"consumo di carne"



Rispondo un po' a casaccio sia a Giancluca Milano che a Osvaldo Pieroni (che
ringrazio entrambi), scusate la caoticità di ciò che verrà fuori.

Noto che Gianluca si lamenta del fatto che gli sia capitato per l'ennesima
volta di parlare a dei "nemici" o persone che lo deridono, di diatriba
carnivori/erbivori o che abbia dovuto affrontare temi quali "il karma della
lattuga" e via dicendo.

1) ----- erbivori o carnivori ??------

D'altra parte non è colpa di chi non ti sostiene se si è cominciato a
parlare di "innaturalezza" della presenza della carne nella dieta degli
esseri umani, soprattutto perchè le motivazioni principali addotte da te e
da chi ha iniziato la mail list sulla discussione in corso sono vertite
soprattutto su come il consumo di carne sembrerebbe essere la causa di
tumori, che la carne ha proteine a noi nemiche, che l'uomo non è programmato
per mangiare la carne in quanto deve cuocerla o frollarla e altre
cosniderazioni che io e altri utenti abbiamo trovato poco oggettive.

Le risposte che hai ottenuto sono state solo puntualizzazioni da chi trova
tali motivazioni "pseudo-medico/antropologiche" poco valide. L'escursus
sulla "storia naturale dell'uomo" è la chiara dimostrazione di come le molte
teorie che circolano in ambiente vegan/vegetariano siano poco oggettive
sull'argomento e viziate dalla mancanza di discussione in merito, bensì
frutto del suono di una sola campana. Come frutto di una sola campana sono
le considerazioni sui danni del consuno di carne e dei vantaggi di una dieta
vegetariana come esamiante dal Dr. Spock citato da Osvaldo. E' chiaro che
poi tu ti veda rispondere all'affermazione "ti considererò un carnivoro solo
quando mangerai carne da una preda viva" con l'affermazione, semplice ma
efficace, "ti considererò un erbivoro solo quando ti vedrò brucare l'erba" e
aggiungo io "quando ti vedrò strappare foglie dagli alberi con la bocca,
quando ti vedrò arrampicare sugli alberi per raccogliere la frutta (non la
mangiamo marcia !!), quando ti vedrò mangiare fagioli, carciofi, patate,
piselli crudi e senza condimento, quando non userai lo zucchero (che non si
trova in natura)". Come vedi il fatto di preparare il cibo non è una buona
giustificazione per classificare il tipo di alimentazione di un essere
vivente complesso come l'uomo.

*************Risultato: non si può demonizzare il consumo di carne come
"pratica innaturale"


2) ---- fa bene o fa male mangiare carne/verdura ? ----

Sia ben chiaro, io sono un avido lettore di cose che non conosco e faccio
attenzione ai contenuti di informazioni mai avute prima. Ho però anche il
maledetto difetto di essere un uomo di scienza e come tale di "dubitare" di
ogni dato, sia se lo porto io che se lo portino gli altri. In questo ho un
vantaggio rispetto a voi, nel senso che io o altri non abbiamo ancora
portato testi nè citazioni in favore della nostra tesi.

Voglio portare in merito la mia esperienza personale: la mia ragazza è
ghiotta di verdure di ogni genere nonchè di qualsiasi cosa si a a base di
farine, frumento, grano, cereali. Apprezza anche la carne, ma si può dire
che questa copra meno del 10 % dei suoi introiti mensili di calorie.
Benone, lei soffre di colite a ritmi preoccupanti, spesso anche una volta al
mese, e deve sopportare dolori allucinanti all'addome. Non ha un buon
apparato digestivo e la causa principale di queste disfunzioni sono state
diagnosticate dai medici nei motli vegetali di cui si nutre: soprattutto
cavoli, cavolfiori, pomodori, banane, meloni, fagioli, fagiolini, piselli e
via dicendo. Ogni volta che ne mangia, e qui in Toscana la zuppa di cavolo è
una leccornia, sa già cosa le aspetterà con una probabilità che si avvicina
all'80%. Le è stato consigliato di evitare quel tipo di prodotti,
soprattutto i fainacei. Quando mangia prevalentemente carne questo non le
succede. C'è di più: il latte caldo la mattina le risolve i problemi di
stitichezza svegliandole la peristalsi, dato che le fibre delle verdure che
mangia le restano nell'intenstino fermentando e provocando suddetti problemi
e irritazioni del colon:. Questo vale per molti miei parenti e amici.

