(Fwd) Diritti umani



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Subject:        	Diritti umani
Date sent:      	Mon, 7 May 2001 23:47:03 +0200


    Appello delle Organizzazioni del Cauca
 5 Maggio 2001 

COLOMBIA: Le comunità, i dirigenti delle organizzazioni sociali e
sindacali e persino lo stesso governatore, Floro Tunubalá, sono 
stati
dichiarati obiettivo militare dalle Autodifese Unite della Colombia e
sono state invitate a abbandonare le loro terre entro 48 ore.

Il 26 aprile alle nove di sera nella città di Popayán sono stati
assassinati Francisco Isaias Cifuentes, insegnante, e la propria
sposa, Leyder Maria Fernadez Cuellar, mentre il loro figlio è
risultato ferito. La violenza paramilitare che colpiva la regione del
Cauca è arrivata a Popayán.

Il 4 maggio 2001 sono stati consegnati ai mezzi di comunicazione
alcuni comunicati, firmati dalle Autodifese del Cauca e dalle
Autodifese Unite della Colombia, nei quali si concedono 48 ore per
abbandonare la zona alle seguenti comunità, sindaci e dirigenti
popolari e sindacali:

Cartago: il sindaco 
Tuluá: il sindaco 
Villa Rica: il sindaco 
Timbio: il sindaco 
El Patia: il sindaco 
Rosas: il sindaco 
Paramo de Mira Flores: la comunità 
El Doblo: la comunità 
Santander de Quilichao: la comunità della zona piana 
El Valle del Patia, Balboa, Mercaderes 
I dirigenti di ASOINCA e del CIMA 

E' molto importante lanciare una azione internazionale per difendere
il diritto delle comunità a vivere nei propri territori secondo le
proprie aspirazioni ed i propri stili di vita. Per favore participate
a questa emergenza, inviando lettere all'attenzione del Presidente
della Colombia.

Indirizzate le vostre lettere di appoggio a: 

Dr. Andrés Pastrana Arango  (Presidencia de la República de Colombia)
Oficina de Derechos Humanos rdh at presidencia.gov.co
pastrana at presidencia.gov.co Téfono. 0057-1-5629300 ext. 3550 
0057-1-284 33 00 Fax 0057-1-286 74 34    0057-1-286 68 42  
0057-1--284 21 86 

Dr. Humberto de la Calle Lombana 
Ministro del Interior - República de Colombia 
minint at anticorrupcion.gov.co 
Tel: 0057-1-3147300 Ext 0057-1-2315 691 
Fax: 0057-1-31473 00     0057-1-6915455 
Fax 00-57-1-2515884 

Dr. Eduardo Cifuentes 
Defensor del Pueblo - República de Colombia 
defensor at col1.telecom.com.co, dquejas at col1.telecom.com.co,
oprensa at col1.telecom.com.co 

Sres: Junta Directiva Departamental Asociación de Institutores del
Cauca - ASOINCA asoinca at emtel.net.co, asoinca at latinmail.com Fax: 0057
- 28 - 24 4159 

  Attentamente, Giunta Direttiva Dipartimentale di ASOINCA 
        Popayán - Cauca - Colombia 

Situazione dell'ordine pubblico e violazione dei diritti umani nel
dipartimento del Cauca

Il Movimento del Sud-occidente Colombiano denuncia di fronte alla
comunità nazionale ed internazionale le gravi violazioni dei diritti
umani ed in particolare quello del diritto alla vita, messe in atto
dai gruppi paramilitari, autedefinitisi "Autodifese Unite della
Colombia  Auc", attraverso i diversi massacri, iniziati nel giugno del
2000 in tutto il centro e nord del Cauca.

Le comunità del Cauca che sono state attaccate dai paramilitari, nella
loro maggioranza fanno parte del Movimento del Sud-occidente
Colombiano. Questo Movimento, nel mese di Novembre del 1999, aveva
firmato con il Governo Nazionale un accordo, in cui il governo si
impegnava a garantire la sicurezza ed il rispetto delle loro vite e
dei diritti umani in senso generale. L'impegno firmato dai
rappresentanti del Governo Nazionale ed i rappresentanti del Movimento
del Sud-occidente Colombiano dice testualmente:

"Il Ministero degli Interni formerà un Ispettorato con delegati della
Commissione per i Diritti Umani della Procura della Repubblica,
dell'Ufficio di Difesa del Popolo, della Conferenza Episcopale e
dell'Alto Commissariato per i Diritti Umani. L'Ispettorato riceverà e
diffonderà fronte alle autorità competenti i casi di violazione dei
diritti, delle libertà e delle garanzie cittadine che mettano a
repentaglio la vita, l'onore ed i beni delle persone che, direttamente
o indirettamente, hanno partecipato alla mobilitazione. Le loro
riunioni e la loro presenza potranno essere convocate dalle parti ed
il Governo Nazionale somministrerà gli appoggi logistici ed operativi
per il loro spostamento.

