Comunicato delegazione Ctm altromercato a Porto Alegre 3.



Porto Alegre 25 gennaio 2003
DALLA DELEGAZIONE CTM ALTROMERCATO AL
FORUM SOCIALE MONDIALE 2003

1) ANCORA SULL'ECONOMIA SOCIALE/SOLIDALE
2) PRESIDENTE LULA A PORTO ALEGRE
3) CONFERENZA CGIL E DISOBBEDIENTI
4) UN'ENORME LUOGO EDUCATIVO

Oggi sabato c'e' davvero tantissima gente al FSM: si scrive bene all'ombra degli alberi nel giardino di uno dei tantissimi baretti che rendono confortevole la Pontificia Universita' Cattolica, osservando il via vai continuo di centinaia di persone in ogni direzione, provenienti da ogni continente. Passata la confusione iniziale, arrivato oggi il programma completo, tutto sembra filare liscio. Ancor piu' che nelle altre edizioni, l'associazione tra i contenuti espressi dalle tantissime iniziative ed il Forum stesso come megaevento che rende invisibile ogni singolo tema emerge a volte in modo virtuoso (un contenitore capace di dare spazio a tutti), a volte in modo contrastante (un luogo dove ogni iniziativa si perde e contano solo i grandi leader/appuntamenti). Anche per questo fatichiamo a raccontare il FSM solo come una raccolta di eventi, contenuti, iniziative cui abbiamo partecipato o copromosso: questo Forum e' tutto cio', ma anche il contrario e a volte sembra che il "vero" significato del Forum vada ben oltre la sommatoria di conferenze e seminari e relatori/trici. Se si guarda l'insieme del programma e' difficile evitare una sensazione di insostenibilita' complessiva: i 1.700 workshop attivati (non 1.100 come detto in messaggio precedente) impediscono di cogliere il FSM in modo complessivo e disorientano. Ma d'altra parte andando in giro (nella vastita' di spazi apparentemente infinita che questa gradevole ed efficiente citta' sembra poter mettere a disposizione) c'e' gente in ogni stanza, quasi ad ogni iniziativa, ed e' tutto un ridondare di cartelli, depliant informativi, sale con persone che discutono, applausi che rimbombano...

In questa complessita' e verificando bene il programma generale, i "nostri" temi appiano ancor piu' presenti e diffusi di quanto avevamo detto all'inizio: i titoli dei workshop rimandano in decine e decine di casi ai temi del commercio equo, delle reti di economia locale o alternativa, del cooperativismo, del consumo critico, degli scambi non monetari, dell'etica nella gestione d'impresa o nella finanza. Le sigle sono spesso a noi sconosciute (molte sudamericane), ed evidenziano proprio per cio' l'attenzione (riteniamo piu' a livello di organizzazioni di base che di leader o grandi strutture) a questi temi "pratici" dell'economia sociale/solidale. Stamane abbiamo partecipato come relatori al workshop sul rapporto tra finanza etica e commercio equo, organizzato da organizzazioni francesi. L'esperienza della raccolta di risparmio e finanza etica promossa da Ctm Altromercato ed effettuata da una parte delle BdM italiane, a supporto di se' stesse e dei propri progetti, ma in generale come base di finanziamento del comes e del nostro Consorzio, ha realmente stupito (essendo sconosciuta e non praticata in altri paesi) per la sua diffusione e per i "numeri" che registra. Per questo sono subito emerse opportunita' di cooperazione e progettualita' congiunte (nell'accomunare risorse derivanti dalla finanza etica nello sviluppo di progetti nel Sud del mondo) che approfondiremo nei giorni prossimi.

