[Resistenza] Dalla sentenza della Corte Europea sulla legge 40 all’Ilva di Taranto, l’Alcoa e la Carbosulcis



Testata%20resistenza_large
Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC)
Via Tanaro, 7 - 20128 Milano - Tel/Fax 02.26306454
e-mail: resistenza at carc.itsito: www.carc.it



Milano 02.09.2012

Dalla sentenza della Corte Europea sulla legge 40 all’Ilva di Taranto, l’Alcoa e la Carbosulcis
 
A fine agosto la Corte Europea per i diritti dell’uomo, pronunciandosi sul ricorso presentato da una coppia, ha bocciato le legge 40 sulla procreazione assistita e condannato lo Stato italiano a risarcirla per danni morali e a pagare le spese legali. Non è una novità: altre 16 volte la legge 40 è stata impugnata e tutte le sentenze si sono concluse con la condanna dello Stato e la dichiarazione di incostituzionalità della legge. Se messa in un contesto più ampio, quest’ultima condanna è particolarmente istruttiva. Andiamo per ordine.
 
Il Vaticano ha diretto la formazione del governo Monti in stretta combinazione con le istituzioni degli imperialisti europei. E’ palese, per dirne una, che in ottobre (già prima che Berlusconi facesse il suo “passo indietro”) il cardinale Bagnasco convocò le forze e gli esponenti che poi avrebbero dato vita al nuovo governo. E ricordate le “indiscrezioni” a proposito delle pressioni della Merkel su Napolitano? Per farla breve, il governo Monti è il risultato dell’accordo del Vaticano con le istituzioni dei banchieri e dei grandi capitalisti europei per formare un governo più autorevole tra la borghesia imperialista italiana e internazionale, un governo più forte, capace di imporre alle masse popolari i sacrifici voluti dalla comunità internazionale degli speculatori e dei guerrafondai che la banda Berlusconi non riusciva a imporre. Contemporaneamente però il rafforzamento delle istituzioni europee lede gli interessi del Vaticano: non potrebbe più avere le licenze, le immunità, le esenzioni fiscali, i privilegi, i monopoli e il potere attuali in un’Italia inglobata in una federazione europea. Ebbene dopo lo scontro sul mancato inserimento dello IOR nella white list dell’UE (è di luglio la pubblicazione del rapporto di Moneyval, la divisione del Consiglio d’Europa che valuta i sistemi antiriciclaggio: Vaticano e IOR ancora poco trasparenti), la sentenza della Corte Europea sulla legge 40 getta altra benzina sul fuoco. Ed è un’altra gatta da pelare per Monti che prende tempo: “il governo farà ricorso contro la sentenza” annuncia per bocca del ministro della Salute Balduzzi (che forse considera il calvario a cui la legge 40 costringe le migliaia di famiglie uno strumento di salute!). Monti come Arlecchino: servo di due padroni che vanno e sempre più andranno in rotta di collisione. E’ una delle tare, probabilmente la principale, che mina il governo Monti e la sua autorevolezza nel consesso dei poteri forti, che quindi trafficano per trovare una soluzione di ricambio.
 
