L'elezione diretta del premier indebolisce la democrazia



Movimento per la società di giustizia e per la speranza   (invio ripetuto per difficoltà server)
Cari amici,
                 il Movimento ha preparato questo intervento contro l'elezione diretta del premier; per quale chiede il vostro aiuto. Indirizzato a
Segretario PD Walter Veltroni,
Vicesegretario  Dario Franceschini,

Premier Romano Prodi, 

Ministro Massimo D’Alema.

Un saluto fraterno da Arrigo Colombo

 

Movimento per la Società di Giustizia e  per la Speranza

Lecce

 

Al Segretario del PD Walter Veltroni

al Vicesegretario Dario Franceschini

e p.c. al Premier Romano Prodi e al Ministro D’Alema

 

L’elezione diretta del premier indebolisce la democrazia

 

In questa fase in cui si prepara una nuova legge elettorale, alcuni propongono l’elezione diretta del premier; e proprio Franceschini lo ha fatto, in polemica con D’Alema. Questa proposta l’aveva già fatta il Centrodestra, ed era comprensibile, data la sua scarsa valenza democratica e la volontà di dominio di Berlusconi.

 

Ora dev’essere chiaro a tutti che l’elezione diretta del premier indebolisce e anzi rovescia il modello democratico. Nel quale il potere s’incentra nel parlamento, che rappresenta l’intera compagine popolare e la sua sovranità; perciò l’esecutivo deriva il suo potere dal parlamento e sta sotto il suo controllo.

Con l’elezione diretta il premier mutua invece il potere non più dal parlamento ma dal popolo, e si sottrae al parlamento; e anche lo condiziona con la norma antiribaltone o con altro vincolo; e non può essere sfiduciato. E concentra in sé, in una sola persona, un potere eccessivo ed anomalo.

 

I regimi presidenziali – come quello americano, il più antico; o quello francese voluto da De Gaulle – presentano un’anomalia ancora più forte perché l’eccesso di potere in una sola persona è ancora maggiore, e il Parlamento è ancora più debole. De Gaulle gli aveva persino tolto l’attività continuativa, assegnandogli sedute temporanee; e in America la situazione è anche peggio perché le decisioni del Presidente si sottraggono di fatto al parlamento, che non può sfiduciarlo e sostituirlo (a parte il caso gravissimo dell’impeachment); può opporgli una legge, che però ha un iter complesso e su cui il presidente può apporre veto rinviandola; dopo di che ha bisogno dell’assenso dei due terzi. Anche nella disputa quotidiana il presidente ha una presenza continua, mentre quella del parlamento è quasi nulla.

 

La nostra Costituzione su questo punto segue la linea più corretta e più saggia; che è anche quella prevalente in Europa. Non è giusto che sia intaccata.

Lecce, gennaio 2008

                                                                  per il Movimento, il responsabile

                                                                          Prof. Arrigo Colombo  

 

                                   Arrigo Colombo, Centro interdipartimentale di ricerca sull’utopia, Università di Lecce

Via Monte S.Michele 49, 73100 Lecce, tel/fax 0832-314160

E-mail arribo at libero.it/ Pag  web http://xoomer.alice.it/arrigocolombo_utopia