Nell'insieme, anche confrontandoci con colleghi e relatori/trici, in merito allo sviluppo dei temi dell'economia sociale/solidale qui a Porto Alegre 2003 abbiamo una impressione netta, "double face": a) cresce (anche come conseguenza diretta del lavoro fatto per il FSE di Firenze) la rilevanza politica ed il significato concreto della nostra esperienza, e l'interesse dei partecipanti al Forum sembra molto alto: questo obiettivo di "affermazione" dei nostri temi e di convolgimento di organizzazioni (anche del comes) appare raggiunto; b) cresce anche la sensazione che si faccia fatica ad andare oltre il racconto delle esperienze e delle potenzialita' per il futuro, girando attorno alle solite analisi teoriche senza esplicitare una visione chiara ne' una prospettiva strategica adeguata a cio' che siamo. Lunedi' il gruppo di sintesi che ha seguito varie iniziative sull'economia sociale proporra' la propria "riflessione strategica", ma ci sembra che difficilmente emergera' qualcosa di nuovo oltre alla necessita' di "fare rete" ecc.. Non e' una critica cattiva, ma la constatazione che per soggetti come il commercio equo crediamo che la priorita' strategica rimanga il saper coniugare a un'azione politico-sociale ed educativo/informativa (che Ctm altromercato fa senza molti confronti nel mondo del comes), il perseguire con forza la crescita del "mercato solidale" (se si parla di economia sociale/solidale, si parla anche con i numeri) e della sostenibilita' economica delle strutture del comes e dei nostri partner: il nostro progetto politico dipende non dall'efficacia di una teoria (per quanto ovviamente di riflessioni abbiamo sempre bisogno) ma dal dimostrare che l'economia alternativa esiste - ed e' riconducile a criteri chiari e discriminanti - e funziona. Solo in questo modo possiamo veramente contribuire a dimostrare che "un altro mondo e' possibile", evitando (come molti relatori vediamo fare) di limitarsi agli auspici o alle teorizzazioni.

PRESIDENTE LULA A PORTO ALEGRE
Difficile evitare la retorica nel raccontare l'intervento di ieri di Lula, nuovo Presidente della Repubblica del Brasile. Emozionante, bello e diretto, abbiamo avuto l'impressione di un piccolo momento storico: non per le cose dette, ma per l'innegabile attesa che qui in Brasile, in America Latina ed in tutto il mondo "progressista" ruota attorno a Lula ed alle sue scelte. Il Presidente ne e apparso ben consapevole. Ha rivendicato il suo programma, si e' ripetutamente impegnato a non tradire la base sociale che l'ha portato al potere ("io non sono stato eletto per l'appoggio di un canale televisivo, o dal potere finanziario, e neanche per la mia intelligenza..."), ma ha ripetutamente avvertito che per "vincere" occorre avere lo spirito del maratoneta, arrivare in fondo lavorando con determinazione per le riforme (agraria, scuola, sanita', fame...), ma costruendo un clima sereno e tranquillo e sapendo quando si puo' procedere e quando il contesto non lo permette. Ha avvertito tutti dell'incorruttibilita' ed onesta' del suo governo ("in un continente dove negli ultimi anni 4 presidenti di 4 grandi paesi sono scappati perche' condannati per frode: Menem/Argentina, Fujimori/Peru', Salinas/Messico, Collor/Brasile..."). Ha rivendicato (passando da pochi fischi a tanti applausi) il suo andare a Davos ("per causa vostra, che mi avete eletto"), per raccontare il suo programma, ricordando la sua storia dove non si e' fatto contaminare dalle possibile derive sindacali o partitarie. Ha citato Cuba, e la necessita' di evitare la guerra. Ed ha ricordato che nessuno deve credere a lui come un dio, non essendo lui infallibile... Alla fine, subito musica: un gruppo di percussionisti bambini e cantanti donne, da Salvador da Bahia: appena Lula e' uscito, lo hanno ringraziato ma: "... presidente si ricordi di noi e che senza il coinvolgimento del movimento nero, e la soluzione del pregiudizio contro di noi, il Brasile non avra' un futuro positivo ed il suo programma non potra' essere realizzato". Poi tamburi e danza.

