26/09 Napoli: Conferenza internazionale contro le lapidazioni



Napoli 26 Settembre 2003 - Sala del Cenacolo di S. Chiara (piazza DelGesù

IL COORDINAMENTO DELLE DONNE NAPOLETANE
IL COMUNE DI NAPOLI


                                     AMINA E LE ALTRE STORIE



Il movimento delle donne si muove da sempre in quell'area della politica
dove diritti umani , giustizia, democrazia sono le grandi mete mai raggiunte
ma da raggiungere. Le donne quando parlano di democrazia , di diritti USANO
parole che nel linguaggio comune sembrano metter tutti d'accordo, ma che al
loro fondo sono grenratrici di un diverso universo politico tutto da
realizzare ed esplorare.
Anche quando si parla di lotte per l'abolizione della pena pena di morte, di
tutte le pene di morte,  pare che le donne abbiano alleati autorevoli e
schierati nei luoghi più trasversali della politica. Noi del coordinamento
donne non abbiamo mai finto di credere che la lotta alla lapidazione
inflitta alle donne dal patriarcato islamico  potesse esaurirsi nella lotta
tout-court alla pena di morte: così come le vessazioni e le restrizioni del
patriarcato occidentale-cattolico-ebraico verso il genere non possono essere
considerate soltanto una violazione dei diritti umani.
Noi abbiamo conosciuto i casi di Safija Hussaini e di Amina Lawall , abbiamo
capito che era necessario non fermarsi alla facile indignazione
dell'opinione pubblica occidentale , cominciando da subito a sviluppare un
lavoro di scavo nella condizione delle donne all'interno del dominio
patriarcale rendendo evidente che, qualora quelle condanne  fossero state
eseguite, si sarebbe trattato di esecuzioni politiche contro le libertà
femminili.
Tutto questo nella piena coscienza che sottrarre le donne al martirio
significa aprire una finestra di civiltà sulla condizione di tutti : uomini
e donne.
Questi casi hanno ottenuto l'amplificazione dei media, in un momento in cui
si è prefigurato un clima di contrapposizione islam-occidente, ma molti e
troppi sono quelli ai quali viene negato l'aiuto dell'attenzione politica
degli organismi internazionali.
Abbiamo cercate e volute con noi , in questa giornata, donne che conducono
queste battaglie in luoghi difficili , che hanno acquisito  autorevolezza e
visibilità internazionale su questi temi che tutte viviamo come proprie
della condizione femminile nel mondo , non come problemi di questa o quella
cultura, per avviare un confronto ed una rete che generino solidarietà
concreta.
Le donne che saranno con noi sono attiviste del movimento delle donne nel
mondo Islamico , ed hanno dato vita a pubblicazioni e reti che sono una
promessa per noi tutte , ma che di noi hanno bisogno.
I nomi di queste donne sono Mina Ahadi, Nadia Mamood, Azar Majedi : per
molte di noi sono nomi nuovi nonostante abbiano portato la loro denuncia
fino all'ONu ed a Bruxelles. Noi sappiamo bene che i media  si interessano
ad altro.

Appena sarà pronto il programma della giornata lo metteremo in rete