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LIBIA :  TURISMO RESPONSABILE  GIUSTIZIA PACE  
 
Recentemente ho fatto un viaggio nel deserto della Libia. Ne ho ammirato
le bellezze, ne ho gustato il silenzio ed ho appreso con sorpresa, dalla
guida “ Libia” di Andrea Semplici ediz ClupGuide, alcuni episodi
raccapriccianti  del nostro colonialismo in Libia negli anni 1911-43. (
Vi riporto in calce i fatti che mi hanno maggiormente colpita).
 
Abdullah, la  guida che mi ha accompagnato nel deserto,  mi ha
confermato quanto è vivo in loro il ricordo dei centomila libici
deportati nel deserto nel 1932 e dei cinquemila deportati nelle nostre
piccole isole  nel 1911 di cui non hanno saputo più nulla.   I libici
aspettano ancora la mappa delle mine disseminate nel deserto che ancora
oggi causano morti e mutilazioni.  I libici sono anche consapevoli che
il popolo italiano, nella stragrande maggioranza, è all’oscuro delle
atrocità che hanno accompagnato e sostenuto la nostra vicenda
d’oltremare.  
 
Purtroppo continua ad essere diffusa negli italiani l’immagine di un
colonialismo dal “volto umano” interessato alla valorizzazione delle
terre e all’elevazione delle genti africane.
Il film del 1979 Il leone del deserto del regista siro-americano Mustafà
Akkad sulla resistenza libica continua ad essere proibito in Italia
mentre il sindaco di Filettino, paese di origine del generale spietato
Rodolfo Graziani,   aiutato dalla Regione Lazio, sta pensando di
dedicargli un museo.        
 
Accomiatandomi dai libici che mi avevano accompagnato nel deserto, ho
esternato il rincrescimento per quanto accaduto. Penso che per stringere
nuovi veri rapporti tra i due popoli, non solo il governo, ma anche i
semplici cittadini, debbano  riconoscere il male fatto quando se ne
presenta l’opportunità;
ho  promesso loro che avrei diffuso la conoscenza di quanto realmente
accaduto durante il periodo coloniale italiano in Libia e avrei agito,
di conseguenza, come cittadina italiana che vuole pace e giustizia tra i
popoli.
Penso che anche noi come semplici cittadini possiamo far qualcosa: 
***   conoscere e diffondere la verità del nostro periodo coloniale (
vedi in calce bibliografia)
***  premere perché il governo ed il Parlamento affrettino con leggi
appropriate le azioni di pace e di giustizia promesse  - scrivere e far
scrivere e-mail alle autorità tipo quella in calce
*** recuperare e far proiettare in qualche sala  il film “Il leone del
deserto” di Akkad del 1979
*** scrivere alla RAI perché metta in videocassetta il film “ Il leone
del deserto”
*** diffondere i volantini azioni di pace che trovate sul sito
www.lilliputmilano.org <http://www.lilliputmilano.org/>  alla voce
ASSOCIAZIONI –Coordinamento Lombardo Nord Sud del mondo 
grazie per la collaborazione
Amalia navoni
Coordinamento Lombardo Nord Sud del Mondo – rete Lilliput nodo di Milano
Tel e fax 02.38002691
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BOZZA DI LETTERA da inviare alle autorità via e-mail:
berlusconi_s at camera.it ;     urpdie at governo.it;   M.Pera at senato.it;
casini_p at camera.it  ;  programma at governo.it;
cdr at esteri.it ;  webmaster at esteri.it ; relazioni.pubblico at esteri.it;
 <mailto:staff at giustizia.it> staff at giustizia.it;  tremonti_g at camera.it;
moratti_l at camera.it ;   gasparri_m at camera.it;
uff.stampa at politichecomunitarie.it; info at politichecomunitarie.it;
s.masini at palazzochigi.it;
 
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
on. Silvio Berlusconi
 
Al Presidente del Senato della Repubblica
On. Marcello Pera
 
al Presidente della Camera dei Deputati
on. Pier Ferdinando Casini
 
Al Ministro per l’Attuazione del programma di governo 
on. Claudio Scaiola

Al Ministro per gli Affari esteri 
on. Franco Frattini




Al Ministro per la Giustizia
On. Roberto Castelli

 Ministro per l’Economia e le Finanze 
on. Giulio Tremonti

 Al Ministro per l’Istruzione, l’università e la ricerca scientifica 
on. Letizia Moratti

