Terza epistola su Bush di FIDEL CASTRO 1/2



(temi affrontati: turismo sessuale - Bush jr. ex alcolizzato - effetti
permanenti dell'alcool)

20 agosto 2004 >>>::: Al direttore dell' Unità:::>
Facendo seguito alla recente lettera all'UNITA' (inviata da Gianfranco
Ginestri il 17 agosto 2004) si allega questa:::
Terza Epistola su Bush >>> FIDEL CASTRO A SANTA CLARA IL 26 LUGLIO 2004
(cosa ha detto: traduzione italiana)
fonte sito: http://www.cuba.cu/gobierno/discursos/2004/ita/f260704t.html
IL 14 maggio e il 21 giugno 2004 nella Tribuna Antimperialista ha letto le
prime due epistoleal Presidente degli Stati Uniti,
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Discorso pronunciato dal Comandante in Capo Fidel Castro Ruz, Presidente
della Repubblica di Cuba, in occasione del 51º anniversario dell'attacco
alle caserme Moncada e Carlos Manuel de Céspedes. Università Centrale di Las
Villas, 26 luglio 2004.
Cari compatrioti;
Distinti invitati,
In questo 51º anniversario dell'attacco alla caserma del Moncada il 26
luglio 1953, dedicherò le mie parole a un sinistro personaggio che ci
minaccia, ci insulta e ci calunnia. Non è un capriccio o una scelta
piacevole; è una necessità e un dovere.
"Il 14 maggio e il 21 giugno 2004 nella Tribuna antimperialista ho letto le
prime due epistoleal Presidente degli Stati Uniti", rispondendo a un infame
rapporto del Dipartimento di Stato sul traffico di esseri umani, uno di
quelli che è solito fare il governo del suddetto paese, quale ipotetico
giudice supremo del mondo, in cui si accusava Cuba di essere tra i paesi che
promuovono il turismo sessuale e la pornografia infantile.
Appena due settimane dopo, e invece di mantenere un silenzio dignitoso di
fronte alle inconfutabili verità contenute nell'epistola, le notizie
parlavano di un discorso elettorale di Bush a Tampa, Florida, con nuove e
più malevole accuse e insulti, che avevano il chiaro proposito di calunniare
Cuba e giustificare le minacce di aggressione e le brutali misure appena
applicate contro il nostro popolo.
L'agenzia stampa francese AFP comunicava da Tampa, il 16 luglio, quanto
segue:
"Il presidente George W. Bush ha lanciato un duro attacco contro Cuba
definendola come 'principale destinazione di turismo sessuale' e ha
affermato che gli Stati Uniti hanno il dovere di guidare la lotta mondiale
contro il traffico di persone per lavori forzati o ai fini sessuali.
"Cuba è uno dei dieci paesi citati dal Dipartimento di Stato in un rapporto
divulgato in giugno, in cui si segnala i governi che tollerano il traffico
umano o che falliscono nella lotta contro il suddetto delitto.
"Il regime di Fidel Castro ha trasformato Cuba nella principale destinazione
del turismo sessuale' e ha sostituito il Sudest asiatico come destinazione
favorita dei pedofili degli Stati Uniti e del Canada, affermò Bush.
"Durante una conferenza a Tampa, Florida, il mandatario ha segnalato Cuba
come uno dei peggiori trasgressori nella materia.
"Il turismo sessuale è una fonte vitale di valute per mantenere a galla il
suo governo corrotto', ha accusato.
"Bush ha sottolineato che eliminare il traffico di esseri umani sarà parte
essenziale della sua politica estera.
"Il traffico di esseri umani porta sofferenza e vergogna al nostro paese e
guideremo la lotta contro esso, ha promesso.
"'Siamo in una lotta contro il male, gli statunitensi saranno grati della
vostra dedizione e del vostro servizio',ha detto ai presenti nella
conferenza. 'La vita umana è un regalo del nostro creatore e non dev'essere
mai venduta.'"
Una notizia dell'agenzia spagnola EFE segnalava:
"'Abbiamo un problema ad appena 150 chilometri dalle nostre coste', disse
Bush nello stato della Florida.
"Si riferì a un studio secondo cui Cuba 'ha sostituito il sudest asiatico
come luogo per i viaggi di pederasti e turisti che cercano il sesso'.
"Quando sono state ammorbidite le restrizioni per i viaggi a Cuba negli anni
'90, lo studio ha rilevato che il flusso di statunitensi e canadesi aveva
contribuito a un algido incremento della prostituzione infantile a Cuba.'"
"'Il mio governo lavora per una soluzione completa di questo problema: la
transizione rapida e pacifica alla democrazia a Cuba.'"
"Abbiamo messo in moto una strategia per anticipare il giorno in cui nessun
bambino o bambina cubana sia sfruttata per finanziare una rivoluzione
fallita e tutti i cubani vivano in libertà.'"
"Bush disse che 'la vita umana è il dono del nostro Creatore e non dovrebbe
mai essere venduta'.
"'Si richiede un tipo speciale di depravazione per sfruttare e ferire i
membri più vulnerabili della società.'"
"'I trafficanti di persone rubano ai bambini l'innocenza, li espongono al
peggio della vita prima ancora che l'abbiano conosciuta. I trafficanti
separano le famiglie e trattano le loro vittime come beni per la vendita al
migliore compratore.'"
In aggiunta a tutte queste notizie strane, lo stesso dispaccio si riferisce
a frasi di John Ashcroft, citate nel discorso di presentazione di Bush nell'
ambito della Conferenza Nazionale di Istruzione sul Traffico Umano:
"'Nel XIX secolo il presidente Abraham Lincoln definì una visione libertà
per tutti e giustamente viene chiamato il grande emancipatore.'"
'"Nel XXI secolo abbiamo un grande leader che ci ha convocato a una
comprensione della libertà non come un regalo degli Stati Uniti al mondo
bensì come un dono dell'onnipotente all'umanità.'"
Un altro dispaccio dell'agenzia inglese REUTERS riferiva:
"Il presidente degli Stati Uniti ha accusato il Presidente cubano di aver
trasformato l'isola caraibica in una destinazione di turismo sessuale e di
contribuire al problema mondiale del traffico di persone."
L'agenzia italiana ANSA informava:
"Il regime dell'Avana commette altri crimini: da il benvenuto al turismo
sessuale', ha detto Bush, chi ha persino ripetuto una presunta cita di
Castro: 'Cuba ha le prostitute più pulite e istruite del mondo.'"
Dispacci successivi hanno raccontato che la citazione di un'ipotetica frase
mia sul tema, fatta dal Presidente degli Stati Uniti nel sopra citato
discorso di Tampa per giustificare le sue gravi accuse, si basa in un
documento su Cuba scritto da Charles Trumbull, studente di Giurisprudenza
dell'Università statunitense di Vanderbilt, il quale dichiarò enfaticamente
che il discorso di Bush distorce il vero significato di una frase contenuta
nel suo lavoro di ricerca, e aggiunse, tra gli altri, i seguenti
chiarimenti:
"La prostituzione ebbe una subita crescita nella nazione caraibica dopo il
crollo dell'Unione Sovietica."
"Castro, che dichiarò illegale la prostituzione subito dopo l'ascesa al
potere nel 1959, all'inizio disponeva di poche risorse per combatterla. Ma,
agli inizi del 1996, le autorità cubane cominciarono a prendere severe
misure contro tale pratica."
"Sebbene esiste ancora, è molto meno visibile e sarebbe inesatto dire che il
governo la promuove."
Lunedì 19 luglio, funzionari dell'amministrazione Bush riconobbero che non
avevano altra fonte per riferirsi al tema se non il lavoro del suddetto
studente.
Anche se era già stato dimostrato che il Presidente degli Stati Uniti a
partire da una frase contenuta nel lavoro di uno studente statunitense aveva
formulato una gravissima accusa, la cui malevola distorsione era stata
smentita dallo stesso autore, la risposta del portavoce della Casa Bianca di
fronte allo smentito non poteva essere più insolita. Semplicemente, secondo
lo stesso dispaccio, "...difese l'inclusione (della frase) dicendo che
esprimeva una verità sostanziale su Cuba", cioè, che per la Casa Bianca
"verità sostanziale su Cuba" è qualsiasi cosa che il Presidente immagini
indipendentemente dal fatto che sia o meno reale.
Questo è esattamente il tipo d'approccio fondamentalista a cui ricorre il
presidente Bush continuamente, in cui i dati, gli argomenti, le verità, i
ragionamenti, le realtà non servono a nulla, e l'unica cosa determinante è l
'idea che lui abbia o sia a lui conveniente su un tema particolare: qualcosa
si trasforma in una verità assoluta e inconfutabile semplicemente quando il
signor Bush l'immagina.
Ci sono molti al mondo che conoscono troppo poco sulla Rivoluzione cubana e
possono essere vittime delle menzogne e gli inganni che il governo degli
Stati Uniti diffonde attraverso gli enormi mezzi di divulgazione di cui
dispone. Pero ce ne sono altri, specialmente nei paesi poveri, che conoscono
cos'è la Rivoluzione cubana, la dedizione e cura con cui si è consacrata dal
primo istante all'educazione e alla sanità dei bambini e di tutta la
popolazione, il suo spirito di solidarietà, che l'ha portata a cooperare con
disinteresse con decine di paesi del Terzo Mondo, il suo attaccamento ai più
alti valori morali, i principi etici che la caratterizzano, l'insuperabile
concetto della dignità e dell'onore della propria Patria e del proprio
popolo per i quali i rivoluzionari cubani sono stati sempre disposti a
sacrificare le loro vite. Senza dubbio i nostri tanti amici, in qualsiasi
angolo del mondo, si domanderanno com'è possibile che vengano lanciate
contro Cuba così incredibili e grossolane calunnie.
Ciò mi costringe a spiegare con assoluta serenità e franchezza le cause che,
a mio avviso, danno luogo a tali inconcepibili e irresponsabili affermazioni
da parte del Presidente della potenza più forte del pianeta, il quale ci
minaccia inoltre di fare scomparire la Rivoluzione cubana dalla faccia della
Terra.
Lo farò con la massima obiettività possibile, senza affermazioni arbitrarie
né vergognose adulterazioni di parole, frasi e concetti di altri, né guidato
da meschini sentimenti di vendetta od odio personale.
Un tema ampiamente documentato in diversi libri di eminenti autori,
scienziati e di altre personalità statunitensi è la dipendenza dell'odierno
Presidente degli Stati Uniti all'alcool durante due decenni, tra i venti e i
quarant'anni. Questo punto è stato rigorosamente trattato con impressionante
criterio scientifico e dal punto di vista psichiatrico dal Dott. Justin A.
Frank in un libro ormai noto intitolato "Bush sul lettino".
Il Dott. Frank comincia per chiarire che è importante definire in modo
scientifico se Bush era un alcolista o lo è ancora, e dice testualmente:
"...la questione più urgente si riferisce alla possibilità che quegli anni
da bevitore smodato e la sua posteriore astinenza incidano su di lui e su
coloro che gli sono attorno."
Prosegue spiegando, e cito in modo testuale:
"l'alcoolismo è una malattia potenzialmente fatale, un male per tutta la
vita che risulta in estremo difficile da guarire in modo permanente."
(pp.40)
Poi si riferisce al Presidente degli Stati Uniti in particolare e dice:
"Bush ha detto pubblicamente che non ha più consumato alcool senza l'aiuto
degli Alcolisti Anonimi (un'organizzazione dedicata al trattamento di
dipendenti del consumo di alcool), o di alcun programma contro l'uso
indebito di sostanze proibite, e ha affermato che ha abbandonato per sempre
l'abitudine con l'aiuto di strumenti spirituali, come lo studio della Bibbia
e le conversazioni con l'evangelista Billy Graham."
Il libro nella pagina 40 racconta che, secondo l'ex scrittore di discorsi
David Frum, appena arrivato all'Ufficio Ovale, Bush convocò un gruppo di
leader religiosi, chiese loro le preghiere e disse:
"C'è soltanto una ragione per cui sono all'Ufficio Ovale e non al bar." "Ho
trovato la fede, ho incontrato Dio. Sono qui grazie al potere della
preghiera."
A riguardo il Dott. Frank analizza che questa affermazione può anche essere
vera, e afferma:
"Certamente tutti gli statunitensi vorrebbero credere che il Presidente non
beve più, anche se non abbiamo modo di sapere se ciò è vero. Se così fosse,
si aggiusta al profilo dell'ex bevitore smodato il cui alcoolismo è stato
fermato ma non curato".
Aggiunge poi:
"Gli ex bevitori che si astengono senza il beneficio di un programma di
Alcolisti Anonimi sono conosciuti come 'ubriachi secchi', etichetta che ha
circolato in Internet e in altri posti in riferimento a Bush. 'Ubriaco secco
' non è un termine medico, e non è un termine che io utilizzerei in un
ambiente clinico. Ma anche senza definire Bush come tale, risulta difficile
ignorare i molti elementi problematici del suo carattere tra i tratti che la
letteratura sul recupero associa all'alcolismo, compresa la grandiosità, la
natura sentenziosa, l'intolleranza, il distacco, la negazione della
responsabilità, una tendenza a reagire eccessivamente e una avversione per l
'introspezione." (pp.41)
Il Dott. Frank insiste sul fatto che lui stesso ha trattato alcolisti che
hanno fermato la dipendenza senza il trattamento adeguato, i quali in genere
hanno avuto poco successo nell'imparare a controllare l'ansietà che una
volta cercarono di sopprimere con il consumo di alcool, e spiega che:
"I loro rigidi sforzi per controllare l'ansietà rendono difficile qualunque
analisi psicologica. Alcuni non possono nemmeno affrontare l'ansietà di
dover ammettere il proprio alcoolismo."
Prosegue il Dott. Frank:
"Ho osservato che, senza questa ammissione, gli ex bevitori non possono
neanche imparare veramente dalla propria esperienza."
E in riferimento concreto a Bush, fa il seguente ragionamento:
"Il modello di colpa e negazione, che con tanto impegno cercano di rompere
gli alcolisti che si ricuperano, sembra essere legato alla personalità
alcolica; poche volte si limita all'alcoolismo. L'abitudine di incolpare
altri e di negare la propria responsabilità è così dominante nella storia
personale di George Bush che evidentemente si scatena di fronte alla benché
minima minaccia.
(segue ...)