[Diritti] Cade il mito della Svezia. L' opacità su Assange è stata preceduta dal coinvolgimento militare in Afghanistan assieme alla NATO



Cade il mito della Svezia.

E cade ben prima della sua recente richiesta di entrare nella NATO.

E cade non solo perché Stoccolma non sta prendendo ufficialmente posizione come governo sull'estradizione di Assange, rimanendo (assieme alla verde Germania) in un mutismo eloquente che fa comodo agli Stati Uniti e ai loro alleati britannici.

L'estradizione di Assange

ll mito cade anche perché Stefania Maurizi, nota ricercatrice sul caso Assange e autrice del libro "Il potere segreto", ha notato opacità in tutta la vicenda dopo aver fatto accesso alla documentazione relativa per gettare luce sulle incongruenze processuali intorno alle indagini portate avanti dai magistrati svedesi. Stefania Maurizi ha fatto accesso attraverso l’uso di FOIA (Freedom of Information Act), uno strumento per ottenere quel livello di trasparenza che le istituzioni devono garantire  ai cittadini, accedendo agli atti delle istituzioni stesse.
La vicenda è abbastanza complessa, sembra un labirinto. Ed è descritta qui: https://www.valigiablu.it/julian-assange-estradizione-foia/ 

Ed è in questo labirinto che si è persa la mitica Svezia, patria della libertà e di quello che un tempo era il suo neutralismo. 

La Svezia è stata il palcoscenico ideale per condurre quella che è stata considerata una sorta di persecuzione. "Le denunce risalgono all’agosto del 2010: poche settimane prima WikiLeaks aveva pubblicato gli Afghan War Logs, documentando come la guerra in Afghanistan si stesse rivelando un disastro per gli Stati Uniti", si legge su Valigia Blu.
Stoccolma l'11 dicembre 2010 subisce un attentato per via della sua partecipazione alla guerra in Aghanistan (https://www.swissinfo.ch/ita/tutte-le-notizie-in-breve/svezia--al-qaeda--nuovi-attacchi-senza-ritiro-da-afghanistan/29016996)

I soldati in Afghanistan

Il mito della Svezia si era incrinato da tempo, quando nel 2005 Stoccolma aveva rafforzato il suo contingente in Afghanistan, al seguito della Nato pur non facendone parte http://www.vita.it/it/article/2005/12/07/la-svezia-rafforza-contingente-in-afghanistan/49862/ 

Il governo svedese è stato al gioco anche in questo caso perché quella era definita una "missione di pace", ricordiamolo, così come quella attuale di Putin non è chiamata operazione di guerra ma "operazione militare speciale". La parola guerra è sempre stata scomoda, non solo per il governo russo ma anche per il governo svedese. E così mandarono in Afghanistan una "squadra di ricostruzione". Solo che non c'erano muratori ma soldati con il mitra. Chissà cosa avrebbe pensato Olof Palme, premio Nobel per la Pace. 

All'ONU contro il "diritto alla pace"

E chissà cosa avrebbe pensato Olof Palme a vedere il governo svedese votare in sede ONU contro il "diritto alla pace" assieme a Usa e Regno Unito. Incredibile ma vero, basta leggere qui:
https://lists.peacelink.it/news/2021/12/msg00009.html  


Il cablogramma rivelato da Wikileaks

E chissà che cosa avrebbe detto Olof Palme se avesse letto che nel 2008, le forze armate svedesi volevano che la Svezia inviasse aerei Saab JAS 39 Gripen in Afghanistan, come parte di una campagna di marketing per i suoi caccia da combattimento. Altro che "squadra di ricostruzione". Vi immaginate il pilota del caccia da combattimento svedese che, invece di prendere la mira, atterra in un villaggio afghano e scende premuroso con secchio, cemento e cazzuola da muratore per rifare i muri della case buttate giù dai suoi colleghi americani e britannici? E intanto che c'era poteva anche montare un mobile IKEA, perché ovviamente la Svezia in Aghanistan doveva portare la pace e la felicità, non la guerra. Quella no, mai sia. I soldati svedesi litigavano con quelli americani perché non bombardassero i poveri afghani. 

E sapete chi è che ha smontato questa pantomima?

Proprio Assange, che con Wikileaks. 
In un cablogramma si legge: "JAS Gripen fighters. Sweden's Armed Forces has publicly suggested sending JAS Gripen fighter aircraft to Afghanistan.
The Swedish military lobbied for the deployment, arguing that possible combat experience would be good for the Air Force -- and enhance the marketability of the Gripen".
Si veda https://wikileaks.org/plusd/cables/08STOCKHOLM29_a.html#efmBBkBGJ

Per un'analisi di approfondimento https://parstoday.com/it/news/world-i265068-wikileaks_la_svezia_avrebbe_cercato_di_bombardare_l'afghanistan_per_pubblicizzare_i_suoi_caccia
Fa molto pensare il fatto che non si trovino analisi di approfondimento su testate ben più lette.

Le bugie di guerra

"La Svezia ha contribuito alla Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (ISAF) in Afghanistan tra il 2001 e il 2014. Quando l'ISAF è diventata la Resolute Support Mission (RSM) nel 2015, la Svezia è stata coinvolta dall'inizio fino alla fine di maggio 2021, quando le ultime truppe svedesi hanno lasciato Paese. Dal 25 maggio 2021 non c'è stata presenza militare svedese in Afghanistan". Questo riporta il sito del governo svedese:
https://www.government.se/articles/2021/08/swedens-engagement-in-afghanistan/
Che dire?
Fedelissimi e obbedienti militarmente agli Stati Uniti e alla NATO fino alla disfatta. Non un dubbio, non un ripensamento dopo le rivelazioni di Wikileaks e dopo gli Afghanistan Papers pubblicati dal Washington Post che nel 2019 hanno rivelato le menzogne su cui poggiava la guerra 
Vedere https://www.peacelink.it/mediawatch/a/48690.html
Rivelazioni a cui il governo svedese ha fatto spallucce mantenendo la sua presenza militare in Afghanistan.

Cade la foglia di fico

E così oggi, dopo tanta distanza dalle ragioni della pace in cui credeva Olof Palme, cade definitivamente la foglia di fico del nuovo corso svedese. Anche di quello socialdemocratico e progressista. Il momento è quello giusto, evidentemente, per entrare nella Nato. Il governo svedese si lascia alle spalle la politica di pace e di non allineamento che aveva fatto di quella nazione un punto di riferimento internazionale. 
Sta inviando armi in Ucraina e finanziando il fondo Nato che alimenta quella che non è più una guerra di difesa ma una faida all'ultimo uomo.
Un mito tramonta per chi, come me, aveva visto nella Svezia un modello, un esempio, una speranza.


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