30 gennaio: convocati gli stati generali dell'informazione



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30 gennaio: convocati gli stati generali dell'informazione
Postato il Thursday, 11 December @ 20:40:15 CET di articolo21

di Redazione

Torna a protestare il Comitato per la  libertà ed il diritto
all'informazione, il cartello di 60 tra sindacati, associazioni e
movimenti saldatosi contro il ddl Gasparri e in difesa del pluralismo
dell'informazione. E lo farà il 30 gennaio, all'Auditorium di Roma, con
la convocazione degli Stati Generali della comunicazione e della
cultura con l'obiettivo di chiedere ''una vera riforma del sistema
della comunicazione''.

La mobilitazione di movimenti, come i girotondi, e di  sindacati, come
la Fnsi e la Cgil Slc, non si e' fermata con l'approvazione definitiva
della legge di riforma del sistema  radiotelevisivo. Perche', spiegano
i promotori del Comitato, ''quando si parla di liberta', di diritti
costituzionali, non si  puo' rinunciare, e' in gioco la democrazia''.

E oltre ad organizzare manifestazioni di piazza, la prossima  domenica
14 dicembre a Milano, il Comitato convoca gli Stati Generali della
comunicazione ''forti - sostengono i movimenti - di una protesta e
mobilitazione crescente, come dimostrano le manifestazioni in tante
citta' italiane il giorno dopo l'approvazione della legge''.

Per una ''vera riforma'' del sistema della comunicazione ma anche in
difesa della liberta' di informazione e contro ogni censura. ''Il caso
Raiot - afferma il Comitato - e' solo l'ultimo dei casi ai quali
occorre dire basta, la deriva va fermata, nonostante la Gasparri, che
certifica e peggiora tutto questo''. La vicenda del programma della
Guzzanti dimostra, sostengono sindacati e movimenti, che ''la
sospensione dei programmi in Rai significa chiusura: si taglia
direttamente oppure si creano condizioni inaccettabili per gli
interpreti, per costringerli a fermarsi, si sfidano apertamente regole
parlamentari chiudendo un programma mentre la commissione di Vigilanza
non si e' ancora espressa''.

Una situazione, conclude il comitato, che ''e' la  diretta conseguenza
del conflitto di interessi del presidente del Consiglio e della scelta
di un controllo sempre piu' esteso dei mezzi di comunicazione''.