Ho letto testi interessanti di medicina alternativa su generici problemi
fisiologici che affliggono molte donne e che spesso non si riescono a
diagnosticare con una precisa patologia. Pare che spesso, ma naturalmente
parlo di libri e quindi di ricerche/opinioni "di parte" o di una sola
campana, il quadro clinico che comprende sintomi generici quali stitichezza,
debolezza, mal di testa, giramenti, spossatezza, irritazioni dell'apparato
gastroenterico, coliti e CISTITI (ahimè, quante donne ne soffrono ??) siano
riconducibili molto più spesso di quanto non si credesse a una

>>> candidosi cronica <<<

Responsabile di questa patologia, riguardante un fungo opportunista presente
nell'80% delle donne spesso in modo asintomatico, pare essere (sempre
secondo questo testo) una dieta troppo ricca in zuccheri e di alimenti che
fermentano nel tratto gastroenterico. Se l'esame alla candidina (proteina
caratteristica di questo fungo) risulta positivo, se si vuole evitare il
quadro prima presentato occorre rinunciare all''80% dei cibi che si era
abituati a introdurre in corpo: soprattutto pane, farinacei, pomodori,
fagioli, ecc. ecc. Esclusi da queste rinuncie vi sono quasi tutti i tipi di
carne e pesce.

I fagioli contengono alcuni glucidi e glicoproteine non facilmente
metabolizzabili da molti di noi: i batteri che sono in grado di
metabolizzare questi zuccheri sono responsabili delle grandi quantità di
metano (o puzzette) prodotte, spesso causa di coliti e stati fisiologici che
non mettono a proprio agio le persone, con conseguente senso di
inadeguatezza e malumori.

I vegetali, soprattutto frutta secca, semi, cerali, frumenti vari, sono tra
gli alimenti preferibilmente infettati da muffe della specie Aspergillus
(Flavus, Nomius e Parasiticus), grandi produttori di aflatossine, molecole
responsabili di carcinomi epatici in molte popolazioni dell'Africa e del Sud
America. Scusate se è poco.

I vegetali sono fra i maggiori portatori di allergeni, causa di shock
anafilattici, esistenti in natura (più difficile con la carne). Non sono
esenti dal contenere antibiotici, pesticidi e altri prodotti pericolosi
(come anche la carne).


***********Risultato: non si può demonizzare la carne come alimento non
salutare e portatore di morte, e esaltare i vegetali che pure fanno i loro
danni.



3) ------ Danni all'ecosistema e alla biosfera -------

Anche in questo campo ho già espresso la mia opinione, sulla necessità di
convivere con specie che sarebbero in competizione con noi per il cibo a
base di vegetali: coltivare campi porterebbe all'uccisione di tutti quegli
animali che vorrebbero nutrirsi di quel cibo che stiamo coltivando. O noi, o
loro. Se nel bosco adiacente ai campi si moltiplicassero, grazie alle nostre
coltivazioni di cui si nutrirebbero, cinghiali, uccelli di ogni tipo, topi
ecc. ecc., chi non li ucciderebbe per non perdere il raccolto ?? Alla fin
fine è uccidere anche quello, uccidiamo ogni volta che mangiamo perchè
sottraiamo alla natura, uccidiamo coi pesticidi, coi diserbanti, con la
sottrazione del territorio: non credo che, se tutti diventassero
vegetariani, il popolo si accontenterebbe della produzione attuale come
citato da Gianluca. Ma non lo vediamo ed è comodo come comprare la bistecca
già tagliata.