“(Il Signore Dio) Alla donna disse: moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli, sarai sotto la potestà del marito ed egli ti dominerà”, parola di Bibbia (Genesi, Libro 3). E’ una delle “perle” della concezione, della morale e dei precetti reazionari, antiquati e bigotti di cui la legge 40 è frutto. Sono la concezione, la morale e i precetti promossi dal Vaticano e dalla Chiesa, un’istituzione residuata dal medioevo che la borghesia ha riciclato in funzione reazionaria e anticomunista, a puntello del suo dominio sulle masse popolari (anche se personalmente i borghesi, dal crapulone Berlusconi al santo Casini, si guardano bene dal seguirne concezione, morale e precetti: è roba buona per il “popolino”!).
“Il Vaticano è il centro orientatore di una struttura mondiale di alcune centinaia di quadri che dirigono moralmente milioni di persone; è il centro di una rete internazionale di relazioni politiche e di manovre e intrighi politici; è il centro di una rete mondiale di proprietari immobiliari, di palazzinari e di speculatori finanziari, di banche e assicurazioni, di consorzi di aziende sanitarie, scolastiche e di altri servizi e un paradiso fiscale. Tra tutti i paesi, l’Italia ha la disgrazia di essere la base territoriale più ravvicinata di tutte le sue operazioni” (da “Il futuro del Vaticano”, Ed. Rapporti Sociali). E’ la fonte dell’inquinamento materiale e morale del nostro paese, è “l’anomalia italiana”.
La Repubblica Pontificia è quello che rende l’Italia diversa dagli altri paesi imperialisti (la cosiddetta “anomalia italiana”). 150 anni fa la borghesia italiana sotto l’egida della monarchia dei Savoia ha unificato il paese e costruito lo Stato italiano eliminando tutte le altre corti salvo la Corte pontificia con la sua Chiesa, un’istituzione medievale con poteri universali (in particolare in Europa) retta da una dinastia secolare con a capo il Papa, a cui ha solo tolto il territorio. Questo ha facilitato la conservazione nel nostro paese di altri centri di potere, a partire dalle organizzazioni criminali che avevano una loro base territoriale (mafia, camorra, n’drangheta).
Fino alla fine della Seconda guerra mondiale la Corte pontificia aveva condiviso la direzione del paese con la monarchia dei Savoia. Quando quest’ultima fu travolta dalla complicità con il fascismo la Corte pontificia è diventata il governo di fatto, irresponsabile, occulto e di ultima istanza che dirige il governo ufficiale della Repubblica: sceglie o comunque approva i capi del governo, ha voce in capitolo nella carriera e nella designazione degli alti esponenti di ogni settore della burocrazia statale, decide degli indirizzi generali dell’attività di governo (come in tempi recenti ha detto apertamente Bossi, “in Italia non si governa senza il Vaticano”). La Repubblica Pontificia si è affermata grazie alla forza degli imperialisti USA (che comunque si impiantarono stabilmente in Italia anche con proprie strutture: agenzie politiche e spionistiche, basi militari, agenti, ecc.), alla disperazione della borghesia italiana debilitata dalla sconfitta del fascismo e alla convergenza delle organizzazioni criminali. Ma soprattutto perché, anziché guidare le masse popolari a continuare la lotta per instaurare un nuovo ordinamento sociale conforme ai loro interessi, il PCI diretto da revisionisti moderni capeggiati da Togliatti presentò il nuovo regime come un regime fondato sul potere popolare, accettò di fare della Costituente e della redazione della Costituzione il terreno principale dello scontro tra le classi oppresse e le vecchie classi dominanti (che così guadagnarono tempo per consolidare le proprie posizioni di forza fino a poter disattendere le promesse e gli impegni scritti nella Costituzione, che quindi restarono lettera morta salvo quelli imposti con dure lotte dalle masse popolari), liquidò via via la forza politica e militare che la classe operaia e le masse popolari avevano raggiunto con la lotta partigiana culminata nella Resistenza contro i nazifascisti (1943-1945).
Oltre al governo di fatto del nostro paese, la Corte pontificia è alla testa di un’istituzione (la Chiesa cattolica romana) che ha propri interessi particolari, contrapposti a quelli degli altri gruppi della classe dominante, di tipo economico (è infatti al centro di una rete mondiale di proprietà immobiliari, di speculazioni finanziarie, di banche e assicurazioni, ecc.), persegue in Italia e nel mondo obiettivi  legati al mantenimento della sua egemonia ideologica e morale sulle masse popolari (che costituisce la fonte principale del suo potere), è riconosciuta come Stato dalla maggior parte dei governi del mondo con tutti i privilegi riservati alle rappresentanze diplomatiche degli Stati esteri.
In Italia non c’è campo in cui non sono in gioco importanti interessi della Chiesa e del Vaticano. Il sistema bancario, assicurativo e finanziario, il regime fiscale, la destinazione della spesa pubblica, la proprietà e l’uso dei suoli (piani regolatori), il patrimonio artistico, il sistema scolastico, sanitario e assistenziale, il turismo, le comunicazioni, le carriere nella Pubblica Amministrazione, ecc.: sono tutti settori in cui chi formula leggi e regolamenti e chi è addetto al controllo della loro applicazione deve fare attenzione a non ledere gli interessi della Chiesa e deve venire incontro alle sue richieste. Se si aggiungono la ricerca scientifica, la legislazione matrimoniale, il diritto di famiglia e tutto quanto attiene la sfera della sessualità, si incomincia ad avere un’idea della misura in cui la Chiesa condiziona lo Stato, del motivo per cui la Pubblica Amministrazione in Italia è notoriamente corrotta, inefficiente, irresponsabile, prepotente con i deboli e debole con i potenti più che negli altri paesi imperialisti, dell’origine della debolezza e delle tendenze parassitarie della borghesia italiana. Si aggiunga infine che magistratura e forze dell’ordine devono chiudere uno e anche due occhi ogni volta che hanno a che fare con organi e membri della Chiesa o del Vaticano. Chi si chiede perché da sempre ogni governo in Italia proclama la lotta all’evasione fiscale che regolarmente resta lettera morta, ha qui la sua risposta. Lo stesso vale per cento altre deficienze e lati oscuri della Pubblica Amministrazione e per molti “misteri” del nostro paese (Resistenza n. 9, Approfondimento sul Repubblica Pontificia e putrefazione del regime DC- dalle bozze di Tesi per il III Congresso del P. CARC)
 
Ce lo abbiamo noi. Sta a Roma, dentro Roma, e governa il paese intero. Il governo ufficiale è solo un reggente. Chi crede che questo non incida sull’autorevolezza di qualunque governo chiamato a dirigere il paese? Il principale motivo per cui i poteri forti europei fanno buon viso a cattivo gioco (cioè ammantano di autorevolezza l’ennesimo governo di burattini del Vaticano) sta nel fatto che la sola forza che estirperà questo cancro dal nostro paese è anche quella che spazzerà via loro: il movimento comunista.
 