Il Governo Nazionale riconosce la legittimità della protesta del
Sud-occidente Colombiano e dei suoi dirigenti popolari, essendo questi
rappresentanti delle comunità di fronte allo Stato, riconoscimento che
si esprime nei dialoghi e negli accordi realizzati e sottoscritti
dalle parti. Così anche, rispettando i diritti costituzionali e legali
del caso, il Governo Nazionale considera che la protesta cittadina,
per questa sola ragione, non genera sanzioni né in ambito lavorativo e
nè penali, individuali o collettive, contro coloro che hanno
partecipato o hanno appoggiato la mobilitazione".

Il processo di incursioni paramilitari nel Dipartimento del Cauca che
genera morte, torture, violazioni, spostamenti forzati ed in generale
violazioni dei diritti umani, si esprime attraverso la descrizione dei
seguenti fatti e testimonianze:

"Noi contadini che storicamente abbiamo lavorato per alimentare la
popolazione delle città, siamo oggi coloro che soffrono tutte le
conseguenze dei conflitti interni al paese, scontri che nemmeno
riusciamo a comprendere perchè si siano determinati. In questa
occasione è toccato a noi, umili cittadini del nord del Cauca"
(testimonianza di un contadino)

ALTO NAYA 

Il massacro dell'Alto Naya avvenuto durante la settimana di Pasqua è
quello più recente. Non si conosce ancora il numero esatto delle
vittime perché è difficile inviare sul posto una commissione
ispettrice. Gli abitanti della regione affermano che potrebbero essere
oltre 80. Le vittime sono state assassinate a coltellate ed
utilizzando le motoseghe. L'esercito si è presentato solo nel
villaggio di Timba, chiedendo dove si trovassero i morti perché lì non
ne vedevano. Il prete diceva però loro che dovevano entrare nella
zona, ad una sei o otto ore di cammino.

COMUNE DI BUENOS AIRES 

Nel mese di giugno, arrivano le Autodifese Unite della Colombia (AUC)
e con queste arriva la morte, che ronda irriverente tutto il comune.
Secondo quanto menzionato, provengono da Córdoba ed Urabá, con il
pretesto di mettere fine alla guerriglia ed ai suoi collaboratori...
Il 9 di giugno, sporcano le pareti delle case del quartiere La
Ventura, nella giurisdizione di Timba, facendo conoscere la loro
presenza e manifestando contro la guerriglia ed i suoi collaboratori;
fanno disoccupare le abitazioni del quartiere, istallano posti di
blocco nello stesso, nella via che porta da Timba ai distretti di El
Porvenir e El Ceral; i passeggeri sono perquisiti e minacciati con
offese volgari, con maltrattamenti fisici e psicologici. Nel primo
blocco stradale assassinano a due giovani minorenni: CARLOS ANDRÉS
PARRA CRIOLLO, per non avere documenti d'identità né il libretto di
circolazione della moto su cui erano, ed un'altra persona non
identificata per non aver dato informazioni sulla guerriglia,
informazioni che per altro non aveva.

Il 21 giugno realizzano nuovamente un blocco stradale sulla stessa
via, detengono RUBERNEY CARABALLÍ che si stava spostando con un amico
a bordo di una moto, dal quartiere El Llanito a Timba; lui è stato
torturato e successivamente assassinato. Lo stesso giorno, nel
quartiere San Francisco, assassinano a LAURENTINO LONDOÑO ed a OTONIEL
SARRIA, accusati di essere collaboratori della guerriglia.

Il 2 luglio, nella giurisdizione di Timba (Valle), le AUC (Autodifese
Unite della Colombia) assassinano due giovani residenti a Timba
(Cauca): CORNELIO CORPUS e NELSON QUINA, conosciuti nel luogo come
persone dedicate al lavoro ed alle loro famiglie, senza vincolo alcuno
con gruppi al margine della legge. Il 5 luglio le AUC, nel quartiere
La Ventura, obbligano i passeggeri di un autobus a scendere.
Successivamente, li fanno sdraiare per terra ed assassinano a LUIS
EDUARDO YULE, membro del territorio indigeno di La Paila Naya,
(ubicato tra i comuni di El Ceral ed El Naya), ed un abitante del
comune di Corinto, che non è stato poi identificato. Viene anche
detenuto ELADIO VIVEROS che approfittando della disattenzione dei suoi
sequestratori, scappa e si presenta presso l'Ufficio di Difesa del
Popolo, nella sede regionale del Valle, alla ricerca di protezione;
come rappresaglia sua moglie è sequestrata ed obbligata a dare alle
AUC 40 capi di bestiame ed un automezzo, anche se successivamente
viene liberata.

