energia eolica a gonfie vele



dal manifesto

    
    
 
    
 

10 Gennaio 2002 
  
 
  
L'energia eolica a gonfie vele TERRATERRA MARINA FORTI 

Il 2001 ha segnato un grande balzo in avanti, per l'energia eolica. I dati
preliminari dicono che la capacità mondiale di generare energia elettrica
con turbine a vento è passata a 23.300 megawatt, contro 17.800 megawatt nel
2000: l'aumento è di 5.500 megawatt, ovvero del 31 per cento. Se ne
rallegra Lester Brown, il fondatore del WorldWatch Institute di Washington
(che di recente ha fondato un suo istituto di analisi delle politiche
ambientali, Earth Policy Institute): dal 1995, fa notare Brown, la capacità
eolica nel mondo è aumentata del 487 per cento, ovvero di cinque volte.
Sebbene il petrolio, e in genere i combustibili fossili, restino la
principale fonte di energia nel mondo, per Brown queste linee di tendenza
sono inequivocabili: la produzione di energia va ormai verso le nuove
frontiere delle energie rinnovabili, e la nuovissima frontiera dell'idrogeno.
Certo, la parte delle energie rinovabili nella produzione mondiale è così
bassa (attorno al 2%, secondo l'annuario del 2000 dell'International Energy
Agency) che si fa presto ad aumentare di cinque volte. Eppure, il trend è
importante. Un megawatt di energia eolica basta a soddisfare il bisogno di
energia elettrica di 350 famiglie in un paese industrializzato, all'incirca
mille persone. Dunque, fa notare Brown, i 23.300 megawatt installati
bastano a una popolazione di 23 milioni: come Danimarca, Finlandia,
Norvegia e Svezia messe insieme.
Gran parte di quei 23mila megawatt eolici installati sono in Germania
(8.000 megawatt, un terzo del totale). Gli Stati uniti vengono al secondo
posto (4.150 megawatt), la Spagna al terzo (3.300): e questi tre paesi,
nello stesso ordine, sono al primo posto nell'aumento registrato
nell'ultimo anno. La Danimarca è al quarto posto, in cifre assolute (2.500
megawatt), ma è anche il paese che più si è affidato a questa fonte
d'energia (il 18% della sua elettricità è di origine eolica).
Un motivo di ottimismo è che i costi di produzione del kilowattora eolico
sono diminuiti. Negli Stati uniti, produrre un kilowattora dal vento
costava 35 centesimi di dollaro a metà degli anni '80 e ne costava 4 nel
2001 (e alcuni contratti di fornitura a lungo termine sono stati firmati di
recente per 3 cents). La California è lo stato pioniere, ma nuove centrali
sono entrate in produzione in Colorado, Iowa, Kansas, Minnesota, new York,
Oregon, Pennsylvania, Texas, Washington e Wyoming.
Mentre altri settori ad alta tecnologia hanno visto crollare vendite e
valori azionari nell'ultimo anno, la danese Nordex, uno dei maggiori
costruttori di turbine a vento, ha registrato un aumento del turnover del
19% nei primi 9 mesi del 2001, e le nuove ordinazioni sono aumentate del
56%. L'Associazione europea dell'Energia eolica (European Wind Energy
Association) di recente ha rivisto le sue proiezioni per l'Europa da qui al
2010: ora prevede per quella data 60mila megawatt installati, non 40.000.
L'avanguardia europea sono i paesi scandinavi, e in genere tutto il "fronte
del nord", dalla Germania alle isole britanniche alla Francia. Parigi, che
fino a poco tempo fa aveva ignorato l'energia del vento, un anno fa ha
annunciato piani per installare 5.000 megawatt di capacità eolica in questo
decennio. Nell'aprile 2001 il Regno unito ha venduto diritti per sfruttare
siti eolici off-shore per 1.500 megawatt (ad aziende private, tra cui Shell
Oil).
Non è facile fare previsioni future in un settore tutto sommato nuovo: ma
Brown fa notare che quando un paese ha sviluppato 100 megawatt di capacità
eolica tende ad accelerare. I primi a superare quella soglia sono stati gli
Stati uniti (nel 1983), poi la Danimarca nell'87, poi la Germania, poi
l'India, la Spagna... Oggi sedici paesi hanno passato quella "soglia" e
sono entrati nella fase della crescita rapida. E l'elettricità a basso
costo dal vento offre l'opportunità di abbassare i costi della produzione
di idrogeno (da elettrolisi dell'acqua), cioè il combustibile ideale per le
celle a combustibile che ormai molti considerano l'opzione energetica a
lungo termine. Abbondante, inesauribile, a basso costo...