CIE: rivolta a Gradisca, sciopero della fame a Torino



CIE: rivolta a Gradisca, sciopero della fame a Torino

Dopo un periodo di relativa calma la rabbia degli immigrati torna a
esplodere nella struttura gradiscana.
Non sappiamo quando sia iniziata la rivolta.
Un’attivista antirazzista che passava di lì riferisce che intorno alle 20
al di là delle mura si vedeva un gran fumo. Poi sono arrivati i vigili del
fuoco e un’ambulanza.
L’onda lunga delle proteste che investono da giorni numerosi CIE, da Bari
a Restinco, da Modena a Torino, è arrivata anche a Gradisca.
Proprio ieri, trasferiti con un volo speciale da Lampedusa, erano arrivati
50 tunisini. Trenta richiedenti asilo sono stati portati al CARA, gli
altri sono stati rinchiusi nel CIE.
La situazione potrebbe diventare ancora più incandescente, perchè le
migliaia di tunisini approdati in pochi giorni in Italia potrebbero essere
l’avanguardia di un esodo molto più ampio.

Al CIE di Torino gli immigrati sono in sciopero della fame da sabato sera.
La maggior parte di loro viene dalla Tunisia. Sono preoccupati per le
famiglie, non riescono a mettersi in contatto e temono per la loro sorte.
Tutti sentono il vento di libertà che viene dal nordafrica.
La sezione delle donne è stata svuotata per far posto agli immigrati
approdati a Lampedusa.
Domenica notte un gruppetto di antirazzisti ha fatto un veloce saluto ai
reclusi: petardi, battitura di ferri, slogan. Da dentro si è levato un
gran fragore.

Mercoledì 16 febbraio alle 18 presidio al CIE. Appuntamento all’incrocio
tra corso Brunelleschi e via Monginevro.

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