Amnesty su al-sakhri



COMMENTO DI MARCO BERTOTTO, PRESIDENTE DELLA
SEZIONE ITALIANA DI AMNESTY INTERNATIONAL, SULLE
DICHIARAZIONI DELL'AMBASCIATRICE DI SIRIA A ROMA PER IL
CASO AL-SAKHRI 


Con riferimento alle dichiarazioni dell'Ambasciatrice di Siria a Roma,
Nabira Chaalan, convocata oggi al Ministero degli Affari esteri,
secondo cui Muhammad Sa'id al-Sakhri sarebbe detenuto in
"condizioni normali", Amnesty International ricorda che da oltre sette
mesi al-Sakhri e' incarcerato in violazione del diritto internazionale.

"'Le condizioni normali' di detenzione, come le avrebbe definite
l'ambasciatrice secondo una nota informativa della Farnesina, sono
forse considerate come tali in Siria, dove spesso gli oppositori politici
non possono incontrare la famiglia, gli avvocati, i medici, non sono
sottoposti ad alcun processo e sono effettivamente a rischio di
tortura e di morte in carcere" ha dichiarato Marco Bertotto,
presidente della Sezione Italiana di Amnesty International. "Ma non
sono normali in base a quanto dispone il diritto internazionale. Il
governo siriano deve ristabilire i diritti del signor al-Sakhri e di tutti i
detenuti 'scomparsi' nelle proprie carceri. Continuiamo a sottolineare
che il governo italiano e' responsabile di quanto sta accadendo ad
al-Sakhri per aver respinto lui e la sua famiglia dall'Italia, violando le
convenzioni internazionali per i rifugiati, contro la tortura e contro la
pena di morte".

L'appello di Amnesty International ai ministri degli Affari Esteri e
dell'Interno in favore della famiglia al-Sakhri e' disponibile sul sito
Internet all'indirizzo:
http://www.amnesty.it/campaign/diritti_in_europa/appello_siria.php3

FINE DEL COMUNICATO                                                                       
Roma, 10 luglio 2003