Unione Europea: Amnesty International chiede di emendare o ritirare le proposte in materia di asilo



Gent.mi tutti,

vi trasmettiamo il comunicato stampa della Sezione Italiana di
Amnesty International:



Unione Europea: Amnesty International chiede di emendare o ritirare
le proposte in materia di asilo



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Amnesty International Ufficio Stampa
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ALLA CORTESE ATTENZIONE DEL CAPO REDATTORE ESTERI


COMUNICATO STAMPA
CS 148 -2003


UNIONE EUROPEA: AMNESTY INTERNATIONAL CHIEDE DI EMENDARE O RITIRARE LE
PROPOSTE IN MATERIA DI ASILO


Alla vigilia del Consiglio dei ministri della Giustizia e degli Affari
interni dell'Unione Europea, Amnesty International ha denunciato che alcune
delle proposte che verranno discusse durante questo incontro (come ad
esempio la "Direttiva del Consiglio recante norme minime per le procedure
applicate negli Stati membri ai fini del riconoscimento e della revoca
dello status di rifugiato ") rischiano di impedire l'accesso dei rifugiati
a una protezione efficace attraverso l'uso della cosiddetta "lista dei
paesi di origine sicuri", l'impiego di procedure sommarie di verifica ai
confini e il ricorso a procedure d'appello inadeguate, in violazione del
diritto internazionale dei rifugiati e dei diritti umani.

In vista della riunione del 6 novembre, Amnesty International ha pertanto
trasmesso ai ministri della Giustizia e degli Affari interni una serie di
raccomandazioni, sottolineando - con le parole del direttore dell'ufficio
di Bruxelles dell'associazione, Dick Oosting  - che "mentre ci si avvia a
definire la Politica comune dell'Unione Europea in materia di asilo, è
evidente che il quadro complessivo che ne emerge per i rifugiati che
cercano riparo in Europa è desolante".

"L'effetto combinato delle varie proposte all'esame della riunione di
giovedì è che i rifugiati troveranno ostacoli a ogni tappa del loro
cammino: quando cercheranno di entrare nel territorio dell'Unione Europea,
quando chiederanno asilo in determinati paesi e quando dovranno presentare
un appello degno di questo nome" - ha aggiunto Oosting.

"Amnesty è particolarmente preoccupata per la crescente confusione tra
procedure in materia di asilo e d'immigrazione. Deploriamo il carattere di
ambiguità introdotto nella proposta sulle procedure ai confini, con
l'intento di rafforzare i controlli sull'immigrazione" - ha concluso
Oosting.

Le preoccupazioni di Amnesty International riguardano i seguenti aspetti:

Paesi di origine sicuri

Amnesty International si oppone fermamente all'uso di liste di paesi di
origine sicuri che hanno lo scopo di limitare l'accesso alle procedure
d'asilo. Queste liste sono causa di discriminazione nei confronti dei
rifugiati, vietata dalla Convenzione di Ginevra relativa allo status di
rifugiato. Sebbene la proposta all'esame dei ministri della Giustizia e
degli Affari interni mantenga il principio dell'esame individuale delle
richieste d'asilo, Amnesty International teme che di fatto questa lista
potrà essere usata come un impedimento automatico per accedere alle
procedure d'asilo e che la decisione su quali paesi inserire nella lista
comune potrà essere il risultato di patteggiamenti politici influenzati da
interessi nazionali piuttosto che da considerazioni sui diritti umani.
Amnesty International chiede il ritiro di questa lista.






Procedure ai confini

Anziché assicurare protezione ai rifugiati, la proposta è stata stravolta
per porre enfasi sull'efficacia dei controlli sull'immigrazione. Il
risultato è che le autorità competenti in materia d'immigrazione saranno di
fatto coinvolte nella valutazione della fondatezza delle richieste di
asilo, pur non avendone la competenza necessaria, contribuendo in questo
modo alla confusione tra procedure in materia di asilo e d'immigrazione.
Amnesty International chiede il ritiro di queste procedure.


Accesso al territorio dell'Unione Europea

Amnesty International esprime seri dubbi sugli emendamenti presentati da
alcuni Stati membri, sulla base dei quali l'accesso al territorio
dell'Unione Europea e quello alle procedure per la determinazione dello
status di rifugiato potranno essere del tutto negati nel caso in cui il
richiedente asilo sia transitato attraverso un paese terzo sicuro, a
prescindere dalla sua situazione individuale. Questo dispositivo
rappresenta una potenziale violazione della Convenzione di Ginevra e del
principio del "non respingimento".


Procedure d'appello

Gli emendamenti presentati da alcuni Stati membri rischiano di indebolire
il principio del "rimedio efficace" di fronte a un giudice o a un tribunale
e di ridurre la portata del controllo giudiziario a una valutazione
marginale dei "fatti rilevanti", in contrasto con gli standard sviluppati
dalla Corte europea di giustizia e dalla Corte europea dei diritti umani.
Amnesty International nutre inoltre grande preoccupazione per la proposta
che consente agli Stati membri di derogare all'effetto sospensivo degli
appelli.
Amnesty International chiede che le procedure di appello siano in linea con
gli standard internazionali e con la giurisprudenza delle corti
sovranazionali.

FINE DEL COMUNICATO			                         Brussels /
Roma, 4 novembre 2003


Il documento "Raccomandazioni di Amnesty International sulla Direttiva del
Consiglio recante norme minime per le procedure applicate negli Stati
membri ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di rifugiato"
è disponibile sul sito Internet www.amnesty-eu.org oppure presso l'Ufficio
Stampa di Amnesty International.


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