In data non certa, nel quartiere di San Francisco viene assassinato
LUIS CARLOS ZUÑIGA, padre di cinque figli e con lui è assassinata
un'altra persona non identificata. Così anche viene fatto scomparire
il giovane SIGIFREDO LEON, che dopo un mese riappare morto nei pressi
di Jamundí (Valle). Nel comune di Buenos Aires, assassinano anche un
uomo che era chiamato PICHURRIA.

Il 28 agosto, a Timba (Buenos Aires), è assassinato ARIEL HURTADO,
presso la fermata dell'autobus della medesima località. 

Nel mese di settembre, la violenza paramilitare si fa più dura, le AUC
assassinano nel comune di de La Balsa quattro persone: JAIME
FILIGRANA, ISIDORO FILIGRANA, HUGO DIAZ e WILLINTON DIAZ, e trenta
persone in più vengono trasportate in altri luoghi, uomini e donne,
alcune in cinta, delle quali abusano sessualmente.  Tutte queste
persone sono giustiziate il giorno seguente di fronte agli abitanti di
La Balsa e lanciate nel fiume Cauca; delle esecuzioni sommarie della
notte non si ha il conto, perché "solo loro sanno".

Nel mese di ottobre le AUC, in data non precisata, assassinano DANIEL
MENESES ed il dirigente della comunità, PEDRO. L'8 dello stesso mese,
è giustiziato JACOBO SADOWNIK e la signora LIBIA. Insieme ad altre
vittime i loro corpi sono lanciati nel fiume Cauca. Nel frattempo si
intensificano le sparizioni e le esecuzioni sommarie.


Gli abitanti della zona affermano: 
"Con l'ingresso delle AUC a questa regione, le persecuzioni sono state
frequenti, controllano l'ingresso dei veicoli nella città, il
commercio, l'ingresso di alimenti e le attività sociali. Tutte le
persone della zona si sentono minacciate, in particolare quelle di
Timba, La Esperanza, El Ceral e Palo Blanco; secondo quanto hanno
manifestato le AUC, colui che non è guerrigliero è informante o
collaboratore, per questo dicono che il massacro sarà grande, che
ancora non è successo nulla. Quanto impera è la paura ed il terrore".

SANTANDER DE QUILICHAO 

Il 14 giugno nel quartiere di Palo, comune di Caloto appare una lista
di ventidue nomi, apparentemente emessa dalle AUC, con al margine
dello stesso la scritta: "stiamo facendo pulizia".

Tra i mesi di ottobre e novembre, secondo le autorità, gli scomparsi e
le persone assassinate sono circa 70.

SUAREZ 

26 luglio. Secondo informazione disponibile, ha luogo la prima
incursione delle AUC, nel dipartimento del Cauca. Questi, con messaggi
 alle pareti si identificano come "Fronte Farallones" delle AUC. Gli
abitanti hanno paura di cancellare le scritte. Tra le tante si trova: 
"guerrigliero è arrivato il tappo per il tuo culo"; "polizia ed
esercito: paramilitari della burocrazia", "fuori i guerriglieri dal
dipartimento della Valle del Cauca". I commenti degli abitanti sono
frammentari rispetto agli avvenimenti che indicano come autori
materiali le AUC. Sono molte le morti attribuite alle AUC, però la
paura dei familiari, li obbliga a trasportare i loro cadaveri, per
dare loro cristiana sepoltura, ai luoghi d'origine, senza denunciare
il fatto alle autorità.

MORALES 

Giovedì 16 novembre alle 5 del mattino, c'è una incursione
paramilitare delle AUC, a cinque minuti dal comune di Morales, dove si
realizza un blocco stradale. Alle 11:00 a.m. nel quartiere di Loma de
Oso dello stesso comune, si realizza un nuovo blocco, dove le AUC si
appropriano di merci consistenti alimentari dirette al Centro delle
provviste del quartiere di Santa Barbara.

CAJIBIO 

Cajibío, dipartimento del Cauca, è una zona rurale dove le terre sono
ricche e fertili e dove la produzione agricola da un buon
sostentamento alla economia contadina. E' qui dove il 19 novembre si
vive una situazione di angoscia e allarme generale a causa della
apparizione di gruppi paramilitari, autodenominate Autodefensas Unidas
de Colombia -AUC-  che fanno incursione prima nella zona di Dinde,
sequestrando la gente per circa due ore, chiedendo documenti
d'identità e comparando i nomi con una lunga lista che hanno; molte
persone vengono rinchiuse in una stanza ed in modo umiliante vengono
rasate a zero e fatte oggetto di scherno e burla. Successivamente
sulla base della lista che portano, un giovane di 17 anni, ANGELINO
LARGACHA, viene sequestrato e, ad oggi, non si sa dove sia.

