e' morto Autant-Lara, regista di "Non uccidere"



             E' MORTO CLAUDE AUTANT-LARA
             REGISTA DI "NON UCCIDERE"


E' morto il 5 febbraio all'eta' di 97 anni il regista francese Claude
Autant-Lara. Ha firmato una sessantina di film importanti tra cui "Il
diavolo in corpo" (1947),"La traversata di Parigi" (1956) e "Non uccidere"
(1961). Autant-Lara e' stato autore di battaglie civili che gli procurarono
contrasti con la censura.

Vale la pena ripercorrere la storia di "Non uccidere", un film simbolo
dell'obiezione di coscienza, che all'inizio degli anni Sessanta viene
"proibito" dalla censura in diverse nazioni, fra cui l'Italia.

Autant-Lara vede morire il suo film sotto il peso di divieti imposti
dall'alto. Ma un fatto straordinario accade in Italia. Il 18 novembre 1961
il sindaco di Firenze, Giorgio La Pira, fa proiettare il film "Non
uccidere" di fonte a decine di giornalisti e di uomini di cultura. I
divieti vengono cosi' infranti da un gesto clamoroso di cui si fa
protagonista un sindaco cattolico, vicono a Dossetti ed eletto come
indipendente nella DC.
Che cosa contiene di tanto "pericoloso" il film?
"Non uccidere" narra un fatto accaduto realmente, quello di un giovane
francese che si rifiuta di indossare l'uniforme militare perche', come
cattolico, non vuole imparare ad uccidere. Poiche' il film esalta la figura
di un obiettore di coscienza, la commissione ministeriale sulla censura di
quel tempo vi rintraccia il reato di istigazione a delinquere e percio' lo
esclude dalle sale cinematografiche. Tale censura suscita l'indignazione
del deputato Sandro Pertini che, assieme ad altri socialisti, presenta
un'interrogazione parlamentare. Ma il sindaco va oltre e, con un atto di
disobbedienza civile, infrange, nella citta' di cui e' sindaco, il divieto
di proiezione e invita giornalisti e uomini di cultura a vedere il film.
Scoppia un caso internazionale, dato che anche in altre nazioni il film e'
boicottato fin dall'inizio, tanto che per girarlo il regista era stato
costretto ad andare in Jugoslavia, poiche' ne' la Francia ne' l'Italia
avevano autorizzato le riprese nel loro territorio.
Il dibattito e l'impressione profonda suscitati dal film di Autant-Lara
producono l'effetto "ibdesiderato" per cui i vertici militari avevano
richiesto la censura sul film: in Francia viene approvata una legge che
consente l'obiezione di coscienza. 
In Italia intanto, nel 1962, rifiuta di indossare la divisa Giuseppe
Gozzini, primo obiettore di coscienza cattolico. Entra in galera per
corenza con il quinto comandamento: "Non uccidere".



SCHEDA / FILM ANTIMILITARISTI CENSURATI
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Dal romanzo "Addio alle armi" viene tratto un film che nel 1932 mette in
scena la sconfitta di Caporetto, il mito della prima guerra mondiale viene
infranto da scene di cruda realta' e di insensata follia. Scatta la censura
e gli italiani per vederlo (in TV) dovranno aspettare 50 anni. Oscuramento
in Italia e Germania anche per il film "All'Ovest niente di nuovo", uscito
nel 1930, vincitore di due Oscar ma troppo antimilitarista. Realizzare e
far vedere film critici sulla prima guerra mondiale risulta difficile anche
nel 1950: la narrazione della storia di un obiettore di coscienza ha un
effetto cosi' dirompente che il "servizio segreto psicologico"
dell'esercito francese ne impedisce la realizzazione. Il film viene ripreso
dieci anni piu' tardi, cambia titolo (da "L'obiettore" diventa "Non
uccidere") e il regista Autant-Lara e' costretto a realizzarlo in
Jugoslavia, fra il 1961 e il 1963. Sono gli anni dell'Algeria, allora
colonia francese, in lotta per l'indipendenza. Il film ha un impatto
poderoso sull'opinione pubblica. Stesso effetto shock ha in Italia "Uomini
contro" di Francesco Rosi. Il regista incontra resistenze tali in Italia da
non doversi recare in Jugoslavia per girarlo. Il film esce nel 1970
provocando uno strascico di polemiche e di proteste dei "benpensanti".
Altri film che hanno rivisitato criticamente la prima mondiale sono
"Charlot soldato" (uscito nel 1918), "La grande guerra" di Mario Monicelli,
il tedesco "Westfront", "Orizzonti di gloria" di Kubrick e "La grande
illusione", francese.
Raccontare la verita' della guerra, risvegliare le coscienze e' un impresa
anche per chi non e' regista ma educatore di pace: negli anni Sessanta
padre Ernesto Balducci viene incarcerato e don Lorenzo Milani e' sottoposto
a processo, entrambi per aver sostenuto il diritto ad agire secondo
coscienza di fronte a una guerra ingiusta.




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