Diario n.9 dall'Ecuador per PEACELINK



DIARIO N. 9 – ECUADOR NEWS

Dal vostro corrispondente in Ecuador ecco l’ultimo
diario di viaggio.

Riusciamo a trovare una una nuova educatrice per la
mia casa-famiglia, la signora Jolanda, e cosi’ posso
viaggiare a Quito. Sto raccogliendo materiale
in-formativo sui diversi progetti dell’associazione
“Noi Ragazzi del Mondo” in Ecuador e mi rendo conto
che il canale della condivisione rappresenta lo
strumento migliore per conoscere in profondita’ le
diverse realta’.

MUCHACHOS SOLIDARIOS
Ho accompagnato i ragazzi lustrascarpe del progetto
“Muchachos Solidarios” nel nuovo laboratorio di
ceramicacromo, gestito da Monica Silva e da una
professionista, la signora Maria, con il sostegno
economico di Gianni Tarquini, coordinatore CICA in
Ecuador. Questo nuovo corso di formazione rappresenta
un nuovo inpulso per offrire ai ragazzi un’alternativa
rispetto al lavoro di lustrascarpe in strada. Luis
Miguel, 15 anni, mi racconta che questa mattina la
policía ha cacciato tutti i lustrascarpe da piazza
Indipendenza dove ha sede il Parlamento Nazionale e
cosi’ ha guadagnato quasi niente. Nel tardo pomeriggio
ci raggiunge Adolfo, 18 anni, che ha conseguito il
lavoro di portinaio di cui e’ particolarmente fiero
per il suo stipendio di 115 dollari. Adolfo e’ il
nuovo leader del grupo dopo la partenza per la Spagna
di Paul: mi racconta che gli piacerebbe venire a
Ibarra per incontrare il grupo “Jóvenes Luchadores
para una niñez justa” visto che da sette mesi non li
vede. Ci viene a salutare anche Amber, una giovane
missionaria canadese, che collabora per alcune spese
dentistiche dei ragazzi. Inventa un quiz particolare
per individuare varie citazioni della Bibbia, una
forma moderna di evangelizzazione ecumenica per
ragazzi cattolici ed evangelici.

ACCION CHICAS
Passo per la centralísima avenida Nacionas Unidas y
Amazonas a salutare , insieme all’assistente sociale
coordinatrice Sulami Ruales, le ragazze venditrici di
frutta, caramelle e giornali del progetto “Accion
Chicas”.
Sulami mi racconta la storia di Elsa Alejandra R. Q.,
15 anni: “La joven ingreso’ a la Comunidad
Internacional de Capodarco (CICA) en febrero del 2001.
Se conoce que la menor pertenece a un hogar
incompleto, desorganizado. La madre, Margarita, de 34
años,  es la cabeza del hogar teniendo que mantener y
educar a sus hijos, ella trabaja en la limpieza de
oficinas y  algunas veces lavando ropa pero lo que
gana no le alcanza para mantener a sus hijos que son
estudiantes de colegio. La menor esta’ en tercer curso
del Colegio Vicente Rocafuerte ubicado en el sector de
la Ferroviaria Alta. No tiene experienca laboral. La
menor pasa a formar parte de la CICA para hacerse
beneficiario de los programas de Capodarco, en vista
de la aguda crisis por la que atraviesan la mayoria de
familias por falta de trabajo hace imposible el acceso
a servicios de salud, educacion. A nivel de aspeto
psicológico, la joven necesita orientación psicológica
y sexual en vista de que en los ultimos meses se ha
dado un cambio comportamental en ella llegando
inclusive a huir de casa con su pareja con la
intención de contraer matrimonio lo que no se
concreto’, razon por la que ha sido enviada con una
tia materna a la ciudad de Ibarra con la finalidad de
hacerle desistir de la idea. Se estas trabajando con
los objectivos de motivarla para que continue
estudiando y pueda en un futuro obtener una profesión
que le permita salir adelante y tambien de
involucrarla en actividades grupales y recreativas
para mejorar sus relaciones con otras menores de su
edad.
Sulami mi raccconta la storia di Sandra Janeth C. C.
di 9 anni: “El 14/12/99 la menor pasa a formar parte
de la Comunidad Int. Capodarco (CICA). La menor es
trabajadora informal en vista de que hay ocasiones en
que vende dulces o limpia parabrisas de autos. La
ubicación del sitio de trabajo es en la intersección
de la Avenida Amazonas y Nacione Unidas. Es
proveniente de un hogar incompleto desorganizado pero
la aguda crisis que afecta al interior de las familias
ha ocasionado que el grupo familiar se dedique a
trabajar en el sector informal. La menor fue retirada
de la escuela por falta de recursos economicos en el
ano  lectivo 1999-2000. Para este nuevo anos se le
reinserto’ al 3er ano de educacion basica en la
escuela Manuel Abad de la Roldos. Estamos trabajando
para motivar a la madre para que siga apoyando a la
menor para que logre culminar sus estudios, para
involucrar a la menor en las diferentes charlas
educativas, y para insertarla en los pre talleres
ocupacionales.”

