Costa d'Avorio: Amnesty International chiede una soluzione urgente per i rifugiati liberiani coinvolti in due conflitti



Gent.mi tutti,

vi trasmettiamo il comunicato stampa della Sezione Italiana di
Amnesty International:


Costa d'Avorio: Amnesty International chiede una soluzione urgente per i
rifugiati liberiani coinvolti in due conflitti



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Amnesty International
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COMUNICATO STAMPA
CS90-2003

COSTA D'AVORIO: AMNESTY INTERNATIONAL CHIEDE UNA SOLUZIONE URGENTE PER I
RIFUGIATI LIBERIANI COINVOLTI IN DUE CONFLITTI


Alla vigilia della visita in Africa occidentale di una delegazione del
Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e alla luce dell'intensificarsi
degli scontri intorno alla capitale liberiana Monrovia, Amnesty
International ha chiesto ai paesi della regione e alla comunità
internazionale di fare il massimo per proteggere i rifugiati della Liberia
e tutti coloro che sono coinvolti nei due conflitti in corso nella zona.

In un rapporto pubblicato oggi, intitolato Costa d'Avorio: nessuna via di
fuga, Amnesty International ha chiesto alla comunità internazionale di
avviare un programma umanitario di evacuazione che comprenda il
trasferimento in altri paesi di tutti i rifugiati che non sanno più dove
cercare effettiva protezione.

All'inizio di aprile migliaia di persone, che una settimana prima avevano
lasciato la Costa d'Avorio per rifugiarsi in Liberia, hanno preso la
direzione inversa a causa della crisi scoppiata nella zona in cui avevano
cercato riparo. Questa situazione di frenetica migrazione, dominata dal
panico, illustra il destino di decine di migliaia di persone (rifugiati
liberiani, cittadini ivoriani e ulteriori persone provenienti da altre zone
della regione) coinvolte loro malgrado in due conflitti: quello della Costa
d'Avorio e quello della Liberia orientale.

La vita di circa 70.000 rifugiati liberiani, che erano riusciti a trovare
riparo in Costa d'Avorio dopo lo scoppio della guerra in Liberia nel 1989,
è stata messa in pericolo dal nuovo conflitto che ha interessato la Costa
d'Avorio a partire dal settembre 2002.

"I rifugiati liberiani sono vittime di atrocità, di razzie e di
maltrattamenti ad opera di coloro che prendono parte al conflitto. A volte
sono costretti ad arruolarsi tra i combattenti oppure accusati di
parteggiare per il nemico. Non possono tornare in Liberia, dove la
situazione peggiora ogni giorno, e nessun paese confinante sembra disposto
ad accoglierli perché li considera causa di problemi" - ha denunciato
Stefano Meoni, coordinatore Africa Occidentale della Sezione Italiana di
Amnesty International.

Il rapporto di Amnesty International contiene le testimonianze di molti
rifugiati liberiani incontrati dall'organizzazione ad Abidjan, in Costa
d'Avorio, nel marzo di quest'anno. Queste persone sentono di non poter
avere via di scampo. La situazione è particolarmente grave nella Costa
d'Avorio occidentale, dove vive la maggior parte dei rifugiati che da mesi
a questa parte è vittima di reclutamenti forzati ad opera sia dei gruppi
armati di opposizione che delle forze governative.

"I rifugiati, specialmente quelli che vivono ad Abidjan, subiscono
aggressioni, umiliazioni e talvolta anche arresti. I membri delle forze di
sicurezza e una parte della popolazione, aizzati da certa stampa xenofoba,
li considerano complici dei gruppi armati di opposizione che sono comparsi
sulla scena nell'ovest del paese alla fine dello scorso novembre" - ha
aggiunto Meoni.

Impossibilitati a rimanere in condizioni di sicurezza in Costa d'Avorio,
decine di migliaia di disperati rifugiati liberiani hanno fatto rientro nel
proprio paese, nonostante la guerra in atto. A loro si sono aggiunte decine
di migliaia di ivoriani e di persone provenienti da altri paesi della
regione. Secondo i dati resi noti nel marzo di quest'anno dall'Alto
commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, circa 100.000 persone
hanno cercato riparo in Liberia dopo lo scoppio del conflitto in Costa
d'Avorio, anche se molte di esse sono state costrette a tornare in
quest'ultimo paese.

In queste circostanze, Amnesty International ritiene che questi movimenti
di popolazioni costituiscano un refoulement di fatto. Anche se le autorità
liberiane e ivoriane non espellono direttamente i rifugiati e la
popolazione civile in fuga dalle zone di guerra, è evidente che il
conflitto finisce per spingere queste persone verso regioni in cui la loro
sicurezza è fortemente minacciata.

Pertanto, l'organizzazione per i diritti umani ha rammentato alla comunità
internazionale che è suo dovere assumersi la responsabilità di trovare una
soluzione a questo problema. Se si vuole che questa crisi, in cui centinaia
di migliaia di persone hanno perso tutto, cessi, è indispensabile un'azione
coordinata della comunità internazionale, soprattutto in termini di
finanziamento dell'azione umanitaria sul terreno.

Purtroppo, la comunità internazionale si è dimostrata lenta nel reagire,
nonostante gli sforzi dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i
rifugiati, del Programma alimentare mondiale e del Fondo delle Nazioni
Unite per l'infanzia. Le Nazioni Unite hanno lanciato diversi appelli per
trovare fondi ma le somme finora raccolte sono inadeguate a risolvere gli
enormi problemi creati da una delle più gravi crisi umanitarie del momento.

Amnesty International si è appellata ai governo della Costa d'Avorio e ai
gruppi armati di opposizione che operano in questo paese affinché cessino
immediatamente gli attacchi contro i rifugiati liberiani.

L'organizzazione preme inoltre sulla comunità internazionale affinché trovi
urgentemente una soluzione complessiva e di lungo termine alla crisi, in
modo da assicurare una efficace protezione dei rifugiati liberiani e di
tutti coloro che non possono restare nella regione e dovrebbero pertanto
essere trasferiti altrove.

FINE DEL COMUNICATO
Roma, 24 giugno 2003

Il rapporto Costa d'Avorio: nessuna via di fuga è disponibile presso il
sito Internet di Amnesty International all'indirizzo: www.amnesty.org

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