Arriva l'etichetta obbligatoria per il miele




ALIMENTARE: ARRIVA ETICHETTA OBBLIGATORIA PER MIELE ITALIANO
Dopo via libera dell?Unione Europea alle importazioni Made in China

"Arriva finalmente l?etichetta di origine obbligatoria per riconoscere e
distinguere il miele italiano da quello di importazione, ma anche per
consentire
ai consumatori di valorizzare il lavoro di 55 miliardi di api nazionali
che offrono un prodotto garantito per qualità e standard igienico-sanitari".
E? quanto afferma con soddisfazione la Coldiretti nell?annunciare l?entrata
in vigore del Decreto Legislativo n.179/2004 di attuazione della direttiva
2001/110/CE, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 20/7/2004, concernente
la produzione e la commercializzazione del miele che prevede anche l?obbligo
di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato
raccolto.
La parola Italia sarà dunque obbligatoriamente presente sulle confezioni
di miele raccolto interamente sul territorio nazionale. Nel caso in cui
il miele provenga da più Paesi dell?Unione Europea, l?etichetta - precisa
la Coldiretti - deve riportare l?indicazione "miscela di mieli originari
della CE"; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la
scritta
"miscela di mieli non originari della CE", mentre se si tratta di un mix
va scritto "miscela di mieli originari e non originari della CE". Dopo
l?entrata
del miele per la prima volta nel paniere Istat nel 2004 arriva - sottolinea
la Coldiretti - un altro importante riconoscimento per un alimento di
elevato
valore nutrizionale particolarmente apprezzato nelle tisane dolcificanti
per creare un'atmosfera di relax e di piacere che distende la mente e
favorisce
il sonno, ma anche nelle ricette tradizionali per combattere i sintomi di
malanni, dal classico latte-miele-cognac (influenza) al mandarino con miele
di eucalipto (difficoltà respiratorie) oppure, da solo, come energizzante
grazie all?apporto di calorie immediatamente disponibili. Se nel 2004 la
produzione nazionale di miele - precisa la Coldiretti - viene stimata su
livelli medi per un valore di 10-12mila tonnellate, in recupero di quasi
il 40% rispetto al 2003 quando si registrò un drastico crollo a 7-8mila
tonnellate. In Italia - continua la Coldiretti - si consumano ogni anno
quasi 400 grammi di miele a testa ed operano circa 75.000 apicoltori (7.500
professionisti), con 1,1 milioni di alveari che ospitano circa 55 miliardi
di api, per un fatturato superiore ai 25 milioni di Euro. Particolarmente
rilevanti sono i valori dell?import spesso di scadente qualità anche se
l?Unione Europea ha deciso recentemente di sbloccare gli arrivi dalla Cina
ponendo fino ad un "embargo sanitario" che durava dal gennaio 2002 a causa
delle ridotte garanzie igienico-sanitarie e della presenza di tracce di
un antibiotico proibito. Con l?estensione anche al miele dell?obbligo di
etichettatura si introduce un elemento di trasparenza per consentire ai
consumatori scelte di acquisto consapevoli, ma quindi - precisa la
Coldiretti
- anche una garanzia di sicurezza alimentare in più per imprese e
consumatori
di fronte ai recenti allarmi sanitari. Un obiettivo fortemente sostenuto
dalla Coldiretti che ha promosso una campagna per "L'indicazione
obbligatoria
nell'etichettatura dell'origine dei prodotti alimentari" sostenuta da un
milione di firme che ha già favorito l?adozione, in Italia e in Europa,
di provvedimenti per la trasparenza delle informazioni in etichetta: dalla
carta di identità per la carne bovina (a seguito dell?emergenza mucca pazza)
all?obbligo di indicare provenienza, varietà e qualità della frutta
acquistata,
dalle uova con il pedigree (rappresentato da un codice di rintracciabilità)
fino all?obbligo di indicare nelle confezioni la provenienza del latte
fresco
e della passata di pomodoro posto in vendita sul territorio nazionale.


IL MIELE ITALIANO IN CIFRE

Produzione nazionale 2004: 10-12mila tonnellate (+40% rispetto al 2003)

Consumi per persona: 400 grammi

Apicoltori nazionali: 75.000 (7.500 professionisti)

Alveari: 1,1 milioni

Api: 55 miliardi

Fatturato: 25 milioni di Euro

Fonte: Elaborazioni Coldiretti