CONFIE
Passo anche per l’ufficio nazionale di CONFIE (con una
filosofia simile al CNCA - Coordinamento Nazionale
delle Comunita’ d’Accoglienza in Italia, del cui grupo
minori e’ coordinatore Lucio Babolin della comunita’
“Maranatha’” di Cittadella (PD), amico di P. Giorgio
de Checchi, che e’ venuto varie volte in Ecuador a
fare formazione) che condivide la stessa sede con
CICA.
Confie e’ un consorcio di organismi non governativi di
ispirazione cristiana che lavorano con ninos, ninas,
adolescenti e famiglie in situacióne critica per
rispettare e far rispettare i loro diritti a una
famiglia, alla protezione e alla promozione integrale
e al protagonismo nella comunita’ e nella societa. La
proiezione strategica e’ che  Nin@s e adolescenti
siano priorita’ e insieme alla loro famiglia
construiamo una societa’ giusta, fraterna e solidale.
Confie si inserisce nello spirito della Convenzione
sui diritti del Nino, asume i suoi principi e in forma
specifica cio’ che costituisce il sostegno
fondamentale del Consorcio: ogni niñ@s e’ soggetto di
diritto e per questo ha diritto a una familia (a
livello di convivenza familiare e comunitaria), che si
rispetti la sua origine e la sua storia, che sia
ascoltato come protagonista del suo proprio destino, a
una attenzione personalizzata, a ricevere sostegno
economico in acordó alle sue necessita’, nel segno
della protezione integrale, alla stabilita’ emociónale
e di consegnuenza che si dichiari la sua situazione
legale nel minor tempo possibile, e anche il diritto
alla organizzazione. Gli obiettivi di Confie:
- promuovere e coordinare politiche e azioni che
difendono e promuovino i diritti del niñ@s, della
famiglia e il suo protagonismo sociale e ecclesiale;
- promuovere il rispetto dei diritti del niñ@s e
particolarmente il diritto di tutti i niñ@s a creceré
in famiglia.
- Sviluppare programmi alternativi di attenzione a 
famiglie in crisis
- Diffondere una cultura di solidarieta’ e accoglienza
rispettosa della famiglia come luogo naturale di
crescita e sviluppo del niñ@s.
“Confie asume como desafio la situacion de injusticia
para promover el mejoramento de la calidad de vida de
la familia y la niñez ecuatoriana y la promocion de la
actoria social de los ninos, ninas y adolescentes”.
Ora la nostra psicóloga Morayma (che e’ anche docente
universitaria) della comunita’ “Cristo de la Calle”
sta partecipando ad un corso di formazione per
accogliemento familiare a S. Domingo, organizzato
dalla stessa Confie e presentera’ i vari progetti di
Cristo de la Calle attraverso un file proiettato pieno
di foto e materiali che si potrebbero utilizzare per
un sito web...

Passo a salutare anche Sonia di ASA (Asociación
Solidaridad y Accion) che lavora in una bibioteca
popolare di Carcelen Bajo, un quartiere medio di Quito
Nord. Il contesto locale sta cambiando, e’ in
metamorfosi a causa dell’aumento della delinquenza
giovanile. Un mese fa due minorenni hanno ucciso un
ragazzo nella strada proprio dietro ad Asa. Aida, che
ha sostituito Tatiana (emigrata in Spagna) nella
coordinazione, mi spiega che stanno attivando un
progetto di centro culturale giovanile e anche un
nuovo grupo di pastorale giovanile con P. Atilio per
dare risposte nuove alle esigenze degli adolescenti.

Giovedi 5 luglio salgo a Tulcán, alla frontiera nord
con la Colombia che dista 2 ore da Ibarra, per
partecipare al  forum “Impacto del Plan Colombia en
Ecuador y alternativas de solucion” organizzato  dal
Gruppo Civile di Monitoreo de los Impactos  del Plan
Colombia en Ecuador,  (nel cui comitato consultivo si
integrano personalita’ internazionali della levatura
di 
Noam Chomsky y Heinz Dieterich). Molto interessanti le
relazioni di  Alexis Ponce, portavoce della Asemblea
Permanente de Derechos Humanos APDH, che affronto’ la
tematica : “Iniciativa Andina, Plan Colombia y
Propuestas de Solucion”, e di Pablo de la Vega,
coordinatore del Centro de Derechos Humanos “Segundos
Montes Mozo”, che ha trattato : “Situacion de
Fronteras y Derechos Humanos”.
Ritorno a Ibarra a notte inoltrata: lo stato di
militarizzazione e’evidente, subiamo tre controlli
della policía che controlla meticolosamente i
documenti e i bagagli di tutti.

