situazione politica alla maddalena sulla base



  la nuova sardegna  cronaca  Olbia - Gallura  del 24\3\2004

La Giudice: adesso siamo tutti più Cugini...
Il sindaco raccoglie le aperture del leader Ds, il dialogo è vicino
Il presidente Satta: se cambierà il clima, convocherò il Consiglio





 LA MADDALENA. Certo, ancora qualche polemica c'è, qualche stilettata pure,
qualche scoglio non è superato (dismissioni) ma alla Maddalena il clima è
cambiato. (Forse). Tra le macerie delle risse, si intravvede un percorso di
coesione: un po' per le aperture della Giudice, molto per quelle di Cugini,
sulla presenza Usa (costi e benefici, a prescindere dalla radioattività) i
toni si abbassano. Più ragionamenti, meno urla: tanto che Antonio Satta
potrebbe convocare il consiglio comunale e il sindaco di Palau chiede una
mobilitazione unitaria.
 Aperture e polemiche. Aveva cominciato la Giudice: "Ridiscutiamo la
presenza Usa" aveva detto alla "Nuova" il 17 marzo. Ieri, i Ds hanno per
metà, con Pierfranco Zanchetta, smentito punto per per punto le sue
posizioni e per l'altra metà, con Renato Cugini, segretario regionale,
aperto la porta al dialogo sulla base americana, «senza estremismi,
abbassando tutti i toni, con un consiglio comunale aperto». Oggi, il sindaco
controreplica: «Rispedisco a Zanchetta l'accusa di schizofrenia politica per
fini elettorali: la mia campagna elettorale è finita due anni fa, la sua
mai - scrive in una nota -. E ora che la sua candidatura alle Regionali
appare sfumata, restano solo gli effetti devastanti delle sue bordare
elettorali sul turismo». La Giudice, di An, accusa poi Zanchetta di essere
il «capogruppo di un partito, i Ds, che amministrava la città con Birardi,
con Filigheddu assessore, Belli segretario, un partito che guidava l'Italia,
la Regione e la Provincia»; tutto questo senza che i Ds «facessero mai un'
alzata di scudi contro la base americana».
 Zio contro nipote. Alle posizioni del primo cittadino, ribatte invece, con
una nota, Giulio Giudice, consigliere provinciale di Forza Italia. Nella
lettera, firmata "zio Giulio", l'esponente di FI scrive che «l'unico
problema che puoi affrontare, Rosanna, è quello della sponsorizzazione degli
Usa a tutti i costi. Mi ha fatto arrossire di vergogna, però, la tua
considerazione "spostino gli uffici dal centro, l'area gliela troveremo.
Vadano in periferia". Hai risolto così tutti i loro problemi, ma soprattutto
i loro. Sei stata geniale - ironizza Giudice -. Speriamo che le tue
decisioni non facciano più danni di quelle dei sindaci dal 1972».
 Insieme a Cugini. Interpellata dalla "Nuova", il sindaco ha apprezzato la
disponibilità di Cugini al dialogo. Prima ha messo dei paletti («non avevamo
bisogno di lui, per la rappacificazione: noi, dell'amministrazione, ci siamo
solo difesi dagli attacchi ingiustificati dei suoi compagni di partito»),
poi ha precisato: «E' stata una presenza importante, quella di Cugini: spero
che serva anche ai signori dell'opposizione indigena per ragionare meglio.
Quanto a me, dico che l'appello all'unità l'aveva fatto prima di Cugini il
presidente Ciampi in visita a Sassari, e io sono d'accordo con il Capo dello
Stato. Se l'intenzione di Cugini è quella di aprire una discussione serena,
pacata, io allora appoggio la sua iniziativa».
 Satta possibilista. Alla Maddalena Cugini ha chiesto un consiglio comunale
straordinario (aperto anche ai sindaci della Gallura), ottenendo l'impegno
del suo gruppo consiliare a richiederlo, «se e mai questo centrodestra
arrogante ce lo concederà» aveva precisato Zanchetta. La figura
istituzionale chiamata in causa - il presidente del consiglio Antonio Satta,
di Forza Italia - si è mostrata possibilista: «Se le parole si
trasformeranno in atti concreti, se la volontà dei Ds per bocca di Cugini di
trovare un'intesa alta per La Maddalena sarà reale, allora io potrei non
avere difficoltà a convocare il consiglio comunale. Altre volte l'ho fatto,
ho provato a farlo, meglio, ottenendo in cambio insulti dall'opposizione».
La condotta politica di Satta è stata invece duramente attaccata dal Pdci,
che non ha rappresentanza nella massima assemblea cittadina: «Una
caratteristica di questa amministrazione è oramai quello di impedire o
scoraggiare l'attività politica, culturale e sociale - è scritto in una
nota -. Uno dei metodi preferiti è non convocare il consiglio comunale, o
concederlo «solo a chi piace a lui politicamente. Satta è stato disastroso
nell'infelice e breve esperienza di assessore, ora non poteva certamente
cambiare». I Comunisti italiani denunciano tutti gli spazi non concessi,
quelli dati solo alla destra, e ne chiedono per questo comportamento le
«immediate dimissioni».
 Pirredda antinucleare. L'ostacolo al dialogo, si sa, è la diffusione dei
dati sulla radioattività: per il centrodestra, se non c'è radioattività la
base potrebbe restare a certe condizioni; per il centrosinistra, se la
radioattività non c'è va comunque contrastato il potenziamento della base.
In questo quadro, «con la salute né di destra né di sinistra», il sindaco di
Palau è pronto al confronto: «La Asl dice che è tutto in regola, l'istituto
privato francese dice che c'è radioattività fuori dalle norme. L'unica
strada percorribile, a questo punto, è un incontro almeno di tutti i sindaci
della provincia Olbia-Tempio per dare mandato a una società, quella del
consorzio delle università italiane del turismo, la più titolata, di fare
dei controlli seri sulla radioattività. Solo così potremo avere certezze,
senza polemiche».
 Dismissioni. Oggi, a Cagliari, si giocherà una partita importante sui beni
demaniali dismessi dallo Stato: su 124 alloggi, per cominciare. L'incontro è
tra Regione e Comune (presente l'assessore Giacomo Grondona); incerta la
partecipazione del Parco. Sull'assenza della Giudice, critiche da Stefano
Filigheddu, dei Ds: «Il sindaco deve essere presente, deve riportare alla
Maddalena quelle case, deve prenderle alla Regione e darle ai legittimi
proprietari a prezzi equi, "politici". Così come avevano previsto i governi
di centrosinistra».

Andrea Nieddu Guido Piga