Lettera aperta al Presidente della Repubblica



Per l'immediato ritiro dei militari italiani dall'Iraq
Per l'immediato ripristino della legalita' costituzionale

Una lettera aperta al Presidente della Repubblica

e per opportuna conoscenza e per quanto di specifica competenza:
alla Corte Costituzionale
al Consiglio Superiore della Magistratura
Alla Procura Generale della Repubblica
alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma
al Presidente del Consiglio dei Ministri
ai Presidenti di Camera e Senato
ai Ministri degli affari esteri, della difesa, della giustizia, dell'interno

Signor Presidente,

i mezzi d'informazioni diffondono la notizia che ieri alcuni militari
italiani presenti nell'Iraq in guerra sarebbero stati coinvolti in un fatto
di sangue che avrebbe comportato la morte di un cittadino iracheno.

Lei sa che la presenza in armi di militari italiani in un paese dove e' in
corso una guerra illegale, criminale e stragista, ed un'occupazione militare
straniera proditoria e inammissibile secondo il diritto internazionale e la
coscienza delle genti, costituisce una grave violazione della nostra
Costituzione, che all'articolo 11 proibisce esplicitamente tale
partecipazione italiana alla guerra.

Lei sa che la partecipazione di militari italiani a fatti di sangue in cui
delle persone restano uccise espone i miltari italiani, il nostro paese e la
nostra popolazione al pericolo di divenire bersagli di azioni di guerra,
come anche di atti di terrorismo.

Lei sa che la vita di quei miltari italiani e' in grave pericolo, ed e' in
grave pericolo altresi' la loro coscienza ed il loro stesso status dinanzi
alla legge poiche' essi con la sola loro presenza li' sono esposti non solo
a enormi pericoli per se stessi, ma anche al rischio di divenire assassini,
e sono gia' di fatto resi complici di atti di guerra illegali, criminali e
criminogeni.

Lei sa che come supremo garante della Costituzione era suo dovere impedire
la partecipazione italiana alla guerra, e che la decisione del governo e del
parlamento italiano di inviare militari cola' era in radice illegale e
criminale, perche' incostituzionale.
Come incostituzionale e quindi criminale era gia' anche l'avallo morale e
politico (ma meglio sarebbe dire: immorale e impolitico) dato allo
scatenamento della guerra.
Come incostituzionale e palesemente criminale era gia' il favoreggiamento
alla guerra e alle stragi avendo consentito il trasporto attraverso l'Italia
degli armamenti della potenza straniera responsabile dell'aggressione
bellica stragista, essendo quei trasporti di armi a tal fine ordinati ed
efficienti.

Lei sa che protraendosi questa situazione il governo il parlamento e Lei
stesso portate la responsabilita' di costringere nel piu' grave dei pericoli
il nostro paese e i nostri concittadini, che avete invece l'obbligo di
servire.

Dal profondo del cuore La prego: assuma piena contezza e coscienza della
situazione presente, prenda ed esprima una posizione chiara e necessaria, e
lanci un autorevole monito: richiami parlamento e governo al rispetto della
Costituzione; si adoperi per salvare tante vite innocenti, irachene e
italiane, in pericolo. Chieda il ritiro immediato dei militari italiani
illegalmente coinvolti in una guerra e in un'occupazione militare sciagurata
e criminale.

Attendere oltre e' aggiungere crimine e follia alla follia e al crimine
grandi gia' tragicamente commessi.

Attendere oltre e' rendersi complici e fautori anche degli ulteriori orrori
che prevedibilmente sopravverranno in assenza di scelte di pace, di
legalita', di giustizia, di umanita'.

Distintamente,

Giuseppe Sini
responsabile del Centro di ricerca per la pace di Viterbo

Viterbo, 14 settembre 2003

Mittente: Giuseppe Sini
c/o Centro di ricerca per la pace
strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo
tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it