Al Ministro per le Comunicazioni 
on. Maurizio Gasparri




Al Ministro per le Politiche comunitarie
On. Rocco Buttiglione
 
Al Ministro per i Rapporti con il Parlamento
On. Carlo Giovanardi
 
Oggetto: mantenimento impegni Italia- Libia del 4 luglio 1998

Signor Presidente del Consiglio, sig. Presidente della Camera, sig.
Presidente del Senato, signori Ministri, 
 
-------essendo  a conoscenza delle atrocità commesse durante il periodo
coloniale in Libia dal 1911 al 1943:   deportazione nel 1911 di 5000
libici confinati nelle isole di Ustica, Ponza, Favignana e Tremiti di
cui non si saprà più nulla, bombardamenti su civili, uso di gas e armi
chimiche mortali, deportazioni nel 1932 in campi di concentramento di
100.000 libici dell’altopiano della Cirenaica  nel deserto della Sirte
dove moriranno in 40.000 per denutrizione e malattia e uccisioni,
confisca delle zavie , centri spirituali ed assistenziali, campi minati
lungo il confine egizio libico causa ancora oggi di morti e mutilazioni,
fucilazioni, impiccagioni di migliaia di partigiani e molti atti di
violenza e di disprezzo.
 
-------essendo a conoscenza degli impegni ribaditi dal governo italiano
nel comunicato congiunto Italia Libia  del 4 luglio 1998 nel cui
accordo, a Roma,  l’Italia     “ esprime rammarico per le sofferenze
arrecate al popolo libico a seguito della colonizzazione” , dà aiuto ai
tecnici libici a individuare i vecchi campi minati, risarcisce le
vittime saltate su quegli ordigni dimenticati; si impegna, infine, a
indagare sulla sorte dei deportati libici.
 
-------essendo a conoscenza che è stato presentato alla Camera dei
deputati l’11 novembre 2002 il progetto di legge n 3378 d’iniziativa del
deputato Folena  “ Memoria, responsabilità e futuro” per la
corresponsione di indennizzi ai cittadini libici e la promozione di
scambi culturali con la Libia  
 
Chiedo 
--- che il Parlamento ed il Governo italiano promuovano campagne di
sensibilizzazione sulla natura e le caratteristiche del regime coloniale
italiano
--- che il Parlamento italiano discuta presto la legge n 3378 dell’11
novembre 2002 che risarcisce in parte i cittadini libici danneggiati,
--- che il Governo  aiuti  la Libia con le mappe e mezzi idonei a
sminare il confine egizio-libico,
--- che il Parlamento istituisca una commissione per indagare sulla
sorte dei deportati libici nelle isole Favignana, Tremiti, Ponza, Ustica
--- che la RAI trasmetta il film “ Il leone del deserto” del 1979 del
regista siro-americano Mustafà Akkad sulla resistenza libica.
 
nome cognome 
indirizzo
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INTERVENTO  11 febbraio 2004   a casa per la pace via  Marco d’Agrate,
11 Milano
 
