Il cantiere delle donne in nero sulla pma: una posizione da discutere insieme fra donne



Subject: Il cantiere delle donne in nero sulla pma: una posizione da
discutere insieme fra donne







Documento  sulla PMA


Consapevoli di essere cittadine di un paese in guerra e consapevoli del
valore di un pensiero e di una pratica sociale e politica che dichiarino la
guerra, "guerreggiata" o "silenziosa" fuori dalla storia, noi Donne in Nero
ci opponiamo alla Legge 40/2004 sulla PMA, perché rappresenta un'altra buia
pagina di storia scritta in Parlamento sui corpi delle donne.



Trovarci insieme, oggi, impegnate ad obiettare contro questa legge
significa rivendicare la legittimità e l'elaborazione storica di un
pensiero femminista autorevole su un mondo che ha permeato la nostra
società, trasformandola anche profondamente (vedi legge 194).



La legge sulla Procreazione Medicalmente Assistita rappresenta l'ennesimo
attacco alla libertà dalle donne, attenta alla laicità dello Stato,
minaccia paurosamente i diritti fondamentali e pone le basi per riaprire un
pesante conflitto giuridico  con la Legge 194.



La legge sulla PMA è affermazione dello stato etico contro lo stato laico,
elimina il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, esclude le
persone portatrici di alcune malattie a soddisfare il proprio desiderio di
maternità o paternità, impedisce la ricerca sulle cellule staminali e la
fecondazione eterologa.



Ancora una volta la cultura patriarcale, naturalmente dominante  in una
classe politica che attua politiche di guerra,   nonché l'ingerenza delle
gerarchie vaticane, ha dichiarato il suo antico  ma sempre attuale scopo:
controllare i corpi delle donne, demolire l'impianto della legge
sull'aborto e travolgere una cultura giuridica costruita dalle donne in
nome dell'autodeterminazione.



Così come in guerra, con la legge sulla PMA  il corpo delle donne diventa
bottino politico.



Occorre abrogare questa legge, smascherare il suo impianto, resistere con
la pratica politica altra delle donne.

Votare SI, uomini e donne, ai quattro referendum il 12 e il 13 giugno è un
primo, necessario passo.





1.. SI per consentire nuove cure mediche e per abrogare il divieto di
effettuare ricerche scientifiche sull'embrione;
2   SI per la tutela della salute della donna e per abrogare l'obbligo di
creare in vitro non più di tre embrioni e l'obbligo di trasferirli, sani o
malati che siano, con un unico e contemporaneo impianto nell'utero materno;
3.. SI per l'autodeterminazione e la libertà di scelta e per abrogare
l'affermazione che i diritti dell'embrione vengono considerati equivalenti
a quelli delle persone già nate;
4.. SI per la fecondazione eterologa e per abrogarne il divieto previsto
dalla legge.

Donne in nero

Doriana Goracci


 i





Care "Donne in nero" dell'Aquila, care tutte,

ho inviato in rete già da un po' di giorni il testo da voi eleborato sulla
PMA. In assenza di osservazioni e ritenendo utile cominciare a farlo
circolare, invio alcune mie proposte di modifica, sperando con ciò di
stimolare tra noi pareri in merito. Ho inserito tra le note alcune
motivazioni delle modifiche che propongo ma in sintesi mi sembra che il
comunicato, molto puntuale nell'esposizione di tutto ciò che non va e delle
conseguenze negative che ne derivano  si caratterizza invece in modo forse
non sufficiente come pensiero di donne impegnate nella costruzione di una
politica di pace . Riporterei poi i 4 quesiti referendari non dandone per
scontata la conoscenza anche tra noi.. Io stessa, pur conoscendone il
contenuto  ho dovuto fare, lo ammetto, una ricerca per 4 SI ancor più
consapevoli. Le modifiche sono in blu, le omissioni in verde e di seguito
il testo pulito così come lo propongo.
Nadia



Documento  sulla PMA


Consapevoli di essere cittadine di un paese in guerra e consapevoli del
valore di un pensiero e di una pratica sociale e politica che dichiarino la
guerra, “guerreggiata” o “silenziosa” fuori dalla storia, noi Donne in Nero
ci opponiamo alla Legge 40/2004 sulla PMA, che rappresenta un’altra buia
(orribile) pagina di storia scritta in Parlamento sui corpi delle donne.
Trovarci insieme, oggi, impegnate ad obiettare contro questa legge
significa rivendicare la legittimità e l’elaborazione storica di un
pensiero femminista autorevole su un mondo che ha permeato la nostra
società, trasformandola anche profondamente (vedi legge 194).

La legge sulla Procreazione Medicalmente Assistita rappresenta l’ennesimo
attacco alla libertà dalle donne, attenta alla laicità dello Stato,
minaccia paurosamente i diritti fondamentali e pone le basi per riaprire un
pesante conflitto giuridico  con la Legge 194.
La legge sulla PMA è affermazione dello stato etico contro lo stato laico,
elimina il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, esclude le
persone portatrici di alcune malattie a soddisfare il proprio desiderio di
maternità o paternità, impedisce la ricerca sulle cellule staminali e la
fecondazione eterologa.