Qualcuno a questo punto si domanderà cosa c’entra la legge 40 con l’Ilva di Taranto, l’Alcoa e la Calbosulcis. C’entra e tanto. Come governo di fatto (anche se non ufficiale) il Vaticano con la sua Chiesa è responsabile del marasma in cui versa il paese. Per quello che fa e per quello che non fa pur disponendo dei mezzi (risorse, influenza, relazioni, ecc.) per fare. Vi ricordate nel 2005 quando ci fu il referendum per abrogare la legge 40? In tutto il paese le parrocchie diventarono centri di orientamento, mobilitazione e organizzazione di massa (non fu un caso isolato: Eluana Englaro, legge 194, coppie di fatto, diritti degli omosessuali) per far saltare il quorum al referendum. Ebbene a Taranto non ha fatto niente del genere per impedire la strage di persone e la devastazione del territorio che si consuma da 50 anni a questa parte. Al contrario, mentre partecipava allegramente e alla grande alla spartizione dei profitti estorti da padron Riva, ha usato i mezzi a sua disposizione per distogliere la popolazione dall’organizzarsi e lottare per mettervi fine … rassegnarsi all’inferno in terra in nome del paradiso nel regno dei cieli ( vedi articolo de il manifesto del 21.08.12 “Il patto d’acciaio tra patron Riva e la chiesa cattolica tarantina”). Un discorso analogo vale per l’Alcoa e la Carbosulcis. Ogni volta che qualche politicante o sindacalista complice sospira che mancano i soldi per fare questo o quell’altro nell’interesse delle masse popolari, sbattiamogli in faccia la marea di soldi che ogni anno passano dalle casse dello Stato a quella del Vaticano e della Chiesa o che non entrano a causa dell’ “occhio di riguardo” di cui godono: ultima in ordine di tempo l’esenzione dall’IMU!
 
Dobbiamo impedire che il Vaticano e la Chiesa si lavino le mani del marasma in cui hanno cacciato le masse popolari del nostro paese, della sorte dei milioni di disoccupati ed emarginati che la Repubblica Pontificia ha creato e sta creando nel nostro paese, della sorte di miseria, umiliazione, galera e morte a cui la Repubblica Pontificia condanna centinaia di migliaia di immigrati.
-          Denunciare il ruolo della Chiesa e le sue implicazioni non solo nei “misteri e scandali” che costellano la storia del nostro paese, ma anche e soprattutto in tutto quello che rende difficile, miserabile e amara la vita delle masse popolari.
-          Fare delle proprietà, delle risorse e dei mezzi di cui dispone la Chiesa il bersaglio delle rivendicazioni  e delle mobilitazioni popolari per appropriarsi direttamente dei beni e servizi a cui la crisi blocca l’accesso.
-          Far emergere con forza e chiarezza le responsabilità del Vaticano nel marasma in cui si trova il nostro paese,  per quello che fa e per quello che non fa pur avendo i mezzi per fare.
-          Mettere a contribuzione ogni esponente della Chiesa cattolica per attuare la parola d’ordine “un lavoro utile e dignitoso per tutti”, non a fare carità, beneficenza ed elemosine (che concorrono a mantenere una parte della popolazione nella posizione di emarginati), ma a organizzare attività produttive e servizi: o faranno qualcosa di utile o finiranno smascherati e isolati.
 
Cacciare il governo del Vaticano e dei banchieri europei: è necessario e possibile!
Costituire un governo di emergenza composto da persone di fiducia delle organizzazioni operaie e popolari e deciso a dare attuazione pratica alla parola d’ordine “un lavoro utile e dignitoso per tutti”, anche a costo di andare contro le regole e gli interessi dei vertici della Repubblica Pontificia e i diktat dell’UE, della BCE e del FMI!
 
Fare del nostro paese una “Repubblica fondata sul lavoro”
Abolire il debito pubblico (tutelando i risparmi delle masse popolari)
Spezzare il velo di segreti, omertà e complicità dietro cui gli esponenti delle classi dominanti oggi concertano alle spalle e contro le masse popolari
Abolire i privilegi di cui il Vaticano e la Chiesa godono (Concordato e Patti Lateranensi con le successive modifiche, 8 per mille, esenzioni fiscali, immunità, le mille prestazioni di fatto della Pubblica Amministrazione al Vaticano e alla sua Chiesa, ecc. )  
Liberarsi del protettorato USA e delle interferenze degli imperialisti europei e dei gruppi sionisti
 



A norma di legge potete essere esclusi da questa lista di distribuzione,
RISPONDENDO A QUESTO MESSAGGIO con la richiesta di CANCELLAZIONE

Cordiali saluti dalla redazione di:
RESISTENZA

Dir. resp. G. Maj - Redazione c/o Centro Nazionale del P.CARC: via Tanaro 7 - 20128 Milano; tel./fax 02.26.30.64.54

Reg. Trib.MI n. 484/19.9.94 - stamp. in proprio il 31/05/11. Per abbonamenti nazionali ed esteri e sottoscrizioni: CCP 60973856 intestato a M. Maj

Sito: www.carc.it