I fatti che mi hanno maggiormente colpita del periodo coloniale in Libia
1°                      DEPORTAZIONE NELLE ISOLE
quando nel 1911 con un motivo pretestuoso Giolitti, scatena una guerra
coloniale contro la Turchia che dominava la Libia dopo pochi giorni un
contrattacco arabo-turco sorprende i bersaglieri italiani asserragliati
nelle oasi intorno a Tripoli e uccidono  500 soldati italiani..      La
repressione militare è immediata e spietata: oltre 4000 arabi sono
fucilati o impiccati, cinque mila vengono deportati in Italia e
confinati nelle isole di Ustica, Ponza, Favignana e Tremiti.
Si apre una ferita nei rapporti Italia Libia che non si è ancora
rimarginata: Gheddafi pretende ancor oggi di sapere la verità sulla
sorte dei libici scomparsi in Italia.
Io sono stata in queste isole, ma non ho visto alcuna traccia del
passaggio di queste persone.
2°                   IL GENOCIDIO IN CIRENAICA
Il genocidio che è avvenuto negli anni 30 in Cirenaica.  Nel 1930
Mussolini invia in Libia  il generale Rodolfo Graziani che sconfiggerà
la resistenza mettendo a ferro e a fuoco la Cirenaica. 
Confisca le zavie , centri spirituali ed assistenziali, sbarra con campi
minati e con un reticolato lungo 270 Km la frontiera con l’Egitto, nel
dopoguerra dal 45 al 97  cinquemila libici sono stati uccisi da queste
mine, i feriti sono stati tremila.
annienta le mandrie degli allevatori e brucia i raccolti dei contadini,
usa gas e armi chimiche contro la popolazione civile. Tribunali militari
condanneranno alla fucilazione e all’impiccagione migliaia di
partigiani. Sarà una guerra totale senza prigionieri.
Tutta la popolazione dell’altopiano della Cirenaica  che aveva rapporti
con i partigiani , 100mila libici,  viene deportata in campi di
concentramento nel deserto della Sirte dove moriranno in 40mila per
fame, epidemie, violenze, uccisioni.   Le carovane di deportati,
perlopiù donne bambini anziani,  venivano deportate a piedi e coloro che
rimanevano indietro venivano fucilati . Per tre anni saranno rinchiusi
in questi campi delimitati da doppio filo spinato. Ogni atto di
ribellione , tentativi di fuga erano puniti con la morte che avveniva a
mezzogiorno al centro del campo  dove la gente era costretta a radunarsi
e a guardare. Ogni giorno 50 cadaveri uscivano dal recinto. 
Nel 1932 la Cirenaica è un deserto di sangue: 60-80 mila libici sono
stati uccisi, un terzo della popolazione è stato annientato.
Nulla traspare di questa deportazione sui libri scolastici ,
naturalmente questi campi in Italia erano propagandati come paradisi
dove fiorivano ordine e disciplina, regnavano igiene e pulizia.  
Ancora oggi Gheddafi chiede la mappa delle mine e i mezzi  per sminare i
campi.
3°                  IL FILM PROIBITO
Nel 1979 Gheddafi affida  al regista siro-americano Mustafà Akkad
l’incarico di girare in Cirenaica,  un Kolossal sulla resistenza di Omar
al-Mukthar contro gli italiani.
Il leone del deserto presentato a Cannes, un buon successo di botteghino
in Francia, non è mai stato ufficialmente proiettato in Italia.
Il sottosegretario agli esteri Costa fu categorico nel 1981: “Il film è
sgradito”. Nel 1987 una proiezione a Trento venne proibita dalla Digos.
L’Italia degli anni 80 ha sempre drasticamente rifiutato anche la
semplice possibilità di veder raccontata una storia coloniale intrisa di
orrori e tragedie.          Il film di AKKAD rispettava verità storiche
che, solo vent’anni fa, non potevano nemmeno essere mostrate o discusse.
Gheddafi investì 35 milioni di dollari nell’opera , Akkad chiamò attori
come Anthony Quinn che interpretò Omar, Oliver Reed =il generale
Graziani,     Rod Steiger= Mussolini , e Raf Vallone.
Ho fatto qualche ricerca sul film, ma è fuori catalogo e in
videocassetta  non si trova.  Se qualcuno mi aiuta in questa ricerca è
bene accetto
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Leggendo e conoscendo questi episodi mi sono sentita defraudata della
conoscenza dei fatti di un periodo storico. La verità sul nostro periodo
coloniale stenta ad apparire, mentre continua ad essere diffusa
l’immagine di un colonialismo dal “volto umano” interessato alla
valorizzazione delle terre e all’elevazione delle genti africane.
Invece quando nel 1943 finisce il periodo coloniale italiano in Libia,
“l’eredità italiana è disastrosa: il 94% della popolazione è analfabeta,
la mortalità infantile è al 40%, il reddito procapite non supera le 16
