IL MONDO POSSIBILE CHE DIO SOGNA CON NOI



IL MONDO POSSIBILE CHE DIO SOGNA CON NOI
di Vitaliano Della Sala
Anno B - 15 dicembre 2002 - III Domenica di Avvento
(Is 61,1-2.10-11; Cant. Lc 1; 1Ts 5,16-24; Gv 1,6-8.19-28)

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Dopo averci proposto, domenica scorsa, la figura di Maria di Nazaret, il
Vangelo di questa domenica presenta l'altra grande figura dell'Avvento,
l'altro grande testimone: Giovanni il Battista; egli dice di sé: "Io sono
voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, come disse
il profeta Isaia".

C'è una strada da preparare, una via dell'esodo da percorrere, una via
d'uscita dalla schiavitù, il percorso degli affrancati: è la strada che
porta dritto al regno di Dio, all'altro mondo possibile, al mondo che Dio
sogna per noi e con noi, fondato sulla libertà e la giustizia sociale.

Questa strada è resa impervia, impraticabile, piena di ostacoli
difficilmente superabili. Questo vuol dire che sono state sbarrate le vie di
accesso al regno di Dio. Basta appena guardarsi intorno per accorgersi di
quanto sia realistica questa metafora della strada non percorribile da
preparare. Quante difficoltà, infatti, sono create al cammino dei popoli
verso la loro liberazione? Abbiamo innalzato montagne, creato sbarramenti,
posto vistosi divieti di accesso. E continuiamo ad erigere le nostre
barriere, i nostri steccati. Con la globalizzazione dei mercati e il
neoliberismo ci stiamo creando un paradiso artificiale ed esclusivo, al
quale solo in pochi possiamo avere accesso.

Procediamo verso l'aumento vertiginoso dei nostri consumi e ci gettiamo alle
spalle cumuli di rifiuti che impediscono agli altri di procedere sul nostro
cammino. Ai tanti migranti chiudiamo, col filo spinato della legge razzista
Bossi-Fini, le vie d'accesso alle nostre terre; davanti ai nuovi schiavi in
fuga dai nuovi faraoni, facciamo di tutto perché il mare non si apra, anzi,
li travolga; impediamo alla stragrande maggioranza degli esseri umani di
raggiungere quei beni elementari - acqua, cibo, istruzione - senza i quali
non si consegue una dignità da uomini.

Questa è l'opera delle nostre mani. Ma il Dio della Bibbia, è il Dio che
sempre ascolta il grido del suo popolo schiavo e, caparbiamente, separa le
acque e in mezzo ad esse apre una strada per condurre il suo popolo alla
terra promessa. Un Dio che sogna un altro mondo dove "la giustizia per tutti
germogli come vegetazione rigogliosa" (Isaia) e vuole che ai poveri giunga
questo "lieto annunzio"; per realizzare il suo sogno, per renderlo concreto,
ci propone di farci suoi collaboratori, di lavorare con lui; ci propone di
aiutarlo a "fasciare le piaghe dei cuori spezzati, proclamare la libertà
degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri" (Isaia), vuole che
promulghiamo il vero giubileo della liberazione e della libertà.

La metanoia vera, la conversione concreta e fattuale che attraverso Giovanni
il Battista - Giovanni il battistrada, potremmo dire - Dio ci chiede, è
quella di rimuovere gli ostacoli posti sul cammino degli uomini, dei più
deboli, degli schiavizzati. In ciò consiste il preparare la strada, e non
solo per le nostre sorelle e per i nostri fratelli più poveri, ma per il
Dio-che-viene: che viene in mezzo a loro, che cammina avanti a loro, in
tutto e per tutto uno di loro.