E' sbagliato coltivare per destinare alla zootecnia così tanto cibo: infatti
sto sostendendo dall'inizio della discussione che occorre limitare l'uso di
carne e anche di verdure e spingere verso allevamenti/agricolture locali. Io
mi servo dal contadino per gli ortaggi (anche se le leggi me lo
impedirebbero, ma me ne frego) ed evito come la peste gli hamburger e le
cotolette di pollo. Il pollo lo faccio ammazzare al solito contandino, la
bistecca cerco, quando e se posso, di comprarla da chi alleva le mucche in
pascoli liberi e dove queste brucano l'erba o il fieno e non ricevono
alimenti appositamente coltivati, così come le pecore che vedo andare in
giro dalle mie parti e guidate dal pastore !! E' difficile riuscirci, ma
spingo e faccio spingere verso questo tipo di gestione del territorio o
degli allevamenti.
Il problema della produzione del metano è seria, perchè è un gas
responsabile dell'effetto serra ancora più della CO2: si può risolvere !!
molte aziende italiane convogliano il metano ottenuto dai liquami zootecnici
per alimentare le loro caldaie per il riscaldamento !! In Svizzera si ricava
metano dai rifiuti e dal letame per ottenere carburante ecologico per i
motori delle auto con impianto a metano (come la mia !) ottenendo 3
risultati: si toglie di mezzo un gas serra dannoso per l'atmosfera, si
diminuiscono le estrazioni petrolifere e pericolosissimo trasporto di tali
prodotti, si alimentano motori che non emettono sostanze nocive.

Un sistema così composto, con allevamenti locali e bradi (come ce ne sono
molti in Toscana o in Sardegna o nel Lazio), stabulazioni rilassanti,
uccisioni tramite metodi indolori, sarebbe sia eco-compatibile che
rispettoso del benessere degli animali. Se toccasse a me di essere mangiato
da una tigre non farei che accettare questa condizione. Mi sento un animale
e parte della natura, agisco secondo l'istinto riguardo la mia nutrizione e
questo è per me eticamente accettabile: se il pomodoro lo mangio io è
evidente che non lo mangerà un altro animale, che potrebbe morire di questa
privazione: non trovo differenza rispeto alla morte in un allevamento
"biologico".


*********Risultato: non è da deminizzare il consumo di carne in se stesso,
bensì il consumo eccessivo di carne e di ogni altra cosa sia commestibile e
che porta ad allevamenti e agricoltura intensiva. Occorre appoggiare le
piccole produzioni locali e interrompere lo spreco di risorse.



4) ----- eticità e rifiuto dell'uccisione ------

Qui ho poco da disquisire, come già affermato più volte. E' questione di
punti di vista e io rispetto profondamente il rifiuto di spezzare una
qualsiasi vita da parte dei vegetariani/vegani: io però non cercherei mai di
convincerli che la loro alimentazione può portare danni ad alcuni tipi di
persone o che fanno male a pensarla così, portando avanti la motivazione che
è "innaturale che ci si cibi solo di vegetali" (in effetti la nostra natura
è da onnivori).


RIASSUNTO: alla fine questa questione non verte tanto sul consumo critico e
sull'eco-sostenibilità, date le premesse sugli allevamenti non-intensivi. Su
questo punto di vista ci si riduce a una guerra di cifre e basta, vi sono
libri che danno la colpa della distruzione dell'ecosistema all'agricoltura,
altri che la danno alla zootecnia. La questione non è risolvibile nel nostro
piccolo contesto di mailing list.
Il punto cardine, alla fine, è l'eticità o meno dell'uccisione di un'altra
vita: alcuni considerano etico farlo nel limite del rispetto delle risorse
globali del pianeta, altri lo considerano un inutle omicidio. Io non sento
di poter dar ragione, su questo punto, a nessuna delle due idee.