sterline all’anno, la struttura sociale è arretrata di trecento anni;
solo 13 libici sono laureati, tra di loro non c’è nessun medico” (da
“Libia” di Andrea Semplici).
Inoltre la Libia fu per l’Arma aeronautica italiana un campo
sperimentale per l’impiego a scopo bellico di aeroplani e dirigibili e
per l’impiego di gas mortali.  Gli aerei avevano l’ordine di alzarsi in
volo per bombardare tutto ciò che si muoveva nelle oasi non controllate
dalle truppe italiane: uomini , bestiame , coltivazioni e spesso le
bombe erano cariche di iprite, gas mortale già allora al bando. 
“ Ciò che rende atipica la vicenda coloniale italiana rispetto a quella
delle altre potenze europee sono i miti che ha prodotto e soprattutto i
silenzi e le rimozioni che l’hanno seguita fino ad anni recenti.   Molti
ritardi sono stati colmati, ma la vicenda coloniale attende ancora di
essere integrata nella storia nazionale”  Da “Genocidio in Libia le
atrocità nascoste dell’avventura coloniale di Eric salerno SugarCo
Edizioni, Milano 1979
Solo nel  luglio del 98 l’Italia e la Libia siglano una pace importante
a Roma , chiudono con un’intesa a tutto campo, un contenzioso rimasto
aperto per oltre trent’anni.
 La Libia poneva all’Italia tre richieste:          il risarcimento
economico dei danni subiti dall’occupazione e la condanna del
colonialismo,             l’aiuto per lo sminamento degli ordigni
sepolti nei deserti libici; le stime calcolano che dal 40 al 43 furono
disseminate 14 milioni di mine,          conoscere la sorte dei 5 mila
libici deportati nei confini di Ustica, Ponza, Favignana e Tremiti
durante il periodo coloniale.
L’Italia finalmente nel 98 accetta le trentennali richieste libiche. “
Esprime rammarico per le sofferenze arrecate al popolo libico a seguito
della colonizzazione” , cercherà di aiutare i tecnici libici a
individuare i vecchi campi minati e risarcirà le vittime saltate su
quegli ordigni dimenticati; si impegna, infine, a indagare sulla sorte
dei deportati libici.
In cambio la Libia consentirà l’ingresso nel paese agli italiani espulsi
nel 1970.
L’accordo firmato a Roma  non è, secondo lo storico Angelo del Boca, una
“ semplice intesa economica, ma il primo passo per una vera e propria
riconciliazione.
Ma ancora nulla di tutto ciò è stato fatto. Anche le recenti visite di
Berlusconi in Libia non hanno concluso nulla.
Anzi in questi tempi si sta cercando di cancellare gli orrori compiuti
in tempo fascista.
A Filettino, piccolo paese di montagna in provincia di Frosinone, paese
di origine di Rodolfo Graziani, il sindaco, aiutato dalla Regione Lazio,
sta pensando di dedicare un museo al sanguinario viceré che ha compiuto
eccidi anche in Etiopia. 
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La vicenda è attuale:
°°°°°°il deputato Folena ha  presentato l’11 novembre 2002 alla Camera
dei deputati  il progetto di legge n 3378 intitolato  “ Memoria,
responsabilità e futuro” per la corresponsione di indennizzi ai
cittadini libici , la promozione di scambi culturali tra le nuove
generazioni italiane e libiche, la promozione di campagne di
sensibilizzazione sulla natura e le caratteristiche del regime coloniale
italiano, promozione di ricerche e di pubblicazioni storiche relative
all’occupazione italiana della Libia negli anni tra il 1911 e il 1943.
°°°°°°In questi giorni sono comparsi articoli che parlavano di Gheddafi
e sempre nelle sue interviste vi è un accenno alle rivendicazioni per il
risarcimento dell’era coloniale.
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BIBLIOGRAFIA
GLI ITALIANI IN LIBIA di Angelo Del Boca – ed Mondatori, Milano, 1988
GLI ITALIANI IN AFRICA ORIENTALE vol II e III di Angelo Del Boca Ed
Mondadori,  Milano , 1988
L’ITALIA DELL’ASSE di Indro Montanelli e Mario Cervi – Rizzoli, Milano
1980
GENOCIDIO IN LIBIA le atrocità nascoste dell’avventura coloniale di Eric
salerno SugarCo Edizioni, Milano 1979
HO DIFESO LA PATRIA di Rodolfo Graziani – Ed. Mursia, Milano 1997
ALBERTO CONSIGLIO,  V.E.III il Re silenzioso  Oggi 1950
COMANDINI, L’Italia nei cento anni –Milano
MACK SMITH, Storia del Mondo Moderno – Storia Cambridge X vol.
MONDADORI, Le grandi famiglie d’Europa- I Savoia 1972
STORIA MONDIALE CAMBRIDGE ( i 33 vol.) Garzanti
CRONOLOGIA UNIVERSALE – Utet
STORIA UNIVERSALE ( i 20 vol.) Vallardi
STORIA D’ITALIA 8 i 14 vol.) Einaudi
STORIA D’ITALIA Cronologica 1815-1990 – De Agostini
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