"Mirna e Mayra ci contano la strada" e notizie dal Guatemala



IL TEMPO Più BELLO
DELLA LORO VITA

   è così che Carlos, detto "Pocis", vive la tappa dell'autogestione, da
quando, il 17 agosto scorso, l'Assemblea delle ragazze e ragazzi del
movimento, lo ha eletto, assieme a due compagni e quattro compagne, nel
coordinamento. Un sogno, ritenuto dai più impossibile e folle, era
diventato realtà: un'associazione gestita dalle stesse ragazze e ragazzi di
strada. Pocis continua a vivere nella strada e questo non lo impedisce di
assumere le sue responsabilità come membro del coordinamento e incaricato
della scuola. E quest'anno finirà il baccalaureato in informatica.
  Durerà questo tempo più bello della loro vita se il superterrorista Bush
riesce a trascinarci in una guerra criminale contro l'Irak? Durerà se il
Guatemala continuerà a sprofondare nella miseria dell'economia
neoliberista? Durerà se no riusciamo a finanziare il movimento quando
finirà nel 2004 la sovvenzione della UE?
   Dipende anche da noi che duri il tempo più bello della vita delle
ragazze e ragazzi di strada, dall'appoggio che diamo loro, dal nostro
impegno contro il progetto di morte dei potenti di questo mondo, dal nostro
sforzo per creare una società  mondiale fondata sull'amicizia.
Proteggendo loro, proteggiamo noi stessi, i nostri figli, le nostre amiche
ed amici.  Anche se viaggiamo in una classe superiore, siamo sulla stessa
nave che le ragazze e ragazzi di strada e, se affonda, affonderemo anche
noi.
   Ti auguro quindi, con molto affetto, un Natale ed un anno nuovo di pace,
di amicizia e di condivisione . E prima di ripartire per le strade del
Guatemala, ti mando un forte abbraccio,
            gerardo lutte

regali intelligenti,
amichevoli
e non consumistici
·       il video "Mirna e Mayra ci contano la strada", rielaborato da
Maurizio con colonna sonora molto chiara. (E 6,00 + 1,00 per spedizione)
·       il libro "Principesse e sognatori nelle strada del Guatemala
(E 13,00+1,00). iN OMAGGIO IL VIDEO DI aNDRé sTUER "lA LORO STORIA SI SCRIVE
NELLA STRADA"
·       prodotti artigianali.
·       abbonamento a "Las Quetzalitas" (E 5,00)
CONTATTO: . Maurizio: 339 3066758.; tiburzi at thunder.it;

ILMOVIMENTO NELLA TERRA DI SANDINO

    Nella notte crivellata di silenzio e miseria, Managua nella sua
dolcezza ci accoglie. Semplice paesaggio di linee essenziali, geografia di
laghi e vulcani, Managua vestita d'alberi e fiori é una cittá femminile
dall'accento popolare. I suoi carretti tirati da cavalli si scontrano con
le futuristiche architetture degli edifici della Texaco o della Mercedes
che si erigono bruscamente, feroci monumenti del capitale finanziario che
di colpo materializzano la parola "imperialismo".
    Tredici, fortunatamente non superstiziosi, partiti dal Guatemala, i "12
apostoli piú Gesú", come qualcuno dirà in seguito, attraversano mezzo
Centro America in camionetta per arrivare nella terra di Sandino e Ruben
Darío, missione del viaggio: viaggiare. Viaggiare per le strade e le città
nicaraguensi conoscendo altri giovani emarginati che si organizzano
liberando da dentro loro stessi, quella grande forza che attraverso il
proprio cammino personale, quel viaggio interiore conduce alla liberazione
individuale e collettiva. Ognuno alla sua maniera, ognuna secondo le sue
possibilità.
    I ragazzi e le ragazze dell'equipo coordinatore, eletti ad Agosto dai
loro compagni e compagne della strada rappresentano in Nicaragua il
Movimiento de Jóvenes de la Calle e, di fatto, le strade del Guatemala.
Presentano il loro progetto, ascoltano le altre esperienze. Si rendono
conto che non sono soli, che la loro sofferenza non é l'unica, la loro
emarginazione non é la sola. Tanti tipi d'oppressione, una sola grande
liberazione: quella degli ultimi che si organizzano, quella che viene dal
basso. Questa é la grande lezione che riporteranno a casa.
    Poi un giorno all'improvviso, come cambia il vento all'improvviso, come
si leva il popolo all'improvviso. Cosí, all'improvviso, arriva il racconto
di quella che fu la rivoluzione sandinista, della Nicaragua liberata, della
tenace difesa dall'infame attacco statunitense. Di come il governo
rivoluzionario fece accedere tutta la popolazione alla salute e
all'educazione; soprattutto, di come dopo il trionfo sandinista non
esistevano più ragazzi di strada e di come la ripresa dell'economia
neoliberale li ha fatti comparire di nuovo insieme alla miseria e la
mancanza di scuole e di ospedali.
    Nella regione delle Segovie s'incontravano, in un angolo d'Estelí,
giovani che hanno fatto la Storia credendo nel futuro, con altri giovani,
quasi coetanei, derubati della Storia e del futuro, gettati sul ciglio del
marciapiede. Si mescolano le idee alle parole, i pensieri ai vissuti,
allora capisci che la speranza non è una menzogna, che la lotta non è un
inutile sintomo del passato, che la Storia non è finita.
    Sembra di essere lí, tra le pallottole e le bandiere rosse e nere
sandiniste di un popolo che prese la sua decisione. Quando si arriva tanto
vicini alla Storia, quella letta sui libri, vista nei reportage televisivi;
quella Storia a cui in qualche modo ti senti incondizionatamente legato
come da uno spirito d'empatia, senti la sedia tremare sotto il sedere:
vorresti essere stato lí. Senti che i morti, tutti i loro morti, come per
uno strana alchimia di sentimenti, diventano anche i tuoi e che la Storia,
quella dei dimenticati, ovunque nel tempo e nei continenti é solo e sempre
una: quella degli oppressi che si liberano.
   Lo sentono i ragazzi e le ragazzi che furono o che sono della strada,
che si sono o si vogliono riappropiare della storia, quella normale, quella
di tutti i giorni, la loro storia personale. Decidere della loro vita per
essere ció che vogliono.
Nella mattina assolata, con il vento che porta la brezza del lago, Managua,
sommessa nella sua quotidianitá coperta dal profumo di cacao e caffé, ci
saluta con accento popolare. É un arrivederci che sembra ripetere: " La
Storia non é finita".
                         Emanuele Tacchia, volontario di strada

