il consumo critico della pubblica amministrazione



da ecodellecittà
giovedi 15 aprile 2004

Il consumo critico della Pubblica Amministrazione in Italia
Riferimenti e links
di Simone Ricotta

La Pubblica Amministrazione, considerata in tutte le sue articolazioni
centrali e locali, è il principale consumatore-utente italiano, visto che
contribuisce con l'acquisto di beni, e l'affidamento di servizi, alla
formazione del 17-18% del Prodotto Interno Lordo (PIL) italiano.

Quale ruolo di orientamento verso un mercato "più sostenibile" può svolgere
una Pubblica Amministrazione che diventa consumatore consapevole e "critico"
?

Gli Enti Locali, introducendo opportuni criteri di "preferibilità" negli
appalti pubblici possono infatti spingere il sistema produttivo a competere
per produzioni più eco-efficienti e più attente alle condizioni di lavoro e
al rispetto dei diritti umani lungo tutta la filiera produttiva, e possono
influenzare il cittadino verso scelte di consumo eco-sufficienti.
La crescente attenzione della Pubblica Amministrazione verso gli aspetti sia
ambientali (i cosiddetti "appalti verdi", Green Public Procurement - GPP)
che etico-sociali degli approvvigionamenti può essere quindi accostata al
concetto di "consumo critico", cioè al comportamento, sempre più diffuso tra
le famiglie, orientato alla sobrietà degli stili di vita, attento al
comportamento responsabile delle imprese, all'acquisto di prodotti ecologici
e del commercio equo e solidale, alla finanza etica, al turismo
responsabile, ai boicottaggi, agli acquisti di gruppo direttamente da
produttori agricoli locali (Gruppi d'Acquisto Solidali - GAS), ecc.

Non solo acquisti

Con un ritmo in continua crescita negli ultimi anni, molti Enti Locali hanno
avviato una serie di iniziative orientate ad un comportamento di acquisto, e
non solo, più consapevole, come ad esempio:

- mezzi di trasporto alimentati con carburanti alternativi (metano, GPL,
ecc.);
- carta ecologica dotata di marchi selettivi riconosciuti da organismi
pubblici;
- arredi per ufficio usati (Comune di Ferrara) o in legno certificato
proveniente da foreste gestite in maniera sostenibile (Consiglio Regionale
della Toscana);
- sistemi illuminanti e apparecchi per ufficio a ridotto consumo energetico;
- prodotti biologici nelle mense scolastiche;
- prodotti del commercio equo e solidale nella ristorazione pubblica (Comuni
di Genova e Firenze);
- uso di software libero (Province di Pisa, Lucca, Prato, Cremona, ecc.);
- selezione dei fornitori di servizi finanziari (es.: tesoreria) secondo
principi di eticità (Comune di Pavia);
- non concessione di sponsorizzazioni e patrocini a manifestazioni che
coinvolgono imprese responsabili della violazione di codici internazionali
(Comune di Roma nel caso della Nestlè a Eurochocolate 2003 e Bimbinfiera
2004)

Quando lo dice la legge

Alcune disposizioni legislative italiane vigenti, anche se con livello di
applicazione tutta da verificare, obbligano le Pubbliche Amministrazioni all
'acquisto di beni con determinate caratteristiche ambientali:

D.Lgs. 22 del 1997: le pubbliche amministrazioni debbono acquistare una
percentuale di carta riciclata pari almeno al 40% del totale;

D.M. 27/03/1998: nel rinnovo annuale del parco autoveicolare, le
Amministrazioni dello Stato, delle Regioni, degli enti locali e dei gestori
di servizi pubblici devono acquistare il 30% nel 2001 (50% nel 2003) di
veicoli a carburanti alternativi;

L. 448 del 2001, finanziaria 2002: disposizioni alle pubbliche
amministrazioni affinché almeno il 20% dei pneumatici necessari agli
automezzi siano costituiti da pneumatici ricostruiti (art. 52, comma14);
disposizioni per l'utilizzo nelle pubbliche amministrazioni di beni ottenuti
con materiali riciclati;

D.M. 203 08/05/2003: Norme affinché gli uffici pubblici e le società a
prevalente capitale pubblico coprano il fabbisogno annuale di manufatti e
beni con una quota di prodotti ottenuti da materiale riciclato nella misura
non inferiore al 30% del fabbisogno medesimo (dall'archivio di Eco dalle
Città "Green Public Procurement")

A comporre il quadro normativo si aggiungerà il recepimento italiano alle
nuove direttive comunitarie sugli appalti pubblici, che stanno per essere
pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea, e che prevedono,
in linea con la giurisprudenza della Corte di Giustizia europea, la
possibilità di integrare esplicitamente considerazioni di carattere
ambientale e sociale nelle varie fasi di un appalto pubblico (definizione
delle specifiche tecniche dell'oggetto dell'appalto, selezione dei
fornitori, criteri di aggiudicazione, esecuzione dell'appalto).

