marcia Perugia-Assisi: il mediattivismo per la pace



Come usare Internet per la pace

Gli esprimenti elettronici del movimento pacifista

Come risparmiare 27 mila euro e coinvolgere oltre diciassettemila persone con venti centesimi. Resoconto di un'esperienza destinata a fare scuola


La campagna "Pace da tutti i balconi" ha compiuto un esperimento di "mediattivismo", ossia di attivismo attraverso gli strumenti di comunicazione. E' un esperimento molto istruttivo e merita di essere raccontato. In occasione della preparazione della marcia Perugia-Assisi la campagna "Pace da tutti i balconi" ha inviato un messaggio di posta elettronica a tutti coloro i quali avevano segnalato - in un apposito database - la propria bandiera della pace.

I tempi
L'invio è stato automatizzato. Come? Un apposito sistema di gestione elettronico ha fatto partire 17.623 messaggi. Il tutto ha richiesto solo pochi minuti di tempo. Quanto tempo ci sarebbe voluto per stampare le lettere, imbustarle, apporre l'indirizzo e mettere i francobolli? Oltre 293 ore di lavoro (calcolando 1 minuto a busta).

I costi
Il costo dell'invio telematico è stato di dieci centesimi di euro. Se invece l'invio fosse stato effettuato per posta cartacea esso sarebbe costato 10.926 euro solo per i francobolli di posta prioritaria (7.225 euro per posta ordinaria) e circa 3.500 euro per buste e fotocopie. In vecchie lire il tutto avrebbe superato i venti milioni per la posta ordinaria, superando i venticinque milioni per posta prioritaria. Se poi l'imbustamento e la spedizione fossero stati affidati non a volontari ma ad una ditta se ne sarebbero andati altri 3 mila euro (quasi sei milioni di vecchie lire), giungendo a lambire il costo dell'acquisto di una sede monolocale (almeno in città come Taranto).

Comunicazione, non "spamming"
E' bene specificare che l'invio di questa ondata di messaggi non è stato un nuovo caso di "spamming" (ossia di posta indesiderata) in quanto il messaggio è arrivato a 17.623 volontari che avevano richiesto espressamente di essere informati sulle iniziative della Campagna "Pace da tutti i balconi". La Campagna intendeva promuovere la diffusione della bandiera arcobaleno in occasione della marcia Perugia-Assisi e sollecitava a richiedere e diffondere il materiale (volantini e manifesti) della Tavola della Pace (che organizza la marcia).

I risultati
E veniamo ai risultati di questo "esperimento elettronico". Racconta Diego Cozzuol, coordinatore della Campagna: "La segreteria della Tavola della Pace si è purtroppo trovata in grossa difficoltà: non si prevedeva una partecipazione così generosa. Dall'invio del mio messaggio di posta elettronica sono arrivate non solo moltissime richieste di volantini da parte di gruppi, organizzazioni locali e botteghe equo-solidali, ma anche dalle 50 alle 100 richieste giornaliere da parte di singoli volontari. La conseguenza di tutta questa inaspettata mobilitazione è stata che la segreteria ha dovuto letteralmente razionare il numero di volantini da inviare e anche le spedizioni hanno subito ritardi; oltre ai volantini con l'arcobaleno "Pace da tutti i balconi!" si sono dovuti utilizzare anche quelli precedentemente preparati dalla Tavola della Pace con scritta "Europe" su sfondo blu. In tutto sono stati inviati più di 50.000 tra volantini e pieghevoli di entrambi i tipi. Al momento della stampa tale quantità sembrava persino esagerata in rapporto alle tirature fatte dalla Tavola della Pace per le precedenti edizioni della Marcia, ma poi, in base alle richieste giunte, ci si è resi conto che il numero di volantini stampati avrebbe potuto essere tranquillamente almeno quintuplicato". In ogni caso la Campagna "Pace da tutti i balconi" ha diffuso il proprio volantino rendendolo scaricabile dal suo sito  Internet. E chi non lo ha ricevuto per posta se lo è potuto stampare e fotocopiare. Questa nuova modalità di diffusione del materiale ha il pregio che esso viene inviato a chi ne fa un uso effettivo; si crea in tal modo un filo diretta fra chi offre e chi chiede, evitando sprechi.

Felicità e anarchia
"Siamo felici e condividiamo la soddisfazione di poter riscontrare un desiderio così diffuso di "fare qualcosa" per la Pace, soprattutto da parte di tante persone che non sono necessariamente legate a realtà o gruppi già impegnati", afferma Diego Cozzuol. Si rende evidente che l'attivismo viene assunto in prima persona da chi è anche al di fuori delle associazioni ma che si sente in contatto e sintonia con il movimento pacifista attraverso la rete telematica. E ciò che è accaduto per le bandiere (ognuno ha provveduto da sé in piena autonomia senza ordini di partito e senza aver preso parte a riunioni di associazioni) può accadere per qualsiasi altra cosa. E' un esperimento ben riuscito che può entrare nella storia delle esperienze "anarchiche" positive.

Alessandro Marescotti
PeaceLink
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