Omicidio di Besano e razzismo di casa nostra



COMUNICATO STAMPA

Il brutale assassinio di un giovane di 23 anni non puo' lasciare indifferenti
e senza commenti.
I nostri commenti e la nostra presa di posizione sono, pero', diametralmente
opposti agli isterismi razzisti di molte dichiarazioni alla stampa.
Un assassinio e' opera di un assassino che va definito e giudicato in quanto
tale e non per la sua nazionalita' o il colore della sua pelle.
Il trasferire il problema su un piano del tutto diverso e' deviante nonche'
socialmente e politicamente immorale, perche' porta ad identificare l'essere
straniero con l'essere un delinquente.
Questa e' una delle tante conseguenze della legge sull'immigrazione, che
definisce reato una presenza amministrativamente "irregolare" nel nostro
paese.
Ogni volta che un immigrato si rende colpevole di un fatto di sangue si
scatena l'odio piu' bieco e una vera e propria criminalizzazione "di massa"
del diverso.
Non altrettanto avviene quando gli stessi sono vittime di soprusi e
violenze.
Vorremmo che valesse sempre un principio di parita' nel valutare e nel
giudicare fatti e responsabilita'.
A Besano stessa vivono, accettati ed apprezzati, altri cittadini stranieri
che non devono in nessun modo sentirsi emarginati e disprezzati.
A loro va la nostra solidarieta' come a chi ha subito questa violenza.
Percio' non condividiamo gli appelli all'ordine, alla repressione e alla
sicurezza, che hanno prodotto solo clandestinita' e ingiustizie, deportazioni
e sfruttamento, mentre crediamo sia prioritario porre attenzione alla difesa
e al riconoscimento dei diritti di cittadinanza per tutti coloro che vivono
nel nostro paese.
Oggi, invece, e' preoccupante la deplorevole e infamante cultura razzista,
sostenuta anche da molte autorita' politiche, che legittimano le vergognose
gazzarre dei sempre impuniti "ultra'" di destra che imperversano nella nostra
citta'.

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