[Disarmo] The Guardian: «Il caos è voluto da oligarchi, fascisti e Occidente»



Simone Pieranni


Gli ultimi due mesi di pro­te­ste in Ucraina, sono stati rac­con­tati dai media attra­verso un copione ben col­lau­dato: da una parte gli atti­vi­sti pro demo­cra­zia, dall’altra un governo auto­ri­ta­rio. I mani­fe­stanti chie­dono il diritto di far parte dell’Unione Euro­pea, ma il pre­si­dente russo Vla­di­mir Putin pone il veto al loro diritto di libertà e prosperità».

E’ quanto ha scritto Seu­mas Milne, colum­nist del Guar­dian (e già di Le Monde Diplo­ma­ti­queThe Eco­no­mist) a pro­po­sito dell’attenzione media­tica nei con­fronti dell’Ucraina; un atteg­gia­mento che può essere regi­strato anche in Ita­lia, dove si è attua­liz­zata la situa­zione ucraina sulla base dello ste­reo­tipo appena espo­sto. Come scrive il gior­na­li­sta bri­tan­nico, «i nazio­na­li­sti di estrema destra e fasci­sti sono stati al cen­tro delle pro­te­ste e degli attac­chi con­tro edi­fici gover­na­tivi. Uno dei tre prin­ci­pali par­titi di oppo­si­zione è l’antisemita Svo­boda, il cui il lea­der Oleh Tyah­ny­bok sostiene che una “mafia ebraica filo mosco­vita” con­trol­le­rebbe l’Ucraina, ma il sena­tore ame­ri­cano John McCain era felice di con­di­vi­dere con lui una discus­sione a Kiev il mese scorso».

Si tratta, scrive Milne «di una sto­ria che abbiamo già letto in forme diverse in molti altri casi, come ad esem­pio è capi­tato con la stessa “rivo­lu­zione aran­cione” in Ucraina. Ma tutto ciò signi­fica ripor­tare solo una parte som­ma­ria della verità». Quali sono dun­que i punti che non sono esi­stiti nei rac­conti della stampa, secondo Milne?

Innan­zi­tutto la pro­fon­dità di una crisi sociale cau­sata dalle «tera­pie shock neo­li­be­ri­ste appli­cate dopo il crollo sovie­tico» che oggi però vede al cen­tro delle pro­te­ste, quando non la gestione totale delle strade, l’estrema destra, anti­se­mita, nazi­sta e vio­lenta. C’è poi una parte degli oli­gar­chi che spinge, come ricorda Milne, per­ché stan­chi dei favori che Yanu­ko­vich ha finito per riser­vare al suo «cer­chio magico».

Come ha sot­to­li­neato il Guar­dian il pre­mier — Non è esente da cri­ti­che, dato che «è stato soste­nuto da oli­gar­chi che hanno preso il con­trollo delle risorse e delle società pri­va­tiz­zate dopo il crollo dell’Unione Sovie­tica» — é stato eletto rego­lar­mente, con tanto di appro­va­zione da parte della Ue. Non manca un destino sto­rico: «l’Occidente ha cer­cato di sfrut­tare l’Ucraina per inde­bo­lire l’influenza russa, fin dal 1990, attra­verso il ten­ta­tivo di atti­rare l’Ucraina nella Nato. I lea­der della rivo­lu­zione aran­cione all’epoca, non a caso, erano stati inco­rag­giati a inviare truppe ucraine in Iraq e Afghanistan»