Mercoledì 22 novembre, nelle prime ore della mattinata gli emissari
della morte delle autodenominate AUC entrano a Carmelo, riuniscono
tutta la gente della comunità ed in loro presenza imbavagliano tre
commercianti di nome JAINER CAMPO (22 anni), JAIME ROJAS (61 anni) e
ALCIBIADES CAMAYO (40 anni), questi sono proprietari di negozi del
luogo; dopo averli imbavagliati li assassinano, accusandoli di essere
aiutanti della guerriglia.

Giovedì 23 novembre le AUC sono nel quartiere di Santa Catalina, nel
comune di La Pedregosa, dove trattengono molti passanti, chiedono loro
documenti d'identità e li minacciano dicendo che uccideranno i
collaboratori della guerriglia.

Venerdì 24 novembre alle 6 del mattino si presentano nuovamente i
paramilitari, nella zona del centro di La Pedregosa, in un numero
approssimativo di 50 uomini in uniforme, due dei quali con i volti
coperti da passamontagna ed altri con il volto scoperto, nella
maggioranza di pelle bruna chiara, con l'accento della costa e con
tagli di capelli stile militare. Alcuni stanno portando ai contadini
DIEGO ARNULFO CAMAYO, che era stato portato via dalla propria
abitazione la notte prima ed i fratelli ERIC CAMAYO, del quartiere 
Santa Catalina, entrambi legati e con un cappio al collo. I fratelli
Camayo, erano agricoltori, Diego Arnulfo era gerente della Cooperativa
Multiactiva La Pedregosa, consigliere eletto per il Movimento
Contadino e Popolare e Segretario del CINCOP (Comitato di Integrazione
delle Organizzazioni del Comune di La Pedregosa). Successivamente
vengono fatti scendere i contadini a cui erano stati legati i piedi e
che venivano fatti saltellare grottescamente lungo la strada in
presenza della comunità; nel frattempo il resto degli uomini deteneva
tutti i contadini che stavano passando, esigendo i documenti
d'identità, e li faceva sedere di fronte agli ingressi delle case del
comune.

Verso le 10 del mattino passano da questo luogo i contadini GERMAN
VALENZUELA del quartiere Buena Vista e ADOLFO BENALCAZAR, che si
stavano muovendo a bordo di una moto. Questi vengono fatti scendere
dalla moto e vengono chiesti loro i documenti d'identità. Di fronte ad
una breve cenno di protesta di Germán Valenzuela, questi viene fatto
stendere per terra, il suo viso viene preso a pedate, sfigurandolo e
viene legato. Così anche, il contadino DAGOBERTO VELASCO del quartiere
Buena Vista viene sequestrato, legato e portato via.

Dopo le sei del pomeriggio i contadini di La Pedregosa, trovano i
corpi di DIEGO ARNULFO CAMAYO, ERIC CAMAYO, GERMAN VALENZUELA y
DAGOBERTO VELASCO buttati di fronte alla chiesa del luogo. Questi
erano stati assassinati con spari alla testa. Diego Arnulfo Camayo
presentava segni di tortura.

Questo è l'itinerario di terrore che vive la popolazione contadina del
municipio di Cajibío dal 19 novembre, giorno in cui hanno fatto la
loro macabra apparizione i paramilitari, situazione che ha obbligato
allo spostamento forzato vari contadini, che oltre al terrore, stanno
soffrendo delle difficoltà nei mezzi di trasporto e nelle
comunicazioni, perchè i paramilitari hanno tagliato le linee
telefoniche per impedire qualsiasi comunicazione tra i contadini. I
problemi nei trasporti hanno fatto sì che gli alimenti comincino a
scarseggiare, rendendo difficile la permanenza nella regione.

Le organizzazioni sociali e popolari dei diritti umani del
Dipartimento del Cauca, lanciano un S.O.S a tutta la società
colombiana ed in particolare alle organizzazioni nazionali ed
internazionali per i diritti umani affinchè si pronuncino di fronte a
questa grave situazione e perché esercitino la loro pressione verso lo
stato colombiano.

MOVIMIENTO SUD-OCCIDENTE COLOMBIANO - CIMA - ANUC-UR - ASOINCA -
FENSUAGRO - ASOCOMUNAL LA VEGA - MOVIMIENTO CAMPESINO Y POPULAR
CAJIBIANO 

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Umani della Colombia:

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