Ancora una volta la cultura patriarcale, naturalmente dominante (di stampo
patriarcale) in una classe politica che attua politiche di guerra, (della
classe politica), nonché l'ingerenza delle gerarchie vaticane, ha
dichiarato il suo antico  ma sempre attuale scopo: controllare i corpi
delle donne, demolire l’impianto della legge sull’aborto e travolgere una
cultura giuridica costruita dalle donne in nome dell’autodeterminazione.
Così come in guerra, con la legge sulla PMA  il corpo delle donne diventa
bottino politico.
(Questa legge : è sufficiente la lettura dell’art. 1 che, riconoscendo i
diritti al concepito, pone sullo stesso piano la donna ed una cellula
fecondata in provetta. Questo articolo contrasta apertamente con quanto
disciplinato dall’art.1 del Codice Civile che riconosce la capacità
giuridica, quindi la titolarità dei diritti, al momento della nascita; se
invece sarà il concepito ad essere titolare di diritti, ricorrere
all’aborto sarà un reato.) tutto questo pezzo lo eliminerei in quanto va
molto nello specifico ma per questo c'è già un'ampia documentazione.
Occorre abrogare questa legge, smascherare il suo impianto, resistere con
la pratica politica altra delle donne.
Votare SI, uomini e donne, ai quattro referendum il 12 e il 13 giugno è un
primo, necessario passo. (ma non potrà essere l’unico.) anche questo
toglierei
(Le donne sono chiamate a disobbedire a questa legge, ad agire perché i
diritti acquisiti  non siano calpestati.
Per la riaffermazione della laicità, per impedire questa deriva
oscurantista è necessaria la pratica politica altra delle donne: nessun
altro mondo sarà possibile se i corpi delle donne continueranno ad essere
terreno di decisioni adottate dagli uomini.) anche questo pezzo toglierei
avendo già ripreso la "politica altra delle donne" mentre riporterei 4
quesiti referendari.

ecco come verrebbe il testo. Aspetto pareri dalla rete, soprattutto dalle
din Aquila,  per metterlo sul sito che dalla prossima settimana sarà
attivo, speriamo!

Scrivere p.f. a:  doriana at inventati.org


Documento  sulla PMA



Consapevoli di essere cittadine di un paese in guerra e consapevoli del
valore di un pensiero e di una pratica sociale e politica che dichiarino la
guerra, “guerreggiata” o “silenziosa” fuori dalla storia, noi Donne in Nero
ci opponiamo alla Legge 40/2004 sulla PMA, perché rappresenta un’altra buia
pagina di storia scritta in Parlamento sui corpi delle donne.

Trovarci insieme, oggi, impegnate ad obiettare contro questa legge
significa rivendicare la legittimità e l’elaborazione storica di un
pensiero femminista autorevole su un mondo che ha permeato la nostra
società, trasformandola anche profondamente (vedi legge 194).

La legge sulla Procreazione Medicalmente Assistita rappresenta l’ennesimo
attacco alla libertà dalle donne, attenta alla laicità dello Stato,
minaccia paurosamente i diritti fondamentali e pone le basi per riaprire un
pesante conflitto giuridico  con la Legge 194.

La legge sulla PMA è affermazione dello stato etico contro lo stato laico,
elimina il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, esclude le
persone portatrici di alcune malattie a soddisfare il proprio desiderio di
maternità o paternità, impedisce la ricerca sulle cellule staminali e la
fecondazione eterologa.


Ancora una volta la cultura patriarcale, naturalmente dominante  in una
classe politica che attua politiche di guerra,   nonché l'ingerenza delle
gerarchie vaticane, ha dichiarato il suo antico  ma sempre attuale scopo:
controllare i corpi delle donne, demolire l’impianto della legge
sull’aborto e travolgere una cultura giuridica costruita dalle donne in
nome dell’autodeterminazione.

Così come in guerra, con la legge sulla PMA  il corpo delle donne diventa
bottino politico.

Occorre abrogare questa legge, smascherare il suo impianto, resistere con
la pratica politica altra delle donne.

Votare SI, uomini e donne, ai quattro referendum il 12 e il 13 giugno è un
primo, necessario passo.

1.	SI per consentire nuove cure mediche e per abrogare il divieto di
effettuare ricerche scientifiche sull'embrione;
2.	SI per la tutela della salute della donna e per abrogare l'obbligo
di creare in vitro non più di tre embrioni e l'obbligo di trasferirli, sani
o malati che siano, con un unico e contemporaneo impianto nell'utero
materno;
3.	SI per l'autodeterminazione e la libertà di scelta e per abrogare
l'affermazione che i diritti dell'embrione vengono considerati equivalenti
a quelli delle persone già nate;
4.	SI per la fecondazione eterologa e per abrogarne il divieto
previsto dalla legge.