Scusate la prolissità....

Giorgio









----- Original Message -----
From: "Gianluca Miano" <gianluca.miano at piccolopopolo.org>
To: <consumocritico at peacelink.it>
Sent: Friday, February 04, 2005 10:23 PM
Subject: R: R: storia naturale....e poi silenzio


> > Tengo a precisare ancora una volta che lo sfacelo di questo
> > mondo, come perennemente e drasticamente lo chiamate, non può
> > ed è molto limitante dire che sia causato da chi nella
> > propria dieta mangia anche la carne.
>
> Ovviamente nessuno si sognerebbe mai di dire una cosa del genere!
> L'industria della carne, ed ancora peggio tutto l'indotto
(dall'agricoltura
> alla farmaceutica) sono una bomba innescata  di tale potenza che forse
> nemmeno ce lo immaginiamo. I dati che esistono sono tutte stime per
difetto
> e non per eccesso, e del resto ci vuole poco a fare i conti, per quanto
> possano essere conti della serva...
>
> > Ma
> > cerchiamo di non cadere in tesi atte solo a portare favori
> > alla propria idea.
>
> L'unica idea che io faccio mia è cercare di fare tutto quanto è nelle mie
> possibilità per non essere responsabile della morte di GAIA e dei suoi
> abitanti, umani e non. Cadrei in una pesante contraddizione se, ad
esempio,
> avendo deciso di non mangiare carne e sostanze animali, me ne fregassi
> dell'impatto che ha la mia produzione di rifiuti piuttosto che il mio
> consumo di detersivo o di benzine...
>
> Quindi le tesi atte a portare favori al salvataggio di GAIA sono quelle in
> cui cado molto volentieri:-)
>
>
>
> > Siamo onesti, e lo ripeto di nuovo, non è certo semplicemente
> > diventanto vegetariani o vegani che si risolvono i problemi
> > mondiali di fame e sfruttamento. La discussione altrimenti
> > rischia di cadere troppo nel non realistico. Sono molti anni
> > che lavoro in progetti internazionali e partecipo a
> > conferenze, seminari e tutt'altro in merito a questi argoment
> > i e mai ho sentito da parte di nessun esponente, che come
> > priorità, o anche semplicemente come allegato, che sarebbe
> > opportuno sensibilizzare l'essere vegetariani per affrontare
> > i problemi di disparità nel mondo.
>
> Questa cosa non mi stupisce ed anzi mi preoccupa...
>
> Recentemente la FAO (dico la fao mica bruscolini) ha detto che per
risolvere
> il problema della fame nel mondo sarebbe opportuno prendere in
> considerazione l'idea di allevare alcune specie di insetti e di bruchi
> commestibili ed altamente proteici...(sigh)
>
> Il fatto che non se ne parli "ad alto livello" non fa altro che farmi
> dubitare sempre di più degli alti livelli...
>
> Ad alto livello ad esempio non si è mai detto che per risolvere il
problema
> di approvvigionamento di combustibili per uso domestico (per cucinare)
> basterebbe insegnare alle persone la costruzione e l'uso di cucine solari,
> che costano poco e non fanno arricchire nessuno, tranne le popolazioni che
> cosi' si eviterebbero decine e decine di km a piedi per raccogliere legna,
> proprio in quei paesi dove la risorsa "SOLE" è gratis e a disposizione di
> chiunque...
>
> Ad altro livello (e qui lo dico e qui lo nego) si è più facilmente
> corruttibili, e visti i capitali che orbitano attorno all'industria
> farmaceutica, alimentare ecc ecc non mi stupisce che non se ne parli, i
> problemi comunque restano sempre ai livelli più bassi...
>
> Sempre ad alto livello i debiti dei paesi del sud del mondo non vengono
> azzerati, il problema dei faramci antiretrovirali per combattere l'AIDS
non
> viene risolto, la Monsanto brevetta tutto ciò che è brevettabile (vedi la