Oltre le norme c'è di più

Anche se non obbligati, molti Enti locali, soprattutto nel contesto dei
processi di Agenda 21 Locale, hanno integrato volontariamente dei criteri di
preferibilità ambientale nelle procedure di acquisizione di prodotti e
servizi.
Ecco un elenco, non certamente esaustivo:

Provincia di Cremona: progetto LIFE-Ambiente GPPnet: la rete degli acquisti
pubblici verdi (Vai al sito GPPnet)

Provincia di Torino: progetto A.P.E. (Acquisti Pubblici Ecologici) (per
maggiori informazioni sul progetto clicca qui)

Provincia di Bologna: progetto multi-stakeholder "Acquisti verdi" nell'
ambito di Agenda 21 Locale ( vai al progetto)

Provincia di Lecco: Verde Comune

Provincia di Reggio Emilia: le attività

Provincia di Firenze: progetto "integrato" nell'ambito di Agenda 21 Locale
della Provincia di Firenze, con il supporto tecnico di ARPAT ( vedi per
ulteriori informazioni)

Provincia di Genova: ha tradotto in italiano il manuale elaborato dall'OCSE
"Acquisti verdi per le pubbliche amministrazioni". L'idea é quella di
costituire un gruppo di lavoro interno all'Ente sui GPP e allargare il
gruppo di lavoro alla partecipazione di altri Enti Pubblici della Provincia
di Genova

Comune di Ferrara: nell'ambito dei progetti dell'agenda 21 locale c'è un
programma per l'attuazione di una politica di acquisti verdi

Se ci fosse un manuale.

Durante il convegno organizzato da ARPAT a "Terra Futura" ("Il ruolo degli
acquisti pubblici per la sostenibilità ambientale e sociale", info:
s.ricotta at arpat.toscana.it) sono state presentate due pubblicazioni utili a
supportare le Pubbliche Amministrazioni nel concretizzare questa "buona
pratica":

- "Le forniture verdi in Italia" , a cura di Maurizio Fieschi, Ed. Il Sole
24 Ore;

- "Manuale GPP", realizzato nell'ambito del progetto LIFE-Ambiente della
Provincia di Cremona "GPPnet: la rete degli acquisti pubblici verdi".

Oltre confine

Ci sono città come Kolding e Copenhagen che da anni sperimentano appalti
verdi. La conoscenza delle loro esperienze e le loro best practice può
essere molto utile alle Amministrazioni che vogliono mettersi all'opera.
Ecco che alcuni degli Enti pubblici italiani che hanno intrapreso iniziative
in tema di acquisti sostenibili hanno aderito alla campagna europea
"Procura+" promossa da ICLEI impegnandosi ad adottare un modello di
implementazione e alcuni criteri d'acquisto condivisi a livello europeo. Gli
aderenti alla campagna: Comuni di Ferrara e Sesto San Giovanni, Province di
Cremona e Torino, ARPA Piemonte e ARPA Toscana.
Partner italiano della campagna: Macroscopio S.p.A. (Milano)(vedi il sito
della campagna).

Alta replicabilità

Gli obblighi a cui sono soggette le a utorità pubbliche, di osservare il
sistema normativo vigente su tutto il territorio nazionale nel settore degli
appalti pubblici, rende gli acquisti pubblici sostenibili una buona pratica
ad "alta replicabilità": le esperienze maturate da un'Amministrazione
possono infatti essere adattate, con relativa facilità, alle esigenze di
altre Amministrazioni.

I pionieri ci sono, i manuali anche,.con la debita formazione dei
responsabili agli acquisti, il necessario coinvolgimento degli
Amministratori e dei fornitori locali.perché aspettare!?

Simone Ricotta
collaboratore ARPAT
e-mail: s.ricotta at arpat.toscana.it