CONFERENZA "INSORGENZA URBANA CONTRO L'ORDINE COSTITUITO"
Uno degli eventi clou del Forum, soprattutto per noi italiani: vi hanno partecipato stamane il segretario della CGIL Epifani e Francesco Caruso in rappresentanza dei Disobbedienti italiani. Ottimo l'intervento dello storico belga Francois Houtard che ha ricordato la tipologia e lo svolgersi nel mondo delle varie tipologie di "insorgenza", da quello rappresentato dai movimenti operai a quello piu' attuale, spontaneo e dal basso dei cosiddetti movimenti sociali. Epifani ha espresso il coinvolgimento della CGIL nella rete dei movimenti sociali, ricordando la specificita' (e le problematiche, soprattutto nell'attuale contesto italiano) di un grande sindacato di lavoratori. Ed e' stato molto preciso nell'impegnare alla mobilitazione la CGIL contro la guerra in Iraq, nell'assoluta non violenza anche per rappresentare effettivamente un'opinione pubblica europea a grande maggioranza contro la guerra, e non autoghettizzarsi e lasciarsi strumentalizzare con azioni "fisiche". L'intervento era anche a commento a quello precedente (francamente deludente) di Caruso, che tra l'altro aveva rivendicato la necessita' di "agire fisicamente" (invadendo caserme, bloccando gli aerei, violando la legalita' che protegge i bombardieri) alla prima bomba caduta sull'Iraq. Interessante l'intervento del rappresentante indiano, che ha rigettato il termine "insorgenza" ("in India richiama la lotta armata, e noi non la vogliamo!"), proponendo e ragionando attorno al termine "resistenza", portando varie esperienze nell'ambito rurale a tutela delle comunita' locali e delle risorse ambientali.


Mentre il sole cala ed i viali sono ancora strapieni di gente, vi trasmettiamo la sensazione che ci attraversa in questo momento, gia' avvertita al Forum Sociale di Firenze: senz'altro alcuni aspetti organizzativi del Forum Sociale Mondiale sono da rivedere, certamente ci sembra che si sia andati oltre una soglia organizzativa che dovra' essere semplificata, e' sicuro che bisognera' riflettere su come evitare una ripetitivita' ove le maggiori novita' siano rappresentate dal numero di persone/workshop iscritti, e' reale il rischio del protagonismo di leader e organizzazioni forti e di vetrine ad uso dei mass media, ed e' verissimo che le regole di gestione del Forum, del processo dei vari forum regionali e di funzionamento del Consiglio Internazionale devono essere riviste, anche profondamente (vedi primo messaggio). Ma osservando le migliaia di persone provenienti da ogni luogo, le moltitudini di giovani presenti ovunque, l'attenzione in ogni sala... la portata pedagogica e politica di questo evento ci sembra enorme: il FSM rimane un ambito dove parlare di conclusioni e' difficile, ma dove la diffusione di contenuti, di messa in contatto di temi, reti e persone, e di educazione sociale collettiva, e' una certezza. In questo senso rimane un luogo ed una situazione unica, di grandissimo valore e portata (e probabilmente piu' per i non europei: dovremo sforzarci di vedere il Forum non solo con i nostri occhi). Comunque sia, e comunque la raccontino i giornali, a noi appare oggettivo quanto detto ieri da Lula: il FSM si e' imposto in appena due anni come il piu' grande evento politico del mondo, costringendo tutti (in ambito politico e sociale) a fare i conti con esso e con cio' che rappresenta. Alla faccia dei tantissimi che solo due anni fa o l'anno scorso dicevano che qui a Porto Alegre si riunivano gruppetti di mattacchioni, sette politiche, gruppuscoli marginali. Ora qui vediamo tutta la rete dei sindacati mondiali, e ora qui guarda o chiede di partecipare tutto il mondo politico progressista... E, ed e' questo che comunque ci fa sentire a nostro agio qui, ritroviamo due valori che ci appartengono: la coesistenza di culture e pratiche assolutamente differenti, e la non violenza e l'impegno civile come vincolo e come risorsa.

La Delegazione del Consorzio Ctm altromercato a Porto Alegre 2003:
Giovanni Bridi
Giorgio Dal Fiume
Stefano Magnoni
Paolo Morini (Chico Mendes Milano)
Maurizio Ricci (Chico Mendes Milano)
Roberto Barbiero (Mandacaru' Trento)