A causa del Plan Colombia si sta regionalizando il 
conflitto, le cui conseguenze si riperquotono anche
nella citta’ di Ibarra dove stanno confluendo circa
1000 rifugiati colombiani “desplazados”.
In prima linea si stanno attivando Edison Jativa e
Samir Salgado, coordinatori della “Comisión de
Solidaridad y Derechos Humanos de Imbabura” di Ibarra
(nata nel 1994 da un forum di organizzazióni popolari
per i diritti degli indios, dei campesinos, delle
donne) che hanno preparato questi due documenti citati
anche dall’Agenzia di stampa católica ADISTA di questa
settimana e anche da Norma Bertullacelli della Rete
contro G8 :
- Preocupa regionalizacion del conflito (comunicato
stampa)
- La atención humanitaria a los refugiados colombianos
en la provincia de Imbabura
Il week-end 7-8 luglio ho partecipato al “Secondo
laboratorio di formazione per la Protezione dei
Rifugiati” svoltosi in Ibarra con il sostegno della
“Dirección General de Derechos Humanos del Ministerio
de Relaciones Exteriores” e l’ “Alto Comissariato
delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ACNUR. Per
offrire una prima risposta di accoglienza ai rifugiati
colombiani dell’Imbabura e del Carchi e per rafforzare
la Rete di Appoggio ai Rifugiati, e’ risultata
strategicamente importante la mediazione del
coordinatore ACNUR di tutta l’America Latina, Dr.
Olivier Dinbudeurt, che ha elaborato un piano organico
di accoglienza con il sostegno delle varie ong,
organismi dei diritti umani, servizi ecclesiali e
anche del Vescovo della Chiesa Anglicana di Quito
Neptalí Larrea.
Luis Francisco Bustamante della “Asociación para la
promocion social alternativa MINGA” di Bogota ha
inquadrato la congiuntura socio-politica-economica che
attualmente caratterizza la Colombia.

Mercoledi 11/7 a Quito incontro Pablo de la Vega che
attualmente lavora come consulente nella Commisione
del Parlamento (qui lo chiamano Congresso) Nazionale
per le questioni indigene e etniche, presieduta da H.
Gilberto Talahua Paucar di Pachacutik. Entro in un
palazzo lussuosissimo dove hanno sede le varie sedi
del Congresso: le guardie in alta uniforme aprono il
portone e danno un tocco di pomposita’... Pablo e’ uno
dei massimi esperti di diritti umani in Ecuador, ha
studiato diritto internazionale in Francia ed e’ anche
consulente per Pachacutik al tavolo di negoziazione
con il Goberno.
Pablo mi invita al convegno internazionale sulla NIÑEZ
INDÍGENA organizzato dall’Unicef e dalla Fondazione
Rigoberta Menchu’ del Guatemala, con partecipanti
provenienti da Bolivia, Brasile, Colombia, Guatemala,
Messico e Peru’ (tra cui Enrique Camargo del popolo
Guarani’, Vice Ministro per le questioni indigene
della Bolivia, e la giovane ministra della Guyana
inglese, Carolyn Rodríguez). Un sacerdote kuicqua da’
il saluto iníciale rivolgendosi al sole, alle stelle
degli antenati e alla Pachamama (Madre Terra). Tra le
numerose relazioni mi ha colpito profondamente
l’intervento di Carlos Chocooj della Fondazione
Rigoberta Menchu del Guatemala su COSMOVISIONE MAYA E
L’INFANZIA e quello di Cristian Salazar di UNICEF
Guatemala su IDENTITA DEI GIOVANI MAYA DOPO IL
GENOCIDIO di una guerra civile durata trenta anni.
Anche i rappresentanti dei giovani e degli adolescenti
hanno preparato un documento che verra’ inviato
all’Assemblea Onu che a settembre si riunisce a New
York per una sessione speciale sull’infanzia. Ho
conosciuto Martha di Riobamba, giovane giornalista
indígena di 25 anni che mi traduceva in simultanea
quando i compagni parlavano in kuiqua e mi ha
profondamente colpito per la sua dignita’ e orgoglio
di giovane donna indigena.
Ho raccolto molto materiale che mi e’ utile per il
lavoro in-formativo su razzismo e lotta alla
discriminazione che sto preparando per i “Muchachos
Solidarios” in acordó con la coordinatrice Monica
Silva.

In Italia si e’ aperto il Genoa Social Forum (e i siti
amici di peacelink e carta mi aiutano a vivere in
diretta l’evento) contro i G8: qui sperduto tra le
Ande latinoamericane dell’Abya Yala voglio diffondere
del materiale per il dibattito a partire dall’articolo
di sabato scorso di Mons. Luis Alberto Luna Tobar, gia
arcivescovo di Cuenca e massimo exponente della
Teologia della Liberazione  e della Chiesa dei poveri
in Ecuador, sulla GLOBALIZACIÓN COLONIZADORA, e da un
articolo sull’indigena Cristina Gualinga che e’ a
Genova per far sentire la voce degli indios
dell’Ecuador contro le multinazionali che distruggono
l’ecosistema e l’Amazzonia.

Saluti di pace da Cristiano Morsolin

Ibarra (Ecuador), 19 luglio 2001

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Morsolin Cristiano, e-mail: utopiamo at yahoo.it
Fundacion “CRISTO DE LA CALLE”, 
Calle Maldonado 14-119 y Guillermina Garcia 
Ibarra - Ecuador
Telefono (00593) 6.641056	 ( 7 ore di differenza
dall’Italia)
Directora Claudia Ibadango, e-mail:
cristodelacalle at yahoo.com 
Telefono : (00593) 6.953955



ARCHIVIO

Diario n. 1,    maggio 2001 :
www.peacelink.it/webgate/latina/msg01164.html
Le prime impressioni all’arrivo nel paese andino

Diario n.2 , 8 giugno 2001 :
www.peacelink.it/webgate/latina/msg01196.html
Visita alle comunita’ indigene vicino a Lauci e
Riobamba e giornata mondiale dell’infanzia

Aggiornamento n.3,  11 giugno :
www.peacelink.it/webgate/latina/msg01212.html
Proposta per l’Ass. “Noi Ragazzi del Mondo”-Ecuador e
articolo di ALAI

Aggiornamento n.4, 23 giugno:
www.peacelink.it/webgate/latina/msg01247.html
Intervista al sindaco indio Tauki Tituaña, al
Presidente di Pachacutik Miguel Lluco sullo stato del
dialogo con il governó dopo il leviantamento di
febbraio e intervento del Parlamentare indigeno Luis
Gilberto Talahua Paucar dal titolo: “construir sin
discriminación ni racismo”. 

Aggiornamento n.5,  24  giugno:
www.peacelink.it/webgate/latina/msg01249.html
Speciale Diritti Umani dopo la relazione annuale di
Amnesty Internacional con intervista a Alexis Ponce
dell’Assemblea Permanente dei Diritti Umani.

Diario n.6 , 28 giugno:
www.peacelink.it/webgate/latina/msg01263.html
La passione per la vita della comunita’ per ragazzi/e
di strada “Cristo de la calle”

Usa triplicano truppe in Ecuador, 2 luglio: 
www.peacelink.it/webgate/latina/msg01277.html
Traduzione di un articolo del Financial Times, diffuso
da Equipo Nizkar della Spagna.

Plan Colombia e impatto nell’Amazzonia, 3 luglio: 
www.peacelink.it/webgate/latina/msg01281.html
Articolo di Hugo Cabieses dell’agenzia alternativa
ALAI.

Aggiornamento n.7 , 4 luglio:
www.peacelink.it/webgate/latina/msg01284.html
Valutazione globale del Plan Colombia nella regione
andina e in Ecuador di Heinz Dieterich, professore
mexicano autore del libro “La cuarta via al poder, el
21 de Enero desde una perspectiva latinoamericana” con
interviste a Fidel Castro, Hugo Chavez e Noam Chomsky.

Plan Colombia in Ecuador,  8 luglio   :
www.peacelink.it/webgate/latina/msg01298.html
Documenti della CONAIE e della “Comisión de
Solidaridad y Derechos Humanos de Imbabura” di Ibarra
elaborati da Edison Jativa e Samir Salgado, in merito
al Plan Colombia che sta regionalizando il conflitto
in Ecuador e nell’area Andina.

Plan Colombia en Ecuador, 11 luglio :
www.peacelink.it/webgate/latina/msg01312.html
Stessi documenti in lingua spagnola

Articolo Adista sull’Ecuador, 17 luglio :  
www.peacelink.it/webgate/latina/msg01347.html 
La giornalista Claudia Fanti traduce una selezione di
questi miei materiali per il numero di Adista di
questa settimana.

Aggiornamento n.8, 18 luglio:
www.peacelink.it/webgate/latina/msg01348.html
Articoli del giornalista Kintto Lucas sulla realta’
dei popoli indigeni nell’Amazzonia ecuatoriana e sui
problemi che la fumigazione anticoca sta causando ai
campesinos e la denuncia del partito Verde nei
confronti della multinazionale REPSOL che sta
distruggendo il bosco tropicale in Ecuador.

Al G8 non dimentichiamoci del Plan Colombia, 18 luglio
www.peacelink.it/webgate/latina/msg01349.html
Norma Bertullacelli della Rete contro G8 cita il mio
documento sul Plan Colombia in Ecuador.


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