STIAMO VIVENDO LA TAPPA PIU' BELLA DELLA NOSTRA VITA

Per noi, del coordinamento del movimento, il viaggio in Nicaragua è stato
importante e ci ha permesso di apprendere molto sull'organizzazione dei
gruppi. Abbiamo incontrato solo una organizzazione che lavora con giovani
di strada, , le altre si occupano di giovani in rischio o di lavoratori.
Abbiamo visto che, malgrado la grande povertà e le ferite della guerra,
hanno la voglia di lottare.Ci hanno parlato del conflitto armato. Ad
esempio, il vicesindaco di Managua ci ha raccontato  che era molto povero e
che ha partecipato alla lotta contro Somoza. Ci ha detto che non dobbiamola
vergognarci di essere stai della strada, che la strada è la migliore scuola
di vita.
    Ci presentavamo come un gruppo di giovani ch hanno avuto una vita molto
dura, ma che sono riusciti a organizzarsi per difendere i diritti dei
giovani di strada.  Stiamo vivendo una tappa molto bella della nostra vita
e siamo molto motivati da quando è stato eletto il coordinamento del
movimento. Ora cerchiamo di costruire una  bella rete d'amicizia con voi,
amiche ed amici d'Italia, non solo peri l vostro appoggio economico, ma
soprattutto perché credete in noi. Questo ci incoraggia molto nel nostro
lavoro. Ora stiamo terminando la programmazione per il prossimo anno in
collaborazione con gli accompagnatori che loro ci tendono una mano amica e
ci trattano alla pari come persone uguali a loro. Con Gerardo e con voi
questo sogno di un movimento autogestito che abbiamo da molto tempo ha
potuto realizzarsi. Ora abbiamo finito i due seminari per il diploma di
educazione popolare. Siamo quindici iscritti, tutti molto interessati e
motivati.
Noi del coordinamento ci raduniamo quasi tutti i giorni per riflettere come
aiutare le persone nuove che vengono al movimento, in maggioranza dei
piccoli. Nostra grande preoccupazione è di difendere i loro diritti.
A tutte le amiche ed amici d'Italia, un abbraccio da parte delle ragazze e
ragazzi del movimento.
Saremmo molto contenti se ci scrivete (mojoca at terra.com.gt)
          Carlos Garcia, detto Pocis

  Per prendere contatto:
Comitato di Gestione: piazza Certaldo 3, 0146 Roma; quetzalitas at tin.it;
telefax 06 55285543;   Manila 333 6321274, Chiara 328 0684420, Emanuele
06065501271.

Per informarsi:
G. Lutte, Principesse e sognatori nelle strade in Guatemala, E 13,00; video
La loro storia si scrive nella strada, Mirna e Mayra ci raccontano la
strada, * 6,00; Las Quetzalitas, bollettino della nostra rete: puoi
richiederli  al Comitato di gestione o a Maurizio: 339 3066758.;
tiburzi at thunder.it;
sito web: www.viottoli.it/lasquetzalitas

Vuoi fare parte della nostra Rete?
Puoi contribuire con un lavoro volontario, facendo conoscere il progetto,
organizzando un gruppo d'amicizia, con un contributo finanziario,  una
borsa di studio o adozione a distanza (E 55,00 al mese) per una bambina,
bambino o giovane  del centinaio che studiano.

CCP n° 42561035, intestato a rete di amicizia con le ragazze e ragazzi di
strada, onlus, piazza Certaldo  3, int. 31, 00146  ROMA.

Riferimenti: GORIZIA:  Alberto: 0481/22012;   MAZZARA DEL VALLO: Piero
0923/931714; MILANO:  Tina  3394744526;    PINEROLO: Angelina.:
0121/502051; POTENZA: Anna Lisa 0971/21517; ROMA: Vanessa  06//87149513,
Nadia 339/7895520;   gruppo Servas: M.Concetta  06/65743833; TREVISO:
Giovanni: 329/4099717; VITERBESE: Maurizio 339/3066758 .