> recente vicenda del pane indiano) etc ect...
>
> Le rivoluzioni cominciano dal basso, è questo lo spirito dei consumatori
> critici (e responsabili), siamo noi il mercato!
>
> E questo è un'enorme potere che abbiamo, siamo noi che facciamo la
> richiesta, il resto viene di conseguenza. Se una bistecca costa, in
termini
> di consumo di acqua ad esempio, quanto l'acqua che consumiamo per le docce
> di tutti i giorni in un anno, quanta acqua farebbe risparmiare al pianeta
> una massa di consumatori che decidesse di ridurre solo della metà il
proprio
> consumo di carne?
>
>
> > Capisco che l'indutria alimentare del mondo spenda più dell'
> > industria petrolifera per soddisfare i consumi e vizi di solo
> > il 20% della popolazione, ma se tutti fossimo vegeratariani
> > non sarebbe forse lo stesso con la cultura consumistica che esiste?
>
> Ma certo, ed infatti il consumo critico (e responsabile) deve viaggiare di
> pari passo con la cultura.
> Ci vuole una nuova cultura ed una nuova educazione...
>
> E comunque non sarebbe lo stesso, con i dati attuali alla mano, consumare
> meno carne vuole dire *da subito* ridurre il consumo dell'acqua, ridurre
il
> problema della deforestazione, riconvertire l'agricoltura in modo da
> produrre maggiori quantità di alimenti destinati all'uomo e non agli
animali
> (ricordi le tabelle di conversione 10.000 kg di patate contro 66kg di
carne
> per ettaro?).
>
> > Alle popolazioni Africane, Indiane, SudAmericane, poco
> > importa se noi mangiamo bistecche o insalata, interessa solo
> > che anche a loro sia data la possibilità di mangiare o una o
> > l'altra. E non è l'industria alimentare della carne che causa
> > la povertà dei paesi del terzo mondo, probabilmente è più
> > facile che sia l'egoismo di un mondo consumista, inteso in
> > senso culturale e politico.
>
> No scusami luca, è proprio a quelle popolazioni che importa, importa
eccome!
>
> Se noi mangiamo bistecche loro non mangiano (prendi quello che dico con
> ovvia ealsticità), se anche loro cominciano a mangiare carne la terra da
> coltivare disponibile sul pianeta non basta, il pianeta non potrebbe
> assolutamente reggere nemmeno un 10% in più di popolazione carnivora...
>
> Certo che l'egoismo del mondo consumista è il vero problema, in senso
> culturale e politico, e questo egoismo comincia proprio a tavola...
>
>
> > Qualcuno potrebbe dire che tali risorse sono usate per la
> > zootecnia e sono d'accordo, ma presupponendo che non ci sia,
> > siamo sicuri che l'economia mondiale smetta di lavorare in
> > questo senso? Io personalmente non ci credo e sono convinto
> > che continuerà a papparsi tutto quell' 80% delle risorse
> > agricole mondiali.
>
> Certo Luca, anche io ho questa terribile paura, e proprio per questo ci
> vuole una nuova educazione ed una nuova cultura.
>
> E l'educazione, per come la intendo io comincia proprio dal nostro
personale
> comportamento.
>
> Gandhi diceva: sii il cambiamento che vorresti vedere nel mondo, io questo
> cambiamento lo voglio essere da subito, lo voglio essere in tutto, lo
voglio
> essere nel cuore, nell'anima, nel cervello ed anche nello stomaco, e con
> questo cambiamento "pratico" voglio insegnare agli altri, non solo con
> libri, tabelle, ricerche o dati che senza l'applicazione pratica nel
> quotidiano sono sterili ed inutili...
>
> Io perlomeno la vedo cosi:-)
>
>
> Saluti di pace
>
> Gianluca
>
> **********************
> "Il Piccolo Popolo"
> Associazione Culturale Non-Profit
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