[News] Scade oggi il Memorandum militare con Israele: dissociarsi per non essere complici



Albert

bollettino pacifista 

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La voce della ragione in tempi di guerra


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Scade oggi, 13 aprile 2026, il termine per il rinnovo automatico del Memorandum d’intesa tra Italia e Israele in materia di cooperazione nel settore della difesa. 

Il Memorandum militare, firmato nel 2003 e ratificato nel 2005, disciplina forme di cooperazione tecnica e operativa tra i due Paesi, incluse attività di scambio, addestramento e collaborazione militare. Prevede scambi tecnologici, intelligence, addestramenti congiunti e trasferimenti di materiale bellico. Ma oggi mantenere in piedi questa intesa equivale a un sostegno attivo alla macchina da guerra israeliana, alla luce dello sterminio avvenuto a Gaza, della guerra contro l’Iran e il Libano, dell’espansione degli insediamenti in Cisgiordania e delle ripetute condanne da parte della Corte Penale Internazionale e dell’ONU. 

Nessuna cooperazione militare può essere “neutrale” quando una delle parti è accusata di crimini di guerra e di apartheid da organismi internazionali indipendenti, dall’Alto Commissariato ONU per i diritti umani, da numerosi Stati e da organizzazioni come Amnesty International e Human Rights Watch.

Il rinnovo automatico: una trappola silenziosa

Il meccanismo del rinnovo tacito è particolarmente insidioso: l’accordo si rinnova automaticamente ogni cinque anni, a meno che uno dei due Paesi non decida di sfilarsi. In assenza di un intervento in senso contrario del governo italiano, il Memorandum si rinnoverà per altri cinque anni, estendendo i suoi effetti fino al 2031. Occorre invece che il governo italiano compia un atto trasparente: comunicare ufficialmente a Israele la volontà di non rinnovare l’intesa, interrompendo ogni attività di cooperazione bellica. 

Non si tratta di rompere relazioni diplomatiche ma di smettere di collaborare militarmente con un sistema militare che viola sistematicamente i diritti umani.

Perché il governo italiano deve dire no

Da tempo molti giuristi e le opposizioni chiedono al governo italiano di fare un passo indietro a causa dei crimini commessi da Israele a Gaza e, più recentemente, dopo l’aggressione all’Iran. Nel luglio 2025 il centrodestra ha respinto una mozione dell’opposizione al riguardo e il ministro per i Rapporti col Parlamento Luca Ciriani ha spiegato che l’intenzione del governo sarebbe stata quella di prorogare il memorandum, sostenendo che “per far prevalere le ragioni della diplomazia è necessario costruire canali di interlocuzione e non reciderli”. 

Tuttavia, come sottolineano i giuristi promotori di una diffida formale lo scorso anno, il memorandum può in ogni momento essere denunciato, e questo momento è arrivato da tempo: la volontà di sopprimere un’intera popolazione è ormai evidente. È ora di cessare ogni collaborazione, soprattutto militare, con un Paese che ha fatto carta straccia dei diritti umani e delle convenzioni che li tutelano.

Italia e Spagna: due strade opposte

L’atteggiamento del governo italiano è ben diverso da quello spagnolo. Mentre il Presidente del Consiglio spagnolo, Pedro Sánchez, ha ripetutamente criticato aspramente il governo israeliano, arrivando a chiedere sanzioni a livello europeo nei confronti di Israele per le violazioni del diritto internazionale, l’Italia di Giorgia Meloni ha già espresso in passato la sua intenzione di non interrompere l’accordo militare formalizzato nel Memorandum. Non solo: il governo italiano ha finora opposto resistenza a ogni ipotesi di sanzioni europee contro Israele, preferendo una linea di continuità nella cooperazione militare. Questa scelta rende il nostro Paese direttamente complice di una guerra che ha già causato decine di migliaia di vittime civili. La Spagna ha invece scelto il campo dei diritti umani e del diritto internazionale. L’Italia, oggi, rischia di rimanere dalla parte sbagliata della storia.

Il commercio militare Italia-Israele: una catena di complicità

Il memorandum non è solo un accordo formale. Come documentato dalla documentazione ufficiale sull'export di armi, l'Italia continua a rifornire Israele

Inoltre, sette organizzazioni della società civile italiana hanno presentato una causa legale contro il gruppo statale Leonardo e il governo italiano, chiedendo l’annullamento di tutti i contratti per la vendita e la fornitura di armi a Israele, in violazione della Costituzione italiana e del diritto internazionale.

Cosa puoi fare tu

PeaceLink invita tutte le persone e le organizzazioni pacifiste a diffondere questa presa di posizione e di agire in queste ore per il non rinnovo.

Occorre scrivere ai decisori politici. Ecco una lettera tipo da inviare immediatamente.

Oggetto: No al rinnovo del Memorandum militare Italia-Israele

Alla cortese attenzione del Ministro degli Affari Esteri, del Ministro della Difesa e del Presidente del Consiglio

Con la presente, chi scrive intende dissociarsi in modo espresso e netto da ogni ipotesi di rinnovo tacito o formale del Memorandum d'intesa tra Italia e Israele in materia di cooperazione nel settore della difesa, in scadenza il 13 aprile 2026. Si chiede pertanto che il Governo italiano proceda senza indugio alla rinuncia formale dell'accordo e a ogni atto necessario per impedirne il rinnovo, assumendosene in via esclusiva la piena responsabilità politica, istituzionale e giuridica, anche in relazione alle conseguenze che tale scelta potrà produrre sul piano interno e internazionale.

Non possiamo più essere complici. Dobbiamo gridare che non ci stiamo. Qualunque sia il motivo per cui l’Italia non vuole interrompere questa cooperazione, che sia economico, finanziario o commerciale, non ci interessa. Noi siamo dall’altra parte della Storia e useremo tutti i mezzi per interrompere ciò che sta succedendo a Gaza.

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Per gli indirizzi email

sg.segreteria at esteri.it
caposegreteria.ministro at interno.it
sgd at sgd.difesa.it
uscm at palazzochigi.it

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