l'8 marzo delle donne del Sud-Kivu: "Noi vinceremo con la nonviolenza"



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fonte: le donne del Sud-Kivu (Rep. Dem. del Congo)
traduzione nostra
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CHI GUADAGNA NEL BAGNO DI SANGUE DEL SUD-KIVU?
GRIDO DISPERATO DELLE DONNE

Fin dalle origini, in molti lo hanno detto, insegnato e cantato:
"La guerra e' cattiva, e' un peccato, un offesa al creatore",
e tutti coloro che la fanno, per qualsivoglia motivo,
e che mettono fine alla vita degli altri, sono malvagi.

Qui da noi, e' guerra gia' da quattro anni.
A migliaia si sono perdute delle vite umane,
famiglie intere sono state sterminate;
e tutta la societa', sia dalla parte di chi uccide che dalla parte di chi
viene ucciso, e' minata.

Percio' nessuno puo' pensare di guadagnarci.
Perche', anche se ammassa oro, cotone, cassiterite, diamanti e molti altri
beni,
niente avra' il valore del suo vicino ucciso.

Ne vediamo molti che seminano odio e raccolgono morte.
Che cosa vincono?

Questa guerra assurda dell'Rcd, che dura da quasi due anni, non porta
niente di buono alla societa'.
I bambini hanno detto no a questa guerra, e anche gli adulti.
I giovani vi si sono fieramente opposti, e anche i vecchi.
I nostri vescovi e i nostri Pastori l'hanno condannata.

Chi si ostina a proseguirla, che cosa vince?

In questi ultimi tempi, tutti sono stanchi, perfino i committenti di cio'
che nessuna persona normale ha approvato.
E' tempo che le figlie e le madri proclamino ad alta voce e a tutti, che
anche loro ne hanno abbastanza della guerra.

Le loro famiglie sono state bruciate a MAKOBOLA,
i loro Mwami (leader tradizionali, ndt), preti, religiosi e genitori sono
stati assassinati a KASIKA,
i loro amici e fratelli sono stati sgozzati a BURHINYI,
le loro madri e le loro zie sono state sepolte vive a MWENGA,
le altre sono state sventrate a KAMITUGA,
il loro curato KAKUJA e' stato assassinato a KALONGE,
le loro parrocchie e i loro templi sono stati saccheggiati.
Perche' questa pervicacia nel versare il sangue degli innocenti?

Arrivano perfino a prendersela con gli uomini di Dio, innocenti e pacifici.
Ma dove vogliono arrivare?

Tutti conoscono il carico familiare che pesa oggi sulle madri.
I villaggi sono deserti, non c'e' piu' raccolto.
Famiglie senza alcun reddito ospitano decine di fratelli e sorelle che
fuggono dalle ostilita' e dalle uccisioni a BUNYAKIRI, KALONGE, BURHALE,
NINJA, e KAMITUGA.

E i malvagi non si stancano.
Hanno decuplicato le tasse per comprare le armi e nutrire le truppe
straniere venute per uccidere,
e chiedono l'applauso, e che gli si continui a dare quel poco che ci rimane.

E' troppo!
Noi le madri, siamo arrabbiate, esacerbate, esasperate.
Noi paghiamo il prezzo piu' alto di questa sporca guerra:
vedovanza prematura, stupri e violenza, peso economico di una famiglia dove
il capo (il marito) non riceve piu' alcun salario da tempo immemorabile.

Le madri stavano preparando, per l'8 marzo, la festa internazionale della
Donna, come tutte le donne di tutto il mondo.
Ma non celebreranno questa giornata in Congo, in particolare nell'est del
Congo.
Le cattoliche preparavano gia' le loro manifestazioni in vista del giubileo
delle madri; per il prossimo 25 marzo e' ormai impossibile organizzare
tutto, non soltanto a causa della miseria crescente, ma anche a causa di
questo attacco inesplicabile contro le chiese, e contro la Chiesa cattolica
in particolare, spinto fino all'assassinio sistematico dei preti, l'ultimo
dei quali in ordine di tempo e' stato l'abate Pepe REMI a Kiliba.

Le persone che non rispettano cio' che vi e' di piu' onorevole e di piu'
sacro, e che arrivano ad attaccare un Vescovo relegandolo, possono mai
rispettare la vita umana?

Possono mai rispettare noi, povere donne?

Che cosa cercate, uomini della guerra, bevitori di sangue umano?
Perche' questa provocazione incessante?



Care Madri
da qualche parte  c'e' qualcuno che vuole guadagnare col nostro bagno di
sangue,
e parla di "odio etnico", di "nuovo genocidio", di "machete"...
e vuole addossare tutto questo sulle spalle dei giusti.

L'oppressore che tiene il fucile in mano vuole farsi passare per la
vittima, mentre sa che nessuno tra di noi e' armato.
E questa menzogna e' destinata a coloro che non conoscono la barbarie di
chi occupa la nostra terra.
Non lasciamoci ingannare, non seguiamoli.

NOI VINCEREMO CON LA NONVIOLENZA E CON LA DETERMINAZIONE.

Rifiutiamo le manipolazioni.
Rifiutiamo i propositi etnicisti alla moda in certi paesi vicini e le
pratiche contrarie alla cultura congolese e cristiana, ricca di ospitalita'
e di solidarieta';
piuttosto impegnamoci per il bene supremo: l'amore di Dio e del prossimo.

Restiamo ferme, determinate e unite per scoraggiare ogni contributo al male.
Consigliamo i nostri mariti e i nostri figli.
Non nutriamo i loro uccisori.
Non diamo un soldo agli assassini ne' al mercato, ne' altrove; e
soprattutto preghiamo per loro, perche' si convertano.



E poiche', con le armi in mano e con ogni sorta di intimidazione, vogliono
condurci a fare del male, e' venuto il tempo di chiamare soccorso, senza
piu' ritardi, prima che arrivi il peggio.

Che il presidente degli Stati Uniti d'America
che tutti i capi di stato delle nazioni europee
che i responsabili dell'ONU e dell'Organizzazione dell'Unita' Africana
che la comunita' internazionale
che i presidenti dei paesi complici nella guerra in Congo
che le loro marionette dell'Rcd
che il presidente della Repubblica Democratica del Congo
che tutti gli attori di questa guerra assurda

che tutti sappiano che le madri e le loro figlie lanciano questo ultimo
grido, noi non ne possiamo piu'.

Se voi non volete intervenire, allora riconoscetevi tutti come sanguinari;
e se credete di poter guadagnare qualcosa in questo bagno di sangue del
Sud-Kivu, allora quando verrete troverete i nostri corpi.

Altrimenti, intervenite, con i mezzi che vi competono, per salvare la
madre, la figlia, il figlio e il marito se ce l'ha ancora, e il III
millennio sara' benefico per voi e per noi.

Chiudete la guerra in Congo.

28 febbraio 2000
Le donne del Sud-Kivu



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Servizio informazioni Congosol
Ci scusiamo con tutti coloro che hanno gia' ricevuto questo documento.
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