra la Conferenza Regionale dell’Africa occidentale e centrale sull’universalizzazione del TPNW, con 22 paesi partecipanti. Il paese è parte attiva del Trattato di Pelindaba che rende l’Africa zona libera da armi nucleari e sta sviluppando un programma nucleare civile sotto controllo AIEA, con prima centrale prevista entro il 2027-2028. Il presidente ghanese ha ribadito che la denuclearizzazione è un “imperativo morale”.

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  15. 8. L'isola di Diego Garcia: la base nucleare nell'Oceano Indiano che viola il Trattato di Pelindaba e i test nucleari nel Pacifico a 80 anni dall’inizio. L’arcipelago delle Chagos (Oceano Indiano) appartiene geograficamente all’Africa. La base militare di Diego Garcia, gestita da USA e Regno Unito, può supportare bombardieri B-52 e B-2 Spirit (capacità nucleari) e sottomarini nucleari, violando il Trattato di Pelindaba che impone la denuclearizzazione dell’Africa. Tra il 1967 e il 1973, il Regno Unito ha deportato forzatamente circa 2.000 Chagossiani per costruire la base. Nel 2019 la Corte Internazionale di Giustizia ha dichiarato illegale la separazione delle Chagos da Mauritius. Nell’ottobre 2024, Regno Unito e Mauritius hanno firmato un accordo che cede la sovranità a Mauritius ma mantiene la base in locazione per 99 anni. I Chagossiani possono tornare solo sulle altre 60 isole, non su Diego Garcia. Papa Leone XIV nell’agosto 2025 ha dichiarato: “Nessun popolo può essere costretto all’esilio forzato”. Il 30 marzo 2026, alle isole Figi, centinaia di persone hanno commemorato gli 80 anni dall’inizio dei test nucleari occidentali nel Pacifico (1946). Gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Francia hanno effettuato oltre 300 test, tra cui Castle Bravo nel 1954 (1.000 volte più potente di Hiroshima). I sopravvissuti del Pacifico, insieme agli Hibakusha giapponesi, si recheranno a New York per incontrare le Nazioni Unite e chiedere giustizia, risarcimenti e la fine delle armi nucleari.

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  17. 9. Conferenza ONU del Trattato di non proliferazione (TNP) e crisi del New START. Il 27 aprile 2026 si apre a New York l’undicesima Conferenza di revisione del TNP, con 191 Stati parti. Il contesto è drammatico: il trattato New START tra USA e Russia è scaduto il 5 febbraio 2026 senza essere rinnovato, lasciando senza limiti gli arsenali delle due maggiori potenze nucleari (oltre 12.500 testate mondiali, di cui il 90% in mano a USA e Russia). L’amministrazione Trump ha dichiarato “il paradigma del controllo degli armamenti della Guerra Fredda è morto” e ha tagliato il personale dedicato. La presidenza della Conferenza è stata affidata al Vietnam, per conto del Movimento dei Non Allineati (120 paesi). L’ambasciatore Do Hung Viet ha promesso un processo trasparente e inclusivo. I paesi del Sud del mondo chiedono: disarmo reale, trasparenza, garanzie di sicurezza negative (nessun primo uso delle armi atomiche), accesso alla tecnologia nucleare pacifica, e condanna dell’attacco all’Iran. La società civile sarà presente con ICAN (Premio Nobel 2017), Nihon Hidankyo (Premio Nobel 2024) con una delegazione di hibakusha, i sopravvissuti dei test del Pacifico, Reaching Critical Will, WILPF, International Peace Bureau, Pax Christi, World BEYOND War, e molti altri. L’obiettivo è evitare che questa Conferenza diventi l’ennesimo fallimento dopo quelli del 2015 e del 2022.

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  19. 10. Albert: un bollettino internazionale per la pace, multilingue, partecipato e gratuito. Albert nasce per superare l’isolamento dei movimenti pacifisti. Utilizza l’intelligenza artificiale generativa per fini di pace: traduce, riassume e rende accessibili le informazioni, sempre sotto supervisione umana. È multilingue (italiano, inglese, francese, spagnolo). È partecipato: ogni realtà che lotta contro la guerra e il riarmo può inviare contributi a info at peacelink.it. È gratuito e indipendente: senza pubblicità, senza condizionamenti governativi o politici. PeaceLink promuove dal 1991 la telematica per la pace e questo consente alle sue pagine web di ottenere una particolare visibilità su Internet.

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I siti di Albert in versione multilingue:

www.peacelink.it/albert (italiano)

www.peacelink.it/en (inglese)

www.peacelink.it/fr (francese)

www.peacelink.it/es (spagnolo)

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L’obiettivo è quello di favorire una community internazionale pacifista che elabori una comunicazione efficace e visibile sul web. Chi manifesta a Tokyo per l’articolo 9, chi diserta in Ucraina, chi sciopera a Berlino, chi protesta a Roma contro il riarmo: tutti stanno conducendo la stessa lotta. Albert nasce per costruire ponti, far conoscere le lotte e condividerle. Diffondilo nei social, nelle assemblee, nelle scuole, nelle università.

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Email: info at peacelink.it