DALJE RUKE OD SIRIJE! [JUGOINFO]



(italiano / english / srpskohrvatski)

DALJE RUKE OD SIRIJE!

1)Da Srebrenica e Racak a Bengasi e Homs
Mahdi Darius Nazemroaya-30.03.2012
2)La Russia protesta contro l´addestramento di fazioni siriane inKosovo
Rete Voltaire - 28 maggio 2012
3) 
Rebel groups in Syria backed by NATO?

Interview with Rick Rozoff,
June 1, 2012

4)
IMPERIJALISTI DALJE RUKE OD SIRIJE!
SKOJ - 2. jun 2012.
5) Sergey Lavrov onAnnan plan
RT - June 9, 2012
6)Colpi di avvertimento russi
diThierry Meyssan - 10.06.2012


MORE LINKS:

BBC News uses 'Iraq photo to illustrate Syrian massacre'
http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/middleeast/syria/9293620/BBC-News-uses-Iraq-
photo-to-illustrate-Syrian-massacre.html 

Sull'espulsione dell'ambasciatore siriano in Italia - di M. Musolino,dipartimento Esteri PdCI
http://www.marx21.it/internazionale/pace-e-guerra/1808-sullespulsione-dellambasciatore-
siriano-in-italia.html 

Lettera aperta al Ministro degli Esteri: Massacro degli innocenti a Hulé (Siria), 
contraddizionidei media e dei politici internazionali
http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=333 

Houla, l´unica cosa certa è l´orrore (e forse una prossima guerra) -di Marinella Correggia
http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=352

MassacriattiraNato,Cuba,Miami, ilCns-di Marinella Correggia
http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=371

JUGOINFO LINKS:

http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/7354 
http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/7350
http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/7339



=== 1 ===

http://aurorasito.wordpress.com/2012/04/02/da-srebrenica-e-racak-a-bengasi-e-homs/

Da Srebrenica e Racak a Bengasi 
eHoms
Mahdi Darius Nazemroaya
Strategic Culture Foundation 
30.03.2012

Le guerre umanitarie sono una moderna forma di imperialismo. Il modello standard che gli Stati Uniti 
e i loro alleati utilizzano per attuarle è quello in cui si presume il genocidio e la pulizia etnica da parte 
di una coalizione di governi, organizzazioni dei media e organizzazioni non governative di facciata, 
preceduti da sanzioni, isolamento e intervento militare. Questo è il modus operandi post-Guerra 
Fredda degli Stati Uniti e della NATO.
Nella sua esecuzione, le Nazioni Unite vi hanno preso parte a causa del sequestro dei suoi incarichi e 
uffici da parte di Washington. Ora Kofi Annan è stato nominato al ruolo di mediazione in Siria, ma la 
sua posizione sul R2P non deve essere trascurata. Né deve esserlo neanche il fatto che gli Stati Uniti 
e i loro alleati non sono interessati a una pace mediata. 

I semi erano in Iraq

Appena la Guerra Fredda cominciò a estinguersi, la NATO vide l´opportunità che derivava dal vuoto 
geo-politico che avrebbe lasciato il crollo dell´URSS e la dissoluzione del blocco orientale. Non solo la 
NATO iniziò a trasformandosi da organizzazione difensiva in un corpo militare offensivo, ma iniziò 
ad abbracciare un mandato umanitario per questo scopo. E `attraverso questo abbraccio con 
l´umanitarismo che l´Organizzazione del Trattato dell´Atlantico del Nord fu in grado di trasformarsi in 
alleanza militare offensiva da difensiva che si supponeva essere.
Ignota alla maggior parte delle persone, compresi gli esperti, la più grande operazione militare della 
NATO nel primo decennio dopo la Guerra Fredda, fu la guerra del Golfo. Il ruolo della NATO iniziò 
ufficiosamente nell´ombra e fu sulla base di ciò che la NATO, durante la guerra in Iraq e le operazioni 
militari coincidenti, si attivò in nome dell´"umanitarismo" nel Kurdistan iracheno, che a tempo, 
avrebbe preparato l´intervento umanitario della NATO nell´ex Jugoslavia. Leno-fly zoneche furono 
create per motivi umanitari in Iraq, furono applicate anche nella ex Jugoslavia e, recentemente nel 
2011, in Libia.

Jugoslavia: Srebrenica e Racak

L´11 luglio 1995 le forze serbo-bosniache avrebbero marciato nella cosiddetta zona di sicurezza delle 
Nazioni Unite di Srebrenica. La narrazione ufficiale della NATO è che le truppe delle Nazioni Unite 
avevano accettato di ritirarsi da Srebrenica e lasciare che le forze serbo-bosniache si prendessero 
cura dei bosniaci locali, ma che una volta che i serbi di Bosnia erano entrati nella zona, abbatterono 
circa 8.000 bosniaci. Questo sarebbe stato indicato come il peggior massacro in Europa dopo la 
Seconda Guerra Mondiale.
In realtà, gli eventi di Srebrenica sarebbero stati utilizzati e deformati per giustificare una massiccia 
risposta della NATO, sulla base dell´indignazione pubblica. I leader bosniaci si rifiutarono perfino di 
fornire alla Croce Rossa i nomi delle persone che erano fuggite da Srebrenica, facendo così gonfiare 
il numero di persone scomparse, e il numero dei morti, anche se in seguito si rivelò 
significativamente inferiore a quanto inizialmente riportato. I media ritennero che fosse arrivato il 
momento. Il più alto funzionario delle Nazioni Unite in Bosnia-Erzegovina, Philip Corwin, avrebbe 
anche prestato la sua voce a coloro che dicevano che i fatti di Srebrenica erano stati distorti per 
motivi politici e per suscitare l´intervento militare della NATO.
Bill Clinton aveva effettivamente avvertito Alija Izetbegovic che 5.000 bosniaci sarebbero dovuti 
essere sacrificati per spingere la NATO a intervenire nella guerra. Alcuni sopravvissuti della 
delegazione bosniaca di Srebrenica avevano dichiarato, su verbale, che Izerbegovic aveva detto che 
la NATO sarebbe intervenuta militarmente contro la Republika Srpska se almeno 5.000 cadaveri 
sarebbero stati trovati. La caduta di Srebrenica, un rapporto dell´ONU pubblicato il 15 novembre 
1999, cita casualmente anche questo nel paragrafo 115. Il capo della polizia bosniaca di Srebrenica 
aveva anche confermato la richiesta di Clinton a Izetbegovic per un "sacrificio", per aprire le porte 
agli attacchi della NATO contro i serbo-bosniaci.
Nella guerra in Bosnia, atti orribili furono commessi da tutte le parti, ma il crimine dei serbo-bosniaci 
non era la pulizia etnica, per la NATO. Il crimine dei serbi di Bosnia era che stavano combattendo per 
mantenere la Jugoslavia. Anche i croati e i bosniaci, in Croazia e Bosnia-Erzegovina, che avevano 
voluto preservare la Jugoslavia e la pace interetnica furono presi di mira, demonizzati o uccisi. Ad 
esempio, il bosniaco Fikret Abdic fu accusato come criminale di guerra in Croazia, dopo esser fuggito 
in Bosnia-Erzegovina, e Josip Rejhl-Kir il capo della polizia croata di Osijek fu ucciso dai nazionalisti 
croati perché lavorava per preservare l´armonia tra croati e serbi di Croazia.
NATO è intervenuta in Bosnia-Erzegovina per cambiare l´equilibrio di potere. Il serbo-bosniaci erano 
la forza militare più forte. Se le potenze della NATO non internazionalizzavano i combattimenti ed 
intervenivano, i serbi bosniaci avrebbero preso il controllo del paese e l´avrebbero mantenuto come 
parte integrante della Jugoslavia. Questo avrebbe paralizzato o bloccato l´espansione euro-atlantica 
nei Balcani.
Il 15 gennaio 1999, i combattimenti a Racak tra le forze serbe e l´illegale Esercito di Liberazione del 
Kosovo, che lo stesso Dipartimento di Stato statunitense aveva etichettato come organizzazione 
terrorista, sarebbero stati utilizzati per dipingere la parvenza di un quadro di genocidio e pulizia 
etnica, per giustificare la guerra. A questo punto i serbi vennero demonizzati dalla NATO e dai media 
quali responsabili della pulizia etnica nella ex-Jugoslavia, così gli sforzi della NATO per diffamare i 
serbi furono relativamente facili. Era una questione di opinione pubblico su cui la Segretaria di Stato 
Madeline Albright e la leadership dell´UCK stavano lavorando, per creare un pretesto per l´intervento 
umanitario. Fu in questo contesto che gli Stati Uniti e la NATO avevano esercitato pressioni sulla 
Repubblica Federale di Jugoslavia per accettare un accordo in cui le loro forze militari avrebbero 
lasciato il Kosovo, ma permettendo all´UCK di continuare i suoi attacchi. Questo tipo di tensioni erano 
ciò che la NATO ha cercato di replicare in Siria, attraverso il cosiddetto Esercito Libero siriano, che in 
realtà è una organizzazione terroristica legata alla NATO e alGulf Cooperation Council(GCC).

Arabdom: Libia e Siria 

Nel 2011, la carta umanitaria sarebbe stata giocato ancora una volta dalla NATO. Il colonnello 
Gheddafi era stato accusato di massacrare il suo popolo, in particolare a Bengasi. Confezionato con 
affermazioni su attacchi di aviogetti e mercenari stranieri, venne chiesto alle Nazioni Unite di 
permettere agli Stati Uniti ed i suoi clienti della NATO di imporre un´altra no-fly zone, come in 
Jugoslavia, permettendo che un cambio di regime avvenisse a Tripoli.
In Siria, gli Stati Uniti e le sue coorti hanno cercato di utilizzare Homs come un´altra Srebrenica, 
Racak o Bengasi. Hanno cercato di usare la stessa tattica per acuire le tensioni. Gli Stati Uniti e i loro 
alleati vogliono costringere l´esercito siriano a smettere di combattere, mentre alle forze ribelli 
dell´Esercito libero siriano viene data una mano libera nel lanciare attacchi, proprio come hanno fatto 
con l´esercito jugoslavo e l´UCK. Le richieste dei russi e dei cinesi che entrambe le parti osservino un 
cessate il fuoco, invalidano questa strategia.
Ciò che ostacola un altro intervento è la fermezza di Mosca e Pechino al Consiglio di sicurezza 
dell´ONU, nonché la catena di alleanze che la Siria ha stretto con l´Iran. Damasco e i suoi alleati, 
tuttavia, dovrebbero essere cauti verso le trappole per trascinare politicamente e legalmente la Siria 
verso il basso, attraverso accordi unilaterali. Né i siriani dovrebbero riporre la loro fiducia nelle 
Nazioni Unite.

Kofi Annan e la responsabilità a proteggere (R2P)

Molti elogi vengono fatti a Kofi Annan inviato speciale della Lega Araba e delle Nazioni Unite. Ci 
dovrebbe essere, comunque, qualche cautela quando si tratta di Annan. A questo proposito, i suoi 
rapporti con l´intervento umanitario devono essere valutati.
Secondo Richard Holbrooke, intimamente collegato alla balcanizzazione della Jugoslavia, Annan è 
stata una delle figure più favorevoli alla politica estera degli Stati Uniti nei Balcani. Annan, in realtà, 
serve a collegare la responsabilità di proteggere (R2P) ai diplomatici canadesi. Inoltre, il signor 
Annan deve la sua ascesa agli Stati Uniti, agli eventi di Srebrenica e alla guerra nella ex Jugoslavia. Il 
segretario generale Boutros Boutros-Ghali venen dimesso dagli Stati Uniti per far posto ad Annan a 
capo delle Nazioni Unite.
Kofi Annan è anche apertamente favorevole alla R2P. Oggi era ad Ottawa come membro del 
seminario sulla R2P (La responsabilità a proteggere - 10 relazioni su: Riflessioni sul suo passato, 
presente e futuro) tenutosi presso l´Università di Ottawa il 4 novembre 2011. Prima del suo arrivo 
Allan Rock, il presidente dell´Università di Ottawa ed ex ambasciatore canadese alle Nazioni Unite, e 
Lloyd Axworthy presidente dell´Università di Winnipeg ed ex ministro degli esteri canadese, 
sostenitore della R2P e co-autore di un articolo sulla R2P sull´Ottawa Citizen del 25 ottobre 2011. Sia 
Axworthy, che sarà nel seminario con Annan, che Allan Rock, che ospiterà Annan presso il Centro 
per gli Studi di Politica Internazionale, lodavano la guerra in Libia definendola una vittoria della R2P.
Al seminario, Annan dovrebbe inoltre essere affiancato dal parlamentare canadese decisamente pro-
NATO Christopher Alexander, del partito conservatore del Canada, al governo. Alexander è il 
segretario parlamentare di Peter MacKay. Mackay è l´attuale ministro della difesa del Canada e 
sostenitore dichiarato delle guerre contro la Siria e l´Iran. Christopher Alexander è stato anche inviato 
diplomatico canadese in Russia per diversi anni, ex ambasciatore canadese nell´Afghanistan 
presidiato dalla NATO e vicerappresentante speciale della Missione di Assistenza delle Nazioni Unite 
in Afghanistan (UNAMA). Il seminario sulla R2P è stato moderato da Lyse Doucet, un corrispondente 
della BBC e un amico di Alexander.
Ciò che è importante da notare del seminario sulla R2P presso l´Università di Ottawa, è che è 
favorevole alla R2P. Kofie Annan ha anche espresso il suo sostegno all´intervento militare della 
NATO in Libia. Alla domanda sulla Siria, nessuna risposta è stata data, ma la linea di Annan la 
supporta. Infine, sia Annan che Axworthy hanno proposto che le organizzazioni regionali dessero il 
mandato alla R2P. Ad esempio, l´Unione africana dovrebbe essere in grado di intervenire per conto 
della comunità internazionale nei paesi africani, come l´Uganda e il Sudan, o anche alla Lega Araba 
altresì dovrebbe essere conferito un mandato R2P in paesi come la Siria.
Questi punti sono dei fattori chiave. Non devono essere trascurati. L´imparzialità di Annan dovrebbe 
essere messa in discussione, soprattutto alla luce della posizione sulla Libia e delle sue opinioni a 
sostegno dell´intervento militare della NATO.

L´umanitarismo: Il volto dell´imperialismo moderno

Gli interventi militari della NATO in Jugoslavia erano invasioni coloniali mascherate con la farsa degli 
sforzi umanitari. Inoltre, ciò che ha fatto la NATO in Jugoslavia era far intervenire tramite fasi 
graduali un piano di frammentazione, per dividere e conquistare il paese. Secondo il generale John 
Galvin, ex comandante supremo della NATO, questo è stato fatto perché i funzionari della NATO 
sapevano che una vera e propria invasione, durante la disintegrazione del paese, si sarebbe tradotto 
in una guerriglia in massa, dai costi elevati per la NATO. Si può anche aggiungere che un intervento 
della NATO avrebbe anche avuto l´effetto inverso di unificare la Jugoslavia, invece di lasciare che lo 
Stato federale su dissolvesse.
All´inizio del 2011, sia la Libia che la Siria erano escluse dal Dialogo Mediterraneo della NATO e 
hanno avuto anche delle riserve sull´Unione per il Mediterraneo (Upm) dell´UE. Questo significa che 
effettivamente erano entrambe esterne all´espansione euro-atlantica. Mentre le proteste in Bahrain e 
Giordania passano inosservate, tutti gli occhi erano diretti sulla Libia e la Siria. Questo perché gli 
interessi imperialisti hanno sovvertito entrambi gli stati arabi.
L´atlantismo è in marcia. Le operazioni della NATO nei Balcani e nel mondo arabo hanno lo scopo di 
espandere la zona euro-atlantica. Il suo coinvolgimento nelle missioni dell´Unione africana in Africa 
orientale, è legato anche a questo. Per tutti gli osservatori danno uno sguardo dettagliato alla 
ristrutturazione degli stati vinti da parte della NATO, questo dovrebbe essere molto chiaro. 
L´umanitarismo è diventato il nuovo volto dell´imperialismo moderno.

La ripubblicazione è gradita con riferimento alla rivista on-line dellaStrategic Culture Foundation.
Traduzione di Alessandro Lattanzio -SitoAurora


=== 2 ===

http://www.voltairenet.org/La-Russia-protesta-contro-l 

La Russia protesta contro 
l´addestramento di fazioni siriane in 
Kosovo



                   RETE VOLTAIRE| 28 MAGGIO 2012 


Il ministero degli Esteri russo ha esortatogli organismi internazionali che operano in Kosovo 
a garantire che la regione non diventi un campo di addestramento per i ribelli che operano 
in Siria.
Infatti una delegazione dell´opposizione siriana ha visitato il Kosovo ad aprile, per 
procedere ad un accordo formale sullo scambio di esperienze sulla guerriglia anti-
governativa.
Secondo il ministero russo, le discussioni si sono incentrate non solo sul modo di 
organizzare la resistenza armata contro le autorità, ma anche sull´addestramento di attivisti 
siriani in Kosovo.
"Si prevede di utilizzare le aree (in Kosovo) che ricordano il terreno in Siria. La possibilità 
di creare campi di addestramento nelle vecchie basi dell´Esercito di Liberazione del Kosovo 
(KLA), è anch´essa in discussione."
"Trasformare il Kosovo in un campo di addestramento internazionale per i militanti, può 
diventare un serio fattore destabilizzante che potrebbe estendersi al di là dei Balcani (...) 
esortiamo le organizzazioni internazionali che operano in Kosovo a prendere tutte le misure 
necessarie per impedire questi progetti ".
Alla fine degli anni ´90, le milizie etniche e settarie dell´UCK albanese avevano condotto 
una guerra separatista contro il governo del presidente Slobodan Milosevic. Le rappresaglie 
militari dello stato jugoslavo contro le azioni terroristiche organizzate dall´UCK, furono un 
pretesto per la prima azione militar-umanitaria nella storia della NATO. Dopo la caduta dello 
Stato nazionale, l´UCK aveva condotto una politica di pulizia etnica in Kosovo, 
accompagnata da una campagna di distruzione sistematica di chiese e monasteri cristiani 
ortodossi.
Presentandosi come musulmani sunniti, i combattenti dell´Esercito di Liberazione del 
Kosovo hanno iniziato a specializzarsi nello sfruttamento della prostituzione per finanziare 
le loro operazioni, prima di diversificare le loro attività nel traffico di eroina e nel commercio 
di organi.
Mentre il procuratore nazionale anti-mafia italiano Alberto Mariati, ha confermato che 
"l´UCK era legata alla mafia di Napoli, la camorra, e anche a quella della Puglia ", Hashim 
Thaci, il gangster e leader kosovaro del braccio politico dell´UCK, è attualmente il primo 
ministro del Kosovo.[1]
Il successo folgorante dell´organizzazione e dei suoi dirigenti è dovuto al fatto che fin dal 
suo inizio, nel 1996, l´UCK è stata pilotata dai servizi segreti tedeschi e dalla NATO, che 
l´avevano addestrata in campi basati in Turchia e Albania[2].
Al momento, gli occidentali e l´UCK erano riusciti a neutralizzare la maggioranza politica 
dei musulmani in Kosovo, marginalizzando il leader pacifista kosovaro Ibrahim Rugova e 
assassinando quello moderato Ahmet Krasniqi.
Ieri in Afghanistan, Cecenia, Jugoslavia e Libia, in Siria oggi, la NATO appoggia 
sistematicamente i cosiddetti islamisti per strumentalizzare l´Islam e proteggere i propri 
interessi.


Traduzione di Alessandro Lattanzio


[1] «Le gouvernement kosovar et le crime organisé», par Jürgen Roth, Réseau Voltaire, 8 
avril 2008.
[2] «L´UÇK, une armée kosovare sous encadrement allemand», Réseau Voltaire, 15 avril 
1999.






=== 3 ===

http://english.ruvr.ru/2012_06_09/77630671/

Voice of Russia -June 9, 2012

Rebel groups in Syria backed by NATO?

John Robles

Interview with Rick Rozoff, the manager and the owner of the STOP NATO website 
and mailing list, and a regular contributor to the Voice of Russia.

Recorded on June 1, 2012
Audio at URL:http://english.ruvr.ru/2012_06_09/77630671/ 


Correction: For Operation Phoenix read Operation Cyclone


What correlations do you see between the situation going on in Syria and Kosovo? What do 
you know about rebel groups in Syria being funded and backed by NATO?

I mean, we all have heard, and it´s a matter of substantiating it, but I think we have enough 
proof already to establish the fact that...The parallel you Kosovo you draw is remarkable 
given what occurred early yesterday, where NATO troops and armored personnel carriers - 
vehicles - faced off against ethnic protesters in the north of Kosovo, firing live ammunition 
at them as well as deploying helicopters, gunships and so forth and what is currently going 
on in Syria.

As a matter of fact, the parallels are so striking at times as to suggest that the Western 
governments, those backing the so-called Free Syrian Army armed rebel forces inside Syria 
are playing from the same script as they did in Yugoslavia 13 years ago in support of the so-
called Kosovo Liberation Army there. 

And there are direct connections between the two of them. For example, last month, a self-
proclaimed rebel leader or opposition leader, Syrian-born, one Ammar Abdulhamid, who has 
been living in Washington and was a former visiting fellow, visiting scholar at the Brookings 
Institution until recently, came to the United States as head of a delegation of opposition 
figures from Syria to visit with U.S. officials, government officials. And immediately 
afterwards he flew into Pristine, the capital of Kosovo, to meet with leaders of the 
government, who are former KLA fighters, such as Prime Minister Hashim Thaci and others, 
and quite bluntly told Associated Press in May that he was studying the Kosovo example to 
be replicated in Syria, even stating that he was particularly impressed with how the so-called 
Kosovo Liberation Army was able to integrate various armed groups - for which we can 
understand in many instances nothing more than criminal underworld
militias - into a fighting force, which was then coordinated with the United States and NATO 
during the bombing war against Yugoslavia in 1999.

So we have a direct connection there. And we can also base what´s going on in Syria with 
reports that fighters in Libya have joined rebel groups inside Syria, so that we have an 
international network of extremist fighters that first earned their stripes, if you will, in 
Afghanistan during the CIA Operation Cyclone against the government of Afghanistan and 
their Soviet backers in the 1980s.

And I am thinking particularly of the commander of the Libyan rebel forces last year, 
Abdelhakim Belhadj, who had fought in Afghanistan with the Afghan mujahideen, who was 
rumored to have met with and collaborated with Mullah Omar of al-Qaeda, was 
subsequently interned as part of the extraordinary rendition program by the United States 
and returned to Libya, where he was a head of something called the Libyan Islamic Fighting 
Group, and then became the leader, became the top commander, of the Libyan rebels last 
year. And that forces loyal to him that had fought under his command are now in Syria is I 
think is a distinct possibility. So, we see the connections emerging, really of 30 years of the 
United States...

So, you are saying he was recruited and now his people are in Syria doing the U.S. 
government´s bidding?

There have been reports for several months that Libyan fighters, those who fought on behalf 
of the Transitional National Council and in coordination with both the NATO bombing 
campaign against Libya for six months last year but also with reports of British, French, 
Italian and other special operations troops as well as those from Arab Gulf states like Qatar 
and United Arab Emirates fighting in Libya, this would seem to be a model that can be 
exported to other countries and there have certainly been reports that Libyan and other 
foreign fighters have crossed the borders from Iraq and Lebanon into Syria to fight with the 
so-called Free Syrian Army.

Now with this massacre in Houla, the UN´s own observer said it was not the fault of Syrian 
forces. Despite that Hillary Clinton has been making comments and it seems like the U.S. in 
continuing with their own narrative.

I mean you're correct that the West, the U.S. in the first instance, and its Western European 
allies as well as Australia and Japan, which for all intents and purposes are a part of the 
West, have withdrawn their ambassadors or have expelled, rather, the Syrian ambassadors 
from their capitals.

And this is a concentrated effort to present the tragedy in Houla - and it is a tragedy that 
over 100 human lives were lost - as not only the work of the Syrian government, exclusively 
the work of the Syrian government, whereas Russia, China, Cuba and other countries have 
urged a methodical, dispassionate investigation into the events, as terrible as they are, to 
determine the actual cause and the actual perpetrators. So, nobody has a definitive answer 
to what occurred in Houla and until there is one...This is again evocative of what the U.S. 
did with Yugoslavia in January of 1999 around the so-called Racak massacre in Kosovo 
where the bodies of several dozen young ethnic Albanian men were identified as having 
been massacred by Serbian and Yugoslav security forces even though there are 
contradictory reports and the Serbian government´s position was these were KLA fighters 
who had been killed in action.

And the Russian Foreign Ministry a few weeks ago, perhaps less than that, maybe two and a 
half weeks ago, when the report surfaced of the Syrian delegation going to Kosovo that we 
spoke about a moment ago, denounced that, saying that in fact what the delegation was 
going there for was to study the example or receive actual military training for their fighters 
inside Kosovo with even the observation that some of the topographical similarities between 
the two countries would make Kosovo an ideal place to study the sort of guerrilla warfare 
that the KLA conducted in conjunction with NATO during the bombing of Yugoslavia 13 
years ago.

Russian Foreign Ministry spokesman Alexander Lukashevich said that the Houla massacre 
would not have been possible if the perpetrators had not received arms and funding from 
abroad, meaning from the West.

That's self-evident. We know the Free Syrian Army, so-called, is harbored, is not only given 
refuge but presumably training and arms inside Turkey. A report of several months ago in 
the Daily Telegraph of Britain cited a member of the Syrian opposition boasting of having 
15,000 fighters inside Turkey, which is a breach of interstate relations.


=== 4 ===

http://www.skoj.org.rs/81.html

IMPERIJALISTI DALJE RUKE OD SIRIJE!

Savez komunisticke omladine Jugoslavije najostrije osuduje nove imperijalisticke planove 
SAD i NATO alijanse uperene protiv Sirije. SKOJ naglasava da samonarod Sirije ima pravo 
da odlucuje o svojoj budu´cnosti bez mesanja sa strane, ekonomskih i vojnih pritisaka i 
nametanja resenja spolja.

Izjave zapadnih zvanicnika o mogu´cnostima vojne intervencije protiv Sirije jasno govore o 
planovima NATO alijanse, SAD i EU uperenih na otvaranju novog ratnogzarista, strahovitih 
razaranja i ubijanja naroda Sirije u cilju uspostavljanje kontrole nad Sirijom i sirim regionom, 
njenim prirodnim bogatstvima i trzistem.

Osim najave mogu´ce vojne intervencije koju je otvoreno najavio novi predsednik Francuske 
koji zastupa istu staru imperijalisticku politiku Francuske, punu podrskudala je i drzavni 
sekretar SAD Hilari Klinton pozivaju´ci na naoruzavanje terorista u Siriji i zastitu njihovih 
vojnih baza. Ovi potezi zapadnih imperijalistickih krugovajasan su pokazatelj ko stvarno 
stoji iza tzv. pobunjenika.

Postupci zapadnog kapitala oliceni u agresivnoj udarnoj pesnici - NATO alijansi jasno i 
nedvosmisleno pokazuju da se kapitalisticka "demokratija" koju promovisuSAD i EU ne 
moze humanizovati sve dok ona bude pocivala na eksploataciji ljudi i profitu kao pokretacu 
svega.

Savez komunisticke omladine Jugoslavije osuduje najnovije zlocine u Siriji i zahteva 
objektivnu istragu koja ´ce naj verovatnije pre ili kasnije dovesti do istih onihpokretaca rata u 
Jugoslaviji, Iraku i Libiji - zapadnih obavestajnih sluzbi.

Sekretarijat za medunarodne veze SKOJ-a
2. jun 2012.god.


=== 5 ===


http://www.rt.com/news/lavrov-syria-opposition-military-476/ 

RT -June 9, 2012

Annan plan stalled because of those who support intervention, but plan `only chance 
for peace´ - Russian FM


External players provoke the opposition in Syria to continue military action; this may lead to 
a Libyan scenario, the Russian Foreign Minister warned.

The main reason the Annan peace plan is stalling is because those who support external 
intervention in Syria impede its implementation, said Sergey Lavrov.

Lavrov said the main reason why the Kofi Annan plan is not making progress is that certain 
parties "don´t like" the idea of the stabilization it would bring "during the initial period. They 
want the international community to be filled with indignation and start a full-blown 
intervention in Syria," he said.

Lavrov has voiced concern about "the reaction on the part of some foreign players", who, he 
said, "support armed groups of the opposition and at the same time demand that the 
international community take decisive steps to change the regime in Syria."

He reiterated Russia´s position that it will "never agree to sanction the use of force in the UN 
Security Council". He said that this would lead "to severe consequences for the entire 
Middle East region".

Referring to the UN commissioner, Lavrov then gave some statistics, saying that the 
number of refugees from Syria currently stands at around 80,000. He stressed that these 
people all need support.

The minister said that "in order to justify a foreign intervention they keep talking about the 
refugees from Syria. However, nobody talks about refugees inside Syria itself."

"This is similar to the former Yugoslavia. Does anybody think about the refugees from 
Serbia and Slovenia?" he enquired.

The community, he stressed, should think more helping refugees. "According to some 
estimates, there are about a million refugees from Iraq and half a million Palestinians in 
Syria, and I don´t think people talk much about that," Lavrov said.

Lavrov said the Syrian government is responsible for people´s security and human rights, as 
well as for everything that is going on in the country.

Nevertheless, tragedies like Houla and the other numerous violent acts are a result of 
confrontation, which is increasingly actively supported by external forces. He also expressed 
concern over Russian experts coming under fire in Damascus on Saturday.

The Foreign Minister also touched on media coverage of the events in Syria, 
saying that "blocking Syrian government and private channels from broadcasting" does not 
"square well with freedom of speech." He recalled the airstrikes on TV centers in Serbia´s 
Belgrade and Libya´s Tripoli. "We should all be on the same page regarding freedom of 
speech and how it should be respected by the international community to ensure access to 
information - no matter what kind of information it is," Lavrov said.

Conference in Moscow to help implement Annan's plan

Moscow has proposed an international conference on the Syrian crisis with all key 
international players taking part.

Russia has expressed hope that all the parties that can influence the issue will take part, 
Foreign Minister Sergey Lavrov said following a UN session where the Secretary General 
announced that Syrian president Bashar al Assad had lost his legitimacy.

"The conference should come under the UN umbrella," said Lavrov, adding that the global 
discussion would not be a one-off event.

With some western countries calling to ban Iran from the international conference on Syria, 
Lavrov said to dismiss Tehran "would be thoughtless at the very least".

Russia is seriously concerned about the increasing activity of international terrorists and 
extremist elements, Lavrov said.

The FM listed Qatar, Saudi Arabia, Lebanon, Jordan, Iraq, Turkey, Iran, the League of Arab 
States, the EU and the Organization of Islamic Cooperation among the "integral parts" to the 
process.

Also on Thursday Lavrov told journalists he guarantees that "there´ll be no mandate by the 
UN Security Council for a foreign intervention."

The Russian Foreign Minister is currently speaking on Syria. More details are to follow.


=== 6 ===

http://www.voltairenet.org/Colpi-di-avvertimento-russi

   IL CONFLITTO SIRIANO POTREBBE DEGENERARE IN UNA GUERRA MONDIALE
Colpi di avvertimento russi

diThierry Meyssan

La crisi siriana ha cambiato natura. Il processo di destabilizzazione che avrebbe dovuto 
spianare la strada ad una legittima azione militare dell´Alleanza Atlantica è fallito. 
Togliendosi la maschera, gli Stati Uniti hanno pubblicamente indicato la possibilità di 
attaccare la Siria senza l´approvazione del Consiglio di Sicurezza, come hanno fatto in 
Kosovo, facendo finta d´ignorare che la Russia di Vladimir Putin non è quella di Boris Eltsin. 
Dopo essersi assicurato il sostegno cinese, Mosca ha sparato due colpi di avvertimento in 
direzione di Washington. La continuazione delle violazioni del diritto internazionale da parte 
della NATO e del GCC, può ora aprire un conflitto mondiale.


          RETE VOLTAIRE | DAMASCO (SIRIA)| 10 GIUGNO 2012


Il presidente Vladimir Putin ha messo il suo terzo mandato sotto il segno della sovranità del 
suo paese contro le minacce lanciate direttamente contro la Federazione Russa dagli Stati 
Uniti e dalla NATO. Mosca ha ripetutamente condannato l´espansione della NATO, le basi 
militari sulle sue frontiere e lo schieramento della difesa antimissile, la distruzione della 
Libia e la destabilizzazione della Siria.
Nei giorni successivi alla sua investitura, Putin ha passato in rivista l´industria militare 
russa, le sue forze armate e il suo sistema di alleanze[1]. Ha continuato questa 
mobilitazione con la scelta di fare della Siria la linea rossa da non oltrepassare. Per lui, 
l´invasione della Libia da parte della NATO è paragonabile a quella della Cecoslovacchia da 
parte del Terzo Reich, e quello della Siria, se ciò dovesse accadere, sarebbe paragonabile 
a quella della Polonia che scatenò la seconda guerra mondiale.
Qualsiasi interpretazione di quanto sta accadendo nel Levante, in termini di 
rivoluzione/repressione interna siriana, non è solo falsa, ma impallidisce di fronte ai 
problemi reali e svela una mera comunicazione politica. La crisi siriana è soprattutto un 
palcoscenico del "rimodellamento del grande Medio Oriente", un altro tentativo di 
distruggere l´"Asse della Resistenza", e la prima guerra della "geopolitica del gas"[ 2]. La 
posta in gioco oggi in Siria, non è se Bashar al-Assad riesca a democratizzare le istituzioni 
da lui ereditate o se le monarchie del Golfo wahhabite riescano a distruggere l´ultimo regime 
laico nella regione e a imporre il loro bigottismo; ma quali frontiere separeranno i nuovi 
blocchi, la NATO (Organizzazione del Trattato Nord Atlantico) e la SCO (Shanghai 
Cooperation Organization)[3].
Alcuni dei nostri lettori probabilmente hanno sussultato alla lettura della frase 
precedente. Infatti, da mesi, i media occidentali e del Golfo martellano tutti i giorni sul fatto 
che il presidente Assad rappresenta una dittatura settaria a favore della minoranza alawita, 
mentre la sua opposizione armata incarna la democrazia pluralista. Uno sguardo sugli 
eventi è sufficiente per screditare questo travisamento. Bachar al-Assad ha indetto in 
successione le elezioni comunali, un referendum e le elezioni parlamentari. Tutti gli 
osservatori concordano sul fatto che le elezioni si sono svolte in modo sincero. La 
partecipazione popolare ha raggiunto oltre il 60%, anche se gli occidentali l´hanno descritta 
come una "farsa", e l´opposizione armata che sostengono ha impedito ai cittadini di andare 
alle urne nei quattro distretti sotto il loro controllo. Nel frattempo, l´opposizione armata ha 
aumentato le sue azioni non solo contro le forze di sicurezza, ma contro i civili e tutti i 
simboli multi-culturali e multi-confessionali. Hanno ucciso sunniti progressisti, poi hanno 
ucciso a caso alawiti e cristiani per forzare le loro famiglie a fuggire. Hanno bruciato più di 
1500 scuole e chiese. Hanno proclamato l´effimero Emirato islamico indipendente di Bab 
Amr, dove hanno stabilito un tribunale rivoluzionario che ha condannato a morte più di 150 
miscredenti, macellati uno per uno dal loro boia. E questo non è lo spettacolo pietoso di 
alcuni politici disonesti riunitisi nel Consiglio nazionale siriano in esilio, mostrando un 
progetto democratico di facciata estraneo alla realtà sul terreno dei crimini dell´esercito 
libero "siriano", che da molto tempo nascondeva la verità. Inoltre, chi può credere che il 
regime laico siriano, di cui l´esemplarità era celebre non molto tempo fa, sarebbe diventato 
una dittatura religiosa, mentre l´esercito libero "siriano", supportato dalle dittature wahhabite 
del Golfo e prono alle ingiunzioni dei predicatori takfiriti, sarebbe divenuto un esempio di 
pluralismo democratico?
L´evocazione da parte dei funzionari degli Stati Uniti di un possibile intervento 
internazionale al di fuori del mandato delle Nazioni Unite, il modo con cui la NATO aveva 
smembrato la Jugoslavia, ha provocato rabbia e preoccupazione a Mosca. La Federazione 
Russa, che finora era in una posizione difensiva, ha deciso di prendere l´iniziativa. Questo 
cambiamento strategico è causato dall´urgenza della prospettiva russa, e dall´evoluzione 
favorevole sul terreno in Siria[4].
Mosca ha proposto di istituire un Gruppo di contatto sulla Siria per riunire tutti gli Stati 
interessati, vale a dire gli Stati vicini, le potenze regionali e internazionali. Si tratta di 
sostituire con un forum per il dialogo l´attuale dispositivo belligerante creato dagli occidentali 
con il termine orwelliano di "Conferenza degli Amici della Siria".
La Russia continua a sostenere il Piano Annan, che in realtà è solo il recupero appena 
modificato del piano presentato da Sergej Lavrov alla Lega Araba. Si rammarica del fatto 
che questo piano non sia applicato, ma respinge la colpa sulle fazioni dell´opposizione che 
hanno preso le armi. Secondo A. K. Lukashevich, portavoce del ministero degli esteri, 
l´esercito libero "siriano" è un´organizzazione illegale secondo il diritto internazionale. Anche 
se assassina ogni giorno dai 20 ai 30 soldati siriani, è pubblicamente sostenuto dagli Stati 
della NATO e del GCC, in violazione del Piano Annan[5].
Posando come fautore della pace di fronte a una NATO guerrafondaia, Vladimir Putin ha 
chiesto alla CSTO di preparare lo schieramento dei "colbacchi blu" in Siria, sia per separare 
i belligeranti siriani che per combattere le forze straniere. Nikolaj Bordjuzha, segretario 
generale della CSTO, ha confermato che dispone di 20.000 uomini addestrati per questo 
tipo di missione e sono immediatamente disponibili.[6]
Questa sarebbe la prima volta che il CSTO dispiegherebbe una forza di pace al di fuori 
dello spazio ex sovietico. Punto sul vivo, il segretario generale dell´ONU Ban Ki-moon ha 
cercato di sabotare questa iniziativa offrendosi improvvisamente di organizzare lui stesso 
un gruppo di contatto. Alla riunione a Washington del gruppo di lavoro sulle sanzioni della 
Conferenza degli Amici della Siria, la segretaria di stato degli USA Hillary Clinton ha 
ignorato la proposta russa e ha inasprito il sostegno al cambiamento di regime[7].
In Turchia, i parlamentari dell´opposizione hanno visitato i campi dei profughi siriani. Non 
hanno trovato più di mille rifugiati registrati dalle Nazioni Unite nel campo principale, ma al 
contrario, la presenza di un arsenale nel campo. Hanno poi interrogato all´Assemblea il 
primo ministro Recep Tayyip Erdogan chiedendogli di rivelare la quantità di aiuti umanitari 
accordati ai fantomatici rifugiati. I deputati ritengono che il campo profughi sia una 
copertura per una operazione militare segreta. Ospita in realtà dei combattenti, per lo più 
libici, che lo usano come base arretrata. I deputati hanno suggerito che questi combattenti 
sono coloro che hanno fatto irruzione nella zona, quando il massacro di Hula ha avuto 
luogo.
Queste informazioni confermano le accuse dell´ambasciatore russo al Consiglio di 
Sicurezza, Vitalij Churkin, secondo cui il rappresentante speciale di Ban Ki-moon in Libia, 
Ian Martin, ha utilizzato i mezzi delle Nazioni Unite destinati ai rifugiati, per inviare in 
Turchia i combattenti di al-Qaida[8].
In Arabia Saudita, la frattura tra re Abdullah e il clan Sudeiri si è di nuovo manifestata. 
Su invito di Abdullah I, il Consiglio degli Ulema ha emesso una fatwa dichiarando che la 
Siria non è terra di jihad. Ma al tempo stesso, il principe Faisal, ministro degli esteri, ha 
chiesto di armare l´opposizione contro l´"usurpatore alawita".
Mentre Ban Ki-moon e Navi Pillay, rispettivamente segretario generale e alto 
commissario per i diritti umani, indirizzavano la loro requisitoria contro la Siria davanti 
l´Assemblea generale dell´ONU, Mosca ha lanciato due missili balistici intercontinentali.


Il colonnello Vadim Koval, portavoce della RSVN, ha ammesso il test di lancio di un 
Topol, lanciato da un silo nei pressi del Mar Caspio, ma non ha confermato quello del 
Bulava lanciato da un sottomarino nel Mediterraneo. Tuttavia, il lancio è stato osservato in 
tutto il Medio Oriente, da Israele all´Armenia, e non ci sono altre armi note che potrebbe 
lasciare simili tracce nel cielo[9].
Il messaggio è chiaro: Mosca è pronta alla guerra mondiale se la NATO e il GCC non 
ottempereranno agli obblighi internazionali, come definito dal Piano Annan, e continuano ad 
alimentare il terrorismo.
Secondo quanto riferito, questo colpo di avvertimento è stato coordinato con le autorità 
siriane. Mosca sollecitava Damasco a liquidare l´Emirato islamico di Bab Amr, subito dopo 
che la leadership del presidente al-Assad era stata confermata dal referendum 
costituzionale, e incoraggiato il Presidente a liquidare i gruppi dei mercenari nel paese non 
appena il nuovo Parlamento e il nuovo Primo ministro saranno insediati. È stato dato 
l´ordine di passare da un atteggiamento difensivo ad un´azione offensiva per proteggere il 
popolo dal terrorismo. L´esercito nazionale ha pertanto avviato l´attacco contro i bastioni 
dell´esercito libero "siriano". La lotta nei prossimi giorni sarà difficile, soprattutto perché i 
mercenari hanno mortai, missili anticarro e ora missili terra-aria.
Per abbassare la tensione, la Francia ha immediatamente accettato la proposta russa 
per la partecipazione ad un gruppo di contatto ad hoc. Washington ha inviato d´urgenza 
Frederic C. Hof a Mosca. Contraddicendo le dichiarazioni fatte ieri dalla segretaria di stato 
Hillary Clinton, il signor Hof ha a sua volta accettato l´invito russo.
Non c´è tempo per lamentarsi dell´estensione dei combattimenti in Libano, né di 
sproloquiare su una possibile regionalizzazione del conflitto. Dopo che per 16 mesi hanno 
destabilizzato la Siria, la NATO e il GCC hanno creato una situazione di stallo che ora può 
degenerare in una guerra mondiale.


Thierry Meyssan

Traduzione di Alessandro Lattanzio


[1] Agenda del Presidente Putin:
7 maggio: investitura del presidente Vladimir Putin
8 maggio: nomina di Dmitrij Medvedev a primo ministro
9 maggio: celebrazione della vittoria contro la Germania nazista
10 maggio: visita al complesso militare-industriale russo
11 maggio: ricevimento del Presidente abkhazo
12 maggio: ricevimento del Presidente dell´Ossezia del Sud
14-15 maggio: riunione informale con i capi di stato della CSTO.
18 maggio: visita all´istituto di ricerca della difesa Cyclone
25 maggio: rivista dei sottomarini nucleari
30 maggio: riunione con i principali funzionari della difesa
31 maggio: riunione del Consiglio di sicurezza russo
4-7 giugno: visita in Cina, vertice della SCO
7 giugno: visita in Kazakistan durante il lancio del missile Topol
[2] "La Siria, al centro della guerra del gas in Medio Oriente", Imad Fawzi Shueibi, 
traduzione di Alessandro Lattanzio,Rete Voltaire, 8 maggio 2012.
[3] "Mosca e la formazione del Nuovo Sistema Mondiale", Imad Fawzi Shueibi, traduzione 
di Alessandro Lattanzio,Rete Voltaire, 13 marzo 2012.
[4] "Il caso di Houla illustra il ritardo dell´intelligence occidentale in Siria", Thierry Meyssan, 
traduzione di Alessandro Lattanzio,Rete Voltaire, 2 giugno 2012.
[5] "Comment of Official Representative of the Ministry of Foreign Affairs of Russia AK 
Lukashevich on the Question of Interfax related to the statement made by Representative of 
so-called Free Syrian Army S.Al-Kurdi", Ministero degli Affari Esteri della Russia, 5 giugno 
2012.
[6] "Siria: Vladimir Putin propone una forza di peacekeeping della CSTO", traduzione di 
Alessandro Lattanzio,Rete Voltaire, 3 giugno 2012.
[7] "Friends of the Syrian People Sanctions Working Group", comunicato stampa di Hillary 
Clinton, Dipartimento di Stato, 6 giugno 2012.
[8] ", -  ", Alexander Mezyaev, Strategic Culture 
Foundation (Russia),Réseau Voltaire, 17 aprile 2012.
[9] "7 juin 2012: la Russie manifeste sa supériorité balistique nucléaire 
intercontinentale",Réseau Voltaire, 8 giugno 2012.






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 IL PROLUNGATO "OTTANTANOVE" DELLA JUGOSLAVIA
 di A. Martocchia (segretario, CNJ-onlus)

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 1 - Tra terremoto ideologico e terremoto geopolitico 
 2 - L'idea nazionale jugoslava
 3 - Economia socialista di mercato 
 4 - Interpretazioni
 5 - L' "insostenibilità geopolitica" della Jugoslavia 
 6 - Un prolungato golpe liberista 
 7 - Conclusioni 
 Scheda: Cronologia